SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

lunedì 23 marzo 2026

UN INTERESSANTE ARTICOLO DI MARIA EVA GIORGIONI

Un interessantissimo articolo di Maria Eva Giorgioni, pubblicato sul sito del CREA (il più importante Ente italiano dedicato all'agroalimentare).

L’autore & il CREA
Maria Eva Giorgioni, docente ordinaria di Floricoltura presso l’Università di Bologna, è membro del gruppo di lavoro sulle collezioni vegetali specializzate della SOI (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana) e della International Rose Society (I.R.S.). Autrice di oltre 90 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, ha inoltre scritto una monografia dedicata alle rose antiche.  










Centinaia di volumi e migliaia di articoli in tutte le lingue testimoniano cosa ha significato nei secoli la rosa per poeti, artisti, botanici, paesaggisti, ricercatori da laboratorio e cacciatori di piante, fortunati e pazienti ibridatori, vivaisti sparsi per il mondo e una folla di appassionati giardinieri, ma cosa rappresenta oggi alla luce dei progressi scientifici, dei cambiamenti climatici, economico-sociali e in generale dei mutati stili di vita dell’uomo?

La rosa oggi 
È ancora la pianta ornamentale più coltivata nel mondo, la più importante per steli recisi prodotti, superfici investite e, pertanto, per interesse economico, risultando, inoltre, punto di riferimento per l’analisi dell’andamento dei mercati dei fiori recisi a livello internazionale. La sua domanda, infatti, riflette la situazione economica e sociale di un Paese e risente di shock economici e di tensioni geopolitiche, come è accaduto per la pandemia da Covid, la Brexit e per l’attuale conflitto militare che coinvolge la Russia, uno dei principali consumatori del prodotto coltivato in Ecuador e Colombia; lo testimoniano le statistiche fornite dall’olandese Floridata e dall’Associazione olandese dei grossisti importatori ed esportatori di prodotti floricoli (Vereniging van Groothandelaren in Bloemkweke–VGB). 

D’altra parte, le grandi coltivazioni semi-intensive nei Paesi Terzi, come quelle a Naivasha, in Kenya, a 150 km a nord di Nairobi, stanno causando un forte impatto sociale sulle popolazioni locali così come sull’ambiente: l’acqua del grande lago, che è in diminuzione per volume, fa registrare un preoccupante aumento del contenuto di sali e pesticidi, a cui va aggiunto l’impatto ambientale del carburante necessario per trasportare i fiori dal Kenya all’Europa. 

Non sorprende che si stiano moltiplicando negli USA e in Europa, Italia compresa, piccole farm in linea con il movimento Slow Flower, che seguono metodi di coltivazione ecosostenibili, dando valore al naturale e allo spontaneo. Qui le rose non sono la specie principale, ma non possono mancare e vengono coltivate all’aperto, seguendo il ciclo stagionale naturale, come si potrebbe fare, e si faceva un tempo, nel giardino e nell’orto-giardino. Ma anche per questo impiego è fondamentale la scelta di cultivar adatte alla coltivazione all’aperto, rifiorenti, resistenti ai patogeni, profumate e con una lunga durata dello stelo in vaso. 

















(foto sopra: 'EVEnambe' di Roses André Eve è l'ibrido che ha ottenuto la medaglia d'oro per la categoria 'Grande fiore-HT', nel concorso 2024. Colore e forma frangiata dei petali sono i suoi caratteri distintivi)

Il miglioramento genetico 
Un altro punto di forza di questa pianta è Il miglioramento genetico, rivoluzionato negli ultimi anni dalla genomica, che non solo ha permesso di studiare la ‘domesticazione’ delle rose nel tempo e di riconsiderare la classificazione botanica delle specie, ma anche di accelerare la selezione di nuovi ibridi. La rosa è l’unico genere ornamentale, di cui è stata pressoché completata la mappatura genetica e sono stati individuati i meccanismi molecolari e genetici che governano la fioritura ricorrente, il colore dei fiori, il profumo e la resistenza a patogeni come peronospora, ticchiolatura, oidio e cercospora, cause primarie di una manutenzione ad alto costo, di un elevato impiego di fitofarmaci e in generale di insuccessi durante la coltivazione sia a livello industriale che hobbistico. Dall’ibridazione alla messa in commercio di una nuova cultivar passano non meno di 10 anni, necessari soprattutto per selezionare gli ibridi migliori. 

Una sperimentazione condotta presso l’Università A&M del Texas ha evidenziato come la tecnologia possa dare una mano a velocizzare e rendere più economica la fase della fenotipizzazione in campo delle nuove varietà da giardino. L’uso di droni e l’analisi delle immagini ottenute con sensori digitali RGB ha permesso, infatti, di modellare la chioma delle piante, di quantificare l’entità della fioritura e di determinare la resistenza alle malattie mediante la stima della caduta delle foglie, causata da peronospora e ticchiolatura. Quanto lavoro risparmiato!  














(foto sopra: Roseto didattico-sperimentale Raffaele Bazzocchi di Faenza con i nuovi ibridi che hanno partecipato all’UNIBO International New Rose Trials nel 2024)

Bella da concorso 
Non vanno, però, sottovalutati altri requisiti estetici che possono variare in funzione del gusto, della cultura e della moda del momento, capaci di far leva sulle emozioni e rilevabili solo dalla visione diretta, sotto una calda luce estiva o il cielo grigio di una giornata piovosa. Per questo le valutazioni in campo, che permettono di considerare contemporaneamente più fattori morfo-fenologici in relazione a specifiche condizioni pedoclimatiche, al momento rimangono essenziali ed i concorsi internazionali per nuove varietà di rosa promossi dalla World Federation of Rose Societies sono essenziali e insostituibili. Lo sanno bene le grandi aziende d’ibridazione e gli ibridatori amatoriali che, ogni anno, inviano le loro novità ai vari concorsi affinché, dopo circa due anni di coltivazione, vengano valutate da una commissione costituita da esperti internazionali, vivaisti, paesaggisti, tecnici del verde, profumieri, esponenti di spicco dell’arte, della cultura, ma anche semplici appassionati di giardinaggio di ogni età, compresi bambini e studenti, che così possono indirizzare il settore vivaistico. La valutazione consiste nell’attribuire un punteggio per l’aspetto della pianta, il fiore, la rifiorenza e il profumo. Per il 2025 sono in calendario 25 concorsi, sparsi in tutti i continenti. L’Italia ospita due concorsi, il “Premio Roma”, istituito nel 1933 ed arrivato alla sua 82esima edizione, che si tiene presso il Roseto di Roma Capitale nel terzo sabato di maggio e, sempre a maggio, però a Faenza (RA), il più giovane UNIBO International New Rose Trials, organizzato dal DISTAL (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari) dell’Università di Bologna, sotto l’egida della SOI (Società di Ortoflofrutticoltura Italiana). Quest’ultimo, alla 5a edizione, è da sempre caratterizzato dall’attribuzione di un punteggio particolarmente alto alla resistenza ai patogeni, proprio nell’ottica di un giardinaggio moderno e sostenibile.  















(foto sopra: KO 14/4494-02 è l’ibrido di Kordes Rosen che ha ottenuto il punteggio maggiore dalla giuria internazionale nel concorso che si è tenuto nel maggio 2024 a Faenza. Allo stupendo colore dei fiori sono associati un bel portamento da rampicante e la resistenza alle comuni malattie crittogamiche)

La SOI, oltre allo storico Roseto di Monza nato nel 1964, sede dell’Associazione Italiana della Rosa e che ha ospitato ben 51 Concorsi internazionali fino al 2015, ha censito il “Roseto della Sorpresa” (AT) dove in 40 anni sono state collezionate circa 500 fra specie e rose antiche europee da giardino. Un altro roseto con un patrimonio genetico immane, unico e prezioso è il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi di Cavriglia (AR), dove sono presenti rose di tutti i gruppi botanici e soprattutto vi si trovano ancora ibridi costituiti a metà del secolo scorso, progenitori delle rose attuali, ma tolti dai cataloghi perché ormai superati. Camminando fra i vialetti è tangibile il lavoro di tanti ibridatori, molti dimenticati, ma che hanno contribuito al successo di questa pianta. Gestire un roseto non è facile, richiede competenza, tempo, interesse e una non trascurabile disponibilità economica. È comunque la passione di molti come dimostrano, fra i tanti, il terrazzato Roseto Vacunae Rosae presso La Tacita (Roccantica, RI), il ripristinato Roseto del Parco di Nervi (GE) e roseti che si fondono col paesaggio come il Museo Giardino della Rosa antica adagiato sulle argillose colline dell’Appennino modenese o l’emozionante Roseto diffuso del Giardino di Ninfa (LT) col suo naturale equilibrio fra piante e ambiente.  

Inclusione sociale 
Ma un roseto può essere anche altro. Ne è un esempio il Roseto del Parco di San Giovanni a Trieste, inaugurato nel 2009 e realizzato in un’area dell’ex ospedale psichiatrico. La sua particolarità non consiste nelle 5000 rose scelte da Vladimir Vremec, fra antiche, rare, moderne, dedicate a personaggi famosi o dalla storia singolare, ma nell’essere sede di una rete di imprenditoria sociale, di attività assistenziali, formative e inclusive per persone fragili, con disabilità. Qui lavorano e vengono valorizzate le risorse residue di persone in difficoltà nell’ottica dell’inclusione e del benessere psicofisico. Queste sono oggi le vere finalità di un roseto, dove il bello può curare le ferite della mente. Favorire il benessere fisico e mentale, lo sviluppo intellettuale e cognitivo e i legami sociali è parte integrate di quelli che vengono classificati come ‘servizi ecosistemici’ forniti dalle aree verdi, oggi tanto analizzati e valutati, ormai essenziali per giustificare un investimento nella realizzazione o nel mantenimento di un parco e di un giardino. 

















L’inclusione e il benessere di ragazzi con disturbi dello spettro autistico e, dove possibile, il loro coinvolgimento nello svolgimento di attività lavorative leggere, sono anche le principali finalità di un progetto di public engagement finanziato dall’Università di Bologna e da poco avviato presso il Roseto didattico sperimentale di Faenza (RA). Attraverso un percorso sensoriale, visivo, tattile e sonoro si vuole, infatti, stimolare l’interazione di giovani con autismo, associare momenti ludici all’attività motoria, incuriosire e divertire. Il Roseto acquisisce, così, la valenza di uno spazio verde aperto e accogliente e le rose, per la loro varietà di profumi, colori e forma dei fiori, per i legami storici con l’arte, come con la musica, costituiscono il materiale ideale per un’interazione dolce e stimolante fra le persone e con la natura. 

RITUALE MATTUTINO

Questa mattina, come faccio spesso, sono andata a visitare la tomba di mia zia Anna, che ci ha lasciato lo scorso dicembre. La tomba è a terra, e causa il maltempo dell'inverno è ancora spoglia, grezza, non finita. Bisognerà aspettare l'estate per terminarla, perchè prima la terra si deve asciugare completamente. Ciononostante ci teniamo a che ci sia sempre un segno della nostra vicinanza: una lanterna in vetro con all'interno un lumino, una ciotola di fiori, la foto, la croce.

La tristezza che mi lasciano sempre queste visite, stamattina l'ho trasformata in benessere piantando una nuova rosa. Acquistata la scorsa settimana al Lidl per € 3,49, fa parte di quelle "rose del mistero" di cui ho parlato qui.










La foto sopra mostra le rose in esposizione al Lidl: la loro vendita iniziava proprio quella mattina, non voglio immaginare come saranno ridotte tra dieci giorni...😱😱😱

La foto sulla confezione (di cui non occorre mai fidarsi) mostra una floribunda rosa. Il divertimento sta proprio in questo: vedere se una volta fiorita, la rosa corrisponderà alla foto. Siccome ci sono pochissime probabilità che questo accada, ci sarà ulteriore divertimento nel cercare di identificarla. La mia speranza? Che sia profumata, e resistente alle malattie.

venerdì 20 marzo 2026

VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO "RHAPSODY IN BLUE"

 In un post di qualche tempo fa ho parlato delle rose blu: http://valentinaelesuerose.blogspot.com/2016/07/il-mito-della-rosa-blu.html

affermando che non esistono in quanto il blu non è presente nel corredo cromosomico di questi fiori.



Le rose più blu che esistono attualmente sono viola, e ce ne sono molte.
Ma tra tutte, la rosa ‘Rhapsody in Blue’ è quella che più si avvicina al sogno proibito: non a caso nel linguaggio dei fiori di epoca vittoriana la rosa blu significava il raggiungimento dell’impossibile, e forse è questo ciò che maggiormente affascina l’uomo in questa sua ricerca. 



Lasciamo dunque l’arduo compito all’ingegneria genetica, dimentichiamo le rose bianche del fiorista a bagno nel colorante blu con risultati inquietanti, e immergiamoci nel mondo delle molte varietà dai colori magenta, lilla, lavanda, malva, violaceo con una testimonial floreale d’eccezione, la rosa ‘Rhapsody in Blue’, che al colore insolito unisce (cosa rara) molti altri pregi interessanti: intrigati?
Ottenuta da un giardiniere dilettante, Frank Cowlishaw, alla fine del secolo scorso ma apparsa in commercio solo dopo il 2000, ‘Rhapsody in Blue’ è la rosa il cui colore più si avvicina al blu. Il colore dei suoi petali è completamente diverso da quelle delle varietà che l’hanno preceduta nella lunga scia della ricerca della rosa blu: è viola prugna brillante con sfumature bluastre che, con il passare del tempo, si attenua nei toni del lilla opaco (o, come dicono gli Americani, blu ardesia), creando un bel contrasto con gli stami giallo oro, molto prominenti. Sulla pagina inferiore i petali sono più chiari, rendendo le corolle cromaticamente più leggere, mentre su quella superiore a volte presentano piccole screziature bianche. Un mix di stile contemporaneo e romantico che si intona perfettamente al brano musicale di George Gershwin da cui la rosa ha preso il nome.


Non è solo il colore, tuttavia, il motivo di tanto successo: i fiori della rosa ‘Rhapsody in Blue’ sono piuttosto grandi, circa 6 cm, semidoppi, prodotti in ampi grappoli (che in alcuni momenti della fioritura coprono quasi interamente la pianta) che non si aprono contemporaneamente, così ogni mazzetto porta corolle con sfumature diverse, in un gradevole effetto di chiaro scuro, incorniciato dal bel fogliame verde chiaro. La maggior parte delle rose nelle tonalità violacee è profumata e anche la nostra non è da meno, con una fragranza che definirei dolcemente speziata.


Questa rosa originale e sorprendente, al contrario di molte varietà di queste tonalità, è anche generosa: rifiorisce a ondate da giugno a settembre inoltrato, e anche oltre, dove le temperature sono più alte. È un arbusto sano, alto, anche 2 metri, folto, con il classico portamento di cespuglio eretto, che può anche essere coltivato come un piccolo rampicante contro un muro, con l’accortezza di collocarlo in una zona che lo ripari dal sole più forte, 
che potrebbe far sfumare velocemente le sue corolle verso il lilla, se non addirittura arrivare a ‘bruciare’ i margini dei petali. Come tutte le rose, preferisce un terreno fertile, leggermente umido ma ben drenato, evitando un luogo in cui sono state precedentemente coltivate rose.
Vedi la pagina dedicata alla mia Rhapsody in Blue http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-56.html

mercoledì 18 marzo 2026

LA FIERA DI VITA IN CAMPAGNA







Anche lo scorso anno dedicai un post alla Fiera di Vita in Campagna (qui).
Quest'anno ne dedico un'altro (materiale tratto dal sito specifico).












Dal 20 al 22 marzo 2026, a Veronafiere si terrà la 13ª edizione di Vita in Campagna La Fiera, l’evento di riferimento per gli hobby farmer e per tutti gli appassionati di natura, orti e giardini.

Il quartiere fieristico sarà la destinazione per i green addicted, con spazi dedicati a tutte le declinazioni della passione verde, in campagna o città. Vita in Campagna la Fiera diventa il luogo ideale per entrare in contatto diretto con migliaia di visitatori in cerca delle migliori soluzioni per coltivare la loro passione per il verde.

Ecco le tematiche rappresentate nei vari padiglioni:

Piante, Bulbi e Fiori

Ami il giardinaggio? Trasforma il tuo balcone in un'oasi verde con una vasta selezione di piante, bulbi e fiori. Scopri varietà uniche e ottieni consigli da esperti su come curarle al meglio, creando uno spazio che rispecchi il tuo stile e la tua passione per la natura.

Giardino / Outdoor

Scopri le ultime tendenze del giardinaggio! Dalle piante ornamentali agli accessori indispensabili, troverai tutto ciò che serve per valorizzare i tuoi spazi verdi. Partecipa a workshop e dimostrazioni pratiche per apprendere come creare giardini rigogliosi e accoglienti, perfetti per ogni stagione.

Frutticoltura e Viticoltura

Se ami gli alberi da frutto, non puoi perderti il settore dedicato alla frutticoltura e viticoltura. Troverai le migliori varietà di piante da frutto, insieme a consigli su come coltivarle e curarle per ottenere raccolti abbondanti. Impara le tecniche di potatura e gestione per un frutteto rigoglioso!

Orto

Sei appassionato di coltivazione? Che tu abbia un grande giardino o un piccolo balcone, puoi creare il tuo orto ovunque! Scopri tecniche semplici e strumenti innovativi per coltivare verdure e spezie fresche. I nostri esperti saranno a disposizione per fornirti suggerimenti su come ottimizzare gli spazi e ottenere il massimo dai tuoi raccolti.

Animali da cortile

Sei amante dei piccoli animali da cortile? Scopri tutto ciò che serve per coccolarli e prenderti cura di loro al meglio! Visita il nostro stand dedicato, dove esperti del settore ti guideranno su alimentazione, salute e alloggi ideali, rendendo la tua esperienza con gli animali da cortile ancora più gratificante.

Cosmesi naturale

Bellezza e benessere si incontrano nel nostro settore di cosmesi naturale. Scopri prodotti ecologici e ingredienti biologici per prenderti cura del tuo corpo in modo sano e sostenibile. Partecipa a laboratori di bellezza e apprendi come realizzare le tue ricette di cosmesi, per un benessere completo e naturale.

Food

Deliziati con il meglio della natura nel nostro spazio dedicato al food! Troverai espositori che offrono una selezione di prodotti freschi, dal miele alle erbe aromatiche. Scopri i sapori autentici e le prelibatezze locali, partecipando a degustazioni che celebrano il legame tra cibo e natura, per il tuo benessere e il tuo palato!


Numerosi i corsi che si terranno durante i tre giorni di fiera, e che spaziano dall'orto alla cucina, dal giardino all'apicoltura ecc. Segnalo quello che interessa noi rosomani: 

"Scopri le 10 tipologie di rose: come sceglierle e coltivarle al meglio"

Ogni tipologia di rosa ha caratteristiche uniche da conoscere per valorizzarla in giardino. Impara a scegliere la varietà più adatta, a preparare il terreno e a coltivarla con successo, seguendo tecniche aggiornate di potatura e cura. Trasforma il tuo spazio verde in un roseto da sogno!

Relatore: ANNA FURLANI PEDOJA
Area: Giardino – Roseto
Data e ora: Venerdì 20 marzo ore 10.30

lunedì 16 marzo 2026

DESIDERIO DI INSETTI

Vi siete svegliati in "green mode" (modalità verde) e avete deciso che volete tanti insetti buoni e utili nel vostro giardino?

Ecco una lista di piante per attirare api e coccinelle.

Piante per Coccinelle (predatori di afidi)

Calendula (Calendula officinalis): Attira i sirfidi, ottimi alleati.

Tarassaco (Dente di leone): Attira le coccinelle grazie al suo fiore giallo.

Potentilla (Potentilla fruticosa): Arbusto decorativo, molto amato dalle coccinelle.

Gerani: Calamita per le coccinelle.

Aneto e Coriandolo: Ricchi di polline e perfetti per attirarle. 











Piante per Api e Impollinatori

Lavanda: Arbusto molto amato dalle api per il profumo e il nettare.

Timo (Thymus vulgaris): I fiori bianchi e rosa attirano api e insetti.

Salvia (Salvia officinalis): Le api impazziscono per il suo aroma.

Borragine: Attira notevolmente le api grazie al nettare.

Papavero: Fonte di polline proteico per le api.

Girasole: Attira api, farfalle e utili. 



UNA STRANA MALATTIA E IL MAESTRO GIARDINIERE








Nato nel 1946 a Budrio (BO), Carlo Pagani è Maestro Giardiniere, Esperto Botanico; è stato autore e conduttore televisivo, autore di numerosi libri sul giardinaggio, scrive sulla rivista Gardenia, tiene incontri e conferenze sui temi natura e giardinaggio. Ha un profilo Facebook (che trovate a questo link) dove parla spesso di rose.

Condivido un suo recentissimo post, in quanto illustra una "malattia" che io stessa conosco bene (e forse anche tanti di voi): la ROSITE.

DESIDERIO DI ROSE. Difficilissimo per me rimanere più giorni senza raccontare una rosa, una malattia inguaribile quella della rosite acuta. Credo che l’unico modo per guarirne sia guardarle e quando proprio sono  da ricoverare, allora piantarle, crescerle, vederle fiorire, togliere lo sfiorito, prevenirne le malattie, concimare, insomma la più totale dedizione, quella diventa   un’autentica cura da cavallo! E’ evidente che questa malattia è come l’influenza, basta un piccolo abbassamento della temperatura, un sudore raffreddato, la visita al giardino della vicina, ti accorgi che le sue rose sono più belle delle tue e la rosite ti attacca di nuovo! A me succede ad ogni mostra cui sono invitato a parlare di rose. Ho un amico (Floricoltura Lari) che mi chiede sempre di passare a vedere le sue splendide  novità, lo evito, fingo, perché ho esaurito l’antirosite, potrei ammalarmi di nuovo contagiando quanti mi stanno intorno! Quindi amiche ed amici se mi vedete per mostre  giratemi alla larga potrei contagiarvi ! Chi invece non mi teme è la rosa Violet Hood (in foto) creata in Belgio da Lens nel 1973. Una interessante miscela dei colori malva e viola da non confondere con la Veilchenblau anticamente più conosciuta.  Lens è uno specialista nella ibridazione di questa tipologia di rose e da studioso della materia posso assicurare che questa varietà ha davvero caratteristiche tali da renderla interessante. Dai 9 a 16  i petali, per la larghezza di un pollice, quindi fiore piccolo semidoppio, eccellente come rosa paesaggistica, per coperture o tappezzamenti, considerata anche qualche occasionale rifioritura.  Il suo portamento leggermente arcuato nei suoi 100 cm. di altezza gli consente di ben figurare anche nelle bordure miste in terza fila. Ecco, mi è bastato riparlare di rose e sto già meglio!

PS: per questa malattia non esiste vaccino!



sabato 14 marzo 2026

AFFARONE O FREGATURA?

Stamattina ho fatto un GRANDE affare, oppure ho preso una PICCOLA fregatura. Delle due, l'una.

Dopo l'exploit con Wiener Charme (di cui parlo qui) ho deciso di continuare nella mia sfida di trovare rose ht vecchie, e quindi con brevetto scaduto, ma di ibridatori famosi, e stamattina mi sono recata in un centro OBI perchè avevo letto su internet che in primavera avrebbero avuto in vendita le rose con il panetto di terra (come quelle nella foto per intenderci).








E dopo una piccola ricerca le ho trovate. Settore giardinaggio, un espositore in posizione quasi invisibile, eccole lì, in allegro disordine, probabilmente toccate e maneggiate da centinaia di possibili clienti, ormai ridotte a più o meno una dozzina. Probabilmente erano in vendita da un mese circa, e la scelta stamattina era veramente ridotta all'osso. Tra l'altro non era visibile il cartellino del prezzo.

Con calma mi sono messa a guardarle: ce n'erano di nere e morte, di moribonde, di ammuffite, e qualcuna ancora - forse - viva. Intanto ho cercato l'azienda produttrice: una certa Yurta romena. Nessuna specificazione della varietà, solo  la scritta Rosa Teahybrid e altre parole in romeno.

Ce n'era una con i fiori arancioni, molto malmessa. Una con i fiori rosa, secca, e un sacco del tipo che poi, per forza di cose perchè non c'era più scelta, ho comprato io. Ma prima di acquistarla ho voluto fare una piccola ricerca online. Sono uscita e sono andata al bar a fianco dell'OBI, mi sono presa un cappuccino e ho iniziato a cercare su Google. L'azienda Yurta è, come ho detto, romena, e commercia una vasta tipologia di piante. Rifinendo la ricerca aggiungendo la parola Obi, ho trovato le rose che ho visto nel centro. Ho allargato la ricerca e, en passant non-mi-ricordo-nemmeno-dove, ho trovato che quella rosa che volevo prendere poteva essere la Mitsouko di Delbard. Ho cercato la rosa Mitsouko su Helpmefind e, per quanto ci si possa fidare in questi casi, mi è sembrato che la foto corrispondesse a quella sulla confezione. Il sito di Obi diceva che sono in vendita a e 4,90. Mi sono detta che me lo potevo permettere 😄.
















Sono quindi rientrata all'Obi, ho scelto la piantina meno malmessa, sono passata alla cassa dove ho scoperto che costava € 2,50. Ancora meglio! Decisamente me la potevo permettere 😂😂😂.
 Per questo all'inizio del post ho scritto che era un grande affare oppure una piccola fregatura!

Ora la sfida è fare in modo che tenga. Userò tutte le precauzioni possibili. Ho già pensato che questa HT la potrò utilizzare in qualche incrocio nel prossimo mese di maggio.

Per pura curiosità ho cercato la rosa Mitsouko in vendita nei vivai italiani, e ho trovato che ha un prezzo in media di 20 Euro.

Descrizione della rosa Mitsouko (e foto presa da Helpmefind):

Cespuglio vigoroso e a crescita ampia, con foglie coriacee piuttosto chiare e rami robusti in cima ai quali sbocciano, da maggio ai geli, grossi fiori adatti ad essere recisi.
Le grandi coppe profonde sono giallo crema chiarissimo, con un effetto traslucido che arriva al bianco, e i petali hanno una lieve bordatura rosa ciliegia.
Il profumo è delizioso, tanto da far intitolare la rosa proprio ad una famosa essenza di Guerlain.















Ibridata da Delbard nel 1970. Riporto anche la genealogia e una breve descrizione in inglese trovata su Helpmefind:

seed: Michèle Meilland × Chic Parisien (floribunda, Delbard-Chabert, 1956)

pollen: Peace (hybrid tea, Meilland 1935)

Delbard calls it "A symphony of unforgettable colors …" which go from a mimosa yellow at the center to white with a touch of pink on the petal edges. A vigorous variety with disease-resistant foliage.

E voi? Avete mai "rischiato" acquistando una rosa HT a prezzo bassissimo? Come vi è andata?

venerdì 13 marzo 2026

VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO "CREPUSCULE"












Questa rosa mi è stata consigliata da una vivaista quando cercavo una pianta per completare un arco (da una parte cresceva già "Cocktail" di Meilland"). E' una rosa Noisette. Avevo provato, negli anni passati, altre due rose, che però non si sono dimostrate all'altezza, nel senso letterale del termine. Finalmente ho messo Crepuscule.











"Crepuscule, che significa crepuscolo, cioè quella luce incerta del tramonto, è un nome che si adatta perfettamente a questa rosa, in quanto ha tutti i colori del tramonto.

I boccioli, di un fine color pesca, sono raccolti in piccoli mazzi di 3 o 5, e si aprono in corolle larghe di color giallo albicocca.

I petali, setosi con il retro un po' più scuro, nel giro esterno spesso sono striati di rosso. Durante la stagione il colore del fiore può cambiare, più scuro a fine estate e ai primi freddi, più chiaro col caldo. Molto rifiorente, quasi a fioritura continua.











Quanto al profumo, si può dire che è "instabile", per alcuni è leggero o quasi nullo, mentre per altri è molto forte. (A mio parere non c'è).

La forma della pianta è quella di un piccolo rampicante, o un cespuglio che richiede supporto. Produce fusti lunghi con poche spine, molto ben arcuati, snelli e slanciati.











Il fogliame è lucido e scuro, da giovane presenta invece una colorazione rosso-rame. Può raggiungere i 3,75 m. di altezza. Un po' sensibile alla ticchiolatura.

"Crepuscule" è un nome molto azzeccato per questa rosa non solo per via del colore.











Fu introdotta sul mercato nel 1904, dal vivaio Dubreil, proprio quando il periodo d'oro delle rose tea-noisette stava finendo, per lasciare il passo alle nuove rose rampicanti Wichurana e Multiflora. Forse questo è il motivo per cui non è mai stata una rosa molto popolare, e il fatto che oggi venga descritta come una rosa bisognosa di particolari cure non aiuta certo la sua diffusione.

La potete trovare nei vivai di rose specializzati.



ATTENTI ALLE TRUFFE!

Purtroppo può capitare che chi è alle prime armi nella coltivazione delle rose, venga preso nella rete di truffe varie che girano online.

Io stessa ci sono caduta una decina di anni fa: cercai online "semi di rosa" e tra i tanti risultati disponibili, scelsi quella che mi pareva più seria, una azienda online italiana di piante e semi. Già quando arrivarono rimasi un po' allibita, perchè con i semi di rosa ci avevo già avuto a che fare, e sembravano proprio molto diversi. Poi, al solito nella mia ingenuità, mi dissi che probabilmente erano di una varietà che io non conoscevo, e li piantai.

Nacquero delle piantine, e stavolta proprio capii che non erano affatto rose.








Tanto per non buttarli (li avevo pagati!) li trasferii nell'orto di mio padre, sperando che potessero almeno essere ortaggi. Speravo in peperoni o melanzane... Comunque le piante crebbero belle alte, ma non produssero mai nulla. E così è terminata la mia voglia di acquistare semi online.

Altra grossa fregatura sono i video che insegnano a come fare talee. Ne ho visto veramente di ogni, e non molto tempo fa vi avevo dedicato un post che vi consiglio di rileggere se volete ridere un po':

https://valentinaelesuerose.blogspot.com/2023/09/avviso-chi-vuole-fare-talee-di-rosa.html

Ora una mia amica mi segnala un annuncio (fra tanti) che purtroppo trova ancora degli sprovveduti che ci cascano. I semi per rose speciali, tipo la rosa arcobaleno, la rosa blu, la rosa nera. Ecco qua:










Ottima la fantasia di chi ha creato l'ultima rosa in basso a destra! Mi mancava proprio.

E oltre a buttare via dei soldi, se vi inviano veramente qualcosa c'è la beffa di ricevere semi di melanzana o peperoni!!!

COSA SONO?











Scommetto che anche voi è capitato spesso di vedere questi corpuscoli bianchi sulle foglie delle vostre rose. E magari, guardando più da vicino, avete poi trovato gli afidi attaccati sul retro delle foglie o attorno ad un germoglio o a un  bocciolo.

Nella mia ignoranza ho sempre pensato che questi bianchi fossero insetti che vivessero insieme agli afidi, tipo mosche bianche o qualcosa del genere. Ho invece scoperto che non sono insetti, infatti se li toccate rimangono immobili. In realtà queste cose bianche sono il "guscio" esterno degli afidi che loro eliminano quando fanno la muta. 

Quindi: oggettini bianchi = attacco di afidi sulle vostre rose!











INTERVENTI FITOSANITARI
La giovane vegetazione è frequentemente esposta alle infestazioni dell'afide Macrosiphum rosae, nei confronti del quale potete intervenire con azadiractina-1 (bio) o con piretro-2 (bio), attenendovi a dosi e modalità indicate in etichetta.

mercoledì 11 marzo 2026

IL BATTERIO DELLA FELICITA'? C'E', SI CHIAMA MYCOBACTERIUM VACCAE

Ho sempre percepito che dedicarmi al giardinaggio, e alle rose in particolare, mi crea uno stato di benessere che nessun farmaco è in grado di darmi.









Qui avevo dedicato, nel 2018, un post a questo argomento. Ora ho scoperto il motivo di questo benessere (o felicità): un batterio specifico del suolo, totalmente innocuo per l'uomo, il cui nome è Mycobacterium Vaccae. Ogni volta che mettiamo le mani nude nella terra si attiva una risposta neurochimica che nessun farmaco sintetico ha saputo replicare con la stessa precisione. Il processo parte dal contatto diretto tra la pelle, o con l'inalazione o l'ingestione, di questo batterio specifico del suolo.










UNA STORIA CHE INIZIA DA LONTANO

Una storia che inizia da lontano quella del Mycobacterium Vaccae, scoperto per la prima volta nel 1970 dal Dottor John Stanford, mentre stava cercando di comprendere come mai in Uganda i vaccini BCG (Bacillo di Calmette Guérin) avessero un’efficacia maggiore nella prevenzione di lebbra e tubercolosi rispetto ad altri paesi, come per esempio India e Myanmar, in cui invece l’efficacia di quegli stessi vaccini era inferiore.

Nel corso di questa sua indagine, il Dottor Stanford si accorse di un particolare che attirò la sua attenzione, ossia che l’area intorno al Lago Kyoga in Uganda, zona oggetto della sua analisi, era particolarmente ricca di Mycocabacterium Vaccae, a differenza di Myanmar e India, dove invece erano presenti altre specie di micobatteri.

Successive ricerche dimostrarono che questa maggiore efficacia del vaccino BCG in Uganda fosse proprio da attribuire alla massiccia presenza nel terreno di questo Mycobacterium Vaccae, che grazie alla sua azione contribuiva a stimolare nella popolazione una migliore risposta del sistema immunitario.

I ricercatori della Bristol University intrapresero altri studi in questa direzione, scoprendo come il Mycobacterium Vaccae fosse effettivamente in grado di stimolare la crescita di certi neuroni cerebrali, aumentare i livelli di serotonina e diminuire l’ansia, agendo come un vero e proprio anti-stress.

E più di recente, Christopher Lowryl, professore associato del Dipartimento di Fisiologia Integrativa presso l’Università del Colorado, ha ipotizzato anche un utilizzo del Mycoabaterium Vaccae per il trattamento e la prevenzione di PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), una forma di disagio mentale molto diffusa negli USA, soprattutto nei veterani di guerra.

Ma gli aumenti del livello di seratonina documentati dai ricercatori della Bristol University potrebbero anche avere un altro sorprendente risvolto, come per esempio il potenziamento delle capacità di apprendimento.

In estrema sintesi, il Mycobacterium Vaccae potrebbe renderci più intelligenti.











Almeno queste sono le conclusioni a cui sono giunte Dorothy Matthews e Susan Jenks del Sage Colleges di Troy al termine della loro ricerca, presentata a San Diego nel 2010 al Congresso annuale della American Society for Microbiology.

(notizie anche da https://www.forestbathingliguria.it/mycobacterium-vaccae-il-batterio-della-felicita/)


lunedì 9 marzo 2026

ROSE IBRIDI DI TE' E BIODIVERSITA'











Per più di un secolo gli HT (Ibridi di Tè) hanno dominato il mondo delle rose. Il loro regno ha cambiato non solo il nostro giardinaggio con le rose, ma anche il modo in cui le persone guardavano le rose e il cambiamento non è stato positivo... 

La rosa è sempre stata una pianta speciale per l'umanità. Fin dalle prime civiltà la rosa era riconosciuta per la sua bellezza. Faceva parte di culture di tutto il mondo: dall'antica Cina agli antichi romani, dall'antica Mesopotamia all'antica India. Molto prima dei nostri tempi moderni la rosa era regina dei fiori. Utilizzata nelle celebrazioni, nella cura della bellezza, nel culto e nella medicina... le rose erano inevitabili. 

Questo posto speciale della rosa la rendeva preziosa e costosa. Non era una pianta per tutti, era la pianta dei re, delle regine, degli imperatori e delle imperatrici, dei sultani e degli emiri, dei ricchi mercanti e, naturalmente, della Chiesa. Fin dal Medioevo la rosa era, soprattutto in Occidente, considerata più che altro una pianta da giardino, come parte del giardino in combinazione con altre piante come erbe, piante perenni, ortaggi, frutta ecc...

Un giardino composto solo da rose era impensabile. Monaci e suore sapevano già allora che la biodiversità era qualcosa di buono. Era una difesa contro malattie e parassiti. Maggiore è la diversità nel giardino, più insetti e uccelli attiri e più erbe hai, più le altre piante sono protette dai funghi. Le rose facevano parte di una buona combinazione funzionante ed era anche bellissima. La bellezza dei fiori di rosa risalta quando sono circondate da altre piante.

Nel XIX secolo tutto cambiò. Con l'arrivo delle rose cinesi, i coltivatori iniziarono come matti ad incrociare le rose tra loro, e presto nacquero gli Ibridi di Tè, il primo dei quali fu La France (foto sotto)...










Gli Ibridi di Tè avevano l'enorme vantaggio di essere più resistenti dei loro genitori, le rose Tè e le rose Cinesi. Fiori molto più resistenti, a fioritura continua e fiori grandi e vistosi. Non c'era più bisogno di serre per proteggerle in inverno, inoltre non occupavano molto spazio e quindi non servivano vasti giardini per coltivarli. Gli HT erano l'emancipazione della rosa, tutti potevano comprarli e coltivarle. Proprio come la rivoluzione industriale portò articoli per la casa ai lavoratori, così le HT portarono piacere alla gente comune.

Si potrebbe pensare che grazie a tutto questo, tutti furono felici e contenti. Invece proprio no...

Ben presto quasi tutte le precedenti famiglie di rose furono scartate e dimenticate e le HT furono piantate a milioni. La differenza più grande era che l'HT diventava l'UNICA pianta in aiuole e bordure. Sono stati inserite a centinaia nelle aiuole per creare un effetto di colore appariscente. Emersero giardini pieni solo di HT e la rosa divenne nota come la pianta che puoi coltivare solo nelle aiuole. Da parte attiva della biodiversità di un giardino, la rosa si è evoluta fino a essere utilizzata solo come macchia di colore nelle aiuole. La rosa ha perso la sua caratteristica più preziosa, quella di essere una pianta da giardino estremamente buona in combinazione con altre piante compagne. La rosa divenne come le dalie e i gladioli di grandi dimensioni: colori brutti, fiori informi, nessuna crescita elegante, un prodotto di massa per un effetto cromatico economico.











Fortunatamente ora ci stiamo lasciando alle spalle questa tragedia poiché stiamo iniziando a tornare alla rosa come vera pianta da giardino in combinazione con altre piante da compagnia per migliorare la biodiversità e attirare il maggior numero possibile di impollinatori. La bellezza della rosa risplende davvero quando è accompagnata da altre piante e non solo è più bella, ma fa anche bene all'ambiente.