martedì 10 settembre 2019

LA ROSA DEL GIORNO: HANABI

Ho deciso che da oggi, quando avrò tempo pubblicherò un post relativo ad una singola rosa (possibilmente tra quelle che coltivo), con un po' di approfondimento sulle sue caratteristiche.

La rosa di cui ho scelto di parlare oggi è "HANABI". 

Come la maggior parte delle rose, anche Hanabi è stata battezzata con diversi nomi, probabilmente per meglio soddisfare i diversi mercati mondiali a cui è destinata.

Hanabi infatti, in giapponese, significa "fuochi d'artificio", ed è il nome con cui è conosciuta anche qui in Italia.

Negli Stati Uniti invece si chiama "Fourth of July", cioè "4 luglio", il giorno dell'indipendenza degli USA.
Si chiama anche "Crazy for you", "pazzo per te", il nome con cui è conosciuta nel resto d'Europa.


Questa rosa è stata creata nel 1999 dal prolifico ibridatore statunitense Tom Carruth, uno dei miei ibridatori preferiti.
La "madre" di Hanabi è "Roller Coaster" (sempre di Tom Carruth), una rosa miniatura rampicante, che nei fiori assomiglia molto alla figlia (foto a destra).

Il padre (cioè la rosa che ha fornito il polline) è "Altissimo", rampicante di Delbard del 1966 (foto a sinistra).

Hanabi è una piccola rampicante molto attraente. Fiorisce per tutta l'estate, creando dei grappoli di fiori dalla corolla semidoppia, mai uno uguale all'altro, non molto grandi. Il centro (stami e pistilli) è giallo, i petali attorno sono rosso puro variegato di bianco che può anche sfumare al rosa, dando origine e combinazioni brillanti e vivaci, ma mai stridenti.
 Il profumo è forte, fruttato.

I rami sono piuttosto rigidi, può raggiungere i tre metri di altezza e i due di larghezza.
Non avendo molto posto, io purtroppo la poto abbastanza i febbraio, così che non cresca troppo.

E' molto resistente alle malattie fungine, una qualità da non sottovalutare.
La pagina dedicata alla mia Hanabi è al seguente link: http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-53.html.

martedì 3 settembre 2019

ANCORA SULLE ROSE INGLESI

Sentite un po' quanto sono presuntuosa oggi.
Mi permetterò di criticare nientepopodimeno che il grande David Austin, l'inventore delle rose inglesi, e del quale ho già parlato ampiamente nel post http://valentinaelesuerose.blogspot.com/2018/04/david-austin-e-le-rose-inglesi.html.

Prima però vi elenco tutte le mie rose inglesi con il link alla relativa pagina a loro dedicata nel mio blog:

- BOSCOBEL  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-21.html
- HARLOW CARR  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-27.html
- BENJAMIN BRITTEN  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-33.html
- WOLLERTON OLD HALL  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-50.html
- LADY EMMA HAMILTON  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-51.html
- MOLINEUX  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-65.html
- EGLANTYNE  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-67_7.html
- BROTHER CADFAEL  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-68.html
- SUMMER SONG  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-69.html
- THOMAS A BECKET  http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-70.html

Sfogliando il web, ho trovato sul sito http://www.rosemania.it/ un'intervista al sig. Austin (che è morto, circa un anno fa).

Riporto alcune parti.

Capita spesso di leggere sui forum italiani dedicati che le Rose Inglesi, a causa del clima italiano particolarmente caldo, interrompono la fioritura in estate ed hanno un comportamento eccessivamente vigoroso. In futuro proporrà rose inglesi particolarmente indicate al clima mediterraneo?

Le Rose Inglesi hanno molte più varietà di quelle a cui siamo abituati a pensare. Molte varietà sono particolarmente adatte ai climi mediterranei. Vorremmo suggerire: Sophy’s Rose, Molineux, Evelyn, Tamora, Lady Emma Hamilton, Monferrato, Grace, Mary Rose, Winchester Cathedral, William Shakespeare 2000, Alan Titchmarsh, The Alnwick Rose, Christopher Marlowe.

Molte delle varietà più vigorose potrebbero richiedere una potatura estiva per dare il meglio di se nei climi caldi come in Italia. Questo incoraggia il ripetersi della fioritura più velocemente e impedisce alle rose di crescere troppo. E’ sufficiente tagliare i nuovi rami fioriferi dell’anno dopo ogni fioritura di circa due terzi.

Fin qui nulla da dire, anzi trovo molto utile il consiglio di una piccola potatura estiva per stimolare la rifioritura.

Tra le varietà da lui elencate e consigliate per il nostro clima, come avete visto dall'elenco io posseggo Molineux e Lady Emma Hamilton.  Non posso dire nulla delle altre rose elencate perchè non ne ho conoscenza diretta.

Ora vi riporto il mio giudizio su ognuna delle mie rose inglesi.

BOSCOBEL
è una novità di questa primavera e l'ho voluta acquistare sia per il colore che per il profumo, di mirra misto a biancospino, pera, mandorla e sambuco (io sinceramente non riesco a discernere tutti questi diversi aromi, però sento che il suo profumo non è quello tipico delle rose antiche).
Non ho nulla da segnalare su di lei, per quanto ho potuto constatare in questa prima estate, ha dimostrato di non avere particolari difficoltà nel nostro clima.



HARLOW CARR
la migliore tra tutte le rose inglesi che posseggo. Si sviluppa molto in altezza, fiorisce con continuità, i fiori sono sempre molto belli (a volte le altre mie inglesi producono fiori con meno petali quando è molto caldo). Il fogliame è sempre verde e sano. Mai un segno di sofferenza. Insomma, sembra fatta per il nostro clima.







BENJAMIN BRITTEN
l'ho scelta per il suo particolare colore, rosso vivo con una punta di giallo al centro. 
L'ho acquistata nel 2018 e l'avevo dapprima sistemata in vaso. Il primo anno non ha brillato, così lo scorso febbraio l'ho messa in terra, ed è rinata. La pianta è molto cresciuta, anche se non si è dimostrata generosissima nella quantità di fiori. Nessuna sofferenza per il caldo.




WOLLERTON OLD HALL
La seconda novità di questa primavera, anche questa l'ho scelta per il profumo (puramente di mirra), che non mi ha deluso. Poi mi sono innamorata anche del suo delicatissimo profumo.
La pianta si è subito "trovata bene" nel mio giardino; si è sviluppata molto in altezza e ha prodotto fiori con continuità, anche se non in grande quantità (ma teniamo presente che è il suo primo anno). Nessuna sofferenza per il nostro clima estivo.



LADY EMMA HAMILTON
che David Austin consiglia per il nostro clima.
Con lei ho incontrato diversi ostacoli, nel senso che la posseggo dal 2016, e ho visto sempre una fioritura scarsa e a volte anche stentata.
La pianta sembrava in continua sofferenza. L'ho anche spostata dalla terraferma al vaso, tanto ho visto che non si sviluppa molto. Finalmente quest'anno l'ho trovata un po' meglio, per lo meno la pianta ha sviluppato una bella forma, e ultimamente ha prodotto più fiori del solito. Ma continuo ad avere l'impressione che soffra il caldo.




MOLINEUX
Secondo la mia esperienza, Molineux (consigliata da David Austin) non ha particolari difficoltà, cioè sopporta bene il nostro clima e fiorisce con continuità durante tutta l'estate. Produce sempre dei fiori belli e completi (cioè più o meno sempre con lo stesso numero di petali). Anche la sua vegetazione non va incontro a particolari difficoltà.






EGLANTYNE
ecco un'altra pianta che ho trovato particolarmente delicata. La posseggo dal 2017; all'inizio era in vaso poi lo scorso febbraio l'ho spostata in terra. E' una delle mie piante di rose che questa estate, dopo la prima fioritura (quella della mia Eglantyne è comunque sempre molto scarsa) ha perduto tante foglie. Ora si è un po' ripresa e sta producendo un pochino più di fiori. Io la sconsiglio per il nostro clima.
Cosa però da lodare: il suo profumo, fortissimo, di rosa antica, inebriante.


BROTHER CADFAEL
anche questa rosa la posseggo dal 2017 e non si è mai dimostrata un campione di sviluppo o fioritura. Sul web ne avevo trovato questa descrizione: Si presenta come un vigoroso arbusto dalla crescita rapida e, nei nostri climi temperati, dallo sviluppo talvolta pronunciato. Di fioritura eccezionale, il diametro dei fiori è uno dei maggiori fra le rose inglesi, può soffrire il grande caldo che ne limita la rifiorenza.
Sul "vigoroso" non posso dire nulla in quanto non l'ho mai vista particolarmente sofferente, tutta via non cresce granchè, e nemmeno è da segnalare per la quantità di fiori, che non sono assolutamente più grandi delle altre mie rose inglesi.



SUMMER SONG
Tra tutte le rose inglesi che ho, questa è quella che si è dimostrata più "disastrosa" di tutte. 
La possiedo dal 2017, non si è mai segnalata per una abbondante fioritura, lo scorso febbraio l'ho trasferita in terra perchè pensavo che le sue difficoltà derivassero dall'essere in vaso... e questa primavera, dopo la prima fioritura, ha perso quasi tutte le foglie e molte cime dei rami si sono seccate. Insomma, un disastro. La stessa cosa, però, ha fatto un'altra rosa ARANCIONE (che però è un ibrido di tea). Io attribuisco la cosa al fatto che nel mese di maggio è piovuto quasi sempre...




THOMAS A BECKET
Tra le inglesi che coltivo, trovo che Thomas à Becket non abbia nessuna difficoltà nel nostro clima. Fiorisce quasi in continuazione, la pianta è sempre bella e sana. Si sviluppa con rami abbastanza lunghi che le danno sempre un aspetto un po' "spettinato".





Dopo questo escursus sulle mie rose inglesi, volevo però ritornare all'intervista a David Austin, nella quale ho letto una cosa che mi è dispiaciuta molto. La riporto.

Da esperto di rose quale è di certo conoscerà i grandi ibridatori italiani del secolo scorso, Aicardi, Cazzaniga, Mansuino, Barni, Fineschi, Bonfiglioli, Giacomasso… Tra le loro rose ce ne è qualcuna che ha particolarmente apprezzato?

Non conosco gli ibridatori che ha menzionato e dubito che molte delle loro rose siano più disponibili in Gran Bretagna. Forse il clima è troppo duro per loro.
Una volta ho trascorso uno splendido week-end con il Dottor Fineschi, se è la persona a cui si riferiva. Lui aveva una delle più belle collezioni di Rose Antiche del paese e non era solo una persona molto piacevole, ma era estremamente dotto sulla storia delle rose. Non so, comunque se lui ibridi rose.
L’unica eccezione è la Variegata di Bologna, ibridata da Bonfiglioli nel 1909. E’ una bellissima rosa striata, forse una delle più belle rose striate. Ha anche una buona crescita.

Il grande David Austin ignorava del tutto i nostri (ben pochi in verità) ibridatori...!!!