lunedì 10 febbraio 2020

NUOVE NATE

Le piccole pucciose roselline che vedete nelle foto non sono nate a casa mia, ma dal mio amico ibridatore M.A. 
Però lui continua a dire che sono le mie, perchè lo scorso giugno andai da lui a ibridarne alcune, e queste le ho ibridate io.
Meraviglia delle meraviglie, così piccole, alcune hanno già il bocciolo! Quando mi ha mandato le foto non potevo crederci.



La "formula" dell'incrocio è Francis Meilland x HT arancio sconosciuta.
Ecco nella foto qui sotto una Francis Meilland. 


Come si arguisce dal nome, è una rosa creata dall'ibridatore francese Alain Meilland, nel 1996. Ha un forte profumo, un mix di agrumi, frutta, rosa antica. Può raggiungere l'altezza di oltre due metri, ed è rifiorente.
Wow!
Speriamo che la progenie ne sia all'altezza!
Marc mi dice che, stando alle statistiche, dovrebbero risultare: su 4 rose, tre certamente rosa, e una rossa o arancio.
Vedremo quanto sono attendibili le statistiche!
Poi, io avrò l'onore di poter scegliere un nome per le piccoline.

mercoledì 29 gennaio 2020

NURSERY!

Siamo a fine gennaio, mi sforzo di sentire intorno a me aria di primavera...
Ieri, veramente, soffiava un fortissimo vento di scirocco che ha portato la temperatura massima diurna a 16°C... poteva veramente essere un assaggio di primavera.
Ora che i giorni si stanno allungando, mi è tornata la voglia (e a dire il vero anche il materiale) per scrivere questo blog.

Alcune novità da quando ho scritto l'ultima volta:


- ho raccolto i cinorrodi, cioè i frutti delle ibridazioni primaverili, e anche alcuni cinorrodi non impollinati da me, cioè frutto di autoimpollinazione o di impollinazione dovuta ad agenti naturali (in questo caso si dice OP che significa "Open Pollination"
- ho messo i semi di ogni cinorrodo in una bustina di plastica con terriccio umido, etichettando bene la bustina con il nome dell'incrocio
- tutte le bustine così preparate, le ho messe in frigorifero, dentro ad una borsina
- ho passato i mesi di fine ottobre, novembre, dicembre e anche gennaio, a guardare, ogni quanto potevo, le bustine. E ho trovato spesso semini appena germinati o anche piantine lunghe 1-2 cm. In questi casi, mi sono affrettata a preparare un vasetto (= bicchierino da caffè di carta) con del terriccio molto umido, e a porvi il semino germinato o la piccolissima piantina
- ho man mano posto questi "tesori" dentro la serra, sul mio balcone riparato. La serra è ben equipaggiata (mi ha insegnato il mio amico ibridatore M. Alberici): tappetini riscaldanti, su cui mettere i semi appena germinati, e comunque stufetta elettrica per mantenere una temperatura di 13,5°C, il tutto collegato ad un termostato elettronico.
Le piantine già grandi, cioè con più foglie oltre i cotiledoni, le ho trasferite sul ripiano più alto della serra, dove non ci sono i tappetini riscaldanti.

Nella foto dove si vede la serra intera: in alto ho posto le piantine più sviluppate, sul ripiano centrale e quello basso, sopra i tappetini riscaldanti, ho posto i vasetti con i semi appena germogliati o che stanno germogliando, e altri vasetti in cui ho posto i semi, già vernalizzati, ma che non hanno dato segno di vita, sperando che il calore dei tappetini dia loro la voglia di "svegliarsi".