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lunedì 21 giugno 2021

NUOVA HT

Avevo nel roseto una rosa che non mi soddisfaceva affatto, un mio semenzale ibrido di tè del 2016, che negli anni è risultato purtroppo molto soggetto alle malattie, poco fiorifero (anche se il fiore non era male), e non ha nemmeno risposto ai miei tentativi di ibridazione.

Insomma, approfittando di una visita al vivaio Vivaverde (Imola), mi sono guardata intorno e, dopo aver notato alcune rose che non mi dispiacevano, la mia scelta è caduta sulla HT "Dogaressa".

Si tratta dell'ultima creazione di Giulio Pantoli (2014; Pantoli si è spento nel 2018). Ho trovato sul web un articolo del 2014, in cui si parla brevemente di questo rosaio:


"È stata battezzata “Dogaressa” la nuova rosa della Riviera (del Brenta e della Terra del Tiepolo n.d.r.), di color rosa, molto profumata. È avvenuto il primo maggio in Villa Venier, al convegno sulle rose antiche. Giulio Pantoli, maggiore ibridatore italiano vivente, “padre” della Dogaressa, ha affascinato con il racconto del processo di oltre cinque anni che porta alla creazione di una rosa. «Considerato che ho 92 anni e il tempo necessario per creare una nuova rosa» ha detto «la Dogaressa sarà probabilmente la mia ultima rosa e forse la più bella». Il nome della nuova rosa è risultato dal concorso rivolto agli studenti della Riviera, che dovevano ispirarsi a un nome di genere femminile che richiamasse la Riviera quale territorio di villeggiatura dei nobili della Serenissima.


Se siete curiosi di vedere come era la rosa che ho sostituito, cliccate qua, scorrendo poi in basso: http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-62.html.

domenica 1 febbraio 2026

IBRIDATORI: GIULIO PANTOLI

Giulio Pantoli è nato a Castiglione di Ravenna nel 1922 ed è morto nel 2018. 

Appena sedicenne cominciò a lavorare da apprendista presso la ditta Bonfiglioli di Bologna, che era nell'ultimo periodo della sua attività.
Il tecnico dell'azienda, Mario Capelli, che l'aveva preso in simpatia, un giorno lo chiamò e gli disse in bolognese: "Ti piacerebbe fare incroci sulle rose?". Giulio era curioso e naturalmente accettò con entusiasmo. E così tutto ebbe inizio.
Dopo aver lasciato la Bonfiglioli, lavorò nel vivaio di suo padre a Ravenna, dove aveva a disposizione un triangolo di terreno per fare i suoi esperimenti con le rose. Purtroppo la guerra interruppe tutto, Giulio finì in campo di prigionia prima e nei partigiani poi, per ritornare a casa e al suo lavoro.

Pantoli è un "amateur" nel vero senso della parola. Il suo metodo è semplice: "Ci sono tante belle rose, ma non una è perfetta; ognuna ha qualche difetto o debolezza; allora, quando vedo una rosa che mi piace, cerco di incrociarla con un'altra che mi piace ma cui manca il difetto della prima". Non provò a creare una particolare stirpe e c'è poca sistematicità nelle sue scelte, sebbene ogni singolo passo sia ben documentato nei suoi taccuini. E non è certo il mercato a influenzarlo: il suo interesse si concentra soprattutto su quegli ibridi di tè degli del giardino ma adatti anche al taglio, ai quali dà i nomi dei suoi familiari.

Nel suo libro "Una vita tra le rose - Manuale per la coltura delle rose" Pantoli elenca le varietà che ha ibridato, molte delle quali sono entrate solo ora nel mercato italiano. Vediamone alcune.

Catia Pantoli, rosa cupo, molto profumata
Gabriella Assirelli, rosa chiaro, profumo delicato
Adriana, rosa salmone, profumo medio
Cicchetta Brunelli, color crema con sfumature rosa, profumo medio
Ricordo di Fiorina Bonetti, rosa scuro, bordi più chiari, profumo moderato
Ricordo di Secondo Pantoli, rosso vermiglio, profumo medio
Pauly Brunelli, lilla, con profumo fortissimo 
Pia Minghetti, bianca, profumo medio
Bella Ciao, rosso brillante, profumo forte.

La "mia" rosa di Pantoli è Dogaressa, trovate riferimenti qui e qui.

Da Wikipedia:
Fu un valoroso combattente nel secondo conflitto bellico mondiale, prestando servizio nel Corpo degli Autieri del Regio Esercito, dislocato in Francia per le operazioni in teatro di guerra. Dopo lo sbando dell'8 settembre 1943 rientrò in Italia e aderendo alla Resistenza, fu un partigiano attivo all'interno della Brigata Garibaldi "Mario Gordini" di Ravenna.

Successivamente si stabilì a Castiglione di Ravenna dove lavorò come vivaista fino al pensionamento, a seguito del quale si dedicò a tempo pieno negli stessi terreni e serre precedentemente utilizzati a scopo commerciale, all'attività di collezionista rosaista, passione che lo portò a creare con il solo aiuto della moglie nuovi ibridi poi brevettati o donati o dedicati per commemorazioni storiche (la rosa "Bella Ciao" è una di queste così anche la rosa "Anita Garibaldi by Pantoli", conosciuta in Italia, Brasile e a New York attraverso le varie fasi del progetto "Anita Fidelis").

La sua residenza, nel cancello di accesso, è stata contraddistinta dall'insegna "La Ca dal Rös" (la "casa delle rose" in dialetto romagnolo).