SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

venerdì 24 aprile 2026

LA CETONIELLA O OXYTHYREA FUNESTA








Quest'anno le mie rose stanno subendo un attacco piuttosto violento da parte di questi insetti, le cetonielle. E a quanto posso leggere sui gruppi Facebook che trattano di rose, non sono l'unica.

I primissimi boccioli della rosa Tè M.me Antoine Mari sono stati rovinati ancora prima di aprirsi. Ora ho diverse varietà in fiore, e giornalmente passo a controllare i boccioli aperti. E' un disastro. All'interno delle corolle trovo dei veri e propri festini anche di 3-4 insetti che stanno razzolando tra polline e antere. Uno schifo.












Leggendo pagine da siti vari in internet, quasi tutti dichiarano che le cetonielle preferiscono i fiori chiari e bianchi in particolare. Da quest'anno, o sono diventate tutte daltoniche, oppure non sono più così schizzinose, in quanto vedo che gli vanno bene anche rose le rosse, viola e arancio.

Tra i rimedi consigliati, il più ricorrente è quello della distruzione manuale degli insetti: possibilmente al mattino presto, quando gli insetti sono più inattivi, possono essere catturati e intrappolati in barattoli o bottiglie pieni di acqua e detersivo da piatti. E questo è sicuramente efficace al 100%. Certo che se le rose passano ad essere da una decina a qualche centinaio, allora occorre una vera e propria squadra di volontari per ripulire il tutto ogni mattina.

Altro rimedio consigliato: le trappole cromotropiche. Si tratta di dispositivi ecologici per la lotta biologica, costituiti da superfici colorate (solitamente bianche, gialle o azzurre) rivestite di colla persistente. Nel caso delle cetonielle, il colore indicato per la trappola è il bianco. 

Ho quindi preparato alcune di queste trappole, utilizzando piatti di plastica spruzzati con colla spray apposita per catturare gli insetti (trovata online). Ho poi inchiodato i piatti resi così appiccicosi, utilizzando un chiodo abbastanza lungo. Tre li ho messi a terra, sotto alle rose più colpite, e uno l'ho inchiodato ad un albero del roseto. In pochissimi giorni le trappole si sono riempite di insetti: mosche e mosconi, zanzarine e zanzaroni, e ragni anche se non sono insetti. Ma devo dire che purtroppo le cetonielle manco le guardano le mie trappole. Sono troppo furbe oppure non è che il bianco le attiri poi così tanto...

E anche su questo rimedio una bella croce.

Ultimamente mi sono procurata in un supermercato un normalissimo spray contro formiche e scarafaggi, e la mattina passo a controllare le corolle aperte (mi raccomando, aprite bene i petali perchè tante volte le cetonielle sono nascoste dentro) e spruzzo l'insetticida su quelle infestate. Ho provato ad utilizzarlo come prevenzione, la sera: cerco i boccioli più maturi, che stanno per fiorire, e li spruzzo di insetticida. Per ora sembra funzionare, mi sembra che ai boccioli che ho spruzzato le cetonielle non si siano avvicinate.

E' possibile una prevenzione? Un sito suggerisce quanto segue:

"Se la presenza di Oxythyrea funesta è costante tutti gli anni, prendi in considerazione l'utilizzo di prodotti larvicidi, che colpiscono le larve quando svernano nel terreno. Un prodotto biologico consigliato è Mico Ter, da diluire in acqua e somministrare al terreno, così che i funghi micorrizici riescano a parassitare le larve."











Penso che proverò anche questa strategia, e il prossimo anno vi riferirò i risultati.



lunedì 20 aprile 2026

CORTECCIA DI PINO? ATTENZIONE, E' DANNOSA PER LE ROSE

Ripropongo un post che avevo pubblicato due anni fa, oggi con un approfondimento dettagliato.

Da Wikipedia
Pacciame = L'insieme di foglie secche, di corteccia e di stecchi che si ammucchiano per terra sotto gli alberi o sulle acque stagnanti.















Le rose (e tutte le piante in generale) amano avere una spessa pacciamatura organica. Questa fa sì che il terreno rimanga umido anche con clima caldo e secco, inoltre col tempo questo strato si decompone e diventa humus.

C'è però pacciamatura e pacciamatura. 

Ricerche hanno dimostrato che una pacciamatura di corteccia di pino è dannosa per le rose trapiantate da poco, e spesso anche per quelle adulte.

La corteccia di pino tende ad esaurire il nitrogeno dal terreno, e ciò causa sofferenza alle rose giovani, che in poche parole "muoiono di fame". Anche per le rose adulte la corteccia può rappresentare uno stress.

Se vi piace comunque la pacciamatura di corteccia di pino da un punto di vista estetico, si può lavorare sulla quantità di nitrogeno nel terreno. 

Occorre spargere attorno alle rose uno strato abbastanza alto di letame compostato o compost di foglie, quindi sopra si può mettere lo strato di corteccia di pino. Il compost di letame o di foglie creerà una barriera tra il terreno e la corteccia, cosicchè il nitrogeno verrà preso dal compost e non dal terreno.

Perchè la corteccia di pino esaurisce il nitrogeno dal terreno? A causa di un processo biologico chiamato immobilizzazione dell'azoto, spesso definito "furto di azoto".


Ecco la spiegazione dettagliata:

Alto rapporto Carbonio/Azoto (C/N): La corteccia di pino è materiale organico composto principalmente da carbonio (alto C) e pochissimo azoto (basso N).

Decomposizione microbica: Quando la corteccia viene a contatto con il terreno, i microrganismi (batteri e funghi) iniziano a decomporla.

Fabbisogno dei microrganismi: Per decomporre materiali ricchi di carbonio, questi microorganismi hanno bisogno di azoto. Dato che la corteccia ne contiene poco, i microrganismi "sequestrano" l'azoto disponibile nel terreno circostante per riuscire a svolgere il loro lavoro, sottraendolo alle radici delle piante.

Immobilizzazione temporanea: Questo azoto non sparisce per sempre, ma viene "bloccato" nel corpo dei microrganismi (biomassa microbica) e non è quindi assimilabile dalle piante. Il fenomeno è più marcato se la corteccia è fresca, di piccole dimensioni (fina) o viene interrata. 


Come risolvere il problema:

Concimazione: Spargere del concime azotato (come letame, compost o concimi minerali) prima di applicare la corteccia per nutrire i microrganismi senza togliere azoto al terreno.

Corteccia compostata: Utilizzare corteccia già parzialmente decomposta, che richiede meno azoto per la sua ulteriore scomposizione.