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lunedì 26 gennaio 2026

IBRIDATORI: DOMINIQUE MASSAD

  


Dominique Massad appartiene alla sesta generazione della famiglia Guillot, famosi creatori di rose della regione di Lione. Fino alla prima guerra mondiale la famiglia Guillot era una delle più famose, insieme ai Pernet-Ducher. Era nel quartiere giustamente chiamato La Guillotière che sua nonna curava il roseto e si occupava di tutta l'esportazione di cespugli di rose in Inghilterra. “Quando è morto mio nonno, la casa è caduta in rovina, ma abbiamo ricominciato con i miei cugini negli anni ’90, loro a Lione, io a Marsiglia”.

Ed è così che, da più di 40 anni, crea nuovi cespugli di rose, il primo anello dell'industria delle rose. In gergo si parla di allevatore, “perché la creazione implica che padroneggiamo quello che faremo, ma c’è molta possibilità nel gesto che facciamo, perché mescoliamo il patrimonio genetico e quindi non sappiamo cosa si potrà ottenere con sicurezza. Possiamo essere fortunati, possiamo avere intuito… Per questo ci chiamiamo allevatore: ottenere”.

Il maestro botanico si distingue dai suoi colleghi. Dei quindici allevatori francesi, è uno dei pochi, se non l'unico, a “ibridarsi” per passione. Sotto l'epoca di Vigouroux, poi Gaudin, è stato per dieci anni vicedirettore del dipartimento degli spazi verdi della città di Marsiglia, prima di passare al dipartimento del turismo e dell'architettura. Dominique Massad, ora in pensione, afferma di non aver mai mescolato la sua passione con il suo lavoro. “Ecco perché non mi sono mai occupato del roseto”, anche se alcune delle sue creazioni inevitabilmente crescono lì.

Da solo ha fatto nascere 200 varietà, superando di gran lunga le 150 prodotte dai suoi antenati. Molti sono stati commercializzati in tutto il mondo e molti hanno vinto premi. Belle de Sardinia, un'elegante rampicante, composta da 26 a 40 petali, ha ricevuto il Grand Prix de la Rose, nel 2011, dalla Società Nazionale di Orticoltura di Francia.

Eppure, per lui, ogni rosa ha una storia da raccontare. Ricerca in questi incroci caratteri sempre più sorprendenti, in un approccio più vicino all'opera d'arte che alla pianta. Ciò che gli interessa quando crea nel suo laboratorio di giardinaggio ad Allauch è soprattutto portare qualcosa di nuovo. “Deve essere diverso da ciò che esiste. Ho lavorato molto su cose fuori dall'ordinario, non sempre funziona, perché le persone sono abituate a comprare rose che conoscono. Quindi, quando offro rose diverse, è più complicato”.

Una ricerca di innovazione pur coltivando un affetto particolare per le rose antiche, alle quali ha contribuito al rinascimento francese. “ Negli anni '60 e '70 avevamo un solo tipo di rosa, chiamata rosa dei fioristi a stelo grande, con una forma molto moderna che non mi piaceva. Le rose si evolvono molto e negli anni '80 le cose sono cambiate, siamo tornati a qualcosa di più vario che corrispondeva di più al mio gusto personale. Con i miei cugini abbiamo iniziato a cercare tutte le vecchie varietà che potevano esistere in famiglia, anche se pochi coltivatori di rose erano interessati a loro”.








La pazienza è uno degli ingredienti chiave del processo, perché dopo l’ibridazione “ci vogliono 3 o 4 anni per sapere se hai qualcosa di interessante. Buttiamo via in media dal 90 al 95% di ciò che seminiamo. A volte è deludente, perché il primo anno può essere molto buono, anche il secondo e il terzo non sappiamo bene perché, non funziona più. Questo è tutto il mistero.

Al termine di questo periodo specifico, se tutto va bene, il coltivatore di rose che l'accoglierà la moltiplicherà in numero maggiore: "prima per 25, e continueremo la selezione per diversi anni per vedere se ciò che avevo distinto all'inizio viene confermato o smentito. Ma prima bisognerà trovare un nome con cui poi verrà commercializzato. “O sono io che lo faccio perché voglio onorare qualcuno, oppure è una richiesta per una comunità, un’associazione, una persona che vuole fare un regalo…”.

Ha così firmato rose per personalità come Sonia Rykiel (1991), Paul Bocuse (1992) e Claudia Cardinale (1997), di cui conserva vividi ricordi. Aveva scelto per lei una rosa rossa, "ma lei mi ha detto che preferiva le rose gialle che le ricordavano il sole della sua nativa Tunisia", dice il botanico, che ha scelto una rosa gialla con un cuore di albicocca.









L'ingegnere agrario ora ha tutto il tempo per coltivare la sua passione. La sua competenza è molto apprezzata. È regolarmente invitato in Francia e all'estero (Germania, Giappone, ecc.) per tenere conferenze sul suo fiore preferito. Ha colto l'occasione per seminare alcuni semi per far crescere dei cespugli di rose nel rispetto della natura. “È un mondo speciale, devi essere un po’ pazzo per esserci, perché non puoi applicare regole, devi adattarti alla pianta ”, sorride. Un po' di follia vedere la vita in rosa.

mercoledì 31 dicembre 2025

GLI IBRIDATORI DELLE MIE ROSE

Dicembre è forse il mese in cui non c'è proprio nulla da fare per le rose, nè in giardino, nè in vivaio, nè riguardo agli acheni che stanno vernalizzando in frigor.

Ho pensato quindi di fare una piccola ricerca per il mio blog, e ho creato un database dei principali ibridatori delle mie rose, di quelle cioè che ho nel roseto di casa. E' stata una ricerca interessante, che mi ha portato a conoscere aspetti meno risaputi di questi ibridatori.

MARC ALBERICI 

TANTAU 










TOM CARRUTH 








GLADYS FISHER 

NIRP INTERNATIONAL 

DAVIDE DALLA LIBERA 

LOUIS LENS 

GIULIO PANTOLI 

DAVID AUSTIN 










DR. BASYE 

JOSEPH PERNET DUCHER 

VITTORI VIVAI 

LA FRATELLI INGEGNOLI E LODOVICO CAZZANIGA 

DOMINIQUE MASSAD 

MEILLAND 

NANCY LINDSAY 

QUINTO MANSUINO 

LORD PENZANCE 

MASSIMILIANO LODI 

venerdì 3 febbraio 2023

ROSE STORICHE (4)

La rosa di cui parlo oggi è un ibrido di te: "Madame Caroline Testout". E' una cultivar ottenuta nel 1890 dal coltivatore di rose francese Joseph Pernet-Ducher, di cui ho già parlato (https://valentinaelesuerose.blogspot.com/search?q=pernet). 

Numerosissime furono le rose da lui ibridate, anche perchè aveva uno scopo preciso: portare il colore giallo puro negli ibridi di tè. Come potete vedere, anche nel caso di "Madame Caroline Testout" il tentativo di portare il rosa nel fiore non è riuscito.

Caroline Testout fu una sarta parigina che chiese a Pernet-Ducher di creare una rosa a suo nome in occasione dell'apertura della sua nuova boutique londinese. Fu all'inizio del secolo e fino agli anni '30 una delle rose più vendute al mondo. Negli anni '20, la città di Portland negli Stati Uniti ne piantò decine di migliaia lungo le strade e nei parchi e giardini della città.






venerdì 27 gennaio 2023

ROSE STORICHE (3)

Continua il mio excursus tra le rose del secolo XIX che ancora sono in grado la loro bellezza e il loro valore nei nostri giardini.

Quella che presento oggi è un ibrido di tè (uno dei primi) creato dal famosissimo ibridatore francese Pernet-Ducher (al quale ho tempo fa dedicato questo post https://valentinaelesuerose.blogspot.com/search?q=pernet). Numerosissime furono le rose da lui ibridate, anche perchè aveva uno scopo preciso: portare il colore giallo puro negli ibridi di tè.

La rosa "Souvenir du Président Carnot" fu ibridata nel 1894, è una rosa a cespuglio e ha tutta la levità, la leggerezza dei primi ibridi di té. Il fiore ha 26-40 petali di un delicatissimo rosa-conchiglia che schiarisce verso il bordo del petalo. Profumatissima.















Marie François Sadi Carnot fu presidente francese eletto nel 1887.

Carnot era al culmine della popolarità quando, il 24 giugno 1894, dopo aver preso parte ad un banchetto pubblico a Lione ed aver tenuto un discorso nel quale preannunciò la rinuncia ad una possibile sua rielezione a presidente, venne pugnalato dall'anarchico italiano Sante Caserio. Carnot morì poco dopo la mezzanotte del 25 giugno a causa delle ferite riportate, venendo poi onorato con un'elaborata cerimonia funebre e con una sepoltura di stato al Panthéon di Parigi.

Caserio motivò il suo gesto come un atto politico, poiché Carnot non concesse la grazia a Auguste Vaillant, l'anarchico francese condannato a morte per aver provocato un attacco dinamitardo alla Camera dei deputati il 9 dicembre 1893, ferendo una ventina di parlamentari, nell'ambito di una campagna di attentati contro il governo e la borghesia francese accusati di corruzione e ritenuti responsabili delle disuguaglianze sociali. Caserio venne ghigliottinato il 16 agosto 1894.

martedì 13 ottobre 2020

SOTTO LA LENTE: MME. HECTOR LEUILLOT

Ho già parlato, qualche mese fa, delle rose 
pernetiane, cioè di quegli ibridi di tè
creati dall'ibridatore francese Pernet e che all'inizio erano state classificate in una categoria a parte, confluita poi nelle HT.

Io possiedo una rosa pernetiana, ed è la Madame Hector Leuillot, naturalmente creata Pernet, nel 1903. E' quindi molto "vecchia" avendo già più di un secolo, ma ha tutte le caratteristiche per essere presa in considerazione quanto e anche più delle rose più moderne. 

Intanto il colore: come è tipico delle pernetiane, anche nel caso della Madame Hector Leuillot si può parlare di colori multi-tono. In questa varietà possono essere descritti come giallo dorato con sfumature di albicocca e tracce di rosa.

La rifiorenza: è molto rifiorente, da quando l'ho acquistata fino ad ora, non è mai rimasta ferma.

I fiori: sono doppi, molto pieni (26-40 petali), e molto profumati. Secondo me il profumo è proprio ciò che rende particolare questa rosa: non è solo un profumo di rosa antico, si avverte anche una forte nota di qualcos'altro, che, nella mia poca esperienza, riesco ad assimilare al profumo di lonicera o caprifoglio. E quindi un profumo diverso, raro secondo me.

Il cespuglio: le misure medie sono di 120 x 80 cm., me può essere tenuta anche come un piccolo rampicante.

Io la considero un piccolo gioiello, e la consiglio vivamente. L'ho acquistata presso il vivaio Vivaverde di Monica Cavina (Zello - BO).

Sul mio blog trovate la pagina dedicata a Mme. Hector Leuillot a questo link https://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-87-pernetiana-mme-hector-leuillot.html

    

martedì 9 giugno 2020

LE ROSE PERNETIANE

Joseph Pernet-Ducher (1859-1928) è stato un coltivatore e ibridatore di rose francese. Nato vicino a Lione, era figlio di coltivatori: infatti lui rappresenta la terza generazione che svolge questo mestiere nella sua famiglia. Nel 1879 iniziò il suo apprendistato nel settore rose d'allevamento con il vivaio Ducher di Lione. Nel 1882, sposò Marie Ducher, figlia del proprietario, e conseguentemente adottò il nome di "Pernet-Ducher" per indicare il nuovo connubio.

E' il periodo in cui sono appena apparse le "ibridi di tè", questa nuova classe di rose che propone la rifiorenza e una vasta gamma di colori. Manca però ancora il giallo puro.


Dopo diversi anni di sperimentazioni, in cui fu utilizzata la "Rosa foetida persiana", Joseph Pernet-Ducher riuscì a introdurre il giallo nelle nuove rose da giardino con "Soleil d'Or" del 1900; i suoi ottenimenti, del tutto peculiari come "Rayon d'Or" (1910), si chiamarono "hybrides de lutea", poi "hybrides de thé pernetianae" e, infine, più semplicemente "Pernetianae". 
Il mondo dei rosaisti anglosassoni, com'era stato restio ad accettare "La France" quale espressione di una nuova tipologia di rose, ricusò decisamente il termine Pernetianae utilizzato ancora oggi in modo informale da moltissimi rodologi. Le Pernetiane, attualmente classificate come HT, sono particolarmente affascinanti per il colore dei getti e delle foglie, oltre che per la leggiadria dei fiori, anche se trovano qualche limite nella sensibilità alla ticchiolatura.

Nella foto, la mia pernetiana "Mme Hector Leuillot" del 1903, naturalmente di Pernet-Ducher.

martedì 4 settembre 2018

MUTAZIONE?

Lo sapevate che le rose che avete in giardino, che coltivate da anni, possono subire delle mutazioni?

Può infatti capitare di assistere a "sport", ovvero mutazioni spontanee di parti della pianta, ad es. una rosa bianca che improvvisamente produce qualche fiore con striature rosse o altri colori ecc... 
Se noi utilizziamo i semi di quei fiori o riproduciamo per talea quei rametti modificati, possiamo ottenere rose diverse e a volte con caratteri nuovi, impossibili da ottenere con l'ibridazione (più è complessa la genealogia della rosa, più è facile che queste mutazioni si verifichino...).

Penso che una mia rosa abbia subito una mutazione, anzi, "a naso" direi che ne sono certa.
La rosa che ho identificato con il n. 42, un ibrido di tea, forse "Spot Light" di Barni, la possiedo da ormai 5 anni. Con mio gran dispiacere, mi è sempre sembrata priva di profumo.
Bene, da quest'ultima fioritura di agosto-settembre, i fiori hanno iniziato a... puzzare!
Davvero!




La spiegazione che mi dò è questa: che sia tornato in superficie il carattere della rosa che ha dato origine al colore giallo nelle rose, e cioè la "rosa foetida persiana".
Vediamo di cosa si tratta.

E' ubrido molto antico, di capitale importanza per la storia delle rose, l’unica a fiore giallo conosciuta in Europa fino agli esordi del XX secolo. Il colore giallo, nelle rose, è un carattere genetico del tutto residuale e recessivo: per questo motivo, nonostante Foetida Persiana fosse conosciuta in Europa sin dal ‘600, e nonostante i numerosi tentativi intrapresi, gli ibridatori non riuscirono mai ad ottenere nuove varietà di colore giallo. Joseph Pernet-Ducher, nell’anno 1900, utilizzandola in combinazione con un ibrido di tea, inaugurò il nuovo secolo con la prima rosa veramente gialla, la “soleil d’or”, capostipite di tutte le rose moderne di colore giallo o arancione.

E' chiamata "fetida" perchè ha un odore che alcuni trovano spiacevole. La mia "mutante" ha un odore che sicuramente TUTTI troverebbero spiacevole. Assomiglia molto all'odore dei denti di leone (quando ero piccola io, i bambini lo chiamavano "fiore della pipì"), però più forte. Volete passare da me a dare una annusatina?