venerdì 19 gennaio 2024

UMANESIMO NATURALISTA

Un bell'articolo di CARLO PAGANI, che condivido:

"Circolano in giro parolone grosse come umanesimo naturalista, messaggio straordinario assolutamente da condividere ma da spiegare. Occorre creare una consapevolezza della necessità dell’uomo d’oggi rispetto a quello di mezzo secolo fa, del bisogno necessario di natura, di verde di bellezza. I ritmi, i luoghi, le attività di ogni giorno della moderna società, ci allontanano sempre di più dalla natura. Serve coinvolgere e responsabilizzare le persone, entusiasmarle, riavvicinarle, favorire i contatti con le piante, il giardino, la campagna, serve far capire che la natura è vita, linfa vitale per ognuno di noi. E’ un’altra missione del giardiniere, oltre a crescere le piante serve far crescere le persone, anche solo raccontando un fiore, una rosa! 

Un’occasione buona per avvicinarci alla Tea Clipper (in foto), una mirabile creazione di David Austin risalente al 2006. Una rosa inglese che incarna la bellezza in tutte le sue manifestazioni. Il colore albicocca vivo cattura per la tessitura e la sua intensità, gli occhi si fermano davanti a tanto incanto e il naso è obbligato ad avvicinarsi per l’intensa fragranza di mirra, tè e frutta di agrumi. Pochissime le spine e ottimamente resistente alle malattie. Creata all’epoca per festeggiare il centenario della morte Frederick Horniman il cui nome è legato al celebre Museo Horniman a Forest Hill, Londra, contenente reperti storici da tutto il mondo."


Ho sentito un richiamo forte leggendo la spiegazione che Carlo Pagani ci dà di "umanesimo naturalista": la missione del giardiniere, e io sottolineo anche del rosaista, è anche di trasmettere la passione per una pianta, un fiore, la passione nel coltivarle e nel farle nascere seguendone tutto il loro corso di vita.

E' quello che sto cercando di fare io da quando ho deciso di creare questo blog: spargere come semi, attorno a me, l'amore per i fiori e per le rose in particolare.

Lo scorso anno organizzai una iniziativa che mi ha dato una bella soddisfazione. Contattai una maestra referente della scuola materna del mio paese, a cui spiegai qual era la mia proposta: invitare i bimbi della scuola a venire, in una mattina di novembre, a visitare il mio roseto e a prelevare dei cinorrodi direttamente dalla pianta. Poi avrei insegnato loro a vernalizzare gli acheni e a far nascere le piantine.



Questa attivissima maestra rimase entusiasta della mia proposta e riuscì a creare un progetto, accettato dal Consiglio di Istituto. Quindi una mattina di metà novembre i bimbi della scuola materna, accompagnati dalle maestre, vennero a casa mia e uno alla volta prelevarono, con le forbici da bimbo che gli fornii, tanti cinorrodi. Ricordo che questi bimbi furono bravissimi: quelli che in quel momento non raccoglievano cinorrodi se ne stavano seduti su coperte imbottite che avevo preparato, e si passavano i miei semini vernalizzati nei sacchetti per vedere come appariva la radichetta, oppure guardavano con ammirazione i piccoli semenzali che erano già nati nei bicchierini da caffè che uso io.

Spiegai ben bene come aprire i cinorrodi, come vernalizzarli e trasferirli nei vasetti. E ci riuscirono! Alla festa di fine anno scolastico poterono vendere i semenzali che i bimbi avevano allevato. Una bella soddisfazione!

IL GIARDINO IN GENNAIO-FEBBRAIO

Nelle fredde e dure giornate invernali di gennaio e febbraio, il nostro amato giardino appare abbandonato, lasciato a se stesso. I cinorrodi delle rose, che abbiamo lasciato sul rosaio per la vivacità che donano in autunno al nostro roseto, iniziano ad appassire. Notiamo poi che la parte aerea delle erbacee è secca, e i fiori che abbiamo lasciato sulle rispettive piante appaiono anneriti e cadenti.

Sappiamo naturalmente che si tratta di un momento transitorio, e ciononostante affascinante nella sua natura statica, che ci parla di calma, riposo, e attesa.



Il giardiniere saggio si concede ora un momento di riposo attivo, approfittandone per leggere, informarsi e progettare attentamente i prossimi lavori che affronterà nel suo piccolo regno.

Appena le temperature saliranno sopra lo zero in modo definitivo, a seconda della posizione geografica, potremo riprendere i lavori in giardino:

- potare le rose, gli alberi da frutto, le siepi decidue e applicare del ramato per una più rapida guarigione dei tagli

- ripulire dal secco le erbacee perenni 

- moltiplicare, tramite divisione del cespo, le erbacee perenni a fioritura autunnale

- piantare nuove rose, evitando di metterle dove sia già stata un’altra rosa (per approfondimenti a questo proposito clicca qui)

- se troviamo ancora spazi vuoti da poter riempire, è questo il momento di piantare erbacee perenni e arbusti

- concimare le piante con sostanze organiche (es. stallatico, cornunghia) per favorire la ripresa vegetativa delle piante

- nutrire il terreno con compost o humus di lombrico.

Nella mia zona, Bassa Romagna, inizio i "grandi lavori" verso la metà di febbraio se il tempo e la temperatura sono favorevoli. Il mio primo passo è la potatura delle numerose rose che ho nel roseto, e che mi impegna per circa una settimana. Successivamente ripulirò il terreno dalle numerosissime foglie cadute (io ho pochissimi alberi, e le foglie giungono quasi tutte dal vicinato).

E’ molto importante rimuovere qualsiasi residuo vegetale di rosa, soprattutto le foglie, per evitare che trasmettano malattie.