mercoledì 13 aprile 2022

ROSA CALIFORNICA E ROSA CALIFORNICA PLENA

Continuando a parlare di rose selvatiche, oggi vi presento la Rosa
Californica.

Questa rosa botanica originaria degli Sati Uniti, ha sviluppo simile alla nostra Canina ma i rami sono più fitti di spine ed è pollonante. I rami sono lunghi e sarmentosi.

Le foglie sono piccole, verde spento, e i piccoli fiori semplici, di un colore che va dal rosa chiaro al magenta, possono crescere da soli oppure essere riuniti in mazzi e producono dall’autunno tondi cinorrodi rossi che la rendono molto decorativa nel periodo invernale, anche perché i rami assumono toni rossastri.

E’ una rosa rustica e tollerante della siccità, che dopo la prima abbondante  e lunga fioritura, può ancora produrre sporadicamente qualche fiore. Adatta ai giardini naturali.









ROSA CALIFORNICA PLENA

Si tratta di un ibrido spontaneo della forma semplice Californica. Il fiore è a forma doppia di color rosa molto vivo, dal profumo aspro. Il portamento è vigoroso e eretto, con rami che flettono e si allargano in alto. I rami sono di un caratteristico color rosato. Ha un'unica fioritura in primavera-estate e produce bacche ornamentali. 

Anche questi due rosai sono disponibili presso i vivai specializzati in rose.



martedì 12 aprile 2022

UNA BELLA ROSA BOTANICA

La rosa di cui parlerò oggi è una rosa selvatica o botanica, presente (ma rara) in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli V.G., Liguria, Emilia R., Toscana, Marche, Abruzzo e Molise. Si tratta della Rosa Glauca, conosciuta anche con i nomi di Rosa paonazza, Rosa ferruginea Auct., Rosa rubrifolia Vill.

Cos'ha di particolare tanto da avermi incuriosito? Il suo fogliame, che è del tutto peculiare a tinte cangianti, dal verde glauco all’amaranto.

La rosa glauca produce una pianta arbustiva di medie dimensioni, che

senza difficoltà supera i 2 metri di altezza e che anche in larghezza si sviluppa abbondantemente. Non è stolonifera, per cui il cespuglio si infoltisce restando sempre un unico ceppo. Fiorisce ad aprile-maggio in pianura, e a giugno–luglio in montagna. Le roselline hanno cinque petali e dimensioni ridotte (3-5 cm di diametro), ma una sorprendente colorazione. Presentano corolla bianca al centro e fucsia-ciclamino all’esterno. Anche le giovani foglie ed i germogli hanno una valenza ornamentale molto accentuata, sfoggiando tinte vivaci, tendenti all’amaranto e al bronzo.

La rosa glauca è estremamente rustica, di poche esigenze, resistentissima a tutte le malattie classiche delle rose coltivate e di veloce sviluppo. Adatta al pieno sole ma anche alla mezz’ombra (soprattutto in pianura ed al Sud Italia). Indifferente al pH del terreno. Si può utilizzare come elemento ornamentale in parchi e giardini, sia per la realizzazione di siepi e barriere che di splendidi esemplari singoli. Adatta al vaso solo su grandi terrazze.

Come tutte le rose selvatiche, la rosa glauca non ha bisogno di potature (se si dispone di molto spazio). Se si ha bisogno di contenerla, bisogna ricordare che questa, come tutte le rose botaniche italiane, produce un’unica fioritura all’anno che è già programmata sui rami dell’anno precedente. Eliminare quei rami significherà dunque privarsi dei fiori per un anno intero. Per questo motivo si consigliano dei tagli sul vecchio (grossi rami al centro del cespuglio), utili anche a tenere sana e “giovane” la pianta, e dei tagli di accorciamento o diradamento, sui rami giovani, quelli fioriferi, così da non perdere completamente la fioritura.

Si trova in vendita nei vivai specializzati in rose.