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venerdì 28 novembre 2025

LA NECESSITA' DI PRESERVARE LE ROSE

Noi esseri umani siamo ossessionati dalla storia. La nostra storia definisce chi eravamo, chi siamo e chi saremo. Oggi è la storia di domani. Vogliamo sapere chi erano i nostri antenati, cosa amavano, come vivevano e anche come sono morti. Ci piacciono i mobili antichi, l’arte antica in quanto ci danno uno sguardo sul passato, sui gusti di chi ci ha preceduto, ma ci collegano anche al presente. 

Alla fine del 19° secolo le rose antiche erano all’apice della loro popolarità. Quel secolo ci ha dato innumerevoli squisite varietà di rose non rifiorenti, ma più tardi anche varietà rifiorenti derivanti dalle Bourbon e dalle Tè. Erano ovunque! Dalle lussuose magioni inglesi ai castelli francesi, ai giardini pubblici, ecc.

Nessuno avrebbe supposto che 50 anni dopo, queste gemme preziose sarebbero andate perdute per sempre. Tuttavia, è proprio quello che è successo. Circa l’85% di tutte le rose antiche è andato perduto ed estinto nel 20° secolo.

Con l’avvento delle rose moderne, come le Ibridi di Tè e le Floribunda, le rose antiche andarono velocemente fuori moda, e in quel momento poche persone realizzarono che tutte queste rose antiche rappresentavano un patrimonio mondiale dell’orticoltura. Quando ci si rese conto della perdita, era già troppo tardi.

Fu solo nella seconda parte del 20° secolo che alcuni attenti amanti delle rose “suonarono l’allarme”, ma migliaia di varietà erano già estinte e perdute per sempre. L’unica cosa che ci è rimasta è la loro descrizione in antichi cataloghi, vecchi disegni e vecchie foto in bianco e nero dai primi anni del 20° secolo.

Lentamente, la gente iniziò a riscoprire le varietà perdute. Se ne trovarono nei cimiteri, in vecchi giardini, in spazi pubblici abbandonati, o perfino in vecchi vivai abbandonati.

Alcune rose ritrovate non sono mai state identificate con certezza, come Fantin Latour Rampicante, Isabella Ducrot o Philippa Pirette. Anche la grande Charles de Mills (foto sotto) o Souvenir du Docteur Jamain sono rose ritrovate, ma queste hanno potuto essere identificate con certezza da persone come Graham Thomas o Walter Branchi. 














Ci sono ancora centinaia di antichi tesori là fuori, aspettano solo di essere trovate e identificate. Cosa non sempre facile, ed è per questo che vecchi cataloghi e descrizioni sono così importanti.

Si potrebbe pensare che l’umanità abbia imparato qualcosa da questa esperienza, ma no, non abbastanza. Rose degli anni Settanta o Ottanta del Novecento vanno estinguendosi perché si pensa che ce ne siano ancora tanti esemplari in circolazione, quando in realtà non è così. Pink Brocade (foto sotto) era una bellissima floribunda ibridata negli anni settanta da Bees in Inghilterra. Il vivaio chiuse ma nessuno vi fece caso. Nel 1990 era estinta, perduta per sempre.










Ecco perché i roseti pubblici sono così importanti. Ecco perché i governi dovrebbero farsi avanti e intervenire per salvaguardare i roseti che contengono rose antiche e rose del 20° secolo. Occorrerebbe fare inventari e cataloghi di ogni giardino pubblico in Europa, USA, Sud America, Australia e Cina per avere un’idea della disponibilità di queste varietà.

E’ un colpo al cuore sentire “questa varietà è stata cancellata o interrotta”. Significa letteralmente che si trova sulla strada verso l’oblio. Specialmente quando i coltivatori di quella varietà proibiscono agli altri rosaisti di coltivarle. Perché? Qual è la ragione? Soldi? Richieste del mercato? Tattiche dell’azienda?

Veramente vogliamo che i nostri nipoti non saranno in grado di coltivare e godere della Munstead Wood o di qualsiasi altra rosa moderna, solo perché siamo troppo pigri per preservarla o troppo occupati con le nostre strategie di mercato?

Meditate su questo, amici.

(Liberamente tradotto dalla pagina FB "Dirk's rose group: For real rose addicts")

venerdì 8 agosto 2025

QUANDO LE ROSE ANTICHE RISCHIARONO DI SCOMPARIRE

In questo periodo vacanziero, in cui il caldo la fa da padrone, e in seguito ad alcuni incontri con persone del mondo delle rose, ho ritirato fuori un prezioso libro che mi pare sia di nuovo fuori stampa: "Sulle tracce di una rosa perduta", di Andrea di Robilant, in cui viene narrata la storia della rosa Moceniga. 

Il volumetto mi è stato regalato da una carissima amica, la quale conosceva la rosa Moceniga solo per aver letto questo libro, ma non l'aveva mai vista. Questa signora si è però innamorata della linea di profumi basata sull'essenza della rosa Moceniga, di una importante azienda veneziana. E quando per caso è venuta a sapere che io mi ero procurata la Moceniga, mi ha contattato: io le ho regalato la rosa, e lei il libro.















L'autore, Andrea di Robilant, non si sofferma solo sulla sua personale ricerca per scoprire le origini della Moceniga, ma narra i suoi incontri con esperti mondiali di rose, con illustri botanici e semplici appassionati, del passato e del presente, attraverso i quali scoprirà e farà conoscere a noi lettori aneddoti e segreti, notizie scientifiche e tecniche di giardinaggio. Un volumetto prezioso, quindi, da rileggere spesso.

Generalmente parlando, la moda va a onde: le tendenze cambiano ma si ripetono nel tempo. Questo avviene perchè le tendenze seguono un ciclo: nascono, raggiungono il picco di popolarità e poi declinano, per poi eventualmente tornare di moda in futuro.

Anche nel settore delle rose ciò avviene. Le rose antiche, che per forza di cose, furono per secoli le padrone indiscusse nel mondo della rodologia, rischiarono letteralmente di scomparire all'inizio del Novecento. Cioè quando orde di rose rifiorenti e dai colori sgargianti invasero letteralmente il mercato - scrive Robilant nel suo libro.

Nessuno voleva più le rose antiche. I vivaisti non le mettevano neanche più in catalogo e pian piano cessarono di coltivarle. Un patrimonio di secoli andò perduto nel giro di pochi anni. E se alcune varietà sono miracolosamente sopravvissute lo si deve a un pugno di devoti amatori.

Vediamo alcune storie.

Graham Stuart Thomas, il grande esperto inglese di rose antiche nonchè creatore di meravigliosi giardini, fu il principale artefice del revival della rosa antica negli anni Settanta. 









Aveva cominciato a interessarsi di botanica quarant'anni prima lavorando come apprendista giardiniere al Botanic Garden di Cambridge. In quel periodo non aveva alcuna conoscenza particolare delle rose antiche. Anzi, provava "quasi una repulsione" per i colori porpora e rosa-malva delle poche varietà che aveva osservato nei suoi primi vagabondaggi tra i giardini inglesi e irlandesi. Certo non si preoccupava dell'oblio in cui stava svanendo il mondo delle rose antiche. O comunque non ancora.

Esisteva in quegli anni un'ultima grande collezione privata di rose antiche, messa insieme tra le due guerre da Edward Bunyard, uomo di gusto e di cultura, grandissimo giardiniere e noto per essere il maggior pomologo del Regno Unito. 











Le sue rose furono messe all'asta dopo il suo suicidio, nel 1939. Sembrò davvero la fine di un mondo. Qualche giorno prima dell'asta, però, il giovane Thomas fu mandato dai suoi superiori a vedere la collezione. Rimase incantato "dal tesoro che quell'uomo illuminato aveva accumulato" e si scatenò in lui una passione che durò per tutta la vita.

Così negli anni immediatamente successivi, malgrado fosse assai difficile viaggiare in Inghilterra per via della guerra, Thomas riuscì comunque a mettere insieme la sua piccola collezione di rose antiche.

La collezione venne notata da Constance Spry, indiscussa regina del buono gusto british negli anni Quaranta e Cinquanta. Aveva lavorato come assistente sociale nei bassifondi di Londra prima di fare la fioraia e trasformarsi  nella Martha Stewart del dopoguerra. Nella vita privata il suo grande amore erano proprio le rose antiche, che coltivava nella sua bella casa di campagna. 










Fu molto prodiga di consigli a Thomas. E quando, ormai anziana, volle disfarsi della sua collezione, la signora Spry si affidò al suo giovane amico. Constance morì nel 1960 e già nel 1961 Stuart Thomas, con l'amico vivaista e ibridatore David Austin, introdusse la "Constance Spry", la prima e più famosa delle English Roses. Ma le rose inglesi sono un'altra storia (ricordiamo che David Austin ha dedicato una sua rosa, la Graham Thomas appunto, al suo grande amico).

Dopo la guerra, Thomas si avventurò sempre più lontano, fin nello Yorkshire, per trovare altre rose antiche. Ad aiutarlo e incoraggiarlo furono i pochi grandi amanti di quelle rose ancora rimasti, come Vita Sackville West a Sissinghurst e Sacheverell Sitwell a Weston Hall. 

(A Vita Sackville West ho dedicato in passato due post, qui e qui).

Nel 1948 Stuart Thomas aveva già la più importante collezione di rose antiche al mondo, con esemplari provenienti da Francia, Germania e Stati Uniti.

Oggi se ne occupa il National Trust, e la si può visitare nel giardino murato di Mottisfont Abbey, nello Hampshire, progettato dallo stesso Thomas (sotto, alcune immagini).






lunedì 22 luglio 2024

ROSE ANTICHE: LE ROSE NOISETTE

Siamo ai primi dell’Ottocento. 

Un rosaista parigino, Luis Noisette, ed un suo fratello, Philippe, che viveva negli Stati Uniti, erano soliti scambiarsi semi e piante, malgrado la distanza che li separava. Philippe era il sovrintendente dell'orto botanico della città di Charleston (South Carolina). Philippe regalò ad un ricco agricoltore, John Champneys, che viveva nella stessa regione di Charleston, alcune piante di Old Blush (Parson’s Pink China) la rosa cinese rifiorente, così ricercata e mai vista prima di allora in America, arrivata invece in Europa già da alcuni decenni. 

L’agricoltore, evidentemente appassionato di rose, aveva già nella sua proprietà una siepe di Rosa Moschata, una specie molto rustica, originaria delle regioni mediterranee, con fiori grandi e profumati, riuniti in corimbi. La rosa Moschata e la Old Blush vennero ibridate fra loro ed il risultato fu una varietà dai caratteri intermedi, arbustiva, con fiori a mazzi, con il tipico profumo della rosa moschata, semidoppi e di colore rosa. L’ottenitore la dedicò a se stesso e la chiamò Champney’s Rose. 

Il Noisette, a sua volta, avuta la pianta ne raccolse i semi e da questi, in seconda generazione, ottenne una rosa, o più probabilmente un gruppo di rose, che avevano i caratteri della Champneys’ Rose ed in più una accentuata rifiorenza. Una di queste rose, rispedita in Francia al fratello, fu da questi diffusa come Rosa Noisettiana e rapidamente divenne molto popolare in Europa. 

Le rose Noisette introdussero in Europa le rose "rambler", cioè quelle rose rampicanti che si differenziano dalle "climber" per avere una crescita più morbida (in italiano vengono indicate come sarmentose).

Le rose Noisette hanno un ventaglio di colori che parte dal bianco puro e va al giallo crema, al giallo dorato e alle diverse tonalità di rosa. La fioritura inizia a primavera ed è molto lunga; di molte si può parlare di rifiorenza o addirittura di fioritura continua.


Alcune rose Noisette disponibili nei vivai specializzati:






















BELLE VICHYSSOISE
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AIMEE VIBERT

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CELINE FORESTIER
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M.ME ALFRED CARRIERE
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La mia rosa noisette: Crepuscule



venerdì 5 luglio 2024

ROSE ANTICHE: LE ROSE IBRIDI PERPETUI (o PERENNI o RIFIORENTI)

Verso la metà dell’Ottocento vecchie e nuove rose raggiungono la massima diffusione e sempre maggiore è l’interesse per le novità che apportano: fiori più grandi ed eleganti, profumo, nuove tonalità di colori e soprattutto rifiorenza. 

La mancanza di rusticità delle Tea ne aveva limitato l’uso e quindi il mercato, per cui la produzione vivaistica si focalizzò verso piante che coniugassero la rifiorenza con una migliore resistenza al freddo: la comparsa degli Ibridi Perpetui (o Rifiorenti o Perenni) verso la metà dell’Ottocento venne a risolvere in parte il problema. Vennero chiamate così a motivo della loro forte rifiorenza (per quel tempo) e della grande durata in acqua dei fiori recisi. 

Non si può ricostruire la loro genesi, ma era opinione dei rodologi francesi, come si legge in Les plus belles roses au début du XXe siècle, che all’inizio ci fosse stata l’ibridazione di una R. gallica o di una sua forma affine con varietà di R. indica fragrans e semperflorens.

Altri ritengono che l'origine degli Ibridi Perpetui sia dovuta al rosaista francese Vibert che nel 1825 mise in commercio una rosa eccezionalmente vigorosa e rifiorente che era il risultato di un incrocio naturale fra una rosa cinese ed una bourboniana. Si sviluppa in forma di arbusto molto forte e sano, con fiori grandi, semidoppi e profumati, di colore rosso cremisi. 










Fu chiamata “Gloire des Rosomanes” (foto sopra) e da lei, alla metà del secolo, nacque quella che è considerata il prototipo delle Ibride Rifiorenti: “General Jacqueminot”, che trasmise alla discendenza bocci eleganti, fiori doppi, profumati e con steli lunghi e forti, e colori con tonalità cremisi scarlatto e rosso scuro (foto sotto).











Questo gruppo di rose rappresenta in ogni caso ibridi complessi e quindi differiscono anche molto l’uno dall’altro, tanto che sono stati suddivisi in diversi sottogruppi, ognuno con caratteristiche morfologiche comuni. 

Si può dire che le Ibride Perpetue divennero il simbolo dell’Età Edoardiana, basti pensare che all’inizio del Novecento se ne contavano almeno 4000 varietà (adesso anche un catalogo ben fornito non ne conta più di una trentina, benché in coltivazione siano più numerose). Se date una scorsa ai nomi di queste rose vedrete come molte siano intitolate a nobili di vario genere ed a personaggi importanti. Una fu dedicata alla Baronessa Rothschild, della famiglia dei famosi banchieri ebrei.

In effetti i pregi delle Ibride Perpetue sono circoscritti al fiore, che ha magnifiche tinte e grandi dimensioni, ma l’arbusto cresce sgraziato, con rami forti e disordinati, tant’è che tenerlo in ordine in una aiuola è veramente impossibile, e bisogna utilizzarli in siepe o come esemplari isolati. In effetti spesso si dimentica come in passato si coltivassero i fiori per raccoglierli, non dissimilmente dalla frutta e dalla verdura, in filari regolari come quelli degli ortaggi. Avere fiori freschi ogni giorno era una sorta di sacro comandamento nella Francia e nell’Inghilterra di allora, e le Ibride Perpetue si prestavano benissimo allo scopo.

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BARONESSA ROTHSCHILD










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LOUIS VAN HOUTTE









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SOUVENIR DE MADAME DE CORVAL










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PAUL NEYRON










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REINE DES VIOLETTES
















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 Io ho due rosai di Ibridi Perpetui:


venerdì 28 giugno 2024

ROSE ANTICHE: LE ROSE TE' (TEA)

Le rose Tè sono arrivate a noi dalle regioni di Cina, India e Sudest Asiatico. Sono probabilmente ibridi antichissimi di Rosa Chinensis con (forse) Rosa Gigantea.

Questo nome così poco scientifico, Rose Tè, che nel corso degli anni ha assunto il significato generico di “rosa gialla”, non aveva in origine nessuna attinenza con il colore, ma veniva usato dagli Inglesi per identificare due varietà di rose, scoperte in giardini cinesi, i cui fiori avevano un profumo che ricordava quello delle foglie fresche della pianta del tè. 

Queste due rose, quando arrivarono in Inghilterra nei primi decenni del 1800, ebbero nomi molto più altisonanti. La prima, nel 1809, fu chiamata “Hume’s Blush Tea-Scented China” ed era di colore rosa chiaro, doppia e profumata; la seconda, di colore giallo pallido, arrivata dalla Cina nel 1824, ebbe il nome di “Park’s Yellow Tea-Scented China”. 

L’eleganza dei boccioli e dei fiori, la rifiorenza e le delicate tonalità dei colori, costituivano un insieme di caratteri talmente diversi ed evoluti rispetto a quelli delle rose diffuse da secoli in Europa, che l’uso massiccio di queste due rose cinesi nei programmi di ibridazione dei rosaisti più importanti provocò la comparsa di centinaia e centinaia di nuove varietà. Furono i Francesi, probabilmente per ragioni climatiche, che lavorarono in misura maggiore con queste rose profumate di tè, incrociandole con le varietà europee più diffuse, creando vastissime progenie di ibridi difficilmente catalogabili. Dopo qualche generazione, il famoso profumo di tè non era più apprezzabile ma il patrimonio genetico dei nuovi ibridi aveva acquisito caratteri importantissimi: le tonalità di giallo, ocra, albicocca e salmone fino ad allora sconosciute.

Le rose Tè divennero un'icona del periodo vittoriano. La caratteristica più significativa era costituita dal bocciolo a centro rilevato (e di qui la corolla a petali turbinati), ereditato poi dalle Ibridi di Tè e divenuto purtroppo il simbolo della rosa tanto che molte persone faticano a riconoscere come rose i fiori che non rispondono a questa caratteristica.

Alcune Rose Tè fra le numerose in commercio:











ARCHIDUC JOSEPH

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LADY HILLINGDON

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GENERAL SHABLIKINE

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SAFRANO

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LE MIE ROSE TE': 

M.me Antoine Mari

Clementina Carbonieri

lunedì 24 giugno 2024

ROSE ANTICHE: LE ROSE CINESI

Con il post sulle rose Boursault abbiamo esaurito il gruppo delle rose antiche NON RIFIORENTI:

Galliche
Damascene
Centifoglia (o Provence)
Muscose (Moss)
Alba
Boursault.

Iniziamo ora a trattare le rose antiche RIFIORENTI che si suddividono in:
Cinesi (Chinesi)
Tè (Tea)
Portland
Bourbon
Ibridi Perpetui
Noisette
Scozzesi (non tutte)
Ibridi di Rosa Rubiginosa (Sweet Briar) (non tutte).
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Partiamo quindi dalle rose Cinesi.

Le rose Cinesi sono probabilmente le più arcaiche giunte fino a noi. La civiltà cinese era infatti molto antica e raffinata, e non poteva mancare in essa la passione per le rose. Si suppone che la rosa cinese "Old Blush" appaia in alcuni dipinti su tela risalenti alla fine del primo millennio d.C. L'altra varietà “Slater’s Crimson China”, sua progenitrice, è sicuramente ancora più antica.
Non ci sono certezze del fatto che già in epoca romana e nel Medio Evo fossero già arrivate da noi alcune rose cinesi, grazie a contatti commerciali. Secondo la storia documentata, furono gli Olandesi e gli Inglesi, nella prima metà del ‘700, che iniziarono a portare in Europa le interessantissime Rose Cinesi, che potevano abbastanza facilmente essere acquistate a Canton, dove esisteva una ditta ben organizzata che le moltiplicava per i giardinieri locali. Data la velocità delle navi del tempo, non era tuttavia facile far sopravvivere le piante per tempi tanto lunghi e per questa ragione furono creati orti botanici a Singapore, Calcutta, Isole Mauritius ecc., dove i capitani delle navi della Compagnia delle Indie facevano trapiantare ed acclimatare le piante, che venivano successivamente riprese e trasportate in Europa. Quando queste rose furono incrociate, naturalmente o volutamente, con le specie e varietà europee, determinarono in queste cambiamenti essenziali. Le Rose Cinesi infatti avevano un aspetto vegetativo diverso, fogliame verde lucente e quasi persistente, una più vasta gamma di colori comprendenti ad esempio il giallo e perfino il verde, ed un diverso tipo di infiorescenza: ma soprattutto erano rifiorenti ed è merito loro se le rose moderne fioriscono ininterrottamente da aprile a novembre.

Ecco alcune varietà di Rose Cinesi:













Mutabilis
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Sanguinea
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Comtesse du Cayla
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Old Blush
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Le mie rose cinesi:




venerdì 14 giugno 2024

ROSE ANTICHE: LE ROSE BOURSAULT

Per la categoria delle rose antiche, oggi tratto un gruppo di rose sconosciute ai più, ma che hanno avuto il loro momento di fama nel passato. 

(da "Le Rose in Fila", Firenze University Press, 2018)

Questo gruppo di rose prende il nome da Jean-François Boursault (1750?- 1842), un parigino eclettico che, dopo aver fatto l’attore, l’imprenditore e il politico, si era assicurato un discreto patrimonio. Botanofilo, collezionista e introduttore di piante, fu uno dei fondatori, nel 1827, della Société Royale d’Horticulture de Paris.

 Numerose informazioni su questo nouveau riche, sui suoi sontuosi giardini citati da Redouté, sulle sue collezioni e introduzioni sono fornite in "La Rose, une passion française di Joyaux" (2001). Nel giardino della sua villa a Yerres aveva fatto scavare una trincea lunga circa 49 m, con una copertura a vetri che poteva avere diversi gradi di apertura e di schermatura.

Le serre del suo giardino di Pigalle a Parigi, continuazione della casa con salone e biliardo al loro interno, erano sontuose. A Boursault, detto anche Malherbe, dal suo pseudonimo di attore, è attribuita l’introduzione dall’Inghilterra in Francia di “Rosa multiflora carnea” [sic] e del “Rosier de Lady Banks” (Joyaux, 2001, p. 88). A sua figlia, inoltre, si deve la comparsa di ‘Rose Boursault’, considerata un ibrido tra R. chinensis x R. pendulina, anche se tale ipotesi non è accettata da tutti.

‘Rose Boursault’ è alta fino a 4 m, con fusto e rami scarsamente aculeati; 3-7 foglioline, ovato-allungate. I fiori doppi o semidoppi, porpora, in corimbi, sono prodotti sui rametti dell’annata; cinorrodi subglobosi. Una sola fioritura primaverile-estiva (vedi foto sotto).












Le ibridazioni di ‘Rose Boursault’ hanno portato alla costituzione di un gruppo di rose chiamate, nel loro insieme, Boursault. Le Borsault sono sarmentose abbastanza rustiche, prive di spine o quasi; tollerano una lieve ombreggiatura e hanno fioritura precoce; i fiori doppi o semidoppi presentano generalmente una base di petali patenti sormontati da altri rialzati verso l’alto; i bocci ricordano l’ascendente cinese.

Alcuni di questi ibridi, sebbene non utilizzati frequentemente, si trovano ancora in coltura come (vedi foto sotto in ordine): ‘Amadis’ (1829, Laffay), ‘Madame de Sancy de Parabère’ (1874 circa, A. Bonnet & Fils) e ‘Morletii’ (1883, Morlet).

























venerdì 24 maggio 2024

ROSE ANTICHE: LA ROSA BOURBON

La capostipite di questo gruppo di rose è la Rose Edouard; sussiste tuttora qualche dubbio se uno dei genitori sia una Rosa Damascena o una Rosa Portland, mentre è accertato che l’altro genitore fosse una Rosa Chinensis. L’incrocio naturale avvenne nell’isola Bourbon, attuale Réunion, che trovandosi a metà strada fra l’Oriente e l’Occidente, sulla rotta delle navi, era una delle tappe che i capitani erano costretti a fare per rifornirsi e per trapiantare le piante, che altrimenti non avrebbero sopportato la lunghezza del viaggio. Secondo la tradizione la Rose Edouard nacque nel 1817 In questa isola erano probabilmente prima arrivate le rose europee e poi le Rose Chinensis; un certo Edouard Périchon scoprì per caso la piantina nata da seme, che fu diffusa in Europa da un certo sig. Neumann, responsabile dei jardins des Plant (orto botanico di Parigi). Ma già nel 1819 il botanico francese Breon raccolse dei semi e li inviò ad all'amico Antoine Jacques, giardiniere del duca di Orleans in Francia. Da questi semi nacque una rosa che fu apprezzata soprattutto per la buona rifiorenza autunnale. In pochi anni questa rosa ebbe un successo strepitoso e si diffuse in tutta Europa.

Sono quindi due le mitiche varietà che originarono la stirpe delle Bourbon.

Nel fogliame e nel portamento vegetativo delle Rose Bourboniane si intravedono già alcuni dei caratteri delle rose moderne, mentre i fiori che sono di solito pesanti e doppi ed il loro profumo sono ancora tipicamente riferibili alle rose antiche. Queste rose, benchè abbiano nel loro patrimonio genetico i geni della rifiorenza, tipica delle Rose Cinesi, non sono tuttavia rifiorenti o lo sono in misura molto limitata. Quando in seguito furono a loro volta ibridate con le rose cinesi, il carattere della rifiorenza divenne dominante, tanto che le rose che se ne ottennero furono chiamate Ibridi Rifiorenti.

Ecco alcune rose Bourbon facilmente acquistabili nei vivai di rose.

VARIEGATA DI BOLOGNA











ZEPHIRINE DROUHINE









Questa rosa è stata resa famosa da Agatha Christie, che l'ha usata come falso alibi dell'assassina nel romanzo "La parola alla difesa". L'assassina asseriva di essersi procurata una ferita pungendosi con una rosa, quando la rosa in questione era la Zéphirine Drouhine che è SENZA SPINE.


M.ME ISAAC PEREIRE









M.ME PIERRE OGER









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L'unica rosa Bourbon che coltivo nel mio roseto è REINE VICTORIA. Nei cataloghi viene definita "Un grande classico tra le classiche Rose Bourbon, utilizzabile come cespuglio o piccolo rampicante. I fiori quasi sferici, ben doppi, sono rosa lilla ed iniziano a schiudersi presto nella stagione, con straordinaria abbondanza, per poi rallentare radicalmente la fioritura che riparte, rigogliosa, col fresco autunnale. Il profumo è uno dei più deliziosi nel mondo delle rose. con note agrumate rare tra le rose ottocentesche. Alta e slanciata, con steli lisci dalle con rade spine, ha vegetazione chiara, poco coriacea e piuttosto suscettibile agli attacchi fungini, per cui preferisce climi caldo asciutti."