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mercoledì 9 settembre 2026

ROSE BLU DALLA CINA











Anche in Cina c'è chi lavora per arrivare alla rosa blu: l'ibridatore Jiang Zhengzhi.

La Cina ha il vantaggio delle economie di scala. Jiang Zhengzhi è in attività da soli 18 anni e ha già creato oltre 200 varietà di rose. Ne vende 3 milioni all'anno dal suo vivaio a Changshu, a nord-ovest di Shanghai. Le sue serre per la coltivazione si estendono su ben 40 acri.

Jiang fu affascinato per la prima volta dall'idea di ibridare rose blu 20 anni fa, quando vide le rose 'Blue Moon' e 'Blue Ribbon'. "Era difficile non entusiasmarsi", scrisse in seguito. Una volta avviata l'attività, iniziò a esplorare altre rose blu e scoprì che tutte presentavano lo stesso problema: crescita debole e scarsa resistenza alle malattie. Iniziò incrociando diverse rose blu, ma si rese subito conto che non avrebbe funzionato. Così iniziò a indagare sulle origini del gene blu-violaceo. Una rosa all'estremità grigia dello spettro si dimostrò promettente: 'Grey Pearl' (foto sotto; di McGredy 1934). 











L'analisi genetica dimostrò che proveniva dall'ibridazione di rose arancioni e rosa. Jiang afferma: "Questa scoperta è stata come una chiave, che ha aperto una nuova prospettiva: perché concentrarsi esclusivamente sul blu-violaceo?". Iniziò quindi a incrociare varietà blu-violacee giapponesi esistenti con rose europee più vigorose di diversi colori, tra cui 'Abraham Darby' di David Austin.

Nel suo vivaio, che mette in mostra le sue rose, ce ne sono diverse di colore grigio-blu e nel suo catalogo se ne contano almeno 20. "Ji Si" ad bluastra, ma non proprio blu (foto sotto).











"C'è ancora molta strada da fare", ammette Jiang. "Ma ci impegniamo costantemente. Forse in futuro una tecnologia migliore ci aiuterà."

Il futuro

La dottoressa Inna Koval, scienziata ucraina che ha studiato i meccanismi di tolleranza allo stress nelle rose, afferma: "Nella ricerca di una rosa veramente blu si possono osservare i limiti della variabilità naturale, ma anche i limiti dell'ingegneria genetica moderna. L'interazione tra genetica e fisiologia vegetale è incredibilmente complessa. Anche se si riuscisse a modificare alcuni meccanismi del processo, quanto stabile sarebbe il colore? Il meccanismo verrebbe trasmesso alla generazione successiva? E la pianta sarebbe sana? Ci sono troppi problemi da superare."

E così la ricerca continua. La rosa blu potrebbe essere – come disse una volta uno scienziato – "un pigmento della nostra immaginazione". Il massimo che potremmo mai vedere è una versione più sana e leggermente più blu delle rose lilla, lavanda e malva che abbiamo oggi.

venerdì 12 gennaio 2024

DESIDERIO DI ROSE BLU

Un bell'articolo di CARLO PAGANI, che condivido con il benestare dell'autore.

Chi fa il mio mestiere di storico delle rose ha necessariamente buona memoria del passato, gli occhi sono costantemente attratti dalle decine di novità che arrivano sul mercato, sempre più caratterizzate dalla forma, dalle tinte e dall’immancabile profumo. 

Ma la memoria non tralascia nulla del passato di questo fiore  che affianca la storia dell’uomo dalla nascita alla scomparsa. Ci sono rose che hanno fatto la storia e hanno rappresentato un epoca che hanno il solo difetto di essere datate o passate di moda, eppure hanno rappresentato l’avvio di una tendenza. 

Una di queste è la rosa ‘BLUE MOON’ (in foto) 












quella che maggiormente ha illuso di essere finalmente arrivati alla rosa blu. Negli anni 60 quando dall’Olanda arrivavano i primi cataloghi con la vendita per corrispondenza, la foto della ‘Blue Moon’ era mistificata,




 








totalmente blu, con la totale delusione nel vederla poi fiorire successivamente. Bastava accettare la sua bellezza comunque straordinaria e non raccontarla con l’inganno. 

Creata in Germania nel 1964 da Mathias Tantau, viene venduta anche con lo pseudonimo di ‘Sissi’. Si tratta di un ibrido di rosa tea dal colore lilla fisso, immutevole, fiore dalla forma classica, 40 petali e un profumo che varia secondo calore ed orario della giornata. Boccioli lunghi ed appuntiti, un classico delle rose tea, forma della pianta eretta e fogliame lucido verde scuro.  Resiste bene al caldo, buona prestazione anche come fiore reciso. 

La bellezza si racconta da sé, non servono alterazioni o esaltazione che vanno oltre la realtà, raccontarla come una rosa blu ha finito per  togliergli l’interesse dovuto. Eppure dal 1964 da questa mirabile creazione, ogni ibridatore si è cimentato nella spasmodica ricerca tutt’ora vana del colore blu. Ora sono decine le rose con questo colore malva, tutte seducenti, affascinanti e incantevoli, tutte hanno inciso il Blue nel loro nome, tutte a offrire il loro contributo alla bellezza alla quale non ci abitueremo mai!