SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

venerdì 27 febbraio 2026

VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO "HANABI"

 La rosa che vi consiglio oggi è "HANABI". 












Come la maggior parte delle rose, anche Hanabi è stata battezzata con diversi nomi, probabilmente per meglio soddisfare i diversi mercati mondiali a cui è destinata.


Hanabi infatti, in giapponese, significa "fuochi d'artificio", ed è il nome con cui è conosciuta anche qui in Italia.

Negli Stati Uniti invece si chiama "Fourth of July", cioè "4 luglio", il giorno dell'indipendenza degli USA.
Si chiama anche "Crazy for you", "pazzo per te", il nome con cui è conosciuta nel resto d'Europa.

Questa rosa è stata creata nel 1999 dal prolifico ibridatore statunitense Tom Carruth, uno dei miei ibridatori preferiti.
La "madre" di Hanabi è "Roller Coaster" (sempre di Tom Carruth), una rosa miniatura rampicante, che nei fiori assomiglia molto alla figlia (foto sotto).




Il padre (cioè la rosa che ha fornito il polline) è "Altissimo", rampicante di Delbard del 1966 (foto sotto).



Hanabi è una piccola rampicante molto attraente. Fiorisce per tutta l'estate, creando dei grappoli di fiori dalla corolla semidoppia, mai uno uguale all'altro, non molto grandi. Il centro (stami e pistilli) è giallo, i petali attorno sono rosso puro variegato di bianco che può anche sfumare al rosa, dando origine e combinazioni brillanti e vivaci, ma mai stridenti.
 Il profumo è forte, fruttato.

I rami sono piuttosto rigidi, può raggiungere i tre metri di altezza e i due di larghezza.
Non avendo molto posto, io purtroppo la poto abbastanza i febbraio, così che non cresca troppo.

E' molto resistente alle malattie fungine, una qualità da non sottovalutare.
Si trova facilmente nei vivai specializzati in rose.





mercoledì 25 febbraio 2026

CONCIMAZIONE

Le rose dovrebbero essere sempre concimate in primavera, prima della fase di crescita. 

I nutrienti contenuti nel concime assicurano una crescita vigorosa e molti fiori; inoltre rafforzano le difese dell'organismo vegetale contro gli attacchi di malattie e le infestazioni di parassiti. 

In che momento concimare? Dipende molto dalle condizioni meteorologiche e dall’andamento stagionale della zona in cui vivono le piante. Di norma, le rose si svegliano dal letargo tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Occorre osservarle e, quando le foglioline cominciano a farsi vedere dalle gemme, è tempo di intervenire con la concimazione. La maggior parte delle rose richiederà poi una seconda concimazione a fine primavera, da metà-fine maggio a metà giugno, prima dell’arrivo del caldo intenso: con le temperature altissime, le rose entrano in una fase di riposo e non fioriscono, per riprendere quando le notti si fanno più fresche, in agosto; molte varietà tornano a essere bellissime anche in settembre.









Affinché le rose crescano vigorosamente e fioriscano abbondantemente dopo la potatura di fine inverno, occorre un apporto di sostanze nutritive, oltre a luce e acqua. Per favorire la nuova crescita e la formazione dei fiori, l'Azoto e il Fosforo sono particolarmente importanti in questa fase. Il nutrimento può avvenire con l’impiego di formulati diversi; esistono infatti fertilizzanti organici di origine interamente naturale, concimi minerali e prodotti organico-minerali, una soluzione combinata.

La lana di pecora (foto sotto: lana di pecora in pallini) è un eccellente concime organico, specialmente in formato pellet, noto per il suo alto contenuto di azoto (circa 10-11%), fosforo e potassio, a lento rilascio. Agisce come ammendante, migliorando la struttura del suolo, trattenendo l'umidità (fino al 350% del suo peso) e rilasciando nutrienti gradualmente per 4-6 mesi.










I prodotti nutritivi organici di origine naturale funzionano lentamente. I microrganismi nel terreno decompongono le materie prime naturali e le rilasciano gradualmente a disposizione delle radici della pianta per un periodo di tempo piuttosto lungo. Questo processo attiva la vita naturale del suolo e promuove la formazione di humus, il composto organico che conferisce al terreno la caratteristica della fertilità. I rosai che in genere hanno una seconda importante fioritura autunnale richiedono una seconda somministrazione di questo nutrimento a fine primavera oppure in estate se le temperature non sono troppo bollenti.

In alternativa, un’ottima fonte di nutrimento organico è offerta dallo stallatico (letame). Lo stallatico è il più antico dei concimi e fornisce una grande riserva di sostanze nutritive. Un buono stallatico è composto al 100% di letame (bovino ed equino non proveniente da allevamenti industriali), senza aggiunta di torba o compost, e sono disponibili in formulato sfarinato oppure pellettato, facile da gestire e di rapido assorbimento. Difetto: il cattivo odore.








I diversi tipi di fertilizzanti organici possono essere utilizzati sempre allo stesso modo: devono essere distribuiti uniformemente nella zona intorno al fusto, leggermente integrati nel terreno che deve essere leggermente umido. In questo modo i fattori nutritivi diventano disponibili per l’apparato radicale, senza causare stress.

Il concime organico minerale per rose è di solito un fertilizzante composto dal seguente titolo: 15-6-5, dove 15 è l’azoto, 6 il fosforo e 5 il potassio. Questo concime viene di solito prodotto con aggiunta di un due percento di zolfo e di un undici per cento di ossido di calcio. Queste sostanze migliorano la fertilità del terreno rendendo più semplice l’assorbimento delle altre sostanze nutritive. Il concime organico minerale per rose è di solito ottenuto per reazione di sostanze umide da cui si ricava pellet inodore e a cui vengono miscelati degli elementi chimici.

La quantità di concime va calibrata in base alle dimensioni delle rose. Per quelle di piccola taglia ne bastano 80 -150 grammi per metro quadro, per quelle medie, 200-300 grammi per metro quadro e per quelle grandi, 400 grammi per metro quadro. Il concime organico minerale per rose può essere usato anche per la preparazione dei substrati in vaso. Questa operazione va però effettuata a fine primavera, considerando sempre le stesse quantità viste per la concimazione di inizio primavera. I dosaggi rimangono identici anche per la concimazione autunnale.

Dopo la concimazione è necessaria un'irrigazione generosa, in modo che i nutrienti possano rapidamente raggiungere le radici, e controllare regolarmente l'umidità del terreno, affinché il fertilizzante possa sviluppare il suo effetto.

POTATURA IN BREVE

Il momento della potatura delle rose è FEBBRAIO: a fine inverno quando le gemme cominciano a gonfiarsi e ad essere più visibili, più rosse. E’ la potatura di base, necessaria a ripulire le piante prima della nuova vegetazione e va bene per tutti i tipi di rose.

In questa fase dobbiamo eliminare, cioè tagliare dalla base, senza lasciare gemme, un certo numero di rami e alla fine la pianta risulterà più “ordinata”.

Vediamo cosa ELIMINARE:

- i rami secchi;

- i rami malati (con la corteccia macchiata di nero, danneggiata);

- i rami molto vecchi, si riconoscono dalla corteccia screpolata;

- i rami rivolti verso l’interno o incrociati;

- i rami sottili e deboli (con un diametro molto più piccolo dei rami principali) e i monconi (foto sotto).











Fai molta attenzione a conservare i nuovi getti che la pianta ha prodotto dalla base: questi rami belli, vigorosi, che normalmente non portano fiori nell’anno in cui si formano, sono i giovani, la nuova generazione, quelli che per i prossimi due o tre anni produrranno nuovi rami laterali e quindi fiori.

Poi passa ad accorciare i rami rimasti. Quanto accorciare? Questo può diventare il vero punto critico! Da qui partono i “dipende”.

Dipende:

- dal tipo di rosa (Rose ibridi di tea, floribunda, polyantha: accorciare a 30-40 cm e sfoltire. Rose coprisuolo: semplice contenimento e pulizia. Rose antiche e botaniche: solo rimonda del vecchio e leggera selezione)

- dal vigore della pianta (una rosa molto robusta, con fusti grossi si può tagliare di più di una debilitata o molto giovane con pochi rami buoni).

- dal vigore del ramo (se il ramo è sottile lascerai 3-4 gemme, se è robusto pota all’altezza massima che hai scelto per tutta la pianta)

- da quanto vuoi spingere la fioritura (meno gemme lasci, meno rami e meno fiori avrai, ma di dimensioni più grandi).

Sull’argomento “taglio inclinato verso la gemma che guarda all’esterno e a una distanza di mezzo centimetro” ormai avrai letto mille post e visto altrettanti video. Quello su cui voglio invece insistere è scegliere la gemma “bella”, cioè sana e viva. 








Già, perchè spesso guardiamo il nodo e la posizione della gemma, ma non ci rendiamo conto che non c’è più la gemma centrale, ma solo le due gemmine laterali, più deboli e che daranno due rami sottili e in competizione tra loro. In questo caso si dice che la gemma è “cieca” e bisogna scendere al nodo più basso con la gemma esterna.

Un consiglio importante: quando avrai finito di potare le rose non dimenticare di raccogliere le foglie secche cadute durante l’inverno e di gettarle via nei rifiuti, non nel compost domestico. 

Cerca di raccoglierle tutte, perchè sulle foglie secche si conservano le spore della Ticchiolatura, che sono pronte a ripartire all’attacco delle nuove foglioline non appena ci saranno pioggerelline e temperatura giusta! E’ molto utile anche staccare le vecchie foglie ancora attaccate, se sono macchiate.



lunedì 23 febbraio 2026

LE ROSE PIU' POPOLARI DEL XX SECOLO. LE CONOSCETE?

Ecco una classifica a cui non avevo ancora pensato: le rose più popolari del secolo scorso. Scommetto che tante le conoscete e le avete pure nel vostro giardino. Oppure vi ricordate che le aveva la nonna, o una zia...











Vediamo allora questa top ten:

10. Just Joey (1972): un ibrido di tè albicocca-arancia con petali massicci e profumo intenso (foto qui).

9. Aloha (1949): una rosa rampicante profumata, color rosa-albicocca (foto qui).

8. New Dawn (1930): una rosa rampicante rosa pallido, rifiorente, molto popolare (foto qui).

7. Queen Elizabeth (1954): una grande pianta rosa alta e resistente che ha vinto numerosi premi (la vedete nella mia pagina qui).

6. Crimson Glory (1935): un ibrido di tè rosso cremisi classico e profondamente profumato (foto qui).

5. Constance Spry (1961): la prima rosa inglese di David Austin, nota per il suo profumo intenso e i fiori rosa tenui a coppa (foto qui, ne ho parlato in questo post).

4. Iceberg (1958): una floribunda bianca molto prolifica e resistente alle malattie (foto qui).

3. Fragrant Cloud (1963): famoso per il suo profumo forte e caratteristico e per il suo vivace colore rosso corallo (foto qui).

2. Double Delight (1977): nota per i suoi fiori bianco crema, con bordi rossi e centro alto, e per l'intensa fragranza (la vedete nella mia pagina qui)

1. Peace (1945): una varietà ibrida di tea di colore giallo pallido e rosa, è la rosa più venduta del secolo (foto sopra; ne ho già parlato qui).

Eccole qua le stelle del Novecento. Vi ho fatto venire un po' di nostalgia? La voglia di comprarle, tanto le trovate facilmente in tutti i vivai? Vecchio non significa meno valido delle ultime novità uscite sul mercato! E comunque avere un pezzo di storia del giardino secondo me è sempre una gran cosa.



venerdì 20 febbraio 2026

VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO GELA TEPELMANN

Oggi non vi propongo una "solita" Ibrido di Tè, ma un rosaio che può essere classificato in queste categorie: Ibrido di Multiflora, Ibrido di Moscata, Ibrido di Wichurana, Lambertiana, Rambler.

Nello sviluppo è un piccolo rampicante, adatto per coprire piccole strutture o  bassi alberi. Fiorisce due volte all'anno, in primavera e in autunno, e, secondo me, i fiori sono bellissimi: riuniti in grappoli, di colore rosa che schiarisce nel tempo, cosicchè ogni grappolo presenta fiori di diverse sfumature di rosa. Ma più di ogni parola valgono le immagini: 











Questa rosa si può acquistare anche online in diversi vivai, ad esempio al Vivaio Fior di Rosa di Padova.

L'ibridatore è Hugo Tepelmann, ibridatore amatoriale sposato con Gela Gnau, figlia del Prof. Ewald  Gnau (1853-1943). La rosa è stata creata nel 1937. Ma chi era il suocero di Tepelmann, il Prof. Ewald Gnau?

Fu insegnante di scienze naturali, botanico e co-fondatore dell'attuale Europa-Rosarium di Sangerhausen che, secondo le sue stesse dichiarazioni, è la più grande collezione di rose del mondo.

Studiò matematica e scienze naturali a Strasburgo , dove lavorò come assistente meteorologico presso l'Osservatorio Imperiale, e continuò gli studi a Berlino fino al 1877. Successivamente si formò per diventare insegnante di matematica, fisica e botanica. Dal 1877 al 1879 insegnò alla Scuola Professionale di Elberfeld. Dal 1879 al 1880 prestò servizio militare a Münster, in Vestfalia, congedandosi come sottufficiale. Dopo aver superato l'esame di abilitazione all'insegnamento (Berlino, 1882), iniziò il suo anno di prova al Realprogymnasium di Neuwied. Seguì un incarico di insegnante a Neuhaldensleben (1883-1884). Nel 1884 divenne professore associato di scienze naturali al ginnasio di Sangerhausen. Nel 1902 fu nominato professore nel servizio scolastico secondario.

A Sangerhausen iniziò a sviluppare un roseto (dal 1993 Europa-Rosarium), di cui si occupò sia dal punto di vista organizzativo che scientifico. La sua idea era di esporre opere d'arte, come il busto dell'imperatrice Augusta Vittoria, mecenate della Società Tedesca della Rosa (VDR). Anche la creazione di una biblioteca delle rose, il primo centro di sperimentazione per nuove varietà di rose, il servizio di consulenza per gli amanti del giardinaggio e l'ufficio centrale per la ricerca sulle rose sono dovuti alla sua iniziativa.

Dal 1922 al 1933 fu redattore della Rosen-Zeitung e direttore generale della VDR. Nel 1933 si dimise dalla carica di direttore generale della VDR in segno di protesta contro la legge nazista Gleichschaltun.

Oggi l'Europa-Rosarium contiene circa 75.000 cespugli di rose di oltre 8.000 varietà. Rappresenta la collezione di rose più completa al mondo, svolgendo un ruolo importante come fonte di gemme e nella ricerca. Nel 2003 gli è stato conferito il premio Award of Garden Excellence dalla World Federation of Rose Societies. Il fulcro del roseto è costituito dalle cultivar dell'inizio del XX secolo, ma anche la collezione di specie di rose e di cultivar rampicanti e rambler è notevole. Circa 2000 delle cultivar presentate si trovano solo a Sangerhausen, anche se il giardino invia marze alle collezioni di rose in tutto il mondo.










(Foto by Frühstückbeistefanie)

mercoledì 18 febbraio 2026

VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO MRS. OAKLEY FISHER

La rosa che vi propongo oggi rimane nella scia delle mie preferenze particolari: le rose a corolla semplice cioè 5 petali.
Ci chiama " Mrs Oakley Fisher", e nonostante la corolla semplice è un ibrido di tè risalente agli anni Venti (1921 per la precisione), quando le fioriture singole erano di moda. Fu creata da Benjamin R. Cant & Sons (a questo indirizzo la pagina del mio blog a lei dedicata http://valentinaelesuerose.blogspot.com/p/rosa-n-38.html).















Questa rosa è dedicata a tutti coloro che, come me, non sanno resistere al fascino delle rose a fiore semplice, cioè delle rose che hanno 5 petali e che, in aggiunta, non vogliono rinunciare alla rifiorenza. ‘Mrs. Oakley Fisher’ è una rosa del secolo scorso che non è mai passata di moda, soprattutto per la grazia dei suoi fiori, che hanno petali di un colore molto particolare, un misto tra il rame e l’albicocca, portati da rami sottili che donano l’impressione che le corolle danzino e ondeggino alla brezza, lasciando ben visibili gli stami rossicci al centro del fiore, che aggiungono bellezza e lasciano ben percepire il profumo dolce e fresco dei fiori.

‘Mrs. Oakley Fisher’ non dona interesse solo per i suoi fiori. Le tonalità bronzee delle corolle ritornano anche nelle sfumature di colore delle foglie – quelle nuove sono addirittura quasi cremisi, in un insieme molto caldo. I fiori sono portati a grappoli e la sera si chiudono per poi riaprirsi il mattino successivo. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto delicato della pianta che, invece, è robustissima, costantemente in fiore anche se in modo irregolare, ha un aspetto ordinato ed eretto e ben si presta a essere coltivata in vaso, date le sue dimensioni piuttosto contenute.

La rosa ‘Mrs. Oakley Fisher’ non necessita di grandi potature: alla fine dell’inverno, se proprio volete, potete accorciare i rami che hanno fiorito.
Si trova facilmente nei vivai specializzati in rose.



   

lunedì 16 febbraio 2026

GUSTI PERSONALI E CATALOGHI

In questo post ho parlato dell' "arte di scegliere una rosa", spiegando che l'ispirazione per la scelta della nuova rosa da aggiungere al nostro roseto deve venire dall'interiorità. 

Ma in pratica?

Io ho molta esperienza nella scelta delle rose! Ho trascorso ore a sceglierle.

Da quando mi sono appassionata a questo fiore, ho passato diverse "fasi": i miei gusti sono cambiati, si sono evoluti di pari passo con l'approfondimento della conoscenza della storia delle rose, delle varietà e delle novità. Al mio primo approccio ero totalmente ignorante e conoscevo solo le rose HT (= Ibridi di Tè), tutte quelle che non presentassero la famosa corolla turbinata non le consideravo nemmeno rose. E' seguendo questa idea che ho acquistato le mie prime rose per il mio giardino, tutte HT. (Foto sotto: una delle primissime rose acquistate: "Alliance" di Meilland, 1985).












Poi sono passata alla fase della corolla semplice: tutto ad un tratto mi sono innamorata delle corolle a 5 petali. Di conseguenza mi sono messa alla ricerca di quelle rose a 5 petali o poco più, partendo dalle rose botaniche e cercandole anche fra le moderne. E' con questo ideale che ho acquistato, ad esempio, Souvenir de Gilles Villeneuve (foto sotto), Mrs. Oakley Fisher, Basye's Purple Rose. Quest'ultima anzi riunisce tre mie passioni: la rosa a corolla semplice, la rosa rugosa e la rosa viola.












Infatti dopo le rose a 5 petali, mi sono innamorata degli ibridi di rugosa, poi delle rose viola. Con quest'ultimo "pallino" ho acquistato Midnight Blue, Night Owl, Twilight Zone (foto sotto) e Purple Breeze.











Contemporaneamente ho scoperto le rose inglesi, e quindi ecco nuovi acquisti studiando bene i cataloghi di David Austin.

Devo aggiungere che io sono molto meteopatica, e spesso superare l'inverno per me è stata un'impresa. Per fortuna da diversi anni in qua ho la germinazione degli acheni a tenermi occupata, tuttavia esistono sempre tempi morti. E allora, che fare per non farsi opprimere dalle giornate corte, dalla mancanza di luce e di sole, dal freddo e dall'impossibilità spesso di uscire?

Prendo in mano un catalogo di rose e lo sfoglio, con l'intento di trovare quella che più mi si addice in quel momento. Non basta guardare un attimo la foto: i cataloghi ben fatti riportano il nome dell'ibridatore e l'anno di immissione sul mercato, la rifiorenza, l'altezza e la larghezza del cespuglio, il colore e il profumo, il fatto che sia o meno rampicante, e a volte anche se produce cinorrodi.

E se non ho cataloghi cartacei a portata di mano? Vado in internet, faccio una ricerca dei vivai che vendono online (ormai quasi tutti lo fanno), apro i loro cataloghi elettronici e mi metto a studiare le foto e le caratteristiche delle rose. Anche i prezzi hanno il loro peso. Molti vivai vendono rose il cui brevetto è scaduto, quindi di libero commercio, ma non per questo meno valide: spesso il prezzo non è troppo alto, soprattutto se si acquista a radice nuda.

Un vivaio che ho iniziato ad apprezzare è Avramis, vivaio greco, che vende anche alcune proprie creazioni.






Per non farsi confondere dalla enorme quantità di rose presenti nei cataloghi, bisognerebbe mettersi a sfogliarli con in mente già l'idea della rosa che si cerca, o almeno una caratteristica: il colore, il fatto che sia o meno rifiorente, la tipologia (ibrido di tè, arbusto moderno, inglese, floribunda...), oppure la possibilità di crescerla in vaso, ecc.

Se invece non siamo alla ricerca di una rosa in particolare, ma ci piace vedere la produzione disponibile di ogni vivaio, ci possiamo dedicare semplicemente al godimento delle foto, dei colori e di tante belle rose.


VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO THERESE BUGNET

Febbraio: per le rose rifiorenti è la stagione della potatura, ma anche la stagione più giusta per acquistarne di nuove e metterle in terra o in vaso. In questa stagione infatti dovrebbero essere finite le gelate, e le nuove piante avranno il tempo di acclimatarsi e prepararsi per la stagione vegetativa.

Presenterò quindi qualche rosaio di mio gradimento, sperando che vi possano piacere e che vi possano dare qualche idea per arricchire il vostro roseto.

Oggi iniziamo con una rosa ibrido di rugosa, Thérèse Bugnet: lo so che a molti non piacciono le rose rugose, ma sono invece una mia passione!

Una rosa alla quale si potrebbe passare accanto quando non è in fiore, pensando dal fogliame che si tratti di un arbusto di un'altra specie e non di una rosa. Foglie lunghe, strette e opache, non tipiche di nessun'altra ibrido di  Rugosa. In autunno gli alti steli diventano di un attraente rosso.













La fotografia sotto mostra una fioritura appena prima del suo massimo splendore: notate il grande numero di boccioli prodotti contemporaneamente!












Nella foto sotto vediamo i fiori aperti. Questi fiori di grandi dimensioni si presentano in grappoli, con grandi petali ondulati che si aprono a forma di piattino. Inizialmente rosa scuro, per poi sfumare in una tonalità più morbida con quegli affascinanti stami dorati. Tipica fragranza dolce ma intensa di chiodi di garofano. Fioriture ripetute dall'estate all'autunno. 









Un arbusto alto 1,5-2 m, e come alla maggior parte delle ibride di rugosa non le piace essere potata. Resistente alle malattie. Tollerante all'ombra, eccezionale resistenza al freddo. Ampiamente disponibile in Italia.















Ibridata e introdotta nel 1941 da Georges Bugnet, uno dei maggiori scrittori francesi del Canada occidentale, pubblicò quattro romanzi, il più noto dei quali è ‘La foresta’, e inoltre numerosi saggi, racconti e poesie. Nato in Francia nel 1879, studiò alla Sorbona, Georges emigrò in Canada con la moglie Julia e visse in una fattoria vicino a Edmonton, in Alberta. Sebbene non avesse una formazione botanica, nutriva un grande interesse per le piante e iniziò a coltivarle cercandone una in grado di sopravvivere al rigido clima dell'Alberta. Prendendo i semi dalle piante russe produsse il pino di Lagoda. Nel 1941 sperimentò l'incrocio tra rose autoctone russe e e specie autoctone canadesi e produsse ‘Thérèse Bugnet’, che prese il nome dalla sorella. Continuò a coltivare rose per divertimento, producendo 16 ibridi di Rugosa e regalando le piante ai vivai affinché le propagassero e le vendessero. Con nove figli era molto interessato all'istruzione ed era molto coinvolto nelle scuole locali e nei loro programmi educativi. Georges ebbe una lunga vita: morì alla veneranda età di 101 anni, nel 1981. 



venerdì 13 febbraio 2026

PETER BEALES: UNA VITA CON LE ROSE

Peter Beales è stato un coltivatore di rose, autore e conferenziere britannico. Beales è considerato uno dei massimi esperti di rose, in particolare di specie e rose classiche, preservando molte varietà antiche e introducendo 70 nuove cultivar durante la sua vita. 











È stato presidente della Royal National Rose Society dal 2003 al 2005. Parlando del suo contributo al notiziario della BBC, Alan Titchmarsh ha affermato: "Erano le rose antiche e classiche che Peter amava di più e coltivandole e rendendole disponibili a una più ampia gamma di giardinieri, ha svolto un lavoro straordinario in termini di patrimonio della nostra coltivazione di rose".

Probabilmente meno conosciuto, nel nostro paese, rispetto a David Austin, ha tuttavia avuto una carriera forse di maggiore impatto per il mondo delle rose, rispetto al collega più famoso.











Primi anni di vita e carriera

Peter Leslie Beales nacque nel Norfolk il 22 luglio 1936 e fu cresciuto dai nonni vicino a North Walsham. Studiò al Norwich City College e poi si formò con LeGrice Roses a North Walsham prima del servizio militare, durante il quale incontrò sua moglie Joan. Peter lavorò poi come direttore presso la Hillings Rose Nursery nel Surrey , sotto la guida del leggendario coltivatore di rose Graham Stuart Thomas. Succedette a Thomas come caposquadra delle rose. 

Fondazione del vivaio di rose

Nel 1968, Peter Beales fondò la Peter Beales Roses Ltd., inizialmente a Swardeston, Norfolk, prima di trasferirsi nella città mercato di Attleborough. La passione e la specializzazione di Beales erano le varietà selvatiche e classiche di rose, molte delle quali salvò dall'estinzione collezionandole e allevandole. Nel tempo, il vivaio a conduzione familiare crebbe fino a diventare un importante centro specializzato, coltivando e vendendo al dettaglio oltre 1.200 diverse varietà di rose. Il vivaio di Beales ospita più di 100 tipi di rose selvatiche, riconosciute dalla Royal Horticultural Society (RHS) come la più vasta collezione del suo genere in Gran Bretagna. 










Peter Beales iniziò a esporre al Chelsea Flower Show nel 1971 e ricevette 19 medaglie d'oro durante la sua carriera. 

Nel 2003 la RHS ha conferito a Peter Beales la Victoria Medal of Honor, il massimo riconoscimento della società, per il suo lavoro volto a promuovere il giardinaggio e le rose.

Carriera editoriale e di oratore

Le prime pubblicazioni di Peter Beales furono opuscoli per una serie di Jarrolds sulle rose negli anni '70. La sua prima pubblicazione importante fu il libro Classic Roses nel 1985. Seguirono altri titoli, tra cui Twentieth-Century Roses nel 1988, Roses nel 1992, Visions of Roses nel 1996, New Classic Roses nel 1997 e A Passion for Roses nel 2004. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo sull'argomento e ha ricevuto un Lifetime Achievement Award dalla Garden Media Guild nel 2009.












Peter Beales morì il 26 gennaio 2013 all'età di 76 anni. 

Alcune rose ibridate da Peter Beales

ANNA PAVLOVA









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FRANCIS COPPLE









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DOROTHY WILSON







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SANDRINGHAM








Trovate comunque la lista completa a questa pagina https://www.helpmefind.com/gardening/l.php?l=7%3A10065&tab=21

ROSE ROMANTICISMO E RESILIENZA

UN ARTICOLO DAL "FINANCIAL TIMES"

L'anno scorso in primavera, le mie amate rose 'Lady Emma Hamilton' (foto sotto) apparivano imbronciate. 













A metà estate, non avevano quasi più foglie. A fine agosto, sono finalmente comparsi i primi boccioli arancioni, seguiti da qualche fiore riluttante.

Questa varietà è nota per la sua fioritura tardiva e la sua tendenza alle malattie (è una delle tante rose brutalmente cancellate dal suo ibridatore David Austin Roses per mancanza di resistenza alle malattie), ma di solito è una rosa fiorifera, coltivata per i suoi fiori a coppa color albicocca e il profumo fruttato. Ho subito attribuito la sua pessima performance al cambiamento climatico e a una primavera molto secca. 

Eppure, nei giardini altrui, 'Lady Emma' appariva in piena salute, con una fioritura abbondante. La colpa era forse delle mie cure, e non della pianta?

"Il clima potrebbe essere parte del problema", afferma Michael Marriott, uno dei più importanti coltivatori di rose al mondo. "Ma ci sono circa tre o quattro motivi principali per cui le rose prosperano male". 
















Marriott viene chiamato a svolgere consulenze su roseti in tutto il paese, da Kew e Regent's Park ai Trentham Gardens e a residenze signorili, tra cui Castle Howard. È stato l'ex responsabile della coltivazione delle rose presso David Austin Roses, dove ha lavorato per oltre 35 anni. 

Molti di noi hanno dimenticato le basi della cura delle rose, afferma Marriott. "Non credo che la pacciamatura sia affatto nella mente del giardiniere medio. O, se pacciamano, ne mettono un centimetro e mezzo, e poi si sentono a posto."

Invece, insiste sulla necessità di utilizzare 8-10 cm di materia organica ogni inverno: compost, letame, trucioli di legno o corteccia (anche materiale parzialmente decomposto andrà bene, dato che si trova solo negli strati superficiali del terreno). Nei climi più caldi come la California o l'Australia, questi materiali pacciamano in profondità, contribuendo a conservare l'umidità durante l'estate e a favorire la vita nel terreno, dai funghi micorrizici ai vermi e ai coleotteri.

Questo soffice piumone aiuterà anche a proteggere dalla compattazione, la seconda principale minaccia per le rose.
Il giorno prima di questo incontro, Marriott stava visitando le aiuole di prova della RHS Wisley nel Surrey. Dopo aver notato una foglia malata su una delle piante, è salito sull'aiuola per staccarla. "Mi hanno subito urlato: 'Non calpestare l'aiuola!'. Ed è assolutamente giusto, a meno che non ci sia una buona ragione."

Poiché molti di noi potano le rose in inverno, camminiamo intorno alle piante nel momento in cui sono più vulnerabili, comprimendo il terreno e privandolo di qualsiasi aerazione. Una pacciamatura profonda contribuirà in qualche modo a impedire che il terreno sottostante si compatti, ma se proprio dobbiamo stare in piedi sulle aiuole, lunghe assi di legno possono aiutare a proteggere la struttura del terreno sotto i piedi.









Un buon regime di pacciamatura aiuterà anche a mantenere il terreno intorno alla rosa libero da erbacce.  Molte annuali hanno apparati radicali modesti che non competono con le radici più profonde delle rose: la Phacelia tanacetum (foto sotto) è una delle sue piante da compagnia preferite. "È attraente per tutti gli insetti nelle vicinanze e si semina da sola. Se sfugge un po' di mano, è la cosa più facile da estirpare, e poi è ottima anche per il compost."











Fate attenzione a non concimare eccessivamente, perché potreste sovraccaricare il terreno di sostanze nutritive; un fertilizzante fogliare a base di alghe può migliorare la salute durante i mesi estivi.

Se state piantando delle rose – l'inverno è il periodo ideale per acquistarle a radice nuda, più economiche delle piante in vaso e spesso più rapide da coltivare – anche la scelta è fondamentale. Come presidente dell'Historic Rose Group, Marriott è un'autorità in materia di rose antiche, ma è anche il primo ad ammettere che possono essere particolarmente sensibili alle malattie, che possono diffondersi.

Le malattie non rappresentavano un problema quando queste rose furono introdotte, e per tutto il XX secolo molte di esse venivano regolarmente trattate con prodotti chimici per prevenire problemi fungini come la ticchiolatura. Ora che molti giardinieri preferiscono non usare prodotti chimici, la resistenza alle malattie, o la sua assenza, è diventata ancora più evidente. 

Il vivaio tedesco Kordes è all'avanguardia nella selezione di nuove piante resistenti alle malattie; negli anni '90 ha smesso di irrorare i campi sperimentali, il che, spiega Marriott, avrebbe potuto causare la rovina finanziaria. Nei campi sperimentali, il 99% delle rose ha perso le foglie: "Erano assolutamente disastrose, ma una manciata è rimasta sana e da lì è stata riprodotta. La Germania è famosa per aver introdotto le rose più sane al mondo".

Da allora, gli ibridatori di rose hanno seguito l'esempio per sviluppare nuove cultivar sane. Le rose singole di David Austin, 'The Lark Ascending' (foto sotto) e 'Tottering-By-Gently', sono entrambe rinomate per la loro salute, così come le introduzioni più recenti come la rosa pallida arricciata 'Elizabeth'. 








Altre scommesse sicure includono le rose rugose praticamente a prova di bomba, come la magenta 'Roseraie de l'Hay', o le rose Gallica come la quartata rosso magenta 'Charles de Mills', ibridata nel 1786. Tra le preferite di Marriott da sempre ci sono la rosa bianca rambler 'Adélaïde d'Orléans', ibridata nel 1826, e la rosa bianca arbustiva 'Kew Gardens'.

Se le rose sono malate e tutto il resto fallisce, Marriott adotta un approccio spietato. "Basta dissotterrarle e buttarle via. Ci sono così tante varietà sul mercato che ce ne sarà sicuramente una molto simile, ma molto sana."

Ma nella ricerca della rosa perfetta, è importante ricordare che "anche la bellezza è fondamentale", afferma Marriott. Continuerò a prendermi cura della mia 'Lady Emma Hamilton' e, si spera, a farla tornare in piena salute.