mercoledì 22 novembre 2023

FOLIAGE

Foliage è uno dei tanti termini stranieri che abbiamo importato nella nostra lingua, senza neppure cercare di tradurlo in qualche modo. E qui potrei aprire una polemica sulle troppe parole straniere, soprattutto inglesi, che la lingua italiana si compiace di utilizzare. Ma la chiudo qui.

FOLIAGE:

SIGNIFICATO Il mutamento autunnale del colore delle foglie degli alberi dal verde al giallo e alle diverse gradazioni del rosso

ETIMOLOGIA voce inglese, di origine francese, letteralmente ‘fogliame’.

Diventata un’attrazione turistica tra le più affascinanti, soprattutto in alcune zone degli Stati Uniti e nel Canada (ma si sta diffondendo molto rapidamente anche in Europa e in Giappone), il foliage entra nel nostro lessico per indicare il fenomeno della variazione del colore delle foglie in autunno, che passano dal verde al giallo, l’arancione e il rosso. Un avvenimento che ogni anno, più o meno puntualmente, si ripete dalla notte dei tempi, ed effettivamente un incantevole spettacolo della natura (anche se alcuni ne colgono il lato più macabro, legato alla caducità della vita), e che però siamo riusciti a rendere solo recentemente, grazie a questa adozione, con un unico termine. 












Bene, anche alcune mie rose "fanno il foliage", sono quelle rugose che uso come bordura per il mio posto auto coperto. Ecco le foto:


















Queste rose rugose rimarranno totalmente spoglie durante tutto il periodo freddo invernale, tanto che a volte vengono scambiate per piante morte. Ma ai primi caldini di primavera si risvegliano emettendo germogli che si sviluppano molto velocemente, finchè torneranno ad avere la loro bellissima chioma "rugosa".

IL ROSETO DI VITERBO

Ieri ho ricevuto una telefonata che mi ha fatto sprizzare di gioia. Il sig. Carlo Carulli, di Roma, che ha ricevuto l'incarico di rinnovare il Roseto di Viterbo, mi ha chiesto se sono d'accordo di fargli avere una o due delle mie rose, da mettere nel roseto.

Un onore grandissimo!!! Gli ho subito inviato le foto dei tre rosai ibridati da me, che ho al momento a disposizione.










Mi sono quindi subito informata su questo roseto, e ho trovato questo articolo:

(Da: http://www.ortobotanico.unitus.it/index.php/it/collezioni/roseto)

Fu una Rosa bracteata J.C. Wendl. la prima pianta messa a dimora nell'Orto Botanico di Viterbo, il 16 febbraio 1991, qualche giorno prima dell’inaugurazione ufficiale, ed è questa specie a delimitare il confine lungo la strada Bulicame, a nord dell’Orto.

A quasi trent'anni dalla sua realizzazione, si vuole dare una nuova veste a questa importante collezione che contava più di 200 esemplari appartenenti a differenti sezioni, ognuna delle quali rappresentata da una o più specie botaniche e dai relativi ibridi.  Oggi, a causa delle condizioni pedologiche dell’area, necessita di un intervento di recupero.

Per questo motivo è stato pensato un progetto per la realizzazione di un percorso dedicato all'evoluzione del genere Rosa che racchiude un valore storico e culturale fondamentale, oltre che estetico. Il visitatore potrà passeggiare tra bellissimi esemplari, immerso in colori e profumi, attraverso un viaggio che ripercorre la storia della rosa.

Nasce così nel 2019 il “Progetto Rosa, Regina dei fiori” frutto di un’intensa collaborazione tra L’Orto Botanico dell’Università della Tuscia, il Dipartimento DAFNE, il Roseto Comunale di Roma, il Vivaio Michelini di Viterbo e l’azienda Self Garden di Aprilia (Latina).