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mercoledì 25 febbraio 2026

CONCIMAZIONE

Le rose dovrebbero essere sempre concimate in primavera, prima della fase di crescita. 

I nutrienti contenuti nel concime assicurano una crescita vigorosa e molti fiori; inoltre rafforzano le difese dell'organismo vegetale contro gli attacchi di malattie e le infestazioni di parassiti. 

In che momento concimare? Dipende molto dalle condizioni meteorologiche e dall’andamento stagionale della zona in cui vivono le piante. Di norma, le rose si svegliano dal letargo tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Occorre osservarle e, quando le foglioline cominciano a farsi vedere dalle gemme, è tempo di intervenire con la concimazione. La maggior parte delle rose richiederà poi una seconda concimazione a fine primavera, da metà-fine maggio a metà giugno, prima dell’arrivo del caldo intenso: con le temperature altissime, le rose entrano in una fase di riposo e non fioriscono, per riprendere quando le notti si fanno più fresche, in agosto; molte varietà tornano a essere bellissime anche in settembre.









Affinché le rose crescano vigorosamente e fioriscano abbondantemente dopo la potatura di fine inverno, occorre un apporto di sostanze nutritive, oltre a luce e acqua. Per favorire la nuova crescita e la formazione dei fiori, l'Azoto e il Fosforo sono particolarmente importanti in questa fase. Il nutrimento può avvenire con l’impiego di formulati diversi; esistono infatti fertilizzanti organici di origine interamente naturale, concimi minerali e prodotti organico-minerali, una soluzione combinata.

La lana di pecora (foto sotto: lana di pecora in pallini) è un eccellente concime organico, specialmente in formato pellet, noto per il suo alto contenuto di azoto (circa 10-11%), fosforo e potassio, a lento rilascio. Agisce come ammendante, migliorando la struttura del suolo, trattenendo l'umidità (fino al 350% del suo peso) e rilasciando nutrienti gradualmente per 4-6 mesi.










I prodotti nutritivi organici di origine naturale funzionano lentamente. I microrganismi nel terreno decompongono le materie prime naturali e le rilasciano gradualmente a disposizione delle radici della pianta per un periodo di tempo piuttosto lungo. Questo processo attiva la vita naturale del suolo e promuove la formazione di humus, il composto organico che conferisce al terreno la caratteristica della fertilità. I rosai che in genere hanno una seconda importante fioritura autunnale richiedono una seconda somministrazione di questo nutrimento a fine primavera oppure in estate se le temperature non sono troppo bollenti.

In alternativa, un’ottima fonte di nutrimento organico è offerta dallo stallatico (letame). Lo stallatico è il più antico dei concimi e fornisce una grande riserva di sostanze nutritive. Un buono stallatico è composto al 100% di letame (bovino ed equino non proveniente da allevamenti industriali), senza aggiunta di torba o compost, e sono disponibili in formulato sfarinato oppure pellettato, facile da gestire e di rapido assorbimento. Difetto: il cattivo odore.








I diversi tipi di fertilizzanti organici possono essere utilizzati sempre allo stesso modo: devono essere distribuiti uniformemente nella zona intorno al fusto, leggermente integrati nel terreno che deve essere leggermente umido. In questo modo i fattori nutritivi diventano disponibili per l’apparato radicale, senza causare stress.

Il concime organico minerale per rose è di solito un fertilizzante composto dal seguente titolo: 15-6-5, dove 15 è l’azoto, 6 il fosforo e 5 il potassio. Questo concime viene di solito prodotto con aggiunta di un due percento di zolfo e di un undici per cento di ossido di calcio. Queste sostanze migliorano la fertilità del terreno rendendo più semplice l’assorbimento delle altre sostanze nutritive. Il concime organico minerale per rose è di solito ottenuto per reazione di sostanze umide da cui si ricava pellet inodore e a cui vengono miscelati degli elementi chimici.

La quantità di concime va calibrata in base alle dimensioni delle rose. Per quelle di piccola taglia ne bastano 80 -150 grammi per metro quadro, per quelle medie, 200-300 grammi per metro quadro e per quelle grandi, 400 grammi per metro quadro. Il concime organico minerale per rose può essere usato anche per la preparazione dei substrati in vaso. Questa operazione va però effettuata a fine primavera, considerando sempre le stesse quantità viste per la concimazione di inizio primavera. I dosaggi rimangono identici anche per la concimazione autunnale.

Dopo la concimazione è necessaria un'irrigazione generosa, in modo che i nutrienti possano rapidamente raggiungere le radici, e controllare regolarmente l'umidità del terreno, affinché il fertilizzante possa sviluppare il suo effetto.

lunedì 9 febbraio 2026

CONCIMI: CORNUNGHIA









Fine febbraio-inizio marzo: uno dei tre momenti top per concimare le rose. A fine inverno, quando le gemme iniziano a schiudersi, una buona concimazione servirà a favorire la crescita.

Un altro passaggio di concime sarà utile darlo in giugno, dopo la prima fioritura, per stimolare i nuovi boccioli. Infine, si consiglia anche una concimazione in autunno per nutrire il terreno.

Quali concimi utilizzare?

Propongo la cornunghia. Per chi non la conosce, si tratta di un fertilizzante che ha quasi cent'anni di vita. Viene ottenuta tramite essiccazione e torrefazione di corna e unghie scartate dalla lavorazione industriale della carne; il trattamento termico prolungato aumenta la percentuale di azoto e previene il pericolo di fermentazione e la formazione di muffe e funghi nel terreno. E' piuttosto cara ed il motivo è facilmente intuibile: ogni bovino di corna ne ha solo 2, di unghie solo 4. Negli ultimi 30 anni si è pertanto iniziato a miscelarla con la cosiddetta farina d'ossa in pratica le ossa del bovino farinizzate: l'insieme si è classificato tra i migliori fertilizzanti organici in commercio per due motivi, la cessione molto prolungata (cede fino al 15° mese) e la totalità degli elementi nutritivi che la compongono (azoto, fosforo e potassio).

La cornunghia rilascia Azoto organico al terreno, macroelemento indispensabile per la crescita sana delle piante; il rilascio prolungato permette di nutrire la pianta per tutto il ciclo vegetativo. La cornunghia è considerata essere anche un buon ammendante organico poiché modifica la struttura fisica del terreno donandogli maggiore aerazione (le radici “respirano”). Il prodotto va distribuito prima della semina sul terreno o miscelato con il substrato in dosi variabili a seconda del tipo di pianta.

Altro aspetto fondamentale è che grazie alla sua porosità questo fertilizzante naturale è capace di trattenere discretamente l’umidità, particolarmente utile nel caso di eccessive piogge o mancanza d’acqua.

Va bene per le rose? Certo, è ottimo. Attenzione però: è assolutamente da evitare per la concimazione delle piante acidofile (incluse le camelie) e i bonsai perché si tratta di un concime troppo azotato.

La cornunghia è disponibile generalmente nella versione in granuli oppure in quella a scaglie. In virtù di questo, il miglior modo per utilizzare questo concime è quello di interrarlo nel terreno. Questo è anche un ottimo metodo se possedete cani: i cani infatti sono ghiotti di cornunghia, e anche se non è velenosa non credo che gli faccia molto bene. 

La cornunghia si può utilizzare tutto l’anno e si distribuisce a mano. In vasi e fioriere sarà sufficiente distribuire una manciata sulla superficie del terreno e se possibile interrare leggermente. Per le piante del giardino si procede allo stesso modo, mentre per il prato si consiglia di utilizzare il prodotto durante la preparazione del terreno prima di effettuare la semina. In ogni caso è utile sapere che per ogni metro quadrato di terreno da concimare servono circa 80-90 g di cornunghia.