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venerdì 8 agosto 2025

QUANDO LE ROSE ANTICHE RISCHIARONO DI SCOMPARIRE

In questo periodo vacanziero, in cui il caldo la fa da padrone, e in seguito ad alcuni incontri con persone del mondo delle rose, ho ritirato fuori un prezioso libro che mi pare sia di nuovo fuori stampa: "Sulle tracce di una rosa perduta", di Andrea di Robilant, in cui viene narrata la storia della rosa Moceniga. 

Il volumetto mi è stato regalato da una carissima amica, la quale conosceva la rosa Moceniga solo per aver letto questo libro, ma non l'aveva mai vista. Questa signora si è però innamorata della linea di profumi basata sull'essenza della rosa Moceniga, di una importante azienda veneziana. E quando per caso è venuta a sapere che io mi ero procurata la Moceniga, mi ha contattato: io le ho regalato la rosa, e lei il libro.















L'autore, Andrea di Robilant, non si sofferma solo sulla sua personale ricerca per scoprire le origini della Moceniga, ma narra i suoi incontri con esperti mondiali di rose, con illustri botanici e semplici appassionati, del passato e del presente, attraverso i quali scoprirà e farà conoscere a noi lettori aneddoti e segreti, notizie scientifiche e tecniche di giardinaggio. Un volumetto prezioso, quindi, da rileggere spesso.

Generalmente parlando, la moda va a onde: le tendenze cambiano ma si ripetono nel tempo. Questo avviene perchè le tendenze seguono un ciclo: nascono, raggiungono il picco di popolarità e poi declinano, per poi eventualmente tornare di moda in futuro.

Anche nel settore delle rose ciò avviene. Le rose antiche, che per forza di cose, furono per secoli le padrone indiscusse nel mondo della rodologia, rischiarono letteralmente di scomparire all'inizio del Novecento. Cioè quando orde di rose rifiorenti e dai colori sgargianti invasero letteralmente il mercato - scrive Robilant nel suo libro.

Nessuno voleva più le rose antiche. I vivaisti non le mettevano neanche più in catalogo e pian piano cessarono di coltivarle. Un patrimonio di secoli andò perduto nel giro di pochi anni. E se alcune varietà sono miracolosamente sopravvissute lo si deve a un pugno di devoti amatori.

Vediamo alcune storie.

Graham Stuart Thomas, il grande esperto inglese di rose antiche nonchè creatore di meravigliosi giardini, fu il principale artefice del revival della rosa antica negli anni Settanta. 









Aveva cominciato a interessarsi di botanica quarant'anni prima lavorando come apprendista giardiniere al Botanic Garden di Cambridge. In quel periodo non aveva alcuna conoscenza particolare delle rose antiche. Anzi, provava "quasi una repulsione" per i colori porpora e rosa-malva delle poche varietà che aveva osservato nei suoi primi vagabondaggi tra i giardini inglesi e irlandesi. Certo non si preoccupava dell'oblio in cui stava svanendo il mondo delle rose antiche. O comunque non ancora.

Esisteva in quegli anni un'ultima grande collezione privata di rose antiche, messa insieme tra le due guerre da Edward Bunyard, uomo di gusto e di cultura, grandissimo giardiniere e noto per essere il maggior pomologo del Regno Unito. 











Le sue rose furono messe all'asta dopo il suo suicidio, nel 1939. Sembrò davvero la fine di un mondo. Qualche giorno prima dell'asta, però, il giovane Thomas fu mandato dai suoi superiori a vedere la collezione. Rimase incantato "dal tesoro che quell'uomo illuminato aveva accumulato" e si scatenò in lui una passione che durò per tutta la vita.

Così negli anni immediatamente successivi, malgrado fosse assai difficile viaggiare in Inghilterra per via della guerra, Thomas riuscì comunque a mettere insieme la sua piccola collezione di rose antiche.

La collezione venne notata da Constance Spry, indiscussa regina del buono gusto british negli anni Quaranta e Cinquanta. Aveva lavorato come assistente sociale nei bassifondi di Londra prima di fare la fioraia e trasformarsi  nella Martha Stewart del dopoguerra. Nella vita privata il suo grande amore erano proprio le rose antiche, che coltivava nella sua bella casa di campagna. 










Fu molto prodiga di consigli a Thomas. E quando, ormai anziana, volle disfarsi della sua collezione, la signora Spry si affidò al suo giovane amico. Constance morì nel 1960 e già nel 1961 Stuart Thomas, con l'amico vivaista e ibridatore David Austin, introdusse la "Constance Spry", la prima e più famosa delle English Roses. Ma le rose inglesi sono un'altra storia (ricordiamo che David Austin ha dedicato una sua rosa, la Graham Thomas appunto, al suo grande amico).

Dopo la guerra, Thomas si avventurò sempre più lontano, fin nello Yorkshire, per trovare altre rose antiche. Ad aiutarlo e incoraggiarlo furono i pochi grandi amanti di quelle rose ancora rimasti, come Vita Sackville West a Sissinghurst e Sacheverell Sitwell a Weston Hall. 

(A Vita Sackville West ho dedicato in passato due post, qui e qui).

Nel 1948 Stuart Thomas aveva già la più importante collezione di rose antiche al mondo, con esemplari provenienti da Francia, Germania e Stati Uniti.

Oggi se ne occupa il National Trust, e la si può visitare nel giardino murato di Mottisfont Abbey, nello Hampshire, progettato dallo stesso Thomas (sotto, alcune immagini).






martedì 31 maggio 2016

IL PROFUMO DELLE ROSE

Su questo argomento penso ci sarebbero da scrivere fiumi e fiumi di parole... Il profumo di una rosa è una caratteristica importante quanto la sua forma o il suo colore, cioè l'aspetto estetico. Intanto, dalla mia esperienza, posso dire che la stessa rosa profuma in modo diverso nei vari momenti della giornata, e a seconda del tempo: alcune rose vogliono il calore per sprigionare al massimo il proprio profumo, altre la frescura. Ho notato differenze anche nel corso delle diverse stagioni. Inoltre occorre ricordare che ognuno di noi ha un "naso" diverso, e quindi una sensibilità diversa. Quello che a qualcuno può sembrare un odore fruttato, ad altri può fare un effetto diverso. 
Un articolo apparso circa un anno fa su una rivista scientifica online, annunciava la scoperta dell'enzima del profumo delle rose. Si chiama RhNUDX1 e agisce nel citoplasma delle cellule situate nei petali dei fiori, dove  genera il geraniolo monoterpene, una sostanza fragrante che costituisce la parte principale dell'olio di rosa. In futuro, i botanici potrebbero essere in grado di sfruttare il gene RhNUDX1 per rinfocolare i profumi accattivanti di questi bellissimi fiori. Infatti le rose sono state incrociate nel tempo soprattutto allo scopo di migliorare i tratti estetici, e il profumo, che era una volta forte, nel corso delle varie generazioni è andato indebolendosi.
Sul sito http://www.compagniadelgiardinaggio.it/ ho trovato una interessantissima classificazione dei profumi delle rose (un po' di tempo fa ne erano stati riconosciuti circa una trentina). Ecco qua.

Le fragranze tipiche delle rose sono: la old rose (o di rosa antica, anche se con questo termine si definisce la fragranza tipica delle damascene, in quanto le rose antiche comunque profumano in modo diverso tra loro! le galliche, le alba e le damascene sanno di old rose ma in maniera diversa! ), la tea ( o tè, simile a quella di un pacchetto di tè verde cinese appena aperto); seguono il muschio (esattamente il mosco, inteso come sentore dolce/amaro che un tempo si ricavava dal cervo) nella rosa si sprigiona dagli stami e non dai petali, come per gli altri profumi; la mirra (che la percepiamo come anice); i fruttati, e qui le rose mostrano la loro capacità di mimare i profumi di altri fiori o piante (come quelle della famiglia delle rosacee, tipo le mele/pere/lamponi/fragole/albicocche/pesche, o delle myrtacee, come il guava, o delle rutacee, come il limone, o delle oleacee, come il lillà ), solitamente i profumi fruttati non sono dominanti, ma mischiati ai quattro precedenti.

Ci sono poi i toni/sfumature di profumo, che si mischiano a quelli principali della rosa, dandogli quindi sfumature differenti; non sono sempre percettibili, in quanto, essendo appunto non dominanti, risentono ancor di più del clima  ricordiamo che i profumi delle rose, e dei fiori in genere, si sviluppano al meglio tra i 20 e 25 gradi con clima non ventoso e umido); possono essere o i cinque (con le loro varianti "interne") elencati sopra (quindi una rosa può profumare di mirra con un sottofondo old rose, per esempio, vedi la Constance Spry), o altri ancora, e possono odorare di chiodi di garofano (solitamente dagli stami), di mughetto, di violetta, di mela, di banana, di mandorla, di legno, di vino dolce ecc...
La famosissima Isaac Pereire è molto profumata, ma sa di old rose la maggior parte delle volte, saltuariamente (quando il sole picchia sui petali) allora sprigiona il suo forte profumo che sa di lampone!

Ci sarebbero altre due profumazioni secondarie: quelle miscellanee, dove quasi nessuna componente risalta in maniera particolarmente percettibile (e nelle inglesi, appunto avendo discendenze molto miste, può essere particolarmente vero, vedi le descrizioni auliche tipo "bouquet fruttato" o "sentore mielato", vedi le varietà Summer Song o la sua mutazione Carolyn Knight ) e la foetida (sì, proprio così, infatti piace decisamente più agli insetti che a noi esseri umani).


Se pensate che ogni sentore principale (con le sue varianti) può mescolarsi ai toni in maniera differente, si capisce perchè le profumazioni delle rose possono essere così molteplici e variabili, decisamente MERAVIGLIOSE nella loro complessità!!!!!!!!!

Nelle foto, le mie rose più profumate: dall'alto la rossa scura n. 19, ancora non identificata, la Double Delight, la Monica Bellucci, la Buccaneer, la bianca non identificata n. 10, la color rosa non identificata n. 12.

lunedì 23 febbraio 2026

LE ROSE PIU' POPOLARI DEL XX SECOLO. LE CONOSCETE?

Ecco una classifica a cui non avevo ancora pensato: le rose più popolari del secolo scorso. Scommetto che tante le conoscete e le avete pure nel vostro giardino. Oppure vi ricordate che le aveva la nonna, o una zia...











Vediamo allora questa top ten:

10. Just Joey (1972): un ibrido di tè albicocca-arancia con petali massicci e profumo intenso (foto qui).

9. Aloha (1949): una rosa rampicante profumata, color rosa-albicocca (foto qui).

8. New Dawn (1930): una rosa rampicante rosa pallido, rifiorente, molto popolare (foto qui).

7. Queen Elizabeth (1954): una grande pianta rosa alta e resistente che ha vinto numerosi premi (la vedete nella mia pagina qui).

6. Crimson Glory (1935): un ibrido di tè rosso cremisi classico e profondamente profumato (foto qui).

5. Constance Spry (1961): la prima rosa inglese di David Austin, nota per il suo profumo intenso e i fiori rosa tenui a coppa (foto qui, ne ho parlato in questo post).

4. Iceberg (1958): una floribunda bianca molto prolifica e resistente alle malattie (foto qui).

3. Fragrant Cloud (1963): famoso per il suo profumo forte e caratteristico e per il suo vivace colore rosso corallo (foto qui).

2. Double Delight (1977): nota per i suoi fiori bianco crema, con bordi rossi e centro alto, e per l'intensa fragranza (la vedete nella mia pagina qui)

1. Peace (1945): una varietà ibrida di tea di colore giallo pallido e rosa, è la rosa più venduta del secolo (foto sopra; ne ho già parlato qui).

Eccole qua le stelle del Novecento. Vi ho fatto venire un po' di nostalgia? La voglia di comprarle, tanto le trovate facilmente in tutti i vivai? Vecchio non significa meno valido delle ultime novità uscite sul mercato! E comunque avere un pezzo di storia del giardino secondo me è sempre una gran cosa.



venerdì 22 marzo 2024

NON SOLO ROSE INGLESI

Nel 1960 David Austin immette sul mercato quella che sarà la prima di una serie, che dura tuttora, di rose che lui ha ideato seguendo l'intuizione di produrre rose con la bellezza, la corolla, il profumo e il portamento delle antiche, unito al vigore e alla resistenza alle malattie delle moderne. Queste sono state in seguito considerate un gruppo a sè stante con il nome di "Rose Inglesi" (English Roses).
Ho già ampiamente parlato di Rose Inglesi nel mio blog (chi volesse fare un ripassino può trovare i post qui, qui, qui, qui), ma oggi voglio affrontare il discorso da un punto di vista diverso.

David Austin non è stato l'unico a voler portare sul mercato rose "nuove" che superassero lo standard ormai stantio delle Ibridi di Tè (HT), standard che ha spopolato nella prima metà del Novecento (anche fino agli anni Settanta).
Tanti grossi nomi internazionali hanno creato delle proprie linee che riprendessero la bellezza e soavità delle rose antiche con le qualità moderne. Ecco una lista, con il relativo link al catalogo della Azienda nel caso voleste ordinare uno dei loro rosai:

















(foto: "Domaine de Chantilly" della linea "Souvenirs d'amour")
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BARNI
















(foto: "Etrusca" della linea "Le Toscane")
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(foto: "Elizabeth Stuard" della linea "Generosa")
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(foto: "Allegro" della linea "Romantica")
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TANTAU
Linea “Nostalgie”
https://www.rosen-tantau.com/online-kaufen/edelrosen/nostalgie/
 














 (foto: "Capri" della linea "Nostalgie")
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POULSEN
Linea “Renaissance”
https://www.poulsenroser.dk/it/roses/Show/REN
 























(foto: "Odelia" della linea "Renaissance")
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KORDES
Linea “Parfuma”
https://www.rosen.de/en/garden-roses/collections/parfuma











(foto: "Freifrau Caroline" della linea "Parfuma")

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Come sempre succede, i pareri degli esperti non sono concordi nel giudicare l'operato degli ibridatori. Dirk Milis, esperto belga di rose antiche e moderne, ai suoi esordi come esperto di rose amava molto le Rose Inglesi. Le migliori, secondo il suo parere, sono quelle prodotte tra il 1965 e il 2008. Le successive mostrano difetti come cattiva resistenza al caldo, mancanza di originalità (sembrano un po' tutte uguali), rami sottili che si arcuano sotto il peso del fiore e finiscono con il toccare il terreno, e profumo al di sotto degli standard precedenti.

Questo l'ha portato a valorizzare le opere di altri ibridatori. Meilland, ad esempio, nella sua linea "Romantica" ha introdotto corolle antiche ma su piante robuste con rami rigidi e forti. Guillot, nella linea "Generosa" offre rosai più rifiorenti, più sani, più profumati e dai rami meno molli delle Rose Inglesi.

Di parere contrario è un esperto italiano, che ritiene un difetto ciò che per Milis è un pregio: cioè la presenza di fiori molto grandi, di aspetto più o meno antico, "malamente attaccati" ad un ramo rigido e sproporzionato paragonabile a quello delle Ibridi di Tè.

Chi ha ragione? A questo punto direi che dobbiamo seguire solamente il nostro gusto personale, perchè torto o ragione, in simili questioni, non esistono. "Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace".










Nella foto: "Constance Spry", la prima Rosa Inglese immessa sul mercato da David Austin, nel 1960.

mercoledì 14 febbraio 2024

ANCORA SUL PROFUMO DELLE ROSE

Il profumo delle rose rappresenta uno dei temi più controversi riguardo la nostra amata regina dei fiori.

Il profumo delle rose ha incantato l'umanità nel corso di tutta la storia, e in quasi tutte le civiltà. Il profumo delle rose ci fa sentire meglio, ci rilassa. La frase "Fermati e annusa le rose" è proprio un invito a fermarsi e ad cogliere la bellezza di quanto ci circonda, compresi i profumi.

Ho già parlato in altri articoli delle 4 (o 5) classi in cui possiamo raggruppare i profumi delle rose (vedi qui e qui). Ma ora, a rischio di annoiare, mi ripeterò. 

Le classi di profumo delle rose sono:

1. di rosa Damascena o Rosa Antica

2. Fruttato

3. di Tè

4. di Mirra

5. Muschiato


1. Il profumo di rosa Damascena o Rosa Antica è considerato il profumo tipico di rosa, quello che ti aspetti quando ne annusi una. Le rose Alba, Gallica, Damascene e Centifolia, tutte hanno profumo di Rosa Antica. Tra le rose moderne, molti Ibridi di Tè (o HT) hanno questo profumo di rosa antica. Buoni esempi sono Etoile de Hollande (foto sotto), Papa Meilland, Mister Lincoln e Oklahoma.












2. La fragranza fruttata è altrettanto comune nelle rose. E' stata la Rosa Wichurana a passare questo profumo a tutte le sue discendenti. La wichurana Paul Noel, ad esempio, ha un forte profumo di mela. Il profumo fruttato è però molto presente anche nelle rose moderne, come gli HT, le Rose Inglesi, le Floribunda. Tra le rose inglesi, Jude the Obscure e Lady Emma Hamilton hanno un forte profumo di frutta esotica, mentre Papa Giovanni Paolo II (foto sotto), una HT, ha probabilmente il profumo di limone più intenso di tutte. Madame Isaac Pereire, rosa Bourbon, ha un fortissimo profumo di lampone misto a rosa antica.












3. Il profumo di Tè consiste in una fragranza di foglie di tè e ci giunge dalle rose cinesi. Da queste è stato trasmesso alle Noisette, alle Tè, agli HT e alle Rose Inglesi. Buoni esempi sono Lady Hillingdon (foto sotto) e Crown Princess Margareta.













4. Il profumo di Mirra è piuttosto controverso. O lo ami o lo odi (io personalmente ne vado pazza). Ricorda il profumo di anice dolce e non ha nulla a che fare con la mirra dei Re Magi. Questo profumo deriva dalla Rosa Ayrshire (foto sotto), una derivata della Rosa Arvensis. La rosa Ayrshire Splendens è un ottimo esempio di forte profumo di mirra. Altre rose con questa fragranza sono Belle Isis, Constance Spry (rosa inglese).












5. Il profumo muschiato deriva dalla Rosa Moschata, nativa delle montagne dell'Himalaya. Consiste in un profumo forte e fresco di chiodo di garofano, che hanno ereditato le rose Noisette, Tè, Hibridi di Multiflora (Moschate) e molte sarmentose. Interessante il fatto che nelle rose il profumo muschiato non deriva dai petali ma dagli stami. Buoni esempi di questa profumazione sono Rambling Rector e Paul's Himalayan Musk (foto sotto).














Le rose moderne hanno spesso una combinazione di questi profumi, che producono una fragranza assai complessa.

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MA QUANDO ANNUSARE LE ROSE?

Esperti di rose con alle spalle l'esperienza di una vita, sanno che anche le rose più profumate danno il meglio in determinate condizioni atmosferiche e orario della giornata.

Per odorare il profumo di una rosa al suo occorrono:

- umidità piuttosto alta

- temperatura notturna piuttosto alta

- vento assente o molto debole

- orario tra le 9 e le 11 di mattina.

L'umidità alta e la temperatura notturna sopra alla media fanno sì che i petali producano profumo in abbondanza. Alla base dei petali più interni ogni mattina si formano minuscole goccioline di profumo che si uniscono alla rugiada. Ma il vento può rovinare l'effetto: un vento forte farà evaporare le goccioline di profumo, soprattutto se si tratta di un vento secco. In primavera avanzata e in estate possiamo avere giornate con cielo sereno alla mattina, ma se l'umidità è bassa e soffia un vento secco, non ci sono le condizioni per sentire al meglio il profumo delle rose.