lunedì 9 luglio 2018

SIMBOLOGIA DELLA ROSA

(Notizie dal sito https://www.agriturismodellerose.it/curiosita-sul-fiore-della-rosa/)

La rosa ha un significato veramente complesso, poiché racchiude in sé simbologie tra loro totalmente contrastanti. Può infatti significare, contemporaneamente, perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternità, vita e morte, fecondità e verginità.

Il fiore della Rosa, forse anche per la sua struttura a forma rotonda (non dimentichiamo che in Occidente il cerchio era considerato sin dai tempi più antichi la perfezione) è stato sempre reputato simbolo di completezza: rappresenta, infatti, la profondità del mistero della vita, la bellezza, la grazia, la felicità, ma anche la voluttà, la passione ed è perciò, spesso associato alla seduzione.

Nel linguaggio dei fiori, la Rosa, è simbolo per eccellenza della grazia e della bellezza.

La Rosa Rossa rappresenta il desiderio, la passione, la gioia, la bellezza, il rapporto

sessuale. Non a caso il rosso rappresenta il colore dell’amore, ma attenzione, bisogna regalarne sempre in numero dispari.

La Rosa Bianca è il fiore della luce; simboleggia l’innocenza, la verginità, lo sviluppo spirituale, il fascino, la purezza.

La Rosa Bianca e Rossa rappresentano l’unione di fuoco ed acqua, una specie di unione degli opposti.

La Rosa blu rappresenta il mistero e la saggezza.

La Rosa rosa si può regalare a un caro amico come segno d’affetto.

La Rosa arancio è ideale per incarnare il fascino.

La Rosa corallo simboleggia il desiderio.

La Rosa a quattro petali raffigura la divisione in altrettanti parti del cosmo (terra, acqua, fuoco e cielo), in altre parole gli elementi che nell’antichità alcuni filosofi consideravano primordiali e dai quali traeva origine tutto il creato.

La Rosa a cinque petali rappresenta invece il microcosmo.


La Rosa Gialla accesa è il vessillo della gelosia.

La Rosa Gialla pallida esprime la titubanza in amore e richiede conferma.

La Rosa Gialla ornata di Rosso indica l’amore tenero ed eterno.

La Rosellina selvatica simboleggia l’innocenza.

martedì 3 luglio 2018

ROSE E IMPERATRICI

Fino a circa la metà del secolo scorso, era abitudine dare alle rose il nome del  personaggio a cui venivano dedicate. Per questo, fra le rose antiche e le prime moderne, abbiamo una quantità infinita di Madame, Mademoiselle, Miss, Capitain, ecc. 

Due rose sono state dedicate a due delle mogli dell'ultimo Scià di Persia, Reza Pahlavi, che in realtà di mogli ne ha avute tre, ma alla prima nessuno ha pensato di dedicare una rosa.

Tutte e tre le imperatrici furono di grande bellezza, si potevano quasi prendere per attrici di Hollywood.

La prima, che lo Scià sposò al Cairo il 16 marzo del 1939, era la figlia del sultano e futuro re d'Egitto e si chiamava Fawzia. Assomigliava all'attrice Hedi Lamarr.
Questo matrimonio non fu un successo. Dopo la nascita dalla coppia di una figlia femmina, la principessa Shahnaz Pahlavi, la regina Fawzia (il titolo di imperatrice non era ancora in uso allora in Iran) ottenne la separazione legale dal marito da parte del governo egiziano nel 1945, e in seguito tornò al Cairo. Questa separazione non venne riconosciuta dal governo iraniano, ma infine, il divorzio venne ottenuto e accettato anche in Iran il 17 novembre del 1948, e con la sua rinuncia alla corona iraniana, Fawzia riprese il suo titolo di principessa reale d'Egitto.
Fawzia è morta nel 2013 a 91 anni, ad Alessandria d’Egitto.

La seconda moglie fu Sorāyā Esfandiyāri Bakhtiyāri Isfahan. Era figlia di Khalil Esfandiari Bakhtiyari, un importante membro della tribù dei Bakhtiyari (Farsan) e ambasciatore d'Iran nella Repubblica Federale Tedesca. La madre, Eva Karl, era un'ebrea tedesca di origini russe. Il 12 febbraio 1951, all'età di 19 anni, Soraya (donna molto bella per i canoni dell'epoca, con una notevole somiglianza con Ava Gardner), sposò lo Scià a Teheran. 
Il matrimonio combinato si rivelò un matrimonio d’amore, i due si amarono appassionatamente anche se, per questioni di etichetta, si davano del lei anche nell’intimità, quando si leggevano poesie: lei gli declamava Verlaine in francese e lui rispondeva con Omar Khayyam.
Ma i figli non arrivavano e per Soraya iniziò la peregrinazione tra i luminari mondiali. Anche se la Persia non era il regno incantato delle favole, anche se la vana attesa di un erede tramutò quei sette anni in un incubo, lei, comunque, amava il suo Scià. Soraya si sottopose a cure lunghe e inconcludenti, così fu lei che prese l'iniziativa: nel febbraio del '58, a sette anni esatti dalle nozze, tornò in Europa dai genitori, lasciando lo scià libero di prendere la sua decisione. Il 14 marzo lo Scià diede al mondo l’annuncio del ripudio. Apparve visibilmente affranto, commosso, quasi piangente e la chiamò “sposa adorata”.

A Soraya il famoso ibridatore francese Francis Meilland ha dedicato nel 1955 una rosa
ibrido di tea, profumatissima, dal sorprendente colore arancio-rosso definito rosso orientale. La rosa Soraya ha poi prodotto, per mutazione, l'omonima rosa rampicante.

La terza moglie fu Farah Diba, proveniente da una famiglia dell'alta borghesia iraniana, che lo Scià sposò nel 1959. Dal matrimonio nacquero 4 figli. Farah accompagnò il marito in esilio nel 1979, in seguito alla rivoluzione degli ayatollah. E' tuttora vivente.

All'Imperatrice Farah l'ibridatore francese Delbard ha dedicato, nel 1986, una rosa ibrido di tea bianca con i bordi rosso carminio. Purtroppo priva di profumo.




(Tutte le foto sono tratte dal web tranne quest'ultima della rosa Imperatrice Farah, che è  mia).