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venerdì 27 marzo 2026

API, VESPE & FRIENDS










Api, vespe, calabroni, bombi, sirfidi: ecco un identikit per riconoscerli e non confonderli.

La vespa e l'ape sono senza dubbio le più confuse, ma la loro conformazione può essere d'aiuto nel distinguerle. Prima di tutto le api hanno un corpo più peloso e il loro colore va dal marrone al nero. Le vespe non hanno un corpo peloso e sono contraddistinte dal restringimento tra torace e addome (da qui il cosiddetto "vitino di vespa"). Le api, inoltre, possono pungere solo una volta, mentre le vespe sono più aggressive e possono pungere anche più volte davanti ad una minaccia. Infine, ultima curiosità che distingue le due è che le vespe sono infestanti, mentre le api sono impollinatori protetti da preservare per la tutela dell'ecosistema. 






La sirfide è una mosca travestita da ape. (foto sotto). I suoi colori, infatti, possono ingannare, ma in realtà si tratta di un insetto innocuo, senza alcun pungiglione. Si distingue dalla vespa per avere solo due ali (invece di quattro), occhi grandi che spesso si toccano, assenza del "vitino stretto" e la capacità di volare a punto fisso come un elicottero. Sono utilissimi impollinatori e divoratori di afidi. 








Tra gli insetti simili ad api e vespe, che può capitare di vedere in strada, in giardino, sul terrazzo in primavera e in estate, c'è il bombo (foto sotto). Il suo aspetto è più goffo dei suoi simili, ha una forma rotondeggiante, è peloso e molto bello a vedersi. I bombi appartengono alla stessa famiglia delle api e sono anche loro preziosi impollinatori. Nidificano ovunque, fuori terra e sotto terra. Non si tratta di un insetto aggressivo, il bombo, infatti, punge soltanto in caso di difesa. Il suo pungiglione e il suo veleno, comunque, non sono letali per l'uomo.








Sarà capitato a tutti di vedere, soprattutto in piena estate una vespa vasaio (foto sotto). Si tratta di quell'insetto volante, dal corpo nero assottigliato al centro, con sottili zampe gialle e nere, che nidifica spesso nei pressi delle abitazioni (o al loro interno) realizzando un nido a mezza otre. Le vespe vasaie sono animali impollinatori, mentre le larve sono carnivore. Non si tratta di insetti particolarmente pericolosi: a pungere sono solo le femmine (come tutti gli imenotteri aculeati), ma lo fanno solo come ultima risorsa, se subiscono una pesante minaccia. Il veleno non è tossico, dunque, tranne in caso di particolari allergie, non è pericoloso per l'uomo.









C'è poi l'ape legnaiola, più rara da vedere ed erroneamente definita calabrone nero o bombo nero, ma non ha nulla a che vedere con questi insetti. Si tratta di un insetto della famiglia Apidae, dal corpo nero-viola cangiante. E' anche chiamata ape solitaria. Quando si avvicina si fa sentire per il suo volo rapido e rumoroso, ha un pungiglione robusto, ma non è un insetto aggressivo (se non minacciato fortemente). A differenza di alcuni dei suoi simili, quando punge non muore.







Infine, parliamo del calabrone, temuto molto dagli uomini a buon motivo. Si tratta, intatti della più grande delle vespe europee e nordamericane. Un insetto carnivoro, che preda altri insetti e che crea nidi di carta con fibre vegetali impastate a saliva. Lo si riconosce dal suo colore marrone scuro e dalle sue strisce gialle, come una vespa più grande. Il suo pungiglione è liscio e retrattile e può pungere più volte senza morire. Attacca l'uomo solo quando si sente particolarmente minacciato, ma il suo pungiglione velenoso inietta all'uomo sostanze tossiche che possono essere molto pericolose, per questo è bene intervenire prontamente. 



COME SCOPRIRE IL PH DEL TUO TERRENO













Esiste un metodo economico naturale per testare il ph del terreno del tuo giardino. Ecco cosa serve:

- acqua distillata
- aceto bianco
- bicarbonato di sodio
- bicchieri o ciotole di plastica.

Preleva circa 10-20 grammi di terra da 2-3 punti diversi del giardino, a una profondità di circa 10 cm, eliminando sassi e radici.
Metti il terreno in due ciotole separate (una per il test del bicarbonato, una per l'aceto).
Aggiungi mezzo bicchiere di aceto bianco a un campione. Se frigge o fa bollicine/schiuma, il terreno è alcalino/basico (pH > 7).
Al secondo campione, aggiungi acqua distillata fino a creare un fango, poi aggiungi un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Se frigge o fa schiuma, il terreno è acido (pH < 7).
Se non c'è reazione con nessuno dei due, il terreno è probabilmente neutro (pH vicino a 7).

E "a occhio" si può capire qualcosa?
La presenza di piante come ortiche, trifoglio o convolvolo indica spesso un terreno neutro o basico. Al contrario, muschio, felci, brugo o azalee segnalano un terreno acido.

La rosa cresce al meglio ad un pH compreso tra 4,5 e 7, con valori ottimali compresi tra 5,5 e 6,5. Nel caso di valori di pH anomali, la quantità di correttivo da impiegare per modificare il pH variano in funzione della natura del substrato e segnatamente della sua capacità di scambio.
Nei terreni che hanno un pH eccessivamente elevato, per abbassarlo si possono impiegare, zolfo finemente granulato o solfato ferroso. La correzione va effettuata preferibilmente d'estate, incorporando i correttivi nel substrato mantenuto sempre sufficientemente umido. Si può coltivare con il pH elevato, riducendo gli effetti negativi sulle coltivazioni, utilizzano concimi fisiologicamente acidi e portainnesti della rosa adatti. Per elevare il pH si utilizza calcare in polvere o calce dolomitica.