SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

venerdì 6 novembre 2026

CAMPI DI PROVA PER ROSE (TEST FIELDS)

I roseti e i campi di prova in Europa, dove vengono coltivate, testate e premiate le nuove varietà di rose, si trovano all'interno di orti botanici e parchi storici.

CAMPI DI PROVA UFFICIALI (COLLEGATI ALLE COMPETIZIONI INTERNAZIONALI)

ITALIA

Roseto Comunale di Roma — Roma

Ubicazione: Via di Valle Murcia, 6, 00153 Roma. Sorge sulle pendici dell'Aventino, di fronte ai resti del Circo Massimo.








FRANCIA

Roseraie de Bagatelle — Parigi

Ubicazione: Parc de Bagatelle, Bois de Boulogne, 75016 Parigi. Situato nel cuore del celebre bosco nel 16° arrondissement, è il roseto da cui è nato il primissimo concorso al mondo nel 1907.

Roseraie del Parc de la Tête d'Or — Lione

Ubicazione: Parc de la Tête d'Or, 69006 Lione. Si trova all'interno del Giardino Botanico del grande parco urbano di Lione, distretto storicamente legato alla coltivazione dei rosaisti francesi.

Roseraie de Saverne — Saverne (Alsazia)

Ubicazione: Parco dello Château des Rohan, Saverne. È uno dei roseti storici più rilevanti della Francia orientale.

Roseraie Saint-Marceau / Parc Pasteur — Orléans

Ubicazione: Giardino delle Rose nel Parc Bel-Air / Parc Pasteur, Orléans. Celebre per le prove dedicate specificamente alle rose rifiorenti e da giardino resistenti.


SPAGNA

Rosaleda Ramón Ortiz (Parque del Oeste) — Madrid

Ubicazione: Calle de la Rosaleda, 2, 28008 Madrid. Un'estesa area di oltre 32.000 metri quadrati situata all'interno del Parque del Oeste.

Roserar de Cervantes (Parc de Cervantes) — Barcellona

Ubicazione: Avinguda Diagonal, 708, 08034 Barcellona. Collocato nel quartiere di Les Corts, all'estremità occidentale della celebre Avenida Diagonal.


GERMANIA

Rosengarten auf dem Beutig — Baden-Baden

Ubicazione: Moltkestraße 3, 76530 Baden-Baden. Situato sulla collina del Beutig, è una vera e propria arena espositiva all'aperto affacciata sulla città termale.


PAESI BASSI

Internationale Rosentuin Westbroekpark — L'Aia (The Hague)

Ubicazione: Kapelweg, 2587 L'Aia. Un immenso giardino situato all'interno del Westbroekpark, celebre per il conferimento del premio "Golden Rose of The Hague".


BELGIO

Roseraie du Château du Rœulx — Le Rœulx

Ubicazione: Place du Château, 7070 Le Rœulx. Istituito all'interno dei giardini storici del castello della dinastia dei Principi di Croÿ.

Internationale Rosentuin Kortrijk — Kortrijk (Courtrai)

Ubicazione: Parco del Castello di t'Hooghe, Kortrijk. Situato nelle Fiandre occidentali, funge da campo sperimentale per valutare la resistenza alle malattie senza l'uso di pesticidi.


REGNO UNITO

Sir Thomas and Lady Dixon Park — Belfast (Irlanda del Nord)

Ubicazione: Upper Malone Road, Belfast BT17 9LA. Il parco ospita i famosi Belfast International Rose Trials all'interno del suo roseto centrale.

Tollcross Park International Rose Garden — Glasgow (Scozia)

Ubicazione: Tollcross Road, Glasgow G32 8HH. Famoso roseto restaurato nella periferia est di Glasgow.

The Gardens of the Rose — Hertfordshire (Inghilterra)

Ubicazione: Chiswell Green, Saint Albans, Hertfordshire. Storica sede della Royal National Rose Society (RNRS) e principale campo prova britannico per le novità ibridate nel Regno Unito.


SVIZZERA

Roseraie du Parc de la Grange — Ginevra

Ubicazione: Quai Gustave-Ador, 1207 Ginevra. Affacciato direttamente sul Lago di Ginevra (Lago Lemano), ospita il prestigioso concorso elvetico.


REPUBBLICA CECA

Rosarium Hradec Králové — Hradec Králové

Ubicazione: Presso il club dei coltivatori di rose Rosa Klub, Hradec Králové. È il principale avamposto dell'Europa centrale per le valutazioni di rusticità climatica.


POLONIA

Rosarium dell'Orto Botanico dell'Università di Varsavia — Varsavia

Ubicazione: Albinosów, Varsavia (all'interno del Giardino Botanico PAN a Powsin o del giardino universitario centrale). Ospita le più recenti prove internazionali istituite nell'Est Europa.

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ROSETI STORICI PRIVATI CON SEZIONI SPERIMENTALI

Molte collezioni botaniche private europee collaborano strettamente con scienziati e ibridatori dedicando ampie porzioni di terreno ai test sul campo:

• Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi (Cavriglia, Italia): È una delle più grandi collezioni private di rose al mondo. Sebbene sia un giardino botanico, funge da immenso laboratorio a cielo aperto per lo studio scientifico della resistenza e delle mutazioni delle rose.

• Rozītes Rose Garden (Lettonia): Struttura vivaistica privata gestita dalla famiglia Trubiņš che testa e seleziona le varietà europee più resistenti per i climi rigidi del Nord Europa.

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CAMPI DI PROVA PRIVATI E INDIPENDENTI (NO-PROFIT)

Si tratta di siti gestiti da vivai all'ingrosso o associazioni private che mettono a disposizione i propri terreni per testare in modo anonimo i prototipi di ibridatori di tutto il mondo:

• Rochfords International Rose Trials (Regno Unito): Situato a Hertford all'interno del vivaio all'ingrosso Rochfords, è l'unico sito di prova totalmente indipendente nel Regno Unito. I campi si trovano all'interno del vivaio commerciale della storica azienda Joseph Rochford Gardens. Le nuove varietà inviate da ibridatori dilettanti e professionisti di tutto il mondo vengono coltivate in forma anonima e testate per un ciclo di tre anni valutando fioritura, profumo e resistenza totale alle malattie senza l'ausilio di fitofarmaci. I premi più importanti includono il prestigioso The Village of Birch Green Gold Award. 









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CAMPI DI PROVA DEI GRANDI IBRIDATORI PRIVATI (ISTITUTI DI RICERCA)

I marchi storici della rosicoltura europea possiedono estesi campi di sperimentazione privati dove testano le nuove rose per 2-3 anni senza l'uso di fitofarmaci, per selezionare solo le specie più resistenti:

• Meilland International (Francia): Possiede importanti campi di prova nel sud della Francia (e in altre località europee) dove le nuove varietà nate da incrocio vengono testate "al naturale" (senza trattamenti o, nell'ultimo anno, senza irrigazione artificiale) per valutarne la rusticità.

• Kordes Rosen e Tantau (Germania): Dispongono di campi di prova privati dove sottomettono le rose ai severissimi standard tedeschi (simili alle prove pubbliche ADR, Allgemeine Deutsche Rosenneuheitenprüfung), escludendo totalmente i prodotti chimici.

• Rose Barni (Italia): Presso le proprie strutture a Pistoia gestisce aree di prova per la valutazione e lo sviluppo tecnologico di nuove varietà adatte al clima mediterraneo.



martedì 3 novembre 2026

ESISTONO TIPI DIVERSI DI TICCHIOLATURA?











Mi sono posta questa domanda in quanto mi sono accorta che le stesse piante, in anni diversi possono ammalarsi o non ammalarsi. Allora ho chiesto al mio amico Marc Alberici: può essere che col tempo, quel mio semenzale sia diventato più forte, visto che l'anno scorso si è gravemente ammalato, mentre quest'anno no?

Mi ha risposto che non è cambiata la pianta (magari!), ma varia il ceppo della malattia.

Allora ho fatto una ricerca e ho scoperto che:

SÌ, esistono diversi tipi di ticchiolatura, poiché non si tratta di un'unica malattia, ma di un gruppo di patologie fungine causate da microrganismi spesso specifici per ogni tipo di pianta. 

I principali agenti patogeni e le relative piante colpite sono:

- Genere Venturia (su piante da frutto e alberi):

Venturia inaequalis: provoca la ticchiolatura del melo.

Venturia pirina: colpisce il pero.

Venturia carpophila: attacca il pesco e altre drupacee.


- Fusicladium eriobotryae (spesso legato a Venturia): colpisce il nespolo del Giappone.


- Altre varianti colpiscono specie come il biancospino, il frassino, il pioppo o il salice.


E PER QUANTO RIGUARDA LE ROSE?

Diplocarpon rosae: è il fungo responsabile della classica e diffusissima ticchiolatura della rosa (spesso chiamata anche "macchia nera").





Sintomi principali

Su foglie: macchie grigie, verde oliva, bruno-nerastre o violacee, spesso vellutate all'inizio, che possono portare alla necrosi e alla caduta anticipata delle foglie (defogliazione).

Su frutti e rami: macchie scure, suberose, fessurazioni o deformazioni che deprezzano il raccolto.


E fin qui nulla di nuovo. Ho chiesto allora alla AI se esistono diversi tipi di ticchiolatura che attacca le rose.

Risposta: no, la ticchiolatura della rosa è causata da un unico agente patogeno specifico, il fungo ascomicete Diplocarpon rosae (conosciuto nella sua forma asessuata come Marssonina rosae).


A livello macroscopico non esistono quindi "tipi" diversi di ticchiolatura per la rosa, ma la malattia può manifestarsi con intensità e sfumature differenti a seconda di tre fattori principali:


1. Variabilità genetica del fungo (Ceppi o Razze)

Sebbene il fungo sia lo stesso, in natura esistono diversi ceppi (o razze fisiologiche) di Diplocarpon rosae. Alcuni ceppi sono più aggressivi di altri o riescono a colpire varietà di rose che solitamente mostrano una buona resistenza genetica.


2. Differenze nei sintomi (in base allo stadio e alla varietà)

Anche se la patologia è la stessa, l'aspetto visivo può ingannare e far pensare a malattie diverse:

Infezione classica: Si presenta con le tipiche macchie nere circolari dai bordi frastagliati o "radianti" (a stella) sulla pagina superiore delle foglie, circondate da un alone che ingiallisce rapidamente.

Infezioni tardive o su varietà resistenti: Le macchie possono rimanere molto più piccole, scure e numerose, senza provocare l'immediato ingiallimento totale della foglia. 

Infezione dei fusti: Nei casi più gravi, il fungo non si limita alle foglie ma attacca i rami giovani, creando macchie violacee o brune che poi diventano suberose. 


3. Il rischio di confusione con altre malattie.

Spesso si pensa a "forme diverse" di ticchiolatura perché i suoi sintomi vengono confusi con quelli di altri funghi della rosa:


Peronospora della rosa (Peronospora sparsa): Crea macchie scure sulle foglie, ma queste sono tipicamente più squadrate, geometriche e delimitate dalle nervature fogliari (mentre quelle della ticchiolatura sono tondeggianti e frastagliate). 


Ruggine (Phragmidium): Produce macchie gialle sulla pagina superiore, ma girando la foglia si notano inconfondibili pustole polverose di colore arancione o marrone. 


MANTIDE RELIGIOSA: UTILE O DANNOSA?









Da qualche settimana un inquilino si è aggiunto al mio giardino: una mantide religiosa piuttosto grande, che si è stabilita nel portico antistante il roseto. A volte la vedo attaccata alla parete, a volte si sposta sul soffitto del portico. Predilige i bordi della finestra, tanto che ho dovuto staccarla a forza altrimenti, nel chiudere gli scuri, l'avrei spiaccicata.

Penso sia una femmina, infatti ha il ventre bello grosso, immagino sia pieno di uova.








La mantide religiosa è un insetto molto particolare per la sua forma, riconoscibilissima a prima vista. Da una piccola ricerca online ho imparato che è uno degli insetti più curiosi e affascinanti di questo pianeta. Sappiamo che si chiama così per via della zampe anteriori che spesso assumono una posizione "di preghiera".  Queste sono provviste  di uncini per immobilizzare la preda, infatti la mantide è un predatore sempre in agguato che sfrutta il mimetismo. Si nutre di mosche, grilli, falene e altri piccoli insetti e talvolta anche di piccoli rettili e anfibi. Rimane immobile sulla vegetazione finché non afferra le sue prede con uno scatto fulmineo. È risaputo che le femmine durante la riproduzione o subito dopo divorano il maschio iniziando dalla testa. Questo comportamento di cannibalismo è determinato dal fatto che per produrre le uova la femmina ha bisogno di immagazzinare subito proteine a discapito del partner. Le mantidi hanno un aspetto elegante e fiero, sembra che non hanno paura di niente e nessuno e quando si sentono in pericolo non scappano ma si mettono in posizione di attacco. Spesso sono di un verde brillante e la forma dei loro occhi le fanno sembrare dei 'marziani alieni' .

HABITAT

La mantide religiosa vive preferibilmente in ambienti caldi e temperati con vegetazione fitta, come prati erbosi, giardini, campi coltivati, arbusti e zone boschive poco dense.

Dove si trova nel mondo e in Italia

• Origine e diffusione: È originaria dell'Africa, da cui si è diffusa in Europa meridionale, Asia minore, e successivamente introdotta in Nord America e Australia.

• Clima: Teme il freddo; è molto rara nell'Europa centrale e quasi assente nel Nord Europa.

• In Italia: È molto comune su tutto il territorio nazionale, dalla pianura e dalle zone prealpine fino alla fascia costiera e alle isole.

Ed eccola, nella foto qui sotto, sul pavimento del mio portico. Se avessi dovuto dar retta a mia figlia, avrei dovuto spiaccicarla la prima volta che l'abbiamo vista. Invece a me piace, e ogni volta che esco in giardino mi guardo attorno per cercarla e assicurarmi che sia ancora lì.

UOVA

La femmina depone le uova in un'ooteca: questa si riconosce a colpo d'occhio perché assomiglia a una piccola pagnottina o a una spugna indurita attaccata saldamente a rami, rocce, muri o infissi. 

La femmina la depone in autunno montando una sostanza liquida che, a contatto con l'aria, si solidifica rapidamente diventando solida e leggera come il polistirolo.

Ne ho visto tante in giro in giardino di queste cose, e adesso so cosa sono!








LE MANTIDI RELIGIOSE SONO INSETTI UTILI?

Sì, le mantidi religiose sono considerate insetti utili per l'ambiente, l'orto e il giardino, sebbene con qualche piccola eccezione.

-Controllo dei parassiti: sono predatori voraci e si nutrono di un'ampia varietà di insetti considerati dannosi, come afidi, mosche, cimici, blatte, cavallette e bruchi. La loro presenza aiuta a contenere le infestazioni in modo naturale, limitando il ricorso a trattamenti chimici nell'orto. Riguardo all'uomo: non sono velenose, non pungono e non sono aggressive nei confronti degli esseri umani (salvo difendersi se catturate con la forza).

-Svantaggi: sono predatori "generalisti", cioè non distinguono tra insetti cattivi e insetti utili: possono capitare nella loro dieta anche impollinatori preziosi come api, farfalle o coccinelle.

mercoledì 28 ottobre 2026

TANTI FIORI IN PRIMAVERA, TANTI CINORRODI IN AUTUNNO

Ormai so quali dei miei rosai producono dei bei cinorrodi, perciò su queste non pratico il deadheading (= il taglio della rosa sfiorita).
E in questa stagione mi regalano una bella "fioritura" di cinorrodi.

Sotto, in ordine: Emma's Whims, Cocorico, Moceniga, Ile de Fleurs, Rosa Rugosa, Ile de Fleurs, Monica.









IBRIDATORI DI FAMA MONDIALE

L'esperto botanico e rodologo inglese Martin Stott, di cui seguo l'interessante blog, ha recentemente pubblicato un articolo riguardante i migliori ibridatori del momento.

A suo giudizio, il migliore ibridatore in attività è Thomas Proll di Kordes.














Proll torna ripetutamente a casa dalle competizioni internazionali di rose con le braccia cariche di certificati incorniciati, medaglie e trofei.
Ma ci sono tanti altri ibridatori molto bravi. Sempre in Germania ci sono Tantau e Noack.

In Francia il più grande è certamente Meilland, ma si sta facendo strada vincendo premi anche André Eve. Dalla Polonia arriva Lukasz Rojewski, un ibridatore carismatico che potete trovare su Facebook.

Il Belgio ci offre due grandi ibridatori: Martin Vissers e Ann Boudolf-Veldt di Lens Roses.

In Danimarca si producono le rose Poulsen, ma sempre in Danimarca c'è una ibridatrice che si sta costruendo una solida reputazione, Rosa Eskelund.

L'Irlanda è sempre stata la patria di grandi ibridatori, tra cui spicca Colin Dickson, e inoltre Dave Kenny, un dilettante che continua a vincere premi per le sue rose (foto sotto).

















Dall'America arrivano le rose di Tom Carruth, ora in pensione. Si stanno poi facendo conoscere anche i cinesi e i giapponesi (di cui ho parlato in un paio di post poco tempo fa, a proposito delle rose blu).

In Gran Bretagna ci sono Chris Warner (che ha ormai 90 anni) e la sua successora Catherine Shaw. Inoltre Peter Beales, Harkness e Fryer. E naturalmente David Austin, fondatore e ibridatore storico dell'azienda, cui è succeduto Carl Bennet, che ha affiancato a lungo David Austin Sr. portando avanti la tradizione e l'evoluzione delle nuove varietà.

Noto un grandissimo vuoto nell'articolo di Stott: l'Italia non è nominata neppure en passant. E dire che grandi ibridatori non sono mancati nel passato, e in questo momento Barni è l'azienda di punta con l'ibridatrice Beatrice Barni. Ecco, italiani di nuovo relegati nel dimenticatoio...

IL CONCORSO INTERNAZIONALE "PREMIO ROMA" PER ROSE NUOVE

Finalmente ho un numero sufficiente di rose per ogni varietà, da inviare a concorso. Ho scelto il Concorso di Roma (qui ho parlato del Concorso 2026), spero mi porti bene.











Il concorso "Premio Roma", fu istituito nel 1933 ed elegge le migliori varietà di rose inedite. Si svolge a Roma nella sede del Roseto di Roma Capitale, nel terzo sabato del mese di maggio.

Le varietà, provenienti da tutto il mondo, arrivano al Roseto due anni prima della manifestazione. Durante questo periodo vengono curate dai Tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale "Giuria Permanente" chiamata a valutare aspetti come la rifiorenza, la resistenza alle malattie, il portamento, ecc., conferendo un punteggio tecnico ad ogni varietà partecipante.

A questo, il giorno del concorso, viene associato il punteggio "estetico" dato dalla Giuria Internazionale. Si avrà così una rosa vincente per ogni categoria in gara. Inizialmente il concorso prevedeva due riconoscimenti: uno per le rose italiane e uno per le straniere, ma nel 1953 venne deciso un unico premio, adeguando la manifestazione romana alle altre competizioni europee.

La prima edizione si svolse nel 1933 a Colle Oppio, che ospitò le manifestazioni successive fino al 1940. Poi, dopo l'interruzione dovuta alla guerra, riprese nel 1951 sul Colle Aventino.

La Giuria Internazionale

La Giuria Internazionale è formata da membri non necessariamente legati al mondo delle rose. Vengono scelti tra i Direttori dei più prestigiosi Parchi e Orti Botanici del Mondo, ma anche tra personaggi del mondo della cultura e dell'impegno sociale, come fu Susanna Agnelli. Spesso provengono dal mondo della Diplomazia: ricordiamo ancora la simpatia della Signora Corinne Boggs, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede, oppure la competenza di Lady Jessica Shepherd, Ambasciatore del Regno Unito presso lo Stato Italiano. Ma tra i tanti personaggi che hanno onorato il nostro concorso, qualcuno narra della fantomatica presenza, negli anni cinquanta, di Agatha Christie, ovviamente sotto un altro nome.

La Giuria Permanente

Il Premio Roma è dedicato alle nuove varietà, cioè agli esemplari non ancora in commercio. Le rose partecipanti arrivano a Roma 20 mesi prima della manifestazione per dar modo alle giovani piantine, provenienti da tutti i continenti, di svilupparsi e ambientarsi al nostro clima. Per questo, nel settore dedicato al Concorso, vi sono tre aree che a rotazione vengono preparate per accogliere le “giovani promesse” (dietro a ogni nuovo ibrido c’è un lavoro di ricerca e selezione che dura almeno 10 anni). Durante questo periodo le rose vengono curate dagli esperti tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale giuria permanente chiamata a esprimere un giudizio tecnico che riguarda, ad esempio, il portamento della pianta, il colore del fogliame, la rifiorenza e la resistenza alle malattie. Sia i tecnici del roseto sia i giurati non conoscono l’origine e la provenienza delle varietà in gara, identificabili solo con un numero. Il giorno del concorso ogni rosa ha un suo punteggio di partenza al quale si somma quello espresso dalla giuria internazionale, essenzialmente basato su criteri olfattivi e estetici (colore, forma del fiore).

Accanto a queste due Giurie, operano giurie "Speciali" per premi speciali:

  • Premio Fragranza: Viene assegnato da una giuria composta da chimici e profumieri (o esperti del settore olfattivo), che valutano specificamente le qualità e l'intensità del profumo delle rose in concorso.
  • Rosa dei Bambini: Viene assegnata da una giuria di bambini, solitamente composta da alunni delle scuole primarie della zona (come le classi terze delle scuole primarie cittadine invitate per l'occasione)



lunedì 26 ottobre 2026

FIORITURE

Alcuni dei miei rosai continuato a fiorire come se fosse primavera. La notte comunque inizia a fare abbastanza freddo, immagino che presto si fermeranno.

Ecco alcune foto di ieri 25 ottobre 2026. 

Dall'alto in basso: Molineux, Red Intuition, Double Delight, Line Renaud, semenzale di A. Marrocco, Emma's Whims (2 foto), Morsdag, Thomas à Becket, Moceniga (3 foto), M.me Antoine Mari, Single Pink.


















lunedì 19 ottobre 2026

POPILLIA JAPONICA, IL PUNTO SULLA RICERCA

(news tratte anche da https://agronotizie.imagelinenetwork.com/)

La Popillia Japonica, o coleottero giapponese o scarabeo giapponese è un coleottero appartenente alla famiglia degli Scarabeidi, originario del Giappone. Si tratta di una specie che infesta e distrugge tappeti erbosi, piante selvatiche, da frutto e ornamentali e la cui diffusione si sta ampliando.







La Popillia japonica continua la sua espansione in Italia e il suo arrivo anche nelle province di Verona e Treviso pone il mondo agricolo di fronte alla necessità di trovare nuovi strumenti per contenerne la diffusione e i danni. Il coleottero giapponese è infatti una specie aliena invasiva estremamente polifaga, in grado di alimentarsi a spese di numerose specie vegetali e di creare problemi non soltanto alle colture agricole, ma anche a vivai, parchi e giardini.

Da noi in Romagna per fortuna non è ancora arrivata, ma in altre parti di Europa sì, e su Facebook ho trovato questa immagine che vedete sotto:










Quindi anche le rose non saranno esenti dagli attacchi di queste bestiacce.

Proprio per mettere a punto nuove strategie di contenimento è nato Protecto - Prevenzione e riduzione dei danni, tutela degli ecosistemi e contenimento di Popillia japonica, progetto finanziato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con 1,3 milioni di euro. L'iniziativa coinvolge le Università di Verona, Brescia e Torino, con il coordinamento del Crea - Difesa e Certificazione.

Tra le strade esplorate dai ricercatori ce n'è una particolarmente innovativa: utilizzare l'Rna interference (Rnai) per colpire in maniera selettiva Popillia japonica. Una tecnologia che ha già trovato un'applicazione fitosanitaria negli Stati Uniti contro la dorifora della patata, ma che non è ancora disponibile in Europa sotto forma di insetticida autorizzato (il dossier autorizzativo è al vaglio delle autorità in Belgio). Questo insetticida basato sull'Rnai è estremamente selettivo e disegnato solo per colpire la specie bersaglio senza alcun effetto nocivo su nessuna altra specie.

I primi test hanno comunque fornito indicazioni interessanti. "Attualmente ci sono dei buoni risultati sulle larve, molto meno sugli adulti", afferma Mori, professore del Dipartimento di Biotecnologie dell'Università degli Studi di Verona. Uno dei geni bersaglio dell'Rnai è coinvolto nell'assemblaggio del citoscheletro, la struttura cellulare che contribuisce, tra le altre cose, al mantenimento della forma e dell'organizzazione della cellula. Il gruppo sta lavorando anche su altri geni, sui quali però il ricercatore preferisce al momento non fornire dettagli.

"Il punto fondamentale è che l'Rnai interviene in maniera mirata su specifici processi biologici attraverso molecole progettate rispetto a determinati bersagli genetici", conclude Mori. Il risultato è che un insetticida basato sull'Rnai è estremamente selettivo, specie-specifico, molto efficace, scarsamente soggetto all'insorgenza di resistenze e con un profilo ecotossicologico favorevole, essendo innocuo per tutte le specie non bersaglio e degradandosi in pochissimo tempo. 

venerdì 16 ottobre 2026

CON LE ROSE PER TUTTO L'ANNO











Credo che ogni persona alberghi nel suo cuore una passione, un hobby, un segreto amore per qualcosa (non parlo di qualcuno!) che magari si porta dietro fin dall'infanzia...

Tra i miei conoscenti, annovero appassionati di aeromodelli, di scacchi, di pesca, di tiro a segno, di trekking; io sono quella della passione (la mia vivaista la chiama  in senso buono "malattia") per le rose.

Come ho già avuto modo di scrivere, la mia passione per le rose ha covato parecchio sotto la cenere, ed è esplosa nel momento in cui ho avuto a disposizione uno spazio più ampio per ospitarle. Da allora è stato un crescendo coinvolgente e sconvolgente, più mi addentravo nel mondo delle rose più scoprivo che era sempre più vasto. Pian piano mi sono documentata tramite libri, cataloghi cartacei e online, ho fatto esperimenti, e sono giunta ora ad un momento in cui le rose sono in grado di tenermi la mente occupata per tutto l'anno.











Ecco la mia routine annuale.

A metà febbraio circa nella nostra zona (bassa Romagna) si pota (e per questo ho fatto due corsi), (al Sud d'Italia dove è più caldo si può iniziare già a fine gennaio); poi da marzo c'è da lavorare il terreno, fare i trattamenti anticrittogamici e la concimazione. Già da aprile, se la stagione è bella, le nostre amiche iniziano a fiorire, allora c'è la corsa a fare le foto che pubblico su Facebook nei gruppi delle rose, e su Instagram. Con la prima fioritura c'è anche l'impollinazione, che pratico da molti anni, ed è una delle esperienze più entusiasmanti. Nel frattempo c'è sempre da tenere pulito il roseto dalle erbacce infestanti, e occorre stare sempre all'erta per pidocchi e altri parassiti o eventuali infezioni fungine; i trattamenti per queste ultime sono da ripetere sistematicamente durante tutta la stagione vegetativa.

Dopo la fioritura di maggio-giugno, si può fare una prima potatura leggera o comunque una ripulitura, e continuano i reportage fotografici fino a ottobre...

Ottobre e novembre sono i mesi migliori per riprodurre le rose tramite talea.











Da ottobre poi è già possibile raccogliere i primi cinorrodi (i falsi frutti delle rose, cioè quelle palline rosse o arancioni), prodotte dalle impollinazioni. I semi si mettono in frigor e dopo 6-8 settimane si possono già controllare perchè alcuni hanno iniziato sicuramente a germinare. Man mano che germinano, sono da mettere in un contenitore con il terriccio e l'indicazione dell'incrocio. Questo lavoro tiene occupato fino a gennaio-febbraio, dopodichè il ciclo ricomincia... 

Chi si occupa di rose a tutto tondo, non ha tempo di annoiarsi e di cadere in depressione! 

(Nelle foto: la rosa "Valentina Bordini" che potete vedere in questa pagina e acquistare presso i Vittori Vivai di Forlimpopoli FC)

mercoledì 14 ottobre 2026

E' ORA DI RACCOGLIERE I CINORRODI












Avevo in programma di raccogliere i cinorrodi solo ai primi di novembre, ma in realtà, avendo ibridato in maggio, ora in ottobre sono già 5 mesi. Ho poi controllato e ho visto che i cinorrodi sono maturi, anzi alcuni si stavano staccando da soli. Allora ho fatto la grande raccolta.
Quando in primavera impollino il fiore, poi lo ricopro con un sacchettino di carta su cui scrivo in pennarello indelebile solo il nome del polline. Al momento della raccolta ho però dovuto aggiungere il nome della rosa madre per non fare confusione. Ho poi messo tutto in un sacchetto che ho lasciato per qualche ora fuori in giardino, per fare in modo che eventuali animaletti uscissero dai sacchetti (dentro ci trovo spesso forbicette, ragni e altri piacevoli compagni).


Man mano che raccoglievo i cinorrodi, li spuntavo dalla lista che faccio ogni anno quando impollino (la tengo in ordine alfabetico per comodità). Devo dire che quest'anno la maggior parte degli incroci ha tenuto, solo pochissimi si sono staccati quest'estate, e nella raccolta ne ho trovati solo 3 che si erano seccati senza creare il cinorrodo maturo.


Ho preparato delle etichette con scritto il n. di riferimento dell'incrocio e l'incrocio stesso (prima il nome della madre poi il nome del padre).


Ho attaccato l'etichetta sulle bustine, lasciandole in ordine.


In seguito ho iniziato ad aprire i cinorrodi e ad inserire i semi nel sacchetto del relativo incrocio.


Al termine ho aggiunto il terriccio, l'ho inumidito, ho chiuso i sacchetti e li ho riposti nel contenitore di plastica (tipo Tupperware) e messi nel frigorifero, dove resteranno fino alla primavera, nella speranza che alcuni semi inizino a germinare già dopo un mese e mezzo o anche meno (a volte succede).