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venerdì 3 aprile 2026

VIRUS DELLA ROSETTA DELLA ROSA (ROSE ROSETTE EMARAVIRUS)


Rose rosette emaravirus (RRV - in inglese RRD: Rose Rosette Desease) è un virus (Emaravirus) responsabile della cosiddetta rosetta della rosa. In Europa non è mai stato segnalato, ma la sua potenziale introduzione rappresenta una seria minaccia non solo per i produttori di rose, ma anche dal punto di vista paesaggistico, ambientale, nonché storico e sociale.

Con il Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/2004 della Commissione del 23 luglio 2024 è stato inserito tra gli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione europea di cui non è nota la presenza nel territorio dell’Unione.

ORIGINE E DIFFUSIONE
Rose rosette emaravirus non è mai stato segnalato in Europa.

I sintomi di questa malattia sono stati osservati per la prima volta in Canada negli anni ‘40 su rose selvatiche e coltivate, ma solo nel 2011 è stato possibile identificare con certezza questo virus. Negli ultimi decenni la malattia si è ampiamente diffusa negli Stati Uniti ad eccezione di alcuni Stati dell’ovest; dal 2013 è stata segnalata anche in Florida e nel 2017 in India (Bengala occidentale).

COME RICONOSCERLO
Alla ripresa vegetativa le piante colpite possono sviluppare nuovi getti con accrescimento molto rapido, ed essere caratterizzate dall’assenza di spine, dalla presenza di gambi inspessiti e turgidi che successivamente virano ad una colorazione rosso accesa. Talvolta è possibile osservare la proliferazione di germogli e la mancata apertura dei boccioli fiorali con deformazione degli stessi.


Nelle piante adulte, in piena fase vegetativa e di fioritura, si possono osservare mancata lignificazione dei rami, anomala proliferazione delle spine, fiori deformati, malformazione delle foglie che possono anche presentare decolorazioni e mosaicature, fino allo sviluppo di scopazzi (ammasso di rametti ravvicinati più sottili e più deboli del normale).

Le piante colpite vanno incontro a deperimento generalizzato; la morte sopraggiunge mediamente in 3-5 anni. Talvolta gli stessi sintomi possono essere confusi con quelli da deriva di prodotti fitosanitari.

OSPITI E DANNI
La malattia colpisce esclusivamente il genere Rosa; la specie R. multiflora risulta essere particolarmente sensibile, ma sono state osservate piante malate anche tra altre rose coltivate, tra le quali rampicanti, ibride, varietà antiche e tappezzanti. Sono in corso studi per valutare l’esistenza di eventuali varietà resistenti.

Negli Stati Uniti, il virus ha avuto un forte impatto economico sull’industria delle rose commerciali e ha determinato la distruzione di piantagioni di rose su larga scala in parchi pubblici, giardini botanici e piantagioni domestiche.


Al momento non esistono sistemi di contenimento efficaci. L’unica strategia perseguibile per impedire la diffusione della malattia è quella dell’eradicazione mediante la pronta rimozione delle piante infette. Tale rimozione è fondamentale in quanto trattandosi di un virus sistemico, la sua presenza può essere riscontrata anche a livello dell’apparato radicale.

VIE DI DIFFUSIONE
Il virus viene trasmesso da un acaro eriofide, Phyllocoptes fructiphilus, che si nutre su diverse specie del genere Rosa, ma la cui presenza non è mai stata segnalata in Europa. Questo acaro, invisibile ad occhio nudo, può essere trasportato passivamente dal vento e dai vestiti degli operatori, ma può anche spostarsi attivamente da una pianta infestata ad una sana adiacente. Phyllocoptes fructiphilus è presente in particolare sugli apici dei nuovi germogli dove si nutre e si riproduce; le femmine svernano sotto la corteccia o nelle asperità delle gemme delle piante di rosa e si muovono successivamente verso i germogli dove depongono mediamente un uovo al giorno per circa 30 giorni. L’acaro ha diverse generazioni l’anno.

ATTENZIONE a non cadere nel panico: i rami nuovi rossi sono normali nelle rose. Il sintomo che si tratti di malattia è dato dal numero sproporzionato di spine rispetto agli altri rami, come si vede chiaramente dalle foto.












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