SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

lunedì 30 marzo 2026

IL REGALO PIU' BELLO CHE POSSIAMO FARE ALLE NOSTRE ROSE

Dopo tutti questi anni passati a coltivare rose, ho imparato che le vere lezioni non vengono dai libri, ma dallo stare in giardino alle prime luci dell'alba con una tazza di caffè, osservando cosa fanno le rose quando non ce ne prendiamo cura. E la verità è semplice: una rosa non prospera mai da sola.

Noi potiamo, nutriamo, pacciamiamo e sussurriamo parole di incoraggiamento, ma la vera magia avviene nella compagnia che esse frequentano. I compagni svolgono il lavoro silenzioso – la protezione, l'ammorbidimento, l'equilibrio – molto tempo dopo che noi siamo rientrati in casa per farci una tazzina di caffè per la terza volta.

La salvia è stata la prima pianta a insegnarmi questo. L'ho piantata per il colore, ma l'ho tenuta perché si comporta come un piccolo buttafuori da discoteca per le rose. Il suo zolfo naturale fa desistere la macchia nera, e i sirfidi e le crisope (foto sotto) che attrae sono praticamente la squadra di disinfestazione non pagata del giardino.






Anche la lavanda è diventata un'amica fidata. Il suo fogliame calmo e argenteo sta accanto alle rose come un compagno assennato che tiene tutti con i piedi per terra. Aiuta a tenere lontani gli afidi e attira le api come se stesse organizzando una festa estiva. E quando la brezza mescola lavanda e rose, ti ricordi esattamente perché ti sei innamorato del giardinaggio.

La nepeta, o erba gatta (foto sotto), è la discreta diplomatica dell'aiuola. Ammorbidisce la base delle rose, nasconde gli angoli più irregolari e attira le api come se gestisse un piccolo Airbnb per insetti. Un'aiuola può sembrare anonima finché la nepeta non arriva e dice: "Bene, diamo un po' di vita a questo posto".











L'Achillea — "Achillea la guerriera gialla", come l'ho soprannominata (ne ho di tutti i colori, ma il giallo è una calamita per le coccinelle) — è una pianta che ho sottovalutato per anni. Le coccinelle non si limitano a far visita; si stabiliscono, si sistemano e mettono su famiglia. Le sue infiorescenze piatte sono ricche di nettare per sirfidi e vespe parassite, e le sue radici profonde migliorano silenziosamente il terreno senza mai chiedere applausi.











E poi ci sono di nuovo le salvie: perché una volta che vedi cosa può fare una, inevitabilmente ne aggiungi altre. Creano un alone protettivo e vibrante intorno alle rose, come un gruppo di amici allegri che hanno deciso che le tue rose meritano un seguito adeguato.

In definitiva, il regalo più grande che possiamo fare alle nostre rose non è un fertilizzante o uno spray, ma la comunità. Un arazzo vivente di piante che proteggono, riparano, attraggono alleate e rendono l'intero giardino più vivo. Le rose coltivate con buone compagne non solo sono più belle, ma stanno anche meglio.

È giunto il momento di piantare le vostre rose... e i loro migliori amici. Offrite loro una buona compagnia e non si sveglieranno mai sole.

AMA LE TUE 🌹🌹🌹

(By Paul Sykes in David Austin Roses Facebook Group)

venerdì 27 marzo 2026

API, VESPE & FRIENDS










Api, vespe, calabroni, bombi, sirfidi: ecco un identikit per riconoscerli e non confonderli.

La vespa e l'ape sono senza dubbio le più confuse, ma la loro conformazione può essere d'aiuto nel distinguerle. Prima di tutto le api hanno un corpo più peloso e il loro colore va dal marrone al nero. Le vespe non hanno un corpo peloso e sono contraddistinte dal restringimento tra torace e addome (da qui il cosiddetto "vitino di vespa"). Le api, inoltre, possono pungere solo una volta, mentre le vespe sono più aggressive e possono pungere anche più volte davanti ad una minaccia. Infine, ultima curiosità che distingue le due è che le vespe sono infestanti, mentre le api sono impollinatori protetti da preservare per la tutela dell'ecosistema. 






La sirfide è una mosca travestita da ape. (foto sotto). I suoi colori, infatti, possono ingannare, ma in realtà si tratta di un insetto innocuo, senza alcun pungiglione. Si distingue dalla vespa per avere solo due ali (invece di quattro), occhi grandi che spesso si toccano, assenza del "vitino stretto" e la capacità di volare a punto fisso come un elicottero. Sono utilissimi impollinatori e divoratori di afidi. 








Tra gli insetti simili ad api e vespe, che può capitare di vedere in strada, in giardino, sul terrazzo in primavera e in estate, c'è il bombo (foto sotto). Il suo aspetto è più goffo dei suoi simili, ha una forma rotondeggiante, è peloso e molto bello a vedersi. I bombi appartengono alla stessa famiglia delle api e sono anche loro preziosi impollinatori. Nidificano ovunque, fuori terra e sotto terra. Non si tratta di un insetto aggressivo, il bombo, infatti, punge soltanto in caso di difesa. Il suo pungiglione e il suo veleno, comunque, non sono letali per l'uomo.








Sarà capitato a tutti di vedere, soprattutto in piena estate una vespa vasaio (foto sotto). Si tratta di quell'insetto volante, dal corpo nero assottigliato al centro, con sottili zampe gialle e nere, che nidifica spesso nei pressi delle abitazioni (o al loro interno) realizzando un nido a mezza otre. Le vespe vasaie sono animali impollinatori, mentre le larve sono carnivore. Non si tratta di insetti particolarmente pericolosi: a pungere sono solo le femmine (come tutti gli imenotteri aculeati), ma lo fanno solo come ultima risorsa, se subiscono una pesante minaccia. Il veleno non è tossico, dunque, tranne in caso di particolari allergie, non è pericoloso per l'uomo.









C'è poi l'ape legnaiola, più rara da vedere ed erroneamente definita calabrone nero o bombo nero, ma non ha nulla a che vedere con questi insetti. Si tratta di un insetto della famiglia Apidae, dal corpo nero-viola cangiante. E' anche chiamata ape solitaria. Quando si avvicina si fa sentire per il suo volo rapido e rumoroso, ha un pungiglione robusto, ma non è un insetto aggressivo (se non minacciato fortemente). A differenza di alcuni dei suoi simili, quando punge non muore.







Infine, parliamo del calabrone, temuto molto dagli uomini a buon motivo. Si tratta, intatti della più grande delle vespe europee e nordamericane. Un insetto carnivoro, che preda altri insetti e che crea nidi di carta con fibre vegetali impastate a saliva. Lo si riconosce dal suo colore marrone scuro e dalle sue strisce gialle, come una vespa più grande. Il suo pungiglione è liscio e retrattile e può pungere più volte senza morire. Attacca l'uomo solo quando si sente particolarmente minacciato, ma il suo pungiglione velenoso inietta all'uomo sostanze tossiche che possono essere molto pericolose, per questo è bene intervenire prontamente.