venerdì 3 marzo 2017

NUOVO ANNO!

E' iniziato marzo! E vedo con vergogna che da novembre non posto più niente... D'altronde, in questo periodo, le rose dormivano, c'era proprio poco da dire.
Sabato 18 febbraio ho frequentato un corso di potatura delle rose presso il Vivaio Vittori, e mi sono trovata molto bene. Il corso è stato tenuto dal sig. Alberto e dalla figlia Maria. Abbiamo avuto una prima parte teorica, al coperto, dove i due insegnanti ci hanno mostrato, dopo le regole di base valide per tutte le rose, la potatura sulle diverse tipologie di rose: cespugliose moderne, arbustive, antiche.
Ho fatto incetta di rametti tagliati per tentare delle talee (in particolare di due rosai che mi interessavano: una muscosa, la James Mitchell, e la Veilchenblau), e ho preso anche dei cinorrodi, in particolare della Belle Sultane. Ho già preparato il tutto (semi e talee), vedremo se ne uscirà qualcosa.
Dopo la prima parte teorica, ci siamo trasferiti in vivaio, all'aperto, e abbiamo continuato lì la dimostrazione.
Il vivaio Vittori è bello adesso che le piante sono ancora ferme, figuriamoci in maggio...
I nostri insegnanti ci hanno anche consegnato una dispensa su come potare le rose, e un prospetto dei trattamenti e concimazioni annuali delle rose.
Quest'ultimo lo pubblico (a destra).
Durante la settimana successiva, sono riuscita a potare da sola tutte le mie rose, e ho fatto seguire un trattamento antifungino con poltiglia bordolese, come consigliato.
Poi ho rivoluzionato un po' le cose nel mio giardino, anche perchè da Vittori ho acquistato cinque nuovi rosai: Baron Girod de l'Ain (ibrido rifiorente), Stanwell Perpetual (ibrido di pimpinellifolia), Rhapsody in Blue (floribunda), Pink Grootendorst (ibrido di rugosa), Hanabi (rampicante).
Per ora ho messo a terra solo la Baron, tanto sono tutte in vaso. Devo finire di spostare rose più vecchie per far posto alle più nuove.

martedì 22 novembre 2016

ROSE BOTANICHE

Come ho avuto già modo di scrivere lo scorso giugno, il mio interesse per le rose spazia sempre di più sulle rose botaniche.
Cosa sono esattamente le rose botaniche? Sono definite anche spontanee, o selvatiche, (quest'ultimo termine viene usato ad esempio dal grande ibridatore italiano Domenico Aicardi nel suo volume "Le Rose - moderne coltivate ed allevate da amatori, floricoltori, seminatori").

Sono in pratica quelle rose che crescono spontanee nei boschi. I fiori sono di solito semplici, formano arbusti fitti e ramificati, producono frutti di varia forma in autunno e richiedono potature leggere. Tutti gli altri gruppi di rose si sono evolute da queste rose botaniche tramite incroci naturali o con l'intervento dell'uomo. La più nota rosa botanica è forse la "nostra" Rosa canina.
Crescono in tutto l’emisfero boreale, dal Nord della Kamchatka (Russia) e del Giappone al Sud dello Yemen ed Etiopia, mentre non è stata rinvenuta nessuna Rosa Botanica a Sud dell’Equatore e nell’emisfero Australe. Sono state individuate circa 160 Specie che si sono sviluppate essenzialmente in 4 aree dell’emisfero boreale.

Tante sono le qualità ed i pregi di questo importante gruppo di rose: la rusticità e adattabilità ad habitat diversi da quelli di origine, il vigore e la facilità ad estendersi in modo naturale e a coprire ampie superfici per la caratteristica generale di pollonare, il fascino delle fioriture semplici nelle forme, audaci nelle tinte che coprono l'arbusto dalla base alla sommità, la versatilità nelle stagioni con il fogliame che si tinge dei colori dell' autunno, la presenza di frutti (cinorrodi) di forme e tinte diverse (dal giallo all'arancio al rosso al porpora al nero) che le rendono ornamentali nei mesi invernali, la loro autosufficienza che richiede minimi interventi da parte dell'uomo come nel caso delle malattie dalle quali paiono essere totalmente immuni e dalle potature che sono necessarie solo in rari e sporadici casi.