lunedì 23 agosto 2021

DOMANDE COMUNI SULLE ROSE: HO SENTITO PARLARE DELLA CENERE COME DI UN BUON CONCIME. E' VERO?

Con il caldo di fine agosto che ancora (giustamente) non ci lascia, ci sembra anacronistico pensare ad un bel fuoco nel caminetto (ci riesce senz'altro meglio pensare alle braci vive nel barbecue!).
Tronchetti, pellet, ciocchi di legna o carbonella, quando vengono bruciati, producono cenere che, in piccole dosi, può dare una “marcia in più” alle nostre rose e a tutte le piante in generale, che ci regaleranno così fioriture ancora più belle. Conviene dunque conservarla, quindi in vista dell'inverno, procuratevi un contenitore, meglio di metallo perchè la plastica si può sciogliere con braci ancora calde, in modo che in primavera abbiate a disposizione una bella quantità di cenere.

I nutrienti principali che la cenere apporta sono 4 micro nutrienti:

- Fosforo: ha la proprietà di aiutare la rosa a produrre le nuove radici e di irrobustire tutta la vegetazione.
- Calcio:  è molto importante per la rosa per far assimilare bene tutti i nutrienti.
- Potassio è essenziale per fioriture più durature e intense.
- Magnesio serve per lo sviluppo della vegetazione.

Il periodo giusto per utilizzare la cenere è quando compare la prima vegetazione all’inizio della primavera, fino all’autunno inoltrato, con la pausa estiva.

Per le rose la cenere è una ghiotta “leccornia”: le aiuta a resistere al freddo e alle malattie. Un vantaggio da non trascurare quindi: non male per un concime a costo zero!

ATTENTI A NON ESAGERARE PERO'!

- non usare troppa cenere perché il ph del terreno aumenta diventando alcalino e la rosa preferisce il ph più vicino a quello acido che va da 5,5 a 6,0;

- la cenere è anche ricca di calcare. Mettendone troppa, soprattutto in vaso, potreste danneggiare le vostre beniamine;

- la cenere, se usata molto nei vasi, si compatta e non permette al substrato di mantenere la sua porosità e quindi c’è il problema dell’asfissia radicale.

Inoltre per una perfetta concimazione bisogna integrare anche altri elementi tramite fertilizzanti naturali o chimici, perchè da sola la cenere non basta.

DOMANDE COMUNI SULLE ROSE: POSSO SPOSTARE UNA PIANTA DI ROSA SENZA RECARLE DANNI?

Mi è capitato spessissimo di dover spostare dei rosai nel mio giardino, sia per fare posto ad altri più belli, sia perchè avevo notato che quella in cui si trovavano non era la posizione ottimale per loro.

La regola generale dice che il periodo migliore per spostare un rosaio è l’inizio dell’autunno, quando le temperature notturne cominciano a abbassarsi ed il clima diviene umido, con piogge fresche periodiche; in questo modo la pianta di rose potrà avere il tempo per radicare nel nuovo luogo di coltivazione prima che arrivi l’inverno. 

Questa regola vale un po’ per tutte le piante; sarebbe possibile spostarle anche a fine inverno, ed è ciò che solitamente faccio io. Abitando in Pianura Padana, il clima non è mai eccessivamente freddo alla fine dell'inverno, e metà febbraio, il momento in cui mi dò alla potatura, è anche il periodo in cui sposto eventuali rose.

Tornando alla regola generale, essa però dice che se il clima è eccessivamente freddo, a fine inverno si rischia di danneggiare sia le radici, sia le ramificazioni; se invece il tempo è clemente e l’inverno è mite, si rischia che la pianta abbia già ricominciato a vegetare, e quindi non sia in grado di sopportare lo stress del trapianto. 

All’allungarsi delle stagioni, e quando le minime notturne si alzano le piante utilizzano tutte le loro energie per gonfiare le loro gemme, per produrre nuova vegetazione e i futuri fiori; spostare una pianta in questo periodo del tempo è un grave attentato alla sua vita, perché non avrà energie per sopportare il trapianto, e gli eventuali danni provocati da questo. 

Quindi attendi pazientemente l’autunno, quando la stagione torna ad essere fresca e piovosa, ma le piante non sono più in pieno rigoglio vegetativo come in primavera. Ti ricordo di spostare la rosa con attenzione: il successo del trapianto dipende da quanto apparato radicale riuscirai a spostare; quindi disegna un cerchio attorno all’arbusto e cerca di asportare dal terreno un bel pane di terra, che contenga una buona parte delle radici. Almeno una settimana prima dell’espianto, prepara la buca in cui posizionerai la rosa, e lavora bene il terreno mescolandolo ad una badilata di stallatico e ad un poco di terriccio universale, fondamentale soprattutto se la terra del tuo giardino risulta molto compatta e argillosa. Dopo una settimana posiziona la rosa nella nuova buca di impianto e ponila alla stessa identica profondità a cui si trovava quando era nella precedente posizione; se la terra è asciutta annaffia, subito dopo aver compattato la terra con i piedi, in modo da assestare ben il terreno. Se il clima è piovoso, la pianta non necessiterà di altro fino alla primavera successiva; puoi anche pensare di potare la rosa prima di espiantarla, così al momento del trapianto non avrà tantissime foglie a cui pensare. Il luogo di impianto dovrà essere esposto in luogo soleggiato, dove la rosa possa godere di almeno alcune ore di luce solare diretta, o rischierai di non avere alcun fiore la primavera successiva.