SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

mercoledì 5 agosto 2026

PRODUMI, ODORI, FETORI

Vi siete mai accorti che le altre persone non percepiscono gli odori come li percepite voi? Nel mondo delle rose mi capita spesso di sentire intensamente il profumo di una varietà, mentre chi è con me lo sente appena. E viceversa. 
E rimanendo nell'ambito dei fiori, ho notato che alcuni fiori che per me puzzano, per altri profumano. E viceversa.


Ma da cosa dipende tutto ciò? Anche se non sono una sua fan, questa volta la domanda l'ho fatta all'Intelligenza Artificiale di Google. Ecco la spiegazione.

La percezione degli odori è soggettiva e dipende da fattori biologici, genetici ed emotivi. Le preferenze non sono casuali ma sono determinate da un mix complesso: 

Genetica: Ognuno possiede una dotazione diversa di recettori olfattivi che determina quali molecole riusciamo a sentire e con quale intensità. Ad esempio, alcune persone percepiscono il coriandolo come delizioso, mentre per altre sa di sapone a causa di una specifica variante genetica. 

Esperienze ed emozioni: Il bulbo olfattivo è strettamente connesso al sistema limbico, l'area del cervello che gestisce le emozioni e la memoria. Un odore neutro o sgradevole può essere associato a un ricordo felice d'infanzia (rendendolo piacevole) o, al contrario, a un'esperienza traumatica. 

Istinto di sopravvivenza: Dal punto di vista evolutivo, il disgusto è un meccanismo di difesa. Odori come le uova marce o la carne in decomposizione attivano il rigetto per proteggerci da cibi andati a male e potenziali infezioni. 

Tuttavia, gli studi dimostrano che alcune reazioni di base sono universali: l'essere umano tende a classificare la vaniglia come l'odore più piacevole al mondo a prescindere dal proprio background culturale. 

Ok, fin qui tutto chiaro. A questo punto sono voluta andare più sul personale. Siamo in estate, in pienissima estate, in pienissima caldissima estate. Cosa ci può essere di più piacevole di una fetta di melone o di cocomero fresca? O di un'insalata a base di cetrioli?
Piacevole per gli altri! Io infatti odio gli odori di questi vegetali. Mi sono chiesta il perchè, e l'ho chiesto all'IA. Ecco la risposta:













Le motivazioni sono molteplici.
-Stessa famiglia botanica: Cetriolo, cocomero (anguria) e melone appartengono tutti alla famiglia delle Cucurbitacee. 
-Molecole in comune: le Cucurbitacine. Sono diverse e condividono composti chimici volatili, in particolare aldeidi e alcoli a sei e nove atomi di carbonio (come il trans-2-nonenale), che si sprigionano nell'aria quando vengono tagliati.
-Fattore genetico: Alcune persone possiedono recettori olfattivi più sensibili a queste specifiche molecole, percependo l'odore come erbaceo, pungente, ferroso o sgradevolmente "cimicino".
-Il ruolo dell'acquosità: L'elevata quantità di acqua fa sì che non abbiano un profumo dolce o avvolgente, ma piuttosto un sentore fresco e umido che il cervello può interpretare come "di muffa" o sgradevole.

La Cucurbitacina è la difesa della pianta: Le zucchine e le zucche producono cucurbitacine per non farsi mangiare dagli insetti. Se possiedi il gene recettore dell'amaro TAS2R38 in forma sensibile, il tuo naso avverte questa difesa chimica anche in dosi microscopiche, etichettando l'odore come "veleno" o "non commestibile". 

Non si tratta quindi di gusti difficili, ma di una vera e propria barriera biochimica che il tuo corpo usa per proteggersi da molecole che percepisce come tossiche.
In breve: non sei tu a essere "capriccioso" con il cibo, è la tua biologia che rileva queste tre molecole in modo amplificato e te le segnala come sgradevoli per tenerti alla larga da quel preciso profilo aromatico.

E con questo ho risolto un mistero! I miei familiari mi prendono sempre  in giro quando me ne vado di corsa da tavola perchè mangiano cocomero o cetrioli!

PAUL BARDEN E I NUOVI IBRIDI NON RIFIORENTI

Pochi giorni fa sul gruppo Facebook dell'esperto di rose belga Dirk Milis è stato pubblicato un interessante post sul giovane ibridatore americano Paul Barden. Ne avevo già sentito parlare ma, non essendo commercializzate le sue rose in Italia, non ho mai approfondito la conoscenza della sua esperienza.

Paul Barden vive nell'Oregon e si è specializzato nell'ibridazione di rose moderne con rose antiche, e molti suoi ibridi sono non rifiorenti. Ha creato nuovi bridi di Gallica, Rosa Miniatura, Muscosa, Tè...

Qui potete vedere una sua foto (non la pubblico in quanto i diritti sono riservati).











(foto sopra: Gallica Moderna "Marianne")











(foto sopra: Muscosa Moderna "Fara Shimbo")

Il fatto che una rosa di nuova produzione sia non rifiorente non è un difetto; come dice Dirk Milis "la fioritura è prolungata, anche fino a sei settimane. Il futuro è nel passato. L'uso di specie selvatiche e rose di antica eredità nei programmi di allevamento dona un sangue fresco necessario al momento attuale. Le rose non rifiorenti sono molto più forti e sane rispetto alle rose rifiorenti. Le persone dovrebbero iniziare a coltivarle molto più spesso. Le rose rifiorenti hanno loro valore, ma se vuoi davvero rose sane, la famiglia delle non rifiorenti è la migliore opzione."

Con stupore ho però appreso che dal 2011 Paul Barden si è ritirato dal mondo dell'ibridazione. Questa la sua motivazione: "Ho deciso di ritirarmi dall'allevamento delle rose, poiché ora ho la netta impressione che il settore, così come lo conosciamo, sia ormai in uno stato di collasso e che probabilmente non si riprenderà in modo significativo nel corso della mia vita."

Dirk commenta così questa decisione: "Ho una precisa opinione sulla situazione attuale del commercio delle rose e ad alcuni questa non piace. Abbiamo queste grandissime multinazionali che dominano il mercato. È estremamente difficile per le piccole imprese sopravvivere a causa della riluttanza dei vivai e dei centri di giardinaggio a vendere queste rose. È più una questione di quantità che di qualità. Le nuove rose oggi in generale sono più o meno le stesse, inoltre il pool di geni diventa sempre più piccolo con il deterioramento del dna. Abbiamo bisogno di coltivatori di rose innovativi che introducano sangue selvatico proveniente da specie selvatiche nel settore dell'ibridazione. Altrimenti il futuro non è luminoso, soprattutto con il cambiamento climatico".

Sono totalmente d'accordo con Dirk, anche perchè ho sperimentato sulla mia pelle il fatto che i vivai e i centri di giardinaggio rifiutano di testare nuove rose se non provengono dalle grandi multinazionali. Le mie rose per ora non le ha accettate nessuno, dopo molti no da parte di vivai italiani, e un paio di "forse" che poi si sono tradotti in niente.

Tornando al post sul gruppo di Dirk, un follower continua commentando così: "Posso riferirti per certo che circa il 90% degli hobbisti si preoccupa solo delle rose inglesi, della floribunda, della grandiflora e soprattutto delle HT almeno negli Stati Uniti. E tutto si riduce alla strategia di marketing, all'entusiasmo sui social media, al sito web elegante e alla facilità di pagamento. A tal punto che un venditore che conosco stava pensando di smettere di vendere gli ibridi di Gigantea, dato che la gente difficilmente le richiede. Le rose non rifiorenti: cosa del passato. C'è solo un piccolo problema: la maggior parte delle persone pensa in modo molto ristretto! La quantità di fiori di una non rifiorente fa impallidire la maggior parte dei fiori delle rifiorenti, ma la gente pretende comunque di avere dei fiori diper tutta l'estate anche se di qualità inferiore quando fa molto caldo, perché beh, almeno è una rosa. Che senso ha una fioritura da una rosa in piena estate per la maggior parte del mondo quando sarà così schifosa."

E Dirk a sua volta scrive: "Sì, è un problema reale. Guardate le Moschata: sono superiori per quanto riguarda il potere di fioritura e la rifioritura, ma nessuno le vuole. Lo stesso vale per le rose non rifiorenti: nessuno le vuole perché le persone sono così indottrinate su come un fiore di rosa dovrebbe apparire e avere un profumo. Ma non si tratta solo della bellezza dei fiori, ma anche di come si comporta la pianta, della sua forma: è ecologica? È resistente alla siccità? Una buona rosa è una combinazione di elementi e non solo la forma del fiore. Quando le rose di qualità superiore non hanno alcuna possibilità sul libero mercato, allora c'è qualcosa che non va. Ciò scoraggerà gli ibridatori, che smetteranno di creare qualcosa di nuovo, qualcosa di meglio e inizieranno a creare ciò che è di moda o... più o meno sempre le stesse cose. È triste".