lunedì 9 febbraio 2026

CONCIMI: CORNUNGHIA









Fine febbraio-inizio marzo: uno dei tre momenti top per concimare le rose. A fine inverno, quando le gemme iniziano a schiudersi, una buona concimazione servirà a favorire la crescita.

Un altro passaggio di concime sarà utile darlo in giugno, dopo la prima fioritura, per stimolare i nuovi boccioli. Infine, si consiglia anche una concimazione in autunno per nutrire il terreno.

Quali concimi utilizzare?

Propongo la cornunghia. Per chi non la conosce, si tratta di un fertilizzante che ha quasi cent'anni di vita. Viene ottenuta tramite essiccazione e torrefazione di corna e unghie scartate dalla lavorazione industriale della carne; il trattamento termico prolungato aumenta la percentuale di azoto e previene il pericolo di fermentazione e la formazione di muffe e funghi nel terreno. E' piuttosto cara ed il motivo è facilmente intuibile: ogni bovino di corna ne ha solo 2, di unghie solo 4. Negli ultimi 30 anni si è pertanto iniziato a miscelarla con la cosiddetta farina d'ossa in pratica le ossa del bovino farinizzate: l'insieme si è classificato tra i migliori fertilizzanti organici in commercio per due motivi, la cessione molto prolungata (cede fino al 15° mese) e la totalità degli elementi nutritivi che la compongono (azoto, fosforo e potassio).

La cornunghia rilascia Azoto organico al terreno, macroelemento indispensabile per la crescita sana delle piante; il rilascio prolungato permette di nutrire la pianta per tutto il ciclo vegetativo. La cornunghia è considerata essere anche un buon ammendante organico poiché modifica la struttura fisica del terreno donandogli maggiore aerazione (le radici “respirano”). Il prodotto va distribuito prima della semina sul terreno o miscelato con il substrato in dosi variabili a seconda del tipo di pianta.

Altro aspetto fondamentale è che grazie alla sua porosità questo fertilizzante naturale è capace di trattenere discretamente l’umidità, particolarmente utile nel caso di eccessive piogge o mancanza d’acqua.

Va bene per le rose? Certo, è ottimo. Attenzione però: è assolutamente da evitare per la concimazione delle piante acidofile (incluse le camelie) e i bonsai perché si tratta di un concime troppo azotato.

La cornunghia è disponibile generalmente nella versione in granuli oppure in quella a scaglie. In virtù di questo, il miglior modo per utilizzare questo concime è quello di interrarlo nel terreno. Questo è anche un ottimo metodo se possedete cani: i cani infatti sono ghiotti di cornunghia, e anche se non è velenosa non credo che gli faccia molto bene. 

La cornunghia si può utilizzare tutto l’anno e si distribuisce a mano. In vasi e fioriere sarà sufficiente distribuire una manciata sulla superficie del terreno e se possibile interrare leggermente. Per le piante del giardino si procede allo stesso modo, mentre per il prato si consiglia di utilizzare il prodotto durante la preparazione del terreno prima di effettuare la semina. In ogni caso è utile sapere che per ogni metro quadrato di terreno da concimare servono circa 80-90 g di cornunghia.






venerdì 6 febbraio 2026

LOKELANI: IL FIORE UFFICIALE DELL'ISOLA DI MAUI

I paesaggi lussureggianti e la flora unica di Maui (la seconda per grandezza delle isole Hawaii) contribuiscono alla sua reputazione di una delle isole più spettacolari delle Hawaii. Ogni isola vanta il suo fiore ufficiale, che ne simboleggia l'identità e la bellezza naturale. Maui rivendica la profumata e squisita Lokelani,  spesso chiamato  Rosa Lokelani, come suo emblema floreale. Questa delicata e profumata rosa ha conquistato il cuore di residenti e visitatori. In questo articolo, approfondiremo la storia, il significato culturale e i dettagli botanici della rosa Lokelani, facendo luce sul perché sia ​​più di un semplice fiore: è un amato emblema dello spirito di Maui.

Una breve storia della rosa Lokelani

Lokelani in hawaiano significa "rosa celeste", ed è facile capirne il motivo. Questo fiore, appartenente al gruppo delle Damascene, è celebre per i suoi fiori rosa intensamente profumati. Il fiore non è sempre originario di Maui. Ha avuto origine in Medio Oriente, in particolare in Siria e Turchia, dove è stato coltivato e apprezzato per secoli per la sua fragranza accattivante e per i suoi usi in profumeria. Portato alle Hawaii dai primi coloni, si è rapidamente adattato al clima caldo di Maui e, nel tempo, si è guadagnato un posto speciale nel cuore degli abitanti dell'isola. All'inizio del XX secolo, la Lokelani era diventata così amata da essere designata come fiore ufficiale di Maui.










Simbolismo e importanza culturale

La rosa Lokelani non è un fiore qualunque. Questo fiore rappresenta l'essenza della bellezza, dell'eleganza e della resilienza di Maui. Spesso definita la "rosa del paradiso", è simbolo di amore e affetto. Nella cultura hawaiana, i fiori hanno spesso profondi significati simbolici e la rosa Lokelani è un simbolo senza tempo di romanticismo, devozione e gentilezza. Adorna le collane di fiori, decora le case e appare in occasione di eventi celebrativi come promemoria della vibrante bellezza naturale di Maui.

Il fiore rappresenta anche femminilità e grazia, catturando lo spirito dolce ma tenace degli abitanti dell'isola. Si dice che la tonalità rosa intenso della rosa significhi ammirazione e apprezzamento, rendendola una scelta popolare per regali ed espressioni di affetto nella cultura hawaiana.

Profilo botanico

Ecco cosa rende unica la rosa Lokelani

Aspetto: la rosa è un fiore doppio, il che significa che i suoi petali sono densi e stratificati, che le conferiscono un aspetto rigoglioso e pieno. Il suo vivace colore rosa risalta sul verde del fogliame, aggiungendo un tocco di colore ai paesaggi di Maui.

Fragranza: le rose Lokelani sono rinomate per il loro profumo dolce e inebriante. Questa fragranza le ha rese una scelta popolare per profumi, oli e persino come deodorante naturale per ambienti.

Schema di crescita: sebbene il fiore non sia originario delle Hawaii, prospera nel clima caldo e nei terreni ben drenati di Maui. La pianta cresce come un arbusto cespuglioso, raggiungendo circa 90-120 cm di altezza, e spesso fiorisce a cicli durante tutto l'anno.









Arti e celebrazioni hawaiane

Il fiore di Lokelani si è insinuato nel tessuto culturale e artistico di Maui. È spesso protagonista delle tradizionali collane di fiori hawaiane. Le collane di rose di Lokelani sono tra le più profumate e visivamente spettacolari, simboleggiando ammirazione, pace e lo spirito accogliente di aloha.

La rosa appare frequentemente nell'arte hawaiana, nella musica, nella poesia e nella danza. Le mele (canzoni) hawaiane e i canti hula spesso rendono omaggio al fiore, associandone la bellezza ai paesaggi naturali di Maui. La Lokelani è comune anche nei tatuaggi tradizionali, noti come kākau. I suoi petali, intrecciati con altri simboli hawaiani, sono indossati come simboli di identità, amore e bellezza.

Usi moderni

La rosa ha una vasta gamma di usi che vanno oltre la cultura tradizionale hawaiana. Ecco uno sguardo più da vicino al suo utilizzo odierno.

Profumi e oli: la dolce fragranza delle rose Lokelani le rende un ingrediente prezioso per profumi e oli essenziali. L'olio essenziale derivato dalle rose Lokelani è noto per i suoi effetti calmanti e viene utilizzato in aromaterapia per ridurre stress e ansia.

Prodotti per la cura della pelle: l'acqua di rose Lokelani e i suoi estratti sono presenti in una varietà di prodotti per la cura della pelle. Ricca di antiossidanti, l'acqua di rose Lokelani aiuta a idratare e tonificare la pelle, rendendola un rimedio naturale per la salute della pelle.

Usi culinari: i petali di Lokelani possono essere utilizzati nelle creazioni culinarie hawaiane. I petali commestibili possono essere aggiunti a tè, dessert e marmellate per un sapore floreale unico. Lo sciroppo di Lokelani e il miele infuso sono altri usi popolari, aggiungendo un tocco di aroma di rosa a bevande e piatti.










Il ruolo del fiore Lokelani nella conservazione dell'ecosistema hawaiano

Essendo una specie introdotta, la rosa non rappresenta una minaccia per la flora autoctona delle Hawaii, a differenza di alcune piante invasive che interrompono l'ecosistema naturale. Gli sforzi di conservazione alle Hawaii si concentrano sulla conservazione delle piante endemiche e la rosa di Lokelani è diventata parte integrante del paesaggio culturale di Maui senza avere un impatto negativo sulle specie autoctone. Questo equilibrio consente a residenti e visitatori di godere della bellezza del fiore, proteggendo al contempo la biodiversità dell'isola.

Abbracciare lo spirito di Lokelani

Il fiore di Lokelani è un ricordo della ricca storia, dei valori culturali e dell'amore per la bellezza naturale di Maui. Dalle sue radici antiche alla sua presenza odierna a Maui, la rosa di Lokelani continua a fiorire come simbolo di amore, bellezza e pace. Per gli abitanti di Maui, la rosa è un emblema amato che rappresenta la resilienza e il fascino senza tempo dell'isola. Per i visitatori, è uno spettacolo memorabile e un ricordo profumato dell'incomparabile bellezza di Maui.

Che lo ammiriate in una collana di fiori, ne assaporate il profumo rilassante in una spa o lo coltiviate nel vostro giardino, il fiore di Lokelani vi invita a condividere lo spirito di aloha e l'eredità duratura della vivace cultura di Maui.



mercoledì 4 febbraio 2026

L'ARTE DI SCEGLIERE LA TUA ROSA

Sì, proprio così: anche il semplice gesto di scegliere una rosa in realtà è un'arte. Come in tutte le forme d'arte, l'ispirazione viene dalla nostra interiorità, e l'oggetto artistico è la rosa. Come mettere a frutto il nostro talento per le rose?











Scegliere la pianta di rose giusta significa ascoltare il giardino e lasciare che il cuore parli. Tieni a mente questi elementi essenziali che guideranno la tua scelta:

La posizione







Aiuola, bordura di sentieri, esemplare solitario, muro, recinzione, pergola, in giardino o in vaso...

L'esposizione





Sole, ombra parziale, ombra. La rosa è una pianta che predilige posizioni soleggiate (minimo 3-4 ore al giorno), ma alcune varietà di rosa tollerano anche l'ombra parziale.

Il volume desiderato








Occorre considerare altezza e larghezza della futura pianta.

L'aspetto visivo







Volete dare priorità a una fioritura abbondante e quindi a un aspetto floreale? In tal caso, scegliereste un cespuglio di rose con grappoli di fiori, oppure preferite dare priorità alla bellezza, alla forma dei fiori e al profumo? In tal caso, un cespuglio di rose con fiori grandi e profumati sarebbe più adatto. 

Colore, forma del fiore, profumo, perché tutto è anche una questione di cuore, di innamoramento...

In sintesi, scegliere un roseto è una questione di buon senso, buoni consigli per una buona scelta, un pizzico di tecnica e soprattutto piacere, sempre più piacere!

Ma chiederete: come posso sapere tutte queste informazioni (dimensioni, posizione preferita, esposizione ecc.) sulle rose che mi piacerebbero? E' sufficiente sfogliare i cataloghi online dei vari vivai, oppure recarsi direttamente ad un vivaio e chiedere di persona agli addetti.

lunedì 2 febbraio 2026

IBRIDATORI: VIRU VIRARAGHAVAN








M.S. Viraraghavan (Viru per gli amici) si innamorò delle rose all'età di 18 anni, nel 1955, quando vide un bellissimo cespuglio della rosa "Julien Potin" (ht pernetiana gialla) in piena fioritura, nel Sim's Park di Coonoor, nell'India Meridionale.

Durante gli anni di scuola e college, le rose divennero una vera passione per lui. Ottenne il master in chimica e trovò lavoro nel Servizio Amministrativo indiano nel 1959, dove lavorò nel dipartimento di Agricoltura e Orticoltura della stato di Andhra Pradesh. Lasciò volontariamente questo impiego statale nel 1980, per concentrarsi solo sull'ibridazione delle rose.

Effettivamente Viru iniziò a ibridare rose già nel 1965, e il suo scopo iniziale era di ottenere rose di colori inusuali, nello stile "dipinto a mano". Dal 1980 si concentra ad utilizzare solo le due specie di origine indiana R. Clynophylla (foto sotto) e R. Gigantea, per ottenere rose adatte ai climi caldi, soprattutto piante di rose "sempreverdi", non soggette a malattie e a caduta delle foglie.











Da Helpmefind:

Viraraghavan: un funzionario pubblico che preferiva il suo hobby e lo coltivava con grande vigore e visione, e che utilizzava incroci complessi, coinvolgendo molti genitori per creare una maggiore variabilità su cui basare le sue selezioni, a partire da 'First Offering'. Ci ha regalato delle bellissime rose tra cui 'Priyatama' (la prima rosa HT della serie "dipinta a mano" al mondo - foto sotto), Mahadev, Kanchi, Vanamali, Priyamvada, Bhagmati e Abhaya 87.









Viru ha aggiunto un approccio nuovo e rinfrescante all'ibridazione delle rose in India... ha mantenuto vivo il suo interesse nello sviluppo di rose adatte ai tropici. Negli ultimi anni si è sinceramente impegnato nell'ibridazione di rose per le condizioni tropicali, utilizzando specie di Rosa selvatiche, in particolare Rosa clinophylla (R. involucrata) e R. gigantea. Le sue varietà Ganges Mist, Silver Dawn e Ganges Nymph (foto sotto) provengono da R. clinophylla e Manipur Magic, Sir George Watt, Golden Threshold e Allegory of Spring sono alcuni dei suoi ibridi di gigantea. Il potenziale della Rosa gigantea di estendere l'areale della rosa ai tropici è entusiasmante.









E' accompagnato, nella sua carriera di ibridatore, dalla moglie Girija.









In Italia le rose di Viraraghavan sono in vendita al vivaio Novaspina.

domenica 1 febbraio 2026

IBRIDATORI: GIULIO PANTOLI

Giulio Pantoli è nato a Castiglione di Ravenna nel 1922 ed è morto nel 2018. 

Appena sedicenne cominciò a lavorare da apprendista presso la ditta Bonfiglioli di Bologna, che era nell'ultimo periodo della sua attività.
Il tecnico dell'azienda, Mario Capelli, che l'aveva preso in simpatia, un giorno lo chiamò e gli disse in bolognese: "Ti piacerebbe fare incroci sulle rose?". Giulio era curioso e naturalmente accettò con entusiasmo. E così tutto ebbe inizio.
Dopo aver lasciato la Bonfiglioli, lavorò nel vivaio di suo padre a Ravenna, dove aveva a disposizione un triangolo di terreno per fare i suoi esperimenti con le rose. Purtroppo la guerra interruppe tutto, Giulio finì in campo di prigionia prima e nei partigiani poi, per ritornare a casa e al suo lavoro.

Pantoli è un "amateur" nel vero senso della parola. Il suo metodo è semplice: "Ci sono tante belle rose, ma non una è perfetta; ognuna ha qualche difetto o debolezza; allora, quando vedo una rosa che mi piace, cerco di incrociarla con un'altra che mi piace ma cui manca il difetto della prima". Non provò a creare una particolare stirpe e c'è poca sistematicità nelle sue scelte, sebbene ogni singolo passo sia ben documentato nei suoi taccuini. E non è certo il mercato a influenzarlo: il suo interesse si concentra soprattutto su quegli ibridi di tè degli del giardino ma adatti anche al taglio, ai quali dà i nomi dei suoi familiari.

Nel suo libro "Una vita tra le rose - Manuale per la coltura delle rose" Pantoli elenca le varietà che ha ibridato, molte delle quali sono entrate solo ora nel mercato italiano. Vediamone alcune.

Catia Pantoli, rosa cupo, molto profumata
Gabriella Assirelli, rosa chiaro, profumo delicato
Adriana, rosa salmone, profumo medio
Cicchetta Brunelli, color crema con sfumature rosa, profumo medio
Ricordo di Fiorina Bonetti, rosa scuro, bordi più chiari, profumo moderato
Ricordo di Secondo Pantoli, rosso vermiglio, profumo medio
Pauly Brunelli, lilla, con profumo fortissimo 
Pia Minghetti, bianca, profumo medio
Bella Ciao, rosso brillante, profumo forte.

La "mia" rosa di Pantoli è Dogaressa, trovate riferimenti qui e qui.

Da Wikipedia:
Fu un valoroso combattente nel secondo conflitto bellico mondiale, prestando servizio nel Corpo degli Autieri del Regio Esercito, dislocato in Francia per le operazioni in teatro di guerra. Dopo lo sbando dell'8 settembre 1943 rientrò in Italia e aderendo alla Resistenza, fu un partigiano attivo all'interno della Brigata Garibaldi "Mario Gordini" di Ravenna.

Successivamente si stabilì a Castiglione di Ravenna dove lavorò come vivaista fino al pensionamento, a seguito del quale si dedicò a tempo pieno negli stessi terreni e serre precedentemente utilizzati a scopo commerciale, all'attività di collezionista rosaista, passione che lo portò a creare con il solo aiuto della moglie nuovi ibridi poi brevettati o donati o dedicati per commemorazioni storiche (la rosa "Bella Ciao" è una di queste così anche la rosa "Anita Garibaldi by Pantoli", conosciuta in Italia, Brasile e a New York attraverso le varie fasi del progetto "Anita Fidelis").

La sua residenza, nel cancello di accesso, è stata contraddistinta dall'insegna "La Ca dal Rös" (la "casa delle rose" in dialetto romagnolo).





venerdì 30 gennaio 2026

IBRIDATORI: LORD PENZANCE

James Plaisted Wilde, 1° barone di Penzance, (1816–1899) è stato un noto giudice britannico, ma se la sua fama è giunta fino a noi è perchè si è distinto come coltivatore e soprattutto ibridatore di rose.













Lord Penzance fu nominato giudice dello Scacchiere nel 1860, ma non si dimise dall'incarico ecclesiastico fino all'inizio del 1889, sebbene dal 1872 al 1875 visse in ritiro nella sua splendida residenza di campagna nel Surrey. La sua casa a Eashing era un luogo di semplice e sostanziale comfort, situata nella splendida campagna vicino a Godalming, nel Surrey, e con una splendida vista sulla valle che si apre verso Pepperharrowe e sulle brughiere selvagge intorno a Frensham. È una parte della campagna dotata di molti incanti, poiché ha un carattere deliziosamente vario e possiede molti splendidi alberi.

L'ampia terrazza erbosa, con i suoi parapetti in mattoni traforati, offre una superba vista sul paesaggio, e si accede al giardino dalla casa attraverso una cintura di magnifici faggi. Chi ha il privilegio di accedervi lo trova un radioso regno di rose, poiché questo era il fiore che Lord Penzance amava più di ogni altro, e nel coltivarlo si dimostrò un giardiniere pieno di immaginazione e risorse. (Nella immagine, una stampa della tenuta del 1822).









Sposò Lady Mary, figlia di William Pleydell-Bouverie, 3° conte di Radnor, nel 1860. Non ci furono figli dal matrimonio. 

Nel suo giardino a Godalming, da Rosa Eglanteria e Rosa Foetida produsse due nuove rose chiamate Lady Penzance e Lord Penzance. (Io possiedo Lady Penzance, clic per vedere le mie foto).

Hanno scritto di lui: "Il cugino elegante di Oscar Wilde, il vecchio Lord Penzance, che di rose se ne intendeva moltissimo e che si incaponì per le rubiginose, non tanto per la forma dei fiori quanto per il loro profumo finissimo ed intensissimo: un vero must".

Famose sono infatti le sue "Penzance Roses" (molte le chiamò come personaggi dei romanzi di Sir Walter Scott), che hanno dato lustro, gioie e soprattutto sogni ai giardini inglesi dell'Ottocento."

Riporto le sue rose di cui ho trovato foto. Sono tutte non rifiorenti ma sono profumate.

- AMY ROBSART, prima moglie di Robert Dudley (poi Conte di Leicester), morta a 28 anni in circostanze misteriose tanto che Sir Walter Scott la utilizzò nel suo romanzo "Kenilworth". La rosa è un Ibrido di Rubiginosa.








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- ANNE OF GEIERSTEIN, Ibrido di Rubiginosa. "Anne of Geierstein" o "The Maiden of the Mist" è un romanzo di Scott del 1829, ambientato nel periodo del coinvolgimento della Svizzera nelle guerre di Borgogna.

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- BRENDA, Ibrido di Rubiginosa. Brenda è un personaggio del romanzo di Scott "The Pirate".















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- CATHERINE SEYTON, Ibrido di Rubiginosa. Catherine Seyton è un personaggio del romanzo di Scott "The Abbott".












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- EDITH BELLENDEN, Ibrido di Rubiginosa. Edith Bellenden è un personaggio del romanzo di Scott "Old Mortality".















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- FLORA MCIVOR, Ibrido di  Rubiginosa. Flora McIvor è un personaggio del romanzo di Scott "Waverley".















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- GREENMANTLE, Ibrido di Rubiginosa. Greenmantle è un personaggio del romanzo di Scott "Redgauntlet".















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- JEANNIE DEANS, Ibrido di Rubiginosa. E' il nome dell'eroina del romanzo di Scott "Midlothian".
















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- LORD PENZANCE, Ibrido di Rubiginosa.















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- LUCY ASHTON, Ibrido di Rubiginosa. 














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- LUCY BERTRAM, Ibrido di Rubiginosa. Lucy Bertram è un personaggio del romanzo di Scott "Guy Mannering".


















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- MEG MERRILIES, Ibrido di Rubiginosa. Meg Merrilies è una zingara nel romanzo di Scott "Guy Mannering". C'è anche un poema di John Keats su di lei.













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- ROSE BRADWARDINE, Ibrido di Rubiginosa. E' un personaggio del romanzo di Scott "Waverly".














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E ora mi permetto di aggiungere un mio semenzale nato da autoibridazione dalla rosa Lady Penzance. Ha le stesse foglie della madre, che sono anche profumate. Il fiore però è tutto diverso. E' profumatissimo.


La madre infatti, Lady Penzance, ha i fiori così:


mercoledì 28 gennaio 2026

PULSANTE SCEGLI-ROSA

GIOCHIAMO CON GLI IBRIDI DI HULTHEMIA PERSICA

In questo post ho parlato della rosa Hulthemia Persica e dei suoi ibridi. Sul mercato ce ne sono veramente tantissimi, molto colorati e profumati.
Vuoi acquistare una rosa Ibrido di Hulthemia Persica ma non sai cosa scegliere? E dove acquistarla? Clicca sul bottone qui sotto e gioca al Scegli-Rosa! Apparirà il nome di una rosa Ibrido di Hulthemia Persica, cliccandoci sopra si aprirà una pagina dedicata con le caratteristiche del rosaio in questione (e la possibilità di acquistarlo online).
Mi sono affidata a due vivai: Vittori Vivai di Forlimpopoli (FC) e Rose Rifiorentissime di Ciliverghe di Mazzano (BS).

Quale rosa ibrido di Hìulthemia Persica mi consigli?

lunedì 26 gennaio 2026

IBRIDATORI: DOMINIQUE MASSAD

  


Dominique Massad appartiene alla sesta generazione della famiglia Guillot, famosi creatori di rose della regione di Lione. Fino alla prima guerra mondiale la famiglia Guillot era una delle più famose, insieme ai Pernet-Ducher. Era nel quartiere giustamente chiamato La Guillotière che sua nonna curava il roseto e si occupava di tutta l'esportazione di cespugli di rose in Inghilterra. “Quando è morto mio nonno, la casa è caduta in rovina, ma abbiamo ricominciato con i miei cugini negli anni ’90, loro a Lione, io a Marsiglia”.

Ed è così che, da più di 40 anni, crea nuovi cespugli di rose, il primo anello dell'industria delle rose. In gergo si parla di allevatore, “perché la creazione implica che padroneggiamo quello che faremo, ma c’è molta possibilità nel gesto che facciamo, perché mescoliamo il patrimonio genetico e quindi non sappiamo cosa si potrà ottenere con sicurezza. Possiamo essere fortunati, possiamo avere intuito… Per questo ci chiamiamo allevatore: ottenere”.

Il maestro botanico si distingue dai suoi colleghi. Dei quindici allevatori francesi, è uno dei pochi, se non l'unico, a “ibridarsi” per passione. Sotto l'epoca di Vigouroux, poi Gaudin, è stato per dieci anni vicedirettore del dipartimento degli spazi verdi della città di Marsiglia, prima di passare al dipartimento del turismo e dell'architettura. Dominique Massad, ora in pensione, afferma di non aver mai mescolato la sua passione con il suo lavoro. “Ecco perché non mi sono mai occupato del roseto”, anche se alcune delle sue creazioni inevitabilmente crescono lì.

Da solo ha fatto nascere 200 varietà, superando di gran lunga le 150 prodotte dai suoi antenati. Molti sono stati commercializzati in tutto il mondo e molti hanno vinto premi. Belle de Sardinia, un'elegante rampicante, composta da 26 a 40 petali, ha ricevuto il Grand Prix de la Rose, nel 2011, dalla Società Nazionale di Orticoltura di Francia.

Eppure, per lui, ogni rosa ha una storia da raccontare. Ricerca in questi incroci caratteri sempre più sorprendenti, in un approccio più vicino all'opera d'arte che alla pianta. Ciò che gli interessa quando crea nel suo laboratorio di giardinaggio ad Allauch è soprattutto portare qualcosa di nuovo. “Deve essere diverso da ciò che esiste. Ho lavorato molto su cose fuori dall'ordinario, non sempre funziona, perché le persone sono abituate a comprare rose che conoscono. Quindi, quando offro rose diverse, è più complicato”.

Una ricerca di innovazione pur coltivando un affetto particolare per le rose antiche, alle quali ha contribuito al rinascimento francese. “ Negli anni '60 e '70 avevamo un solo tipo di rosa, chiamata rosa dei fioristi a stelo grande, con una forma molto moderna che non mi piaceva. Le rose si evolvono molto e negli anni '80 le cose sono cambiate, siamo tornati a qualcosa di più vario che corrispondeva di più al mio gusto personale. Con i miei cugini abbiamo iniziato a cercare tutte le vecchie varietà che potevano esistere in famiglia, anche se pochi coltivatori di rose erano interessati a loro”.








La pazienza è uno degli ingredienti chiave del processo, perché dopo l’ibridazione “ci vogliono 3 o 4 anni per sapere se hai qualcosa di interessante. Buttiamo via in media dal 90 al 95% di ciò che seminiamo. A volte è deludente, perché il primo anno può essere molto buono, anche il secondo e il terzo non sappiamo bene perché, non funziona più. Questo è tutto il mistero.

Al termine di questo periodo specifico, se tutto va bene, il coltivatore di rose che l'accoglierà la moltiplicherà in numero maggiore: "prima per 25, e continueremo la selezione per diversi anni per vedere se ciò che avevo distinto all'inizio viene confermato o smentito. Ma prima bisognerà trovare un nome con cui poi verrà commercializzato. “O sono io che lo faccio perché voglio onorare qualcuno, oppure è una richiesta per una comunità, un’associazione, una persona che vuole fare un regalo…”.

Ha così firmato rose per personalità come Sonia Rykiel (1991), Paul Bocuse (1992) e Claudia Cardinale (1997), di cui conserva vividi ricordi. Aveva scelto per lei una rosa rossa, "ma lei mi ha detto che preferiva le rose gialle che le ricordavano il sole della sua nativa Tunisia", dice il botanico, che ha scelto una rosa gialla con un cuore di albicocca.









L'ingegnere agrario ora ha tutto il tempo per coltivare la sua passione. La sua competenza è molto apprezzata. È regolarmente invitato in Francia e all'estero (Germania, Giappone, ecc.) per tenere conferenze sul suo fiore preferito. Ha colto l'occasione per seminare alcuni semi per far crescere dei cespugli di rose nel rispetto della natura. “È un mondo speciale, devi essere un po’ pazzo per esserci, perché non puoi applicare regole, devi adattarti alla pianta ”, sorride. Un po' di follia vedere la vita in rosa.