Sono stata in ferie due settimane. In montagna, immaginate il benessere che ho provatoa non sudare di continuo come mi succede ora qua in pianura.
Per il mio periodo di assenza ho affidato l'irrigazione delle mie rose in vaso a un signore molto bravo e fidato. E' la persona che mi vanga le rose tutte le primavere, e che mi ha costruito la nuova serra diventandoci matto in quanto dalle istruzioni non si capiva niente.
Gli avevo dato tutte le spiegazioni del caso ma si vede che non ha esperienza di irrigazione di rose, infatti non ha tenuto conto dei colpi di calore.
Probabilmente ha innaffiato troppo, e troppo presto nel pomeriggio, quando la terra era ancora molto calda. Insomma, al mio ritorno, scendo dalla macchina e mi ritrovo ad "ammirare" questo:
queste sono talee del mio semenzale "Alberico da Barbiano"
queste sono le Rose Rugose in vaso che mi fanno la siepe attorno al gazebo.
Una cosa da svenire. Ho pensato che fosse tutto irrimediabilmente secco. Ma avevo un filo di speranza che non mi ha mai lasciato: la fiducia nella capacità di ripresa delle rose. E infatti a distanza di una settimana, ecco che si iniziano a vedere i primi germogli nuovi, sia nelle rose a cespuglio che nelle Rose Rugose.
La pianta che vedete sotto è un altro mio semenzale: lui aveva avuto uno shock termico circa un mese e mezzo fa. Aveva perso tutte le foglie. Guardate come appare ora.
C'è una parola per esprimere questa capacità di ripresa delle nostre amate rose, ed è RESILIENZA. Purtroppo è una parola talmente usata e inflazionata che sono arrivata a detestarla. Quindi io dirò che le rose hanno UNA OTTIMA CAPACITA' DI RIPRESA, e consiglio di non disperare mai perchè una rosa "non è morta finchè non è morta", non abbiate fretta di buttarla. Vi può sempre riservare delle sorprese.








.jpeg)
