SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

lunedì 11 maggio 2026

AROMATARIA 5° EDIZ. ALL'ORTO BOTANICO DI VITERBO








Il 23 e 24 maggio, vi invitiamo all’Orto Botanico per la quinta edizione di Aromataria, un'esperienza che intreccia natura, sapere e passioni Protagonisti di questa edizione saranno i semi: custodi di biodiversità, memoria della terra e promessa del futuro Sarà un’occasione di dialogo tra scienza e curiosità, dove esperti e appassionati si confronteranno in conversazioni aperte sul mondo delle piante. Tra le trame di questo racconto si intrecciano le mani e la terra in una mostra-mercato con artigiani, artisti e produttori locali. Attività culturali e di intrattenimento, visite guidate e, per accendere la curiosità dei più piccoli, non mancheranno laboratori.

E ci sarò anche io: sabato 23 maggio avrò un banchetto dove parlerò della mia esperienza di ibridatrice di rose.














Vediamoci là!!!



VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO "RED INTUITION"

Oggi vi presento una rosa variegata, "Red Intuition" dell'ibridatore francese Delbard (1999). In realtà Red Intuition non è una sua "creazione", ma uno "sport", cioè una mutazione di una sua rosa precedente: "Belle rouge" del 1996 (foto sotto).

Come si può vedere dalla foto, Belle Rouge è una bella rosa HT, piena, ma niente di speciale se posso permettermi, cioè, ne esistono tante di simili...

La sua mutazione Red Intuition, invece, è veramente qualcosa di particolare. 

Ma non è finita. Ci deve essere, nella specie, una certa instabilità genetica, in quanto Red Intuition ha creato a sua volta uno sport, che è stato chiamato "Pink Intuition". (foto sotto).

"Red Intuition" viene descritta come una "rosa da fioristi", cioè una rosa intesa per il mercato specialistico dei fioristi. Questo tipo di rose di solito viene coltivato in serra e può rivelarsi meno resistente di una Ibrido di Tea.

Dalla mia esperienza, posso dire che Red Intuition non soffre il nostro caldo estivo e non è particolarmente delicata.

L'aspetto è quello tipico di una Ibrido di Tea: petali turbinati, di un rosso vivo variegati di rosso più scuro. Purtroppo non ha profumo, ma fiorisce praticamente in continuazione dalla primavera all'autunno.

Forma un cespuglio alto fino a 1,5 m., e ha un fogliame lucido e sano.

Quando l'ho acquistata, l'ho voluta mettere sul lato del giardino che dà sulla strada, al posto di un'altra che ho tolto. Proprio perchè è così particolare, ho voluto "offrirla" alla vista di chiunque passi.

PREMIO DELLA ROSA D'ORO A MONCALIERI

Pubblico un articolo apparso lo scorso 5 maggio 2026 sul sito cronacheturistiche.it, riferito alla prima edizione del Premio della Rosa d'Oro a Moncalieri.

La cittadina Piemontese della città metropolitana di Torino, si prepara a inaugurare la prima edizione del Premio della Rosa d’Oro, un riconoscimento di alto valore culturale e simbolico, conferito a una donna contemporanea che si sia distinta per il proprio impegno in ambito sociale, civile o culturale. Il Premio intende valorizzare il ruolo delle donne che, attraverso il loro operato, contribuiscono in modo significativo alla crescita e al progresso della società, affiancando alla celebrazione della rosa come simbolo di bellezza un messaggio di impegno e responsabilità civile.

Il progetto, promosso dal Comitato Moncalieri Cultura, dall’Assessorato al Turismo, Cultura e Relazioni Internazionali e dal Sindaco della Città di Moncalieri, si riannoda alla storia medievale e novecentesca della città, traducendo questa continuità in un linguaggio contemporaneo. Un filo che ritrova nella figura della principessa Maria Letizia di Savoia Bonaparte, ultima abitante del Castello, un nodo decisivo: tra l’Ottocento e il Novecento Maria Letizia fece delle rose una passione autentica e un segno distintivo del luogo, dando impulso al Giardino delle Rose e promuovendo un primo concorso floreale.

Per questa prima edizione, il Premio della Rosa d’Oro sarà conferito a Margherita Vicario, attrice, cantautrice e regista, premiata per Gloria!, il suo esordio alla regia uscito nel 2024. [...]










Questa onorificenza si inserisce nel più ampio progetto del Premio della Rosa, che include anche il Premio della Rosa Maria Letizia di Savoia Bonaparte, cuore botanico dell’iniziativa, curato dall’Associazione Culturale Kòres. Giunto all’ottava edizione, celebra l’eccellenza nella coltivazione e nell’ibridazione delle rose, valorizzando la ricerca e l’innovazione nell’ambito della sostenibilità ambientale e della biodiversità, e si riallaccia al Premio internazionale della Rosa di Baden-Baden, uno dei più importanti d’Europa, che si svolge nella città con cui Moncalieri è gemellata.

[...]

Il Premio della Rosa d’Oro di Moncalieri e il Premio della Rosa Maria Letizia di Savoia Bonaparte, che verranno consegnati il 9 maggio al Castello di Moncalieri, si completano reciprocamente: da un lato la dimensione scientifica e botanica, custode della tradizione; dall’altro l’apertura culturale e internazionale, capace di interpretare il presente. Insieme, danno vita a un progetto unitario in cui la rosa diventa simbolo universale di bellezza, impegno e connessione tra persone, saperi e comunità.

Proprio per questo a Margherita Vicario sarà dedicata una nuova varietà di rosa: un ibrido di Tea Grandiflora creato nel 2021 da Valentina Bordini, rifiorente, dai fiori singoli o a mazzetti, con corolla grande e piena di forma romantica, che richiama le rose antiche. I petali sono di un rosso cupo che a tratti vira al viola; il profumo è leggero e soave, come di acqua di rose.

Due mesi fa mi giunse l'invito a partecipare anche quest'anno al concorso Premio della Rosa "Principessa Maria Letizia di Savoia" al quale partecipai anche lo scorso anno, classificandomi seconda con la mia creazione "Emma's Whims".







Pochi giorni dopo l'arrivo dell'invito ufficiale, la signora Alba dell'associazione Kores mi contattò personalmente chiedendo se riuscivo a fare avere loro, oltre alla rosa per il concorso, anche una rosa per costituire il Premio Rosa d'Oro. Fui presa un po' alla sprovvista, chiesi qualche giorno per valutare. Dovevo infatti capire se per il 9 di maggio, giorno dell'evento, avrei avuto una rosa bella e in fiore. Valutai e decisi per la mia BOR030-21, la proposi alla signora Alba e la proposta fu accettata. 

Per il concorso inviai invece la mia BOR099-21.

Il concorso e la premiazione si sono svolti sabato scorso, e al momento non ho avuto riscontri. Si vede che non ho vinto nulla. Vabbè, andrà meglio la prossima volta.

venerdì 8 maggio 2026

TALEE SEMPRE TALEE

E' un argomento che interessa moltissimo, quello dalla propagazione delle rose tramite talea.
Io personalmente ho tentato tantissimi metodi, con uno ho avuto buoni risultati, ma a quanto pare anche in questo caso ho avuto fortuna un anno e l'anno successivo no, e penso che ciò sia dovuto al fatto che i fattori e le variabili in gioco siano moltissime.
Se qui nel mio blog fate una ricerca (nella colonna in alto a destra c'è la possibilità di inserire la parola che interessa), vedrete che vi escono numerosi risultati sul tema "talee". (Scorrendo in basso sempre nella colonna a destra trovate anche l' "etichetta" talee e potete cliccare lì).

Oggi aggiungo un nuovo post, tratto dalla pagina Facebook di Giuseppe Ballarò, CEO GreenGo Garden e esperto in Agraria, Agroalimentare e Agroindustria – gestione del territorio.

















L'epoca in cui si preleva la talea determina il potenziale rizogeno del materiale vegetale, cioè la sua capacità intrinseca di formare radici. Quel potenziale non è costante durante l'anno. Varia con il ritmo stagionale della pianta madre, con la sua fase fisiologica, con la concentrazione di carboidrati e auxine nei tessuti.
Le rose si taleano meglio tra fine agosto e i primi di settembre, quando il ramo ha appena finito di fiorire e ha iniziato a lignificare dalla base, quel momento di transizione è breve e vale la pena coglierlo. Ramo di 15-20 cm, taglio netto sotto un nodo, foglie basali via, quelle apicali dimezzate. Non per estetica, per sopravvivenza: senza radici la pianta perde acqua solo attraverso le foglie, e non può permetterselo.
Substrato drenante, perlite pura o perlite e torba, mai terriccio universale che trattiene troppa acqua e fa marcire la base prima che si formi qualsiasi cosa. (A questo proposito devo riferire che Riccardo dell Museo Giardino della Rosa Antica di cui ho parlato qui, mi ha detto che lui fa talee esclusivamente con perlite).
Una cosa che i manuali italiani quasi mai riportano, tenere il substrato tra 18 e 22 gradi mentre la parte aerea resta più fresca accelera enormemente la radicazione. In vivaio ci sono i bancali riscaldati apposta. A casa un tappetino da semenzai sotto il vasetto fa la stessa cosa e costa pochissimo.
Le rose antiche partono quasi da sole. Gli ibridi moderni sono un'altra storia, capricciosi, lenti, a volte ci vogliono 24 mesi prima che siano davvero pronti. Ma quando ce la fanno, la soddisfazione è doppia.

E per quanto riguarda i radicanti in polvere?
Un dettaglio che i vivaisti sanno e quasi nessun manuale amatoriale menziona: prima di comprare il radicante in polvere, prova con l'acqua di salice. Taglia alcuni rametti giovani di salice, Salix alba o qualsiasi specie di salice che trovi vicino a un corso d'acqua, mettili in acqua per 24 ore e usa quell'acqua per bagnare le tue talee. Il salice è naturalmente ricchissimo di acido salicilico e di auxine endogene che passano nell'acqua durante il ammollo. Non è folklore, è chimica vegetale applicata. I risultati su talee semilegnose di aromatiche e arbusti mediterranei sono sorprendenti, e costa esattamente zero.

lunedì 4 maggio 2026

VISITA AL MUSEO GIARDINO DELLA ROSA ANTICA



Sabato 2 maggio 2026 ho fatto visita al Museo Giardino della Rosa Antica che si trova sulle colline vicino a Maranello, in provincia di Modena. Ne avevo sentito parlare da diverso tempo, e negli anni scorsi ho anche acquistato tre rose (non comuni) da loro: la rosa Alba Cannabifolia, la damascena Omar Khayyam, e la piccola centifolia Pompon de Bourgogne.

Complice una bellissima giornata di sole, la visita è stata una vera meraviglia.
Ci hanno accolto Riccardo e Simonetta, che vedete due foto sotto. Riccardo è l'esperto, Simonetta è la sua fedele sostenitrice. E' stato un piacere parlare di rose con Riccardo, la sua conoscenza delle specie selvatiche e antiche è veramente enciclopedica.

Nella foto vedete che Simonetta ha la mano su un libro, che io ho notato subito: si tratta di "Classic Roses" di Peter Beales, libro che ha costituito il manuale sul quale Riccardo ha costruito il suo Museo. Infatti, alla mia domanda "Dove ti sei procurato tutte queste rose, anche così rare?" lui ha risposto che ha scritto a Peter Beales chiedendo che gli inviassero TUTTE le rose descritte nel volume. Ne sono arrivate 4000! 
Penso sarà stato un incubo per i corrieri, recapitarle su quelle stradine strette di collina😂.

Riccardo non si siede mai sugli allori, non è mai soddisfatto di quanto ha creato finora: progetta in continuazione degli esperimenti, dei miglioramenti e delle aggiunte alla collezione. Mi ha detto che desidererebbe avere la Rosa Hulthemia, non uno delle centinaia di ibridi che un po' tutte le aziende di rose stanno creando, ma proprio la rosa selvatica (di cui ho parlato qui). Ecco, questo è Riccardo, mai pago, sempre alla ricerca di novità e di nuove idee. Lo capisco benissimo. Nel campo delle rose non ci si ferma mai.

Il sito internet del Museo Giardino è veramente ricco. Lo trovate a questo link. Vi consiglio di visitare tutto il sito (cosa molto utile da fare prima di recarsi sul posto): c'è la piantina del Giardino con la sua storia, una pagina dedicata al Percorso Sensoriale, un'ampia parte didattica su come prendersi cura delle rose, e una pagina che ho trovato molto interessante dedicata alle Rose Ritrovate.

Pubblico qualche foto, solo alcune delle decine che ho scattato. Nelle foto, le etichette con il nome si riferiscono sempre alla rosa della foto sottostante.






























































































































mercoledì 29 aprile 2026

VIDEO: IL MIO GIARDINO OGGI

La visualizzazione da pc non dà problemi. Su cellulare, dipende dal cellulare.

https://drive.google.com/file/d/1YPFg34UQU5FUTiQg0uURTYsQUv8VSdWp/view?usp=drivesdk






VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO "GOLDEN WINGS"

Oggi parliamo di una favolosa rosa creata da un ibridatore amatoriale, l'americano Roy Spepherd, utilizzando due "genitori" d'eccezione. 

La rosa si chiama "Golden Wings": la madre è "Soeur Therese" (link alla pagina di HelpMeFind) e il padre una rosa spinosissima var. altaica x "Ormiston Roy".
 Quest'ultimo incrocio, cioè il padre, era una creazione precedente di Shepherd, lasciato senza nome. Le plantule (cioè le piantine nate da seme) sono spesso utilizzate dagli ibridatori per tentare nuovi incroci: magari la prima generazione non rivela grandi qualità, ma spesso l'incrocio di seconda generazione risulta migliore.














"Golden Wings" (foto) è una rosa sempre popolare. Spesso è la prima in fiore in primavera, e l'ultima prima delle gelate invernali, e non è quasi mai senza fiori, regalando uno spettacolo incomparabile.
Ha una bellezza fragile, ma grazie alle caratteristiche della sua specie vi assicuro che è una rosa dura, energica e resistente alle malattie. Tollera la siccità e il suolo povero, sta bene sia al sole che all'ombra. 
I boccioli sono lunghi e appuntiti, e si aprono in corolle semidoppie giallo limone sfumato ai margini. Col tempo il fiore si scolora in un bianco avorio. Gli stami al centro sono dorati e le antere cremisi. Le corolle sono grandi, almeno 12 cm, con una ricca fragranza di frutta.

Bisogna riconoscere che a volte i dilettanti, come il nostro Shepherd, senza volerlo, raggiungono risultati sorprendenti!
Visita la pagina che le ho dedicato a Golden Wings a quest'indirizzo http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-34.html.

E' disponibile presso i vivai specializzati in rose. E posso aggiungere che quest'anno è stata particolarmente apprezzata dalle cetonielle, infatti, per quanto mi alzassi presto la mattina, non sono mai riuscita a fotografare un fiore integro in quanto le maledette vi avevano già pasteggiato rovinando tutto.

    

martedì 28 aprile 2026

SONO ARRIVATI ANCHE LORO!

Non riusciamo a venire a capo del problema delle cetonielle, che, ecco, arrivano anche loro!

Ma ATTENZIONE! a non confondere questo insetto con le buone coccinelle:



Si chiama Lachnaia Italica e può attaccare rose, susini, ciliegi, rovi e giovani querce erodendo foglie, germogli e fiori, rovinando le giovani piante in crescita e spezzando i mazzetti fiorali. Questo piccolo flagello passa spesso inosservato oppure viene confuso con una coccinella dalla forma allungata e dal colore un po’ sbiadito.

In condizioni normali, questo insetto è presente nelle siepi campestri. Il rovo, in particolare, rappresenta una delle principali piante ospiti.
Sempre più frequentemente però, Lachnaia italica tende a invadere parchi e giardini e quando il numero di esemplari presenti è particolarmente elevato, i danni alle piante possono essere consistenti.
Il ricorso a insetticidi chimici non fornisce mai risultati soddisfacenti in termini di efficacia, mentre può comportare rischi particolarmente gravi per le api e gli altri insetti impollinatori.
Questi coleotteri dannosi volano lentamente e a volte, se disturbati, si lasciano cadere al suolo rimanendo immobili. Tale comportamento è più frequente nelle prime ore del mattino, quando le temperature sono più basse. Può quindi rivelarsi utile provocare la caduta al suolo di questi insetti nelle ore più fresche della giornata mediante lo scuotimento degli arbusti e delle piante infestate. Questa tecnica di lotta meccanica consente di raccogliere ed eliminare la maggior parte degli esemplari presenti sulle piante senza effetti nocivi sull’ambiente.

Quindi, in pratica, se proprio pensate vi faccia schifo, mettete un paio di guanti e schiaffate a terra l'insetto o ancora meglio prelevatelo con due dita e lasciatelo cadere e, velocemente, schiacciatelo. Oppure, come faccio a volte io, utilizzate le forbici o le cesoie... (che riceva adesso una querela dagli animalisti???).
Dovete comunque eliminarli altrimenti vi sbocconcelleranno le pregiate corolle riducendole pressappoco così:

venerdì 24 aprile 2026

LA CETONIELLA O OXYTHYREA FUNESTA








Quest'anno le mie rose stanno subendo un attacco piuttosto violento da parte di questi insetti, le cetonielle. E a quanto posso leggere sui gruppi Facebook che trattano di rose, non sono l'unica.

I primissimi boccioli della rosa Tè M.me Antoine Mari sono stati rovinati ancora prima di aprirsi. Ora ho diverse varietà in fiore, e giornalmente passo a controllare i boccioli aperti. E' un disastro. All'interno delle corolle trovo dei veri e propri festini anche di 3-4 insetti che stanno razzolando tra polline e antere. Uno schifo.












Leggendo pagine da siti vari in internet, quasi tutti dichiarano che le cetonielle preferiscono i fiori chiari e bianchi in particolare. Da quest'anno, o sono diventate tutte daltoniche, oppure non sono più così schizzinose, in quanto vedo che gli vanno bene anche rose le rosse, viola e arancio.

Tra i rimedi consigliati, il più ricorrente è quello della distruzione manuale degli insetti: possibilmente al mattino presto, quando gli insetti sono più inattivi, possono essere catturati e intrappolati in barattoli o bottiglie pieni di acqua e detersivo da piatti. E questo è sicuramente efficace al 100%. Certo che se le rose passano ad essere da una decina a qualche centinaio, allora occorre una vera e propria squadra di volontari per ripulire il tutto ogni mattina.

Altro rimedio consigliato: le trappole cromotropiche. Si tratta di dispositivi ecologici per la lotta biologica, costituiti da superfici colorate (solitamente bianche, gialle o azzurre) rivestite di colla persistente. Nel caso delle cetonielle, il colore indicato per la trappola è il bianco. 

Ho quindi preparato alcune di queste trappole, utilizzando piatti di plastica spruzzati con colla spray apposita per catturare gli insetti (trovata online). Ho poi inchiodato i piatti resi così appiccicosi, utilizzando un chiodo abbastanza lungo. Tre li ho messi a terra, sotto alle rose più colpite, e uno l'ho inchiodato ad un albero del roseto. In pochissimi giorni le trappole si sono riempite di insetti: mosche e mosconi, zanzarine e zanzaroni, e ragni anche se non sono insetti. Ma devo dire che purtroppo le cetonielle manco le guardano le mie trappole. Sono troppo furbe oppure non è che il bianco le attiri poi così tanto...

E anche su questo rimedio una bella croce.

Ultimamente mi sono procurata in un supermercato un normalissimo spray contro formiche e scarafaggi, e la mattina passo a controllare le corolle aperte (mi raccomando, aprite bene i petali perchè tante volte le cetonielle sono nascoste dentro) e spruzzo l'insetticida su quelle infestate. Ho provato ad utilizzarlo come prevenzione, la sera: cerco i boccioli più maturi, che stanno per fiorire, e li spruzzo di insetticida. Per ora sembra funzionare, mi sembra che ai boccioli che ho spruzzato le cetonielle non si siano avvicinate.

E' possibile una prevenzione? Un sito suggerisce quanto segue:

"Se la presenza di Oxythyrea funesta è costante tutti gli anni, prendi in considerazione l'utilizzo di prodotti larvicidi, che colpiscono le larve quando svernano nel terreno. Un prodotto biologico consigliato è Mico Ter, da diluire in acqua e somministrare al terreno, così che i funghi micorrizici riescano a parassitare le larve."











Penso che proverò anche questa strategia, e il prossimo anno vi riferirò i risultati.