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venerdì 23 gennaio 2026

API E GIARDINO: UN'IDEA PER LA PROSSIMA PRIMAVERA

Gennaio, inverno, tempo di riposo e letargo per molti animali.

Nonostante il freddo invernale, le api non vanno in letargo, ma si raggruppano in un glomere (una palla compatta) all'interno dell'alveare per difendersi dalle basse temperature. 

Le api si risvegliano dall'inverno all'inizio della primavera, solitamente tra fine febbraio e marzo, quando le temperature superano stabilmente i 10°-12°. Iniziano a uscire dall'arnia per cercare polline e acqua, segnando la ripresa dell'attività di bottinamento, il volo di pulizia e la deposizione delle uova da parte della regina. 

Ecco i dettagli del risveglio: 

Segnali di risveglio: Aumento delle temperature e prime fioriture (crochi, noccioli, salici) che forniscono il nettare e il polline necessari.

Comportamento: Durante le prime giornate calde, le api compiono i cosiddetti "voli di pulizia" per svuotare l'intestino, mantenendo l'igiene all'interno dell'alveare.

Attività interna: La regina riprende a deporre le uova già da fine gennaio/febbraio, portando il glomere a una temperatura di circa 35° per sviluppare la nuova covata.

Clima: Sebbene si risveglino con la primavera, un ritorno di freddo o pioggia può rallentare la loro attività. 

Penso che noi tutti amanti di rose e giardini, amiamo anche le api. Ma quante volte ci è capitato di vedere purtroppo uno di questi meravigliosi insetti, annegato nell'acqua presente nel nostro giardino?

Infatti le api bottinatrici raccolgono acqua per rinfrescare l'alveare o nutrire le larve, ma rischiano spesso di cadere in superfici d'acqua aperte. Se finiscono in acqua, le api necessitano di una superficie su cui arrampicarsi per uscire. L'assenza di sponde o appigli (come sassi o rametti) rende la caduta in acqua (es. piscine) fatale.

Allora ecco cosa possiamo creare per il nostro giardino a partire dalla primavera:














La piscina ideale per le api: un pezzo di legno galleggiante impedisce alle api di annegare nel tuo giardino. Pratica qualche foro, aggiungi acqua e osserva la popolazione di impollinatori arrivare numerosa perchè finalmente potranno avere una idratazione sicura.

La maggior parte dei giardinieri è ossessionata da quello che mangiano le api, ma si dimenticano completamente della loro idratazione, di cosa bevono. Grandissimo errore!

mercoledì 9 dicembre 2020

ROSE BEE-FRIENDLY

Se state pensando di ampliare il numero delle vostre rose, oppure di iniziare un piccolo roseto nel vostro giardino, potete tenere in considerazione quanto riportato nel seguente articolo.

Da qualche tempo è stato lanciato un allarme: le api sono a rischio estinzione. L'Italia non fa eccezione. Una moria silenziosa, dalle conseguenze ben più drammatiche di quanto si possa pensare. 
In tempi non sospetti Albert Einstein sosteneva che se le api scomparissero dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita. Ecco perché gli addetti ai lavori guardano con estrema preoccupazione al repentino calo della popolazione di questi insetti, certificata anche in Italia dai dati Coldiretti, secondo cui la produzione di miele è praticamente dimezzata rispetto ai 23 milioni di chili dell'anno scorso.

L'Italia ha dovuto importarne ben 9,7 milioni di chili nei primi cinque mesi del 2020, di cui circa la metà arriva dall'Ungheria e quasi il 10% dalla Cina. Si tratta però di miele non sempre di alta qualità, basti pensare che in Cina sono consentite coltivazioni Ogm che nel nostro Paese sono vietate. Proprio la possibilità di un'invasione di miele estero di basso livello ha portato Coldiretti a lanciare l'allarme.

In Italia esistono più di 50 varietà di miele a seconda del tipo di «pascolo» delle api: dal miele di acacia al millefiori (tra i più diffusi), da quello di arancia al castagno (più scuro e amarognolo), dal tiglio a alla melata, fino ai mieli da piante aromatiche come lavanda, timo e rosmarino. Nelle campagne italiane sono 1,4 milioni gli alveari curati da 51.500 apicoltori di cui 33.800 circa producono per autoconsumo (65%). Il problema è di livello planetario, e una mobilitazione crescente e capillare dimostra quanto siano drammatiche le conseguenze della moria delle api: persino l'attore hollywoodiano Morgan Freeman ha recentemente deciso di trasformare il suo ranch in Mississippi in un santuario per le api. Sperando che non sia già troppo tardi.

Tutta questa lunga introduzione per far capire che ognuno di noi può fare qualcosa in proposito, anche chi ama le rose.
Ci sono infatti rose "bee-friendly", cioè "amiche delle api".
Ma quali sono le rose più adatte alle api? Per rispondere a questa cruciale domanda, basta... pensare come un'ape! Se in una rosa vedi gli stami gialli ben visibili al centro del fiore, allora anche l'ape ne sarà attirata, perchè avrà facile accesso al polline.

Le rose più "perfettamente disegnate" dalla natura per le api sono, naturalmente, quelle botaniche. Ecco una lista veloce:

(da qui in avanti indicherò quali rose sono disponibili nei miei due vivai più vicini: Vittori * di Forlimpopoli  e Vivaverde ** di Imola)

Rosa canina (*) (**)
Rosa rubiginosa (**)
Rosa spinosissima (*)
Rosa rugosa (*)
Rosa rugosa Alba (*)
Rosa moyesii Geranium (*)
Rosa roxburghii
Rosa setipoda,
Rosa sweginzowii
Rosa virginiana (*) (**)
Rosa Filipes Kiftsgate. 

Ma per fortuna esistono anche tanti ibridi che offrono un facile accesso al proprio polline. Vediamone allora alcune (di quelle che si trovano anche in Italia naturalmente), così da facilitare chi desidera realizzare un giardino a misura d'ape.

BALLERINA (*) (**), ibrido di moschata, rosa a cespuglio che si sviluppa molto sia in altezza che in larghezza

BURGUNDY ICEBERG (o ICE) (*) (**), floribunda

CARDINAL HUME (*) (**), cespuglio moderno

CECILE BRUNNER (*), polyantha, esiste anche nella forma rampicante

CELEBRATION TIME conosciuta anche come CINCO DE MAYO, floribunda

COCKTAIL (*) (**), rampicante

DAINTY BESS (*) (**), ibrido di tè

EYE OF THE TIGER (*), ibrido di hulthemia persica

EYES FOR YOU (*), ibrido di hulthemia persica

FRANCIS E. LESTER (*), ibrido di moschata

GOLDEN WINGS (*) (**), ibrido di spinosissima

ICEBERG (*) (**), floribunda

KNOCK OUT (*) (**), cespuglio, tappezzante

MERMAID (*) (**), ibrido di bracteata

MRS. OAKLEY FISHER (*), ibrido di tè (nella foto, la mia pianta )

OPEN ARMS (**), rampicate

PAUL'S HIMALAYAN MUSK (*) (**), ibrido di moschata rampicante rambler

PENELOPE (*) (**), ibrido di moschata

RAMBLING RECTOR (**), rampicante rambler

RHAPSODY IN BLUE (*), floribunda

ROSA ALBA SEMIPLENA, alba

ROSA GALLICA OFFICINALIS (*), gallica

ROSERAIE DE L'HAY (*), ibrido di rugosa

SALLY HOLMES (*) (**), ibrido di moschata

SUPER FAIRY (*) (**), rampicante rambler

WEDDING DAY, rampicante rambler


Tra le rose inglesi di David Austin:
THE LARK ASCENDING

SCEPTER'D ISLE (*)

LADY OF SHALOTT (*)

TOTTERING-BY-GENTLY

SCARBOROUGH FAIR

KEW RAMBLER (*)

THE LADY OF THE LAKE

GOLDEN CELEBRATION (*)

BUTTERCUP

GENTLE HERMIONE

THE LADY'S BLUSH

martedì 14 aprile 2020

STRANE API

Da qualche tempo, diciamo dalla fine dell'inverno, quindi da quando era ancora abbastanza freddo e non si vedevano fiori in giro, ho notato degli strani insetti nel mio giardino. Sembrano api ma sono più piccole, a volte appaiono in parte ricoperte di una sostanza gialla (immagino sia polline), inoltre si posano spesso sulle foglie delle piante (nel mio caso le rose), lasciando piccole tracce gialle dietro di sè.
L'altra mattina c'era un sole molto caldo, che riempiva il mio giardino, e ho visto un'insolita attività di questi insetti. In pratica sono diventati numerosissimi. Mi sono messa ad osservarli e, sorpresa! ne ho visto prima uno, poi diversi altri, che si posavano sul terreno e sparivano dentro piccoli buchi rotondi.
Avevo già avuto modo di notare alcuni buchi, ma avevo pensato che fossero di formiche.
Ora i buchi nel terreno sono diventati numerosissimi.

Allora ho cercato con pazienza in internet, ed ecco qua, ho scoperto chi sono queste ospiti:
API MINATRICI. 
Sono riuscita a fotografarne una (si fermano per pochissimo tempo quando si posano), e ho fotografato anche i loro buchetti nel terreno.




Sul web ho trovato le seguenti notizie:

"Nella terminologia comune di derivazione anglosassone, le api solitarie sono suddivise a seconda delle loro abitudini di nidificazione. Quelle che scavano gallerie nel terreno sono dette 'api minatrici'. Lo scavo è effettuato con le mandibole e le zampe anteriori: le api dapprima frantumano il terreno con le mandibole, poi usano le 4 zampe anteriori per ributtare indietro la terra, affrancandosi alle pareti del tunnel con le zampe posteriori. Quando lo scavo diventa più profondo, usano anche le zampe posteriori e l'addome per spingere fuori la terra, che forma dei piccoli cumuli all'entrata del tunnel; alcune specie costruiscono delle 'torrette', cioè un prolungamento verso l'alto della galleria, con una curva in modo da impedire l'entrata dell'acqua piovana.. A seconda delle specie, i tunnel hanno forme diverse. Alcuni hanno un asse centrale verticale, da cui si diramano delle gallerie laterali al termine delle quali vi è una camera, che l'ape provvede ad isolare dall'umidità con sostanze secrete da una ghiandola nell'addome, in cui è deposto un uovo con una scorta di polline e nettare per la larva. Fatto questo, l'entrata della camera viene chiusa con terra, e l'ape inizia a scavare un'altra galleria laterale con la corrispondente camera. Il materiale di scavo viene depositato nella galleria precedente, in modo da evitare di portare la terra in superficie. Altre specie sistemano le camere a gruppi. Alcune specie preparano una sola camera per galleria, altre fino a una decina. Le gallerie possono arrivare ad una profondità di 60 cm; una specie che costruisce in terreni sabbiosi, la Dasypoda altercator, arriva fino al metro (si suppone che nidi di tale profondità siano il prodotto del lavoro di più generazioni di api)."