SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

lunedì 29 giugno 2026

LA CURA DELLE ROSE NELLE ONDATE DI CALDO

Le estati non sono più come una volta. L'equilibrio tra sole e pioggia che ha plasmato i nostri giardini per generazioni sta diminuendo, sostituito da periodi di siccità più lunghi e da un caldo più intenso. Il terreno si indurisce, l'umidità scompare rapidamente e anche le piante più consolidate iniziano a mostrare segni di stress. Le rose, nonostante tutta la loro grazia e il loro vigore, non fanno eccezione. Ma mentre il tempo cambia, possiamo anche adattare il nostro approccio, prendendoci cura delle nostre piante con maggiore consapevolezza e intenzione.

I segnali che la rosa sta soffrendo il caldo
  • foglie che ingialliscono o si arricciano;
  • petali che appassiscono in poche ore;
  • fiori che faticano ad aprirsi o si seccano subito;
  • steli molli o foglie “svuotate” al tatto;
  • crescita più lenta o bloccata.
(foto sotto: una rosa colpita da un colpo di calore)

















Perchè l'irrigazione è più importante che mai
Durante le ondate di calore, le rose perdono rapidamente umidità. I loro fiori possono appassire, le foglie possono opacizzarsi o arricciarsi e la crescita può rallentare. Il terreno circostante può seccarsi rapidamente, soprattutto se esposto, sabbioso o poco profondo. Una buona irrigazione aiuta la tua rosa a rimanere forte nonostante queste sfide. Raffredda le radici, allevia lo stress e permette alla pianta di continuare a crescere anche in condizioni difficili. Per le rose piantate quest'anno è particolarmente importante. Le loro radici sono ancora in via di sviluppo e non riescono ancora a raggiungere l'acqua trattenuta in profondità nel terreno.














Sapere quando annaffiare
Nella stagione calda, le rose necessitano di annaffiature regolari e profonde. Per le rose appena piantate, questo può significare a giorni alterni. Per le rose stabilizzate, una o due volte a settimana possono essere sufficienti se l'irrigazione è accurata e il terreno è ben pacciamato. Ma non si tratta di orari rigidi. Il modo migliore per sapere quando annaffiare è controllare il terreno. Scava due o tre pollici con le dita o una piccola cazzuola. Se a quella profondità il terreno sembra asciutto, è il momento di annaffiarlo. E non lasciatevi ingannare da una rapida doccia estiva. Spesso non raggiunge le radici. Cerca segni nella tua rosa. Fiori appassiti, steli cadenti o fogliame sbiadito sono tutti segni che è necessaria più acqua.












Annaffiare nel modo giusto
La chiave per annaffiare bene è fornire acqua lentamente, profondamente e direttamente alle radici. Ciò aiuta la rosa a sfruttarlo al meglio riducendo al contempo gli sprechi. Acqua sempre alla base. Evitare di bagnare le foglie e i fiori, poiché ciò può portare a malattie, in particolare in condizioni calde e ferme. Utilizzare un annaffiatoio o un tubo con uno spray morbido. Un flusso lento impedisce al terreno di lavarsi via e dà il tempo all'acqua di assorbirsi. Se l'acqua inizia a defluire, fermati e lasciala assorbire. Poi ricomincia. È anche possibile creare un pozzo poco profondo attorno alla base di ogni rosa per trattenere l'acqua dove serve. Cercate di dare a ogni rosa circa 5 litri per annaffiatura, di più se la pianta è grande o il terreno è particolarmente drenante.

Compost: il tuo miglior alleato quando fa caldo
La pacciamatura è essenziale in estate. Uno strato di compost, letame ben marcito, muffa fogliare o corteccia attorno alla base della rosa mantiene il terreno fresco e rallenta l'evaporazione. Agisce come una coperta protettiva, aiutando il terreno a trattenere l'umidità più a lungo. Applicare uno strato di circa 5–7 cm di spessore, lasciando un po' di spazio attorno allo stelo per evitare di favorire il marciume. Non solo conserva l'acqua, ma arricchisce anche il terreno e sopprime le erbacce.














Caldo e rose in vaso
Le rose coltivate in contenitore sono più vulnerabili al calore e all'aria secca. Le loro radici sono limitate a un piccolo spazio e il compost si secca rapidamente, soprattutto al sole o al vento. Controllali ogni giorno. Quando fa molto caldo, potrebbero aver bisogno di essere annaffiati mattina e sera. Annaffia abbondantemente. Lascia scorrere l'acqua finché non la vedi defluire dalla base. Evitar di lasciare asciugare completamente il compost, soprattutto con miscele prive di torba, che possono diventare difficili da bagnare nuovamente. 
Tieni d'occhio i segnali di stress. Foglie arricciate, fiori pendenti o crescita stentata possono significare troppa poca acqua. D'altra parte, un odore di muffa o un compost costantemente umido potrebbero suggerire troppo. Se possibile, evita di usare vasi neri in pieno sole. Assorbono rapidamente il calore e possono causare il surriscaldamento e l'essiccazione più rapida delle radici. I contenitori pallidi o riflettenti sono migliori in condizioni calde. In alternativa, raggruppa i vasi insieme o posizionali all'ombra parziale delle piante più alte per mantenere le temperature più basse e ridurre la perdita d'acqua.

venerdì 26 giugno 2026

INTERVISTA A UN "NASO": BEATRICE GRANUCCI

Ho avuto il grandissimo piacere di conoscere Beatrice Granucci all'Orto Botanico di Viterbo, in occasione dell'evento Aromataria 2026 (vedi post). Beatrice è di Lucca, ha la mia età (ma lei sembra molto più giovane!), ed è un piacere ascoltarla nella presentazione delle proprie creazioni, nella spiegazione dei procedimenti e della motivazione della scelta di un dato aroma invece di un altro.









Cosa è un "naso"? Il "naso" è il maestro profumiere, ovvero l'artista e chimico che crea le fragranze. Questa figura traduce emozioni, ricordi e concetti in profumi liquidi combinando materie prime naturali e molecole sintetiche.

Beatrice è quindi una creatrice di profumi, ha un proprio brand e un proprio sito web. Oggi ha molto generosamente accettato di partecipare alla mia intervista.

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D: Ho letto sul tuo blog, che nel 2018 hai deciso di dare una svolta alla tua vita entrando nel mondo dei profumi. Cosa ti ha spinto ad una tale scelta?

R: E' sempre abbastanza difficile dire qual è stato il luogo e l'avvenimento, il momento che mi ha fatto avvicinare al mondo dei profumi, ma certamente la base, cioè l'inizio, è stato l'interesse a tutto ciò che circonda il mondo della bellezza. Quindi approfondire la storia, leggere, osservare, anche curiosare. Questo è il fil rouge che mi ha portato ad avvicinarmi al mondo del profumo. Tutto questo mi è accaduto un sabato mattina: casualmente sono entrata all'interno dell'Orto Botanico di Lucca, che pur avendolo già visitato diverse volte, quel sabato è stato diverso: ho osservato fiori e piante e animali con occhi completamente diversi. Vedere un'ape che succhiava il nettare è stata una scoperta, ma nella sua semplicità mi si è aperto un mondo. Da lì ho preso il via: ho cominciato a studiare, a fare ricerche, a leggere libri e tanto altro, fino all'incontro con una maestra profumiera e l'inizio di un percorso formativo che dura tuttora.

D: E' vero che percepisci più di 500 profumi/odori diversi?

R: Se non saranno 500, saranno senz'altro 480, miriade di profumi e di odori, piacevoli e anche meno piacevoli, intensi e anche meno intensi, ma sicuramente in grado di stimolare quotidianamente il mio olfatto.

D: Come fa un "naso" a ricordare tutti questi profumi?

R: Allenandosi quotidianamente, si sviluppa la memoria olfattiva, e ricordandosi sempre che andiamo ad utilizzare tutti e 5 i sensi, e ricordarsi di avere a portata di mano un bloc notes per prendere sempre appunti.

D: Tu crei profumi per la persona e profumi per ambiente. Quale procedimento è più semplice? E quale ti dà più soddisfazione?

R: Non c'è un metodo più semplice. Il profumo secondo me è un momento, è un pensiero, è una narrazione che mi passa per la mente, e si trasforma in una formula, che poi posso sempre modificare, non è detto che sia quella definitiva. La mia soddisfazione maggiore è leggere nell'altro che ho davanti o nell'ambiente, la storia narrata nel profumo.









D: Parlaci brevemente dei tuoi laboratori aperti a tutti.

R: Ad oggi ho sviluppato diverse esperienze, tipologie diverse, opifici olfattivi e laboratori creativi personalizzati. I primi sono di divulgazione e conoscenza storica e con l'obiettivo preciso di creare interesse attorno al mondo del profumo. Cominciare a far conoscere il primo approccio come fosse il primo incontro e i primi passi nella conoscenza della piramide olfattiva, e far sì che il mio racconto porti le persone ad avere e a farmi delle domande. Per quanto riguarda il laboratorio creativo olfattivo personalizzato, è un'immersione totale nel mondo dei profumi, quasi a voler ubriacare le persone, come se si sentissero un'ape su un fiore, come è stato il mio primo inizio. Al termine i partecipanti avranno creato il loro profumo. In tutti gli eventi lascio un piccolo cadeau che è il mio ricordo.

D: Come fa un giovane a capire se ha i numeri per essere un buon naso e quindi per entrare nel mondo dei profumi? E' una scelta che consiglieresti?

Come in qualsiasi altra professione non basta il talento, ma servono dedizione, studio, volontà, curiosità. Se il giovane che si approccia al mondo dei profumi ha tutte queste qualità, se ne accorgerà da solo. Per concludere vorrei sottolineare che la partenza è sempre una grande salita, piena di difficoltà e delusioni, ma nonostante ciò consiglierei questa professione ai giovani.

Grazie, un saluto a tutti da Beatrice Granucci.









Riporto la formulazione di un profumo di Beatrice che mi coinvolge particolarmente, è un profumo per la persona e si chiama "Rosae Rosis". Beatrice, nel suo sito, riporta la piramide olfattiva di ogni sua creazione, e trovo questa cosa molto interessante (ho infatti parlato diverse volte della piramide olfattiva per quanto riguarda il profumo delle rose).

Rosae Rosis
eau de parfum
creazione Giugno 2025
Presentato il 1° e 2 giugno 2025 all'evento "Passeggiando tra le rose" di Fara in Sabina (Rieti)

le note di...
testa
"quelle che fanno innamorare " -
Limone, arancio amaro, cedro frutto, petit grain

cuore
"quelle del piacere" -
Peonia, salvia sclarea, rosa inglese, lavanda, fior d'olivo

fondo
"quelle che non si dimenticano" - 
Legno di cedro canadese, liquirizia, muschio bianco


(Immagini dal sito web di Beatrice)