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mercoledì 18 ottobre 2023

I PARASSITI DI QUESTA TARDA ESTATE

Da un paio di giorni, è vero, le temperature si sono abbassate, e forse sono rientrate nella media stagionale. Abbiamo comunque goduto di una estate molto prolungata, fino a metà ottobre. Le rose ne hanno in parte goduto, regalandoci una splendida fioritura autunnale, quasi comparabile a quella di maggio.

Dall'altra parte, gli insetti dannosi hanno potuto continuare a lavorare alacremente.

Se da una parte, per fortuna, non ho quasi visto AFIDI, dall'altra si sono manifestati ARGIDI DELLE ROSE (in quantità industriale), TENTREDINI e purtroppo anche ALEUROCANTHUS SPINIFERUS.


ARGIDI





















Rimando a un lungo articolo diviso in tre parti, che ho pubblicato un paio di anni fa:



Ho comunque notato che quest'anno si sono manifestati molto più degli anni scorsi, provocando la spogliazione di molti rami dei miei rosai.
Ho pure visto che gli argidi sono particolarmente golosi dei portainnesti (rosa laxa): in due giorni hanno completamente "pelato" due rami di una pianta!


TENTREDINI












Sono quei maledetti bruchi che provocano quei buchi sulla parte inferiore della foglia. I responsabili sono le larve, e io faccio prevenzione e cura a mano: osservo bene le foglie da sotto, e quando li trovo semplicemente li schiaccio.
In questa tarda estate le tentredini mi hanno attaccato una serie di talee in vaso che avevano appena radicato, e per poco non me le hanno rovinate tutte.


ALEUROCANTHUS SPINIFERUS











Nella prima foto, le forme giovanili (i puntini neri circondati di bianco). Nella seconda foto gli adulti: di dimensioni piccolissime (femmina 1,7 mm e maschio leggermente più piccolo) presentano ali di colore grigio-blu metallizzato.

Da me si è manifestato per la prima volta la scorsa estate. 
Ecco l'articolo che pubblicai in merito:

L'aleurocantus spiniferus produce purtroppo melata, che lo scorso anno era successivamente sfociata in fumaggine. A ottobre avevo tantissime rose nere. Con gli insetticidi non ho risolto, c'è voluta la caduta delle foglie. Quest'anno l'insetto si è ripresentato in maniera piú contenuta, ma un po' li ho avuti ugualmente.

mercoledì 22 giugno 2022

PARASSITA MAI VISTO PRIMA

 Ieri ho riscontrato, per la prima volta, un nuovo parassita sulle foglie di una mia rosa, la rosa rugosa Basye's Purple Rose.

Già i giorni scorsi avevo notato che diverse foglie stavano assumendo, prima lungo i bordi poi anche al centro, una colorazione rossastra, ma avevo pensato ad un colpo di caldo oppure al fatto che, avendo usato il diserbante, qualche goccia poteva esservi finita sopra per sbaglio. Invece, controllando meglio le foglie, cioè la parte inferiore, ho trovato la vera causa.






(Le prime tre foto sono mie, l'ultima è tratta dal sito https://www.fuoridiverde.it/fuori-di-news/aleurocanthus-spiniferus-come-eliminarlo, come anche la prima parte del testo).

Si tratta di "Aleurocanthus Spiniferus", è un insetto tropicale di nuova introduzione in Italia, che attacca gli Agrumi, la Vite, il Melo, il Pero e numerose piante ornamentali come la Piracanta (Pyracantha), l’Edera e la Rosa.

A prima vista sembra una Cocciniglia ma è un Aleurodide polifago: attacca di preferenza le piante più rigogliose, i polloni e gli apici vegetativi, imbrattando le foglie e i frutti con una sostanza zuccherina e appiccicosa, detta melata. Oltre al danno causato degli insetti, anche la melata rappresenta un problema, perché stimola lo sviluppo di funghi della fumaggine.

Succhiando la linfa, l’Aleurocanthus spiniferus causa la caduta anticipata delle foglie, il disseccamento delle parti infestate e, nei casi più gravi, la morte della pianta colpita.

 Le neanidi o forme giovanili dell’insetto infestano essenzialmente la pagina inferiore delle foglie. Si nutrono per tutto il ciclo vitale a spese della pianta sottraendo la linfa dai tessuti vegetali.

Il numero delle generazioni annuali è variabile in funzione dell’andamento climatico e in genere si hanno da 3 a 5 generazioni in un anno.

In inverno rimane allo stadio di neanide: un corpuscolo nero di forma ellittica (max 1,2 x 0,75 mm) circondato da un anello di cera bianca.

Il momento di maggiore vulnerabilità della Aleurocanthus spiniferus è quello di Neiade mobile e possiamo intervenire con un insetticida specifico.

Per prevenire il problema e in presenza di piante già colpite in precedenza, è bene operare delle potature preventive, con lo scopo di consentire un’areazione ottimale della chioma.

È importante bruciare o distruggere i residui di potatura delle parti danneggiate, poiché l’insetto potrebbe continuare a diffondersi. È consigliabile anche spazzolare gli indumenti utilizzati per la potatura, poiché possono diventare veicolo di infezione.

Io sono intervenuta controllando TUTTE LE FOGLIE e togliendo quelle che presentavano le neiadi, cioè i puntini neri circondati di bianco. Ho anche provato a schiacciare alcuni di questi puntini, e ho visto che erano "vivi". Le foglie inquinate le ho messe in un sacchetto e poi nell'immondizia, poi sulla pianta ho passato un insetticida, io ne avevo uno a base di piretro, così ho contemporaneamente curato il ragnetto rosso e gli afidi, che, come se non fosse abbastanza, sono anch'essi su questa pianta.

martedì 15 marzo 2022

AFIDI: ALTRA RICETTA NATURALE

Forse non lo sapete ma uno degli insetticidi naturali migliori e vincenti è senza ombra di dubbio il sapone di Marsiglia. Questo sapone infatti, non solo sbianca le lenzuola, ma tiene lontani i parassiti dalle vostre piante! Gli stessi prodotti che comprate per liberarvi dai nemici delle vostre piante contengono spesso una base di sapone di Marsiglia: ecco allora come farlo in casa risparmiando ma ottenendo lo stesso risultato.

Per prima cosa procuratevi una saponetta di sapone di Marsiglia e riducete a scaglie circa 100 gr. Mettete le scaglie in un pentolino con circa un litro di acqua e 50 ml di olio di semi: fate sciogliere a fuoco basso il sapone e mescolate bene il composto.

Lasciate raffreddare il vostro insetticida naturale e versatene due cucchiai in un nebulizzatore pieno di acqua. Spruzzate ogni tre giorni le vostre piante, foglie e gambi: il sapone disinfetterà le vostre piante e manderà via tutti i parassiti!




lunedì 14 marzo 2022

AFIDI!!!

 Potrà sembrare quasi impossibile, in quanto la stagione è ancora fredda e le rose, come tutte le piante "sono ancora indietro". Ieri ho comunque trovato, su una gemma fresca, degli AFIDI (comunemente detti pidocchi).

Questi maledetti insettini verdi non saranno perniciosi come le muffe, tuttavia possono provocare diversi danni alle rose, tra cui:

- la sottrazione di linfa, e quindi di energia, vitale per la pianta.

- alterazione fisiologica della pianta: la saliva che iniettano questi pidocchi costringe la pianta ad aumentare la respirazione, con uno spreco enorme di energia. 

Ecco allora un rimedio naturale di facile creazione.

Occorrente: acqua, due teste d'aglio.

Mettete le due teste di aglio a bollire in un litro d’acqua fino a quando non si sfaldano completamente. Lasciate poi raffreddare e filtrate l’acqua con un colino in uno spruzzino. Spruzzate quindi l’intera pianta di rose in modo da eliminare tutti “gli ospiti indesiderati”. Questo metodo può essere ovviamente utilizzato anche per prevenire le invasioni dei piccoli parassiti.

Alla prossima puntata per un'altra ricetta naturale!

venerdì 24 settembre 2021

GLI ARGIDI O BRUCHI DELLE ROSE (3° PARTE)

(continua)

Dato che il "taglio" provocato dalla deposizione delle uova, è abbastanza evidente, si può ricorrere al controllo giornaliero delle nostre rose; nel caso si avvistasse una "ferita" da cui le larve non siano ancora uscite, la cosa migliore è tagliare via il ramo dalla ferita in su.

RIMEDI BIOLOGICI E CHIMICI

Sulle larve di argidi delle rose si può agire utilizzando rimedi naturali, come ad esempio il macerato di foglie e femminelle di pomodoro. Questo prodotto, totalmente naturale, può essere fatto in casa e risulta particolarmente irritante per le larve. Si consiglia di effettuare il trattamento nelle ore serali, in modo da lasciare la vegetazione bagnata più a lungo.

Quella che segue è invece la ricetta per il macerato di aglio + pepe nero.

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Occorrente:

Mezzo litro di acqua
30 grani di pepe nero
4 spicchi di aglio
Un colino a maglia stretta
Uno spruzzino
Un contenitore per la macerazione

Per prima cosa si tritano grossolanamente i grani di pepe nero e si tagliano o si schiacciano gli spicchi di aglio. Si unisce il tutto all’acqua e si lascia macerare almeno 12 ore in un contenitore chiuso.

Si filtra con il colino il liquido che ci serve (se abbiamo fatto più di mezzo litro e ne dobbiamo usare di meno conviene lasciare in infusione il materiale fino a quando non lo andremo a utilizzare). Il filtraggio è necessario perché i pezzetti di pepe e di aglio vanno a ostruire i fori dello spruzzino.

Con lo spruzzino quindi possiamo irrorare bene i tagli verticali da dove partiranno i bruchi per poi proseguire sulle parti sottostanti dove si vede la polvere nera. Infine girando le foglie possiamo bagnarne tutta la faccia. Ricordate che i bruchi delle rose partono dall’alto, irrorate bene e controllate sempre che non vi siano tagli nuovi.

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Tra i prodotti consentiti in agricoltura biologica impiegabili contro gli argidi delle rose abbiamo il piretro naturale. Si tratta di un prodotto molto efficace contro gli stadi larvali di quest’ordine d’insetti parassiti, ma che deve essere usato con molta cautela, in quanto poco selettivo nei confronti degli insetti utili.

Anche i trattamenti di tipo chimico devono essere effettuati contro le larve ai primi stadi. Numerose le aziende che ne producono, ne nomino alcune: Fito, Compo, Bayer, Protect Garden.

(da coltivazionebiologica.it)

mercoledì 22 settembre 2021

GLI ARGIDI O BRUCHI DELLE ROSE (2° PARTE)

(continua)

I BRUCHI DI ARGIDI

Larve e bozzolo sono sostanzialmente uguali nelle due specie. Il colore è verdastro, con il capo nero negli stadi giovanili, giallo-aranciato nell’ultima generazione.

Questi bruchi delle rose si riconoscono per la presenza di numerose serie trasversali di verruche pilifere nere. La loro lunghezza è di circa 18-20 mm a piena maturità.

DANNI ALLE ROSE

I danni arrecati dagli argidi alla pianta di rose sono di due tipi. In primo luogo, nel momento della deposizione delle uova vengono lesionati dagli argidi adulti i rametti teneri e non ancora lignificati. Il rametto attaccato cresce in maniera irregolare, a volte ricurvo, nei casi più gravi dissecca del tutto nella parte al di sopra del punto di deposizione delle uova.

Le larve, invece, compiono estese erosioni fogliari. Le foglie possono essere mangiate per intero, ad esclusione della nervatura mediana. Gli stadi giovanili delle larve sono i più pericolosi, per la voracità e il comportamento gregario.

CICLO BIOLOGICO

Gli argidi delle rose svernano come eopupe all’interno di bozzoli di fili sericei, che vengono tessuti nel terreno o tra le foglie secche cadute a terra. Il bozzolo ha forma ovale ed è costituito da due strati sericei, di cui quello esterno è tessuto in modo grossolano. Lo sfarfallamento degli adulti si ha tra maggio e giugno per la specie Arge rosae e a partire da aprile per la Arge pagana.

Dopo l’accoppiamento avviene la deposizione all’interno dei tessuti dei rametti, grazie all’organo ovopositore che crea delle ferite longitudinali sul fondo delle quali vengono lasciate le uova (foto). 



Le larve nascono dopo circa dieci giorni e iniziano subito la loro attività trofica a danno delle foglie. Dopo 5 mute la larva s’imbozzola nel terreno o tra le foglie.

Fanno seguito le generazioni successive.

In totale Arge rosae compie 1-2 generazioni in un anno, mentre Arge pagana 2-3.

(continua)

(da coltivazionebiologica.it)

martedì 21 settembre 2021

GLI ARGIDI O BRUCHI DELLE ROSE (1° PARTE)

Quante volte vi è capitato di ritrovare i rami più giovani delle vostre rose ridotti così???


E' tutta colpa degli Argidi delle rose.

Sono parassiti molto comuni, appartenenti all’ordine Hymenoptera, famiglia Argidae. I loro bruchi attaccano spesso i roseti e sono in grado di danneggiare sia i giovani germogli che l’apparato fogliare, rovinando l’estetica delle piante e il loro sviluppo rigoglioso.

Eliminarli delle rose non è semplice, anche perché sono dei parassiti molto piccoli e difficili da individuare tra la vegetazione. Spesso, quando ci accorgiamo della presenza di questi bruchi, intenti a mangiare le foglie del nostro roseto, è troppo tardi per intervenire. Ma questo non vuol dire che non si possano eliminare con l’uso di prodotti sia biologici che chimici.

Le specie di argidi delle rose da tenere sotto controllo sono due: Arge rosae e Arge pagana. Sono due specie molto simili tra loro, sia dal punto di vista morfologico e che per i danni prodotti sulle piante di rose.

ARGE ROSAE

Questi argidi si presentano in forma adulta come piccole mosche, lunghe dai 7 ai 10 mm. Hanno il capo di colore nero, con 3 antenne (due nere e una rossastra). Il torace è giallo-rossastro, con mesonoto, scutello e mesosterno neri. Le zampe sono gialle con estremità nere. L’addome è giallo-arancio.


ARGE PAGANA

Questa specie si differenza leggermente dalla precedente nella forma adulta. Il capo, le antenne, il pro-torace e le zampe sono interamente nero lucente. L’addome è giallo-rossastro, con il primo segmento nero. La lunghezza è di 7-9 mm.

(continua)

(da coltivazionebiologica.it)

venerdì 21 settembre 2018

QUEI BUCHI ROTONDI NELLE FOGLIE...

...di rosa, più antiestetici che effettivamente dannosi.




La responsabile?
MEGACHILE o Mosca Tessitrice delle rose, che è un piccolo imenottero molto simile alle api, di colore brunastro con il corpo fittamente coperto da peluria.
La Megachile centuncularis è un’ape solitaria che usa proteggere la prole nelle cellette d’allevamento, utilizzando ventagli circolari di foglie di rosa.

L’adulto produce caratteristiche lesioni semicircolari nel tessuto fogliare delle rose; il lembo asportato servirà per la costruzione delle cellette larvali che, simili a piccole botti, contengono il miele e l’uovo.

Una volta trovata la pianta più adatta, si poggia su una foglia e con una velocità invidiabile, ne taglia un lembo che sarà allungato se serve per la parete della celletta, oppure tondo se servirà da coperchio, il tutto usando le mascelle come una forbice.
Una volta raccolto il ventaglio se lo arrotola ben bene fra le zampette e un po’ appesantita, riparte verso casa.

Generalmente le lesioni provocano danni di modesta entità per cui, considerato anche il ruolo ecologico dell’insetto (gli adulti esercitano attività impollinatrice), non vengono generalmente attivati mezzi di controllo diretti per combatterlo.

La velocità con cui opera è davvero impressionante, difficile riuscire a fotografarla mentre in pochi secondi, si poggia e preleva il cerchietto di foglie.
(da http://giardinodellerose.altervista.org/megachile/?doing_wp_cron=1537516213.7465150356292724609375)

martedì 17 aprile 2018

ALTRI OSPITI INDESIDERATI

Durante la mia quotidiana "visita" alle rose, per accertarmi che godano tutte di buona salute, ho scoperto delle macchioline giallastre su alcune foglie, in diversi cespugli di rosa. Girando la foglia, sul rovescio ho trovato gli "ospiti". (foto www.insektoid.info)


Non è la prima volta che le vedo, purtroppo, ma non sapendo bene come affrontare il problema, ho fatto una veloce ricerca sul web. Ho trovato queste notizie in proposito: (dal sito http://www.agraria.org/entomologia-agraria/cicalina-della-rosa.htm)

"Identificazione e danno
La Cicalina della Rosa è un piccolo insetto (circa 3-5 mm di lunghezza) di colore biancastro, allo stadio adulto, con ali spioventi a tetto sul corpo. Le neanidi sono giallastre o biancastre, attere e vivono, come gli adulti, nella pagina inferiore delle foglie. Si tratta di una specie molto polifaga, comune su molte Rosacee e su altre piante Ornamentali. II danno si manifesta sulle foglie e sui germogli ed è determinato dalle punture di nutrizione di tutti gli stadi; queste punture provocano una tipica decolorazione, marmorizzata e sfumata, della pagina superiore, specialmente lungo le nervature e nella parte centrale della foglia. In questo modo si formano delle aree punteggiate, oppure intere chiazze, di colore argenteo o biancastro­giallastro, a seconda dell'intensità dell'attacco. Le foglie colpite diminuiscono la capacità fotosintetica; tuttavia solo raramente si hanno intense defogliazioni.

Ciclo biologico
La Cicalina della Rosa sverna come uovo, deposto sotto i tessuti epidermici, nei giovani rametti erbacei. All'inizio della primavera, in aprile, si ha la ripresa dell'attività con la comparsa delle neanidi; complessivamente, tra la primavera e l'estate, compie 2 generazioni.

Lotta
La lotta contro la Cicalina della Rosa è di tipo chimico; tuttavia difficilmente sono giustificati interventi contro questo fitofago. In caso di forti infestazioni si possono eseguire trattamenti, alla comparsa delle prime manifestazioni."

Sperando di non portare più danno che vantaggio, ho spruzzato sulle foglie interessate un po' di insetticida che uso per gli afidi. Vedremo il risultato.

lunedì 20 marzo 2017

PIDOCCHI

Nonostante la stagione pazzerella (ancora molto freddo al mattino e alla sera, mentre di giorno si passano i 20 gradi) le mie rose stanno mettendo dei bei getti e dei bei nuovi rametti.
Ma... allarme! Sono già apparsi LORO, gli esserini verdi, gli afidi, i pidocchi!!!!!! 
Non ci potevo credere, ci sono a malapena le foglie, e già loro sono lì a succhiarsele! E di tutte le misure, da quelli grossi così a quelli appena visibili, e lì in mezzo ne ho visto pure dei bianchi (che siano albini?)
Ho scritto in proposito a Maria Vittori dei Vittori Vivai, la quale, come sempre molto gentilmente, mi ha risposto:
"possibilissimo che ci siano già dei pidocchi...non dare veleni: lavali via con spruzzi di acqua saponata (qualche goccia di sapone per piatti o marsiglia) o infusi vari consigliati dai fanatici del bio: i pidocchi arrivano col vento o portati dalle formiche, che li allevano, e se cadono non risalgono...ma se tu ne lasci qualcuno alle rose non fa tanto danno e arriveranno le coccinelle a mangiarseli!"
Ho chiesto aiuto a Maria anche per un altro problemino che si stava presentando in alcune foglioline giovani di alcuni rosai: apparivano come "accartocciate", o da un lato o da entrambi. (vedi foto)
Maria mi ha spiegato che:
"probabilmente le tue foglioline sono rovinate perché la notte è ancora freddo e hanno avuto dei rallentamenti nello sviluppo quando le temperature sono state troppo basse...la stagione sta dando i numeri e qualche inconveniente è normale."
Trovo ottimi questi consigli e incoraggiamenti, e li condivido con tutti voi!