SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

venerdì 8 maggio 2026

TALEE SEMPRE TALEE

E' un argomento che interessa moltissimo, quello dalla propagazione delle rose tramite talea.
Io personalmente ho tentato tantissimi metodi, con uno ho avuto buoni risultati, ma a quanto pare anche in questo caso ho avuto fortuna un anno e l'anno successivo no, e penso che ciò sia dovuto al fatto che i fattori e le variabili in gioco siano moltissime.
Se qui nel mio blog fate una ricerca (nella colonna in alto a destra c'è la possibilità di inserire la parola che interessa), vedrete che vi escono numerosi risultati sul tema "talee". (Scorrendo in basso sempre nella colonna a destra trovate anche l' "etichetta" talee e potete cliccare lì).

Oggi aggiungo un nuovo post, tratto dalla pagina Facebook di Giuseppe Ballarò, CEO GreenGo Garden e esperto in Agraria, Agroalimentare e Agroindustria – gestione del territorio.

















L'epoca in cui si preleva la talea determina il potenziale rizogeno del materiale vegetale, cioè la sua capacità intrinseca di formare radici. Quel potenziale non è costante durante l'anno. Varia con il ritmo stagionale della pianta madre, con la sua fase fisiologica, con la concentrazione di carboidrati e auxine nei tessuti.
Le rose si taleano meglio tra fine agosto e i primi di settembre, quando il ramo ha appena finito di fiorire e ha iniziato a lignificare dalla base, quel momento di transizione è breve e vale la pena coglierlo. Ramo di 15-20 cm, taglio netto sotto un nodo, foglie basali via, quelle apicali dimezzate. Non per estetica, per sopravvivenza: senza radici la pianta perde acqua solo attraverso le foglie, e non può permetterselo.
Substrato drenante, perlite pura o perlite e torba, mai terriccio universale che trattiene troppa acqua e fa marcire la base prima che si formi qualsiasi cosa. (A questo proposito devo riferire che Riccardo dell Museo Giardino della Rosa Antica di cui ho parlato qui, mi ha detto che lui fa talee esclusivamente con perlite).
Una cosa che i manuali italiani quasi mai riportano, tenere il substrato tra 18 e 22 gradi mentre la parte aerea resta più fresca accelera enormemente la radicazione. In vivaio ci sono i bancali riscaldati apposta. A casa un tappetino da semenzai sotto il vasetto fa la stessa cosa e costa pochissimo.
Le rose antiche partono quasi da sole. Gli ibridi moderni sono un'altra storia, capricciosi, lenti, a volte ci vogliono 24 mesi prima che siano davvero pronti. Ma quando ce la fanno, la soddisfazione è doppia.

E per quanto riguarda i radicanti in polvere?
Un dettaglio che i vivaisti sanno e quasi nessun manuale amatoriale menziona: prima di comprare il radicante in polvere, prova con l'acqua di salice. Taglia alcuni rametti giovani di salice, Salix alba o qualsiasi specie di salice che trovi vicino a un corso d'acqua, mettili in acqua per 24 ore e usa quell'acqua per bagnare le tue talee. Il salice è naturalmente ricchissimo di acido salicilico e di auxine endogene che passano nell'acqua durante il ammollo. Non è folklore, è chimica vegetale applicata. I risultati su talee semilegnose di aromatiche e arbusti mediterranei sono sorprendenti, e costa esattamente zero.

lunedì 4 maggio 2026

VISITA AL MUSEO GIARDINO DELLA ROSA ANTICA



Sabato 2 maggio 2026 ho fatto visita al Museo Giardino della Rosa Antica che si trova sulle colline vicino a Maranello, in provincia di Modena. Ne avevo sentito parlare da diverso tempo, e negli anni scorsi ho anche acquistato tre rose (non comuni) da loro: la rosa Alba Cannabifolia, la damascena Omar Khayyam, e la piccola centifolia Pompon de Bourgogne.

Complice una bellissima giornata di sole, la visita è stata una vera meraviglia.
Ci hanno accolto Riccardo e Simonetta, che vedete due foto sotto. Riccardo è l'esperto, Simonetta è la sua fedele sostenitrice. E' stato un piacere parlare di rose con Riccardo, la sua conoscenza delle specie selvatiche e antiche è veramente enciclopedica.

Nella foto vedete che Simonetta ha la mano su un libro, che io ho notato subito: si tratta di "Classic Roses" di Peter Beales, libro che ha costituito il manuale sul quale Riccardo ha costruito il suo Museo. Infatti, alla mia domanda "Dove ti sei procurato tutte queste rose, anche così rare?" lui ha risposto che ha scritto a Peter Beales chiedendo che gli inviassero TUTTE le rose descritte nel volume. Ne sono arrivate 4000! 
Penso sarà stato un incubo per i corrieri, recapitarle su quelle stradine strette di collina😂.

Riccardo non si siede mai sugli allori, non è mai soddisfatto di quanto ha creato finora: progetta in continuazione degli esperimenti, dei miglioramenti e delle aggiunte alla collezione. Mi ha detto che desidererebbe avere la Rosa Hulthemia, non uno delle centinaia di ibridi che un po' tutte le aziende di rose stanno creando, ma proprio la rosa selvatica (di cui ho parlato qui). Ecco, questo è Riccardo, mai pago, sempre alla ricerca di novità e di nuove idee. Lo capisco benissimo. Nel campo delle rose non ci si ferma mai.

Il sito internet del Museo Giardino è veramente ricco. Lo trovate a questo link. Vi consiglio di visitare tutto il sito (cosa molto utile da fare prima di recarsi sul posto): c'è la piantina del Giardino con la sua storia, una pagina dedicata al Percorso Sensoriale, un'ampia parte didattica su come prendersi cura delle rose, e una pagina che ho trovato molto interessante dedicata alle Rose Ritrovate.

Pubblico qualche foto, solo alcune delle decine che ho scattato. Nelle foto, le etichette con il nome si riferiscono sempre alla rosa della foto sottostante.