lunedì 16 febbraio 2026

GUSTI PERSONALI E CATALOGHI

In questo post ho parlato dell' "arte di scegliere una rosa", spiegando che l'ispirazione per la scelta della nuova rosa da aggiungere al nostro roseto deve venire dall'interiorità. 

Ma in pratica?

Io ho molta esperienza nella scelta delle rose! Ho trascorso ore a sceglierle.

Da quando mi sono appassionata a questo fiore, ho passato diverse "fasi": i miei gusti sono cambiati, si sono evoluti di pari passo con l'approfondimento della conoscenza della storia delle rose, delle varietà e delle novità. Al mio primo approccio ero totalmente ignorante e conoscevo solo le rose HT (= Ibridi di Tè), tutte quelle che non presentassero la famosa corolla turbinata non le consideravo nemmeno rose. E' seguendo questa idea che ho acquistato le mie prime rose per il mio giardino, tutte HT. (Foto sotto: una delle primissime rose acquistate: "Alliance" di Meilland, 1985).












Poi sono passata alla fase della corolla semplice: tutto ad un tratto mi sono innamorata delle corolle a 5 petali. Di conseguenza mi sono messa alla ricerca di quelle rose a 5 petali o poco più, partendo dalle rose botaniche e cercandole anche fra le moderne. E' con questo ideale che ho acquistato, ad esempio, Souvenir de Gilles Villeneuve (foto sotto), Mrs. Oakley Fisher, Basye's Purple Rose. Quest'ultima anzi riunisce tre mie passioni: la rosa a corolla semplice, la rosa rugosa e la rosa viola.












Infatti dopo le rose a 5 petali, mi sono innamorata degli ibridi di rugosa, poi delle rose viola. Con quest'ultimo "pallino" ho acquistato Midnight Blue, Night Owl, Twilight Zone (foto sotto) e Purple Breeze.











Contemporaneamente ho scoperto le rose inglesi, e quindi ecco nuovi acquisti studiando bene i cataloghi di David Austin.

Devo aggiungere che io sono molto meteopatica, e spesso superare l'inverno per me è stata un'impresa. Per fortuna da diversi anni in qua ho la germinazione degli acheni a tenermi occupata, tuttavia esistono sempre tempi morti. E allora, che fare per non farsi opprimere dalle giornate corte, dalla mancanza di luce e di sole, dal freddo e dall'impossibilità spesso di uscire?

Prendo in mano un catalogo di rose e lo sfoglio, con l'intento di trovare quella che più mi si addice in quel momento. Non basta guardare un attimo la foto: i cataloghi ben fatti riportano il nome dell'ibridatore e l'anno di immissione sul mercato, la rifiorenza, l'altezza e la larghezza del cespuglio, il colore e il profumo, il fatto che sia o meno rampicante, e a volte anche se produce cinorrodi.

E se non ho cataloghi cartacei a portata di mano? Vado in internet, faccio una ricerca dei vivai che vendono online (ormai quasi tutti lo fanno), apro i loro cataloghi elettronici e mi metto a studiare le foto e le caratteristiche delle rose. Anche i prezzi hanno il loro peso. Molti vivai vendono rose il cui brevetto è scaduto, quindi di libero commercio, ma non per questo meno valide: spesso il prezzo non è troppo alto, soprattutto se si acquista a radice nuda.

Un vivaio che ho iniziato ad apprezzare è Avramis, vivaio greco, che vende anche alcune proprie creazioni.






Per non farsi confondere dalla enorme quantità di rose presenti nei cataloghi, bisognerebbe mettersi a sfogliarli con in mente già l'idea della rosa che si cerca, o almeno una caratteristica: il colore, il fatto che sia o meno rifiorente, la tipologia (ibrido di tè, arbusto moderno, inglese, floribunda...), oppure la possibilità di crescerla in vaso, ecc.

Se invece non siamo alla ricerca di una rosa in particolare, ma ci piace vedere la produzione disponibile di ogni vivaio, ci possiamo dedicare semplicemente al godimento delle foto, dei colori e di tante belle rose.


VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO THERESE BUGNET

Febbraio: per le rose rifiorenti è la stagione della potatura, ma anche la stagione più giusta per acquistarne di nuove e metterle in terra o in vaso. In questa stagione infatti dovrebbero essere finite le gelate, e le nuove piante avranno il tempo di acclimatarsi e prepararsi per la stagione vegetativa.

Presenterò quindi qualche rosaio di mio gradimento, sperando che vi possano piacere e che vi possano dare qualche idea per arricchire il vostro roseto.

Oggi iniziamo con una rosa ibrido di rugosa, Thérèse Bugnet: lo so che a molti non piacciono le rose rugose, ma sono invece una mia passione!

Una rosa alla quale si potrebbe passare accanto quando non è in fiore, pensando dal fogliame che si tratti di un arbusto di un'altra specie e non di una rosa. Foglie lunghe, strette e opache, non tipiche di nessun'altra ibrido di  Rugosa. In autunno gli alti steli diventano di un attraente rosso.













La fotografia sotto mostra una fioritura appena prima del suo massimo splendore: notate il grande numero di boccioli prodotti contemporaneamente!












Nella foto sotto vediamo i fiori aperti. Questi fiori di grandi dimensioni si presentano in grappoli, con grandi petali ondulati che si aprono a forma di piattino. Inizialmente rosa scuro, per poi sfumare in una tonalità più morbida con quegli affascinanti stami dorati. Tipica fragranza dolce ma intensa di chiodi di garofano. Fioriture ripetute dall'estate all'autunno. 









Un arbusto alto 1,5-2 m, e come alla maggior parte delle ibride di rugosa non le piace essere potata. Resistente alle malattie. Tollerante all'ombra, eccezionale resistenza al freddo. Ampiamente disponibile in Italia.















Ibridata e introdotta nel 1941 da Georges Bugnet, uno dei maggiori scrittori francesi del Canada occidentale, pubblicò quattro romanzi, il più noto dei quali è ‘La foresta’, e inoltre numerosi saggi, racconti e poesie. Nato in Francia nel 1879, studiò alla Sorbona, Georges emigrò in Canada con la moglie Julia e visse in una fattoria vicino a Edmonton, in Alberta. Sebbene non avesse una formazione botanica, nutriva un grande interesse per le piante e iniziò a coltivarle cercandone una in grado di sopravvivere al rigido clima dell'Alberta. Prendendo i semi dalle piante russe produsse il pino di Lagoda. Nel 1941 sperimentò l'incrocio tra rose autoctone russe e e specie autoctone canadesi e produsse ‘Thérèse Bugnet’, che prese il nome dalla sorella. Continuò a coltivare rose per divertimento, producendo 16 ibridi di Rugosa e regalando le piante ai vivai affinché le propagassero e le vendessero. Con nove figli era molto interessato all'istruzione ed era molto coinvolto nelle scuole locali e nei loro programmi educativi. Georges ebbe una lunga vita: morì alla veneranda età di 101 anni, nel 1981.