SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

lunedì 10 agosto 2026

LA DIFFICILE ARTE DELL'INNESTO

Questo è ormai il quarto anno in cui mi dedico a innestare personalmente le mie rose, soprattutto i miei semenzali. In quattro anni direi che di pratica ne ho fatto, ho anche cercato di variare leggermente la modalità, ma i miei risultati si sono ormai stabilizzati direi, a occhio, attorno ad un 35-40% di successo. Mi sono informata tanto su internet, guardando anche molti video; ho anche seguito un breve corso (vedi questo post), ciò nonostante continuo a vedere che l'attecchimento lascia molto a desiderare.

Certo che dalla figuretta che metto qui sotto sembra tutto così semplice...








Allora mi sono rivolta di nuovo alla Intelligenza Artificiale. Ho chiesto: "Perchè i miei innesti di rosa spesso non attecchiscono? Quali potrebbero essere i miei errori?"

L'IA ha molto gradito queste domande, e si è molto divertita a sbattermi in faccia tutto quello che sbaglio... Ecco quello che mi ha risposto.

L'innesto di rose solitamente fallisce a causa dello scarso contatto con lo strato cambiale, per squilibri di umidità (essiccazione o marciume) o per l'esecuzione dell'innesto quando le piante sono dormienti. Il successo richiede che sia la marza che il portainnesto crescano attivamente e perfettamente.

Lo strato cambiale (o cambio) è il sottile tessuto vegetale vivo situato appena sotto la corteccia. È fondamentale negli innesti perché produce nuove cellule che formano un "cemento naturale": affinché l'innesto attecchisca, i cambi della marza e del portainnesto devono essere a stretto contatto e allineati.

Gli errori più comuni includono:

-Cambio non allineato: il sottile strato verde di cellule in divisione attiva sotto la corteccia del nesto e del portainnesto deve toccarsi almeno da un lato. Se non sono allineati, la pianta non può trasferire i nutrienti. 

-Ferite non ben sigillate: se si formano bolle d'aria o il taglio esposto si secca, le cellule si ossidano e muoiono. L'innesto deve essere avvolto strettamente con nastro adesivo per innesti o Parafilm per trattenere l'umidità e impedire l'ingresso dell'acqua. 

-Contaminazione: se la zona del trapianto viene bagnata con acqua subito dopo l'intervento, o se non si disinfetta il coltellino con alcol denaturato, si introducono batteri e funghi che causano la necrosi. 

-Materiale dormiente: gli innesti hanno molte meno probabilità di attecchire se la marza o il portainnesto sono inattivi. Eseguire sempre l'innesto quando entrambe le piante stanno producendo nuova vegetazione, in genere in primavera o in estate. 

Poi la IA mi ha chiesto che tipo di innesto pratico, se utilizzo portainnesti in contenitore oppure no, e in che periodo faccio gli innesti. La mia risposta è stata: "Innesto a gemma in vaso, tra luglio e agosto".

Ecco la trattazione dei miei errori:

La propagazione per gemmazione a T in vaso a metà estate fallisce spesso a causa di stress idrico specifico del contenitore, lacerazioni della corteccia o disidratazione delle gemme. Luglio e agosto sono i mesi migliori per l'innesto a T perché la corteccia si "sfalda" (si stacca facilmente), ma l'alto caldo estivo crea delle situazioni difficili per i portainnesti in vaso.

Perché gli innesti in vaso estivi falliscono

Il blocco della corteccia dovuto all'asciugatura del vaso: se un portainnesto in vaso si asciuga anche solo leggermente con il caldo di luglio-agosto, la corteccia si indurisce e non si stacca. Forzarla per aprirla schiaccia lo strato di cambio.

Surriscaldamento del germoglio: le piante in vaso si riscaldano molto più velocemente del terreno. Lasciare un vaso con germogli appena spuntati sotto il sole diretto di agosto cuoce la delicata protezione prima che possa saldarsi. 

Annegamento da linfa: un'eccessiva irrigazione del vaso poco prima dell'innesto provoca un flusso di linfa eccessivo, che spinge letteralmente la protezione della gemma inserita fuori dalla fessura a T o la fa marcire.

Una volta inserita la gemma e praticata la legatura, spostare in ombra piena: mettere immediatamente la rosa in vaso in un luogo completamente ombreggiato e luminoso per 2-3 settimane . Evitare che il sole pomeridiano colpisca il vaso. 

Irrigazione controllata: mantenere il terreno umido ma mai inzuppato. Evitare di irrigare dall'alto per mantenere il nastro di chiusura completamente asciutto.

Test delle 3 settimane: dopo 21 giorni, osservate la gemma. Se è turgida e verde, l'innesto è riuscito. Se è nera e avvizzita, non ha attecchito. Non tagliate la parte superiore del portainnesto fino alla primavera successiva, quando la gemma inizia a produrre nuove foglie (di solito io lo faccio in febbraio).

Qualcuno di voi lettori ha già fatto tentativi con l'innesto delle rose? Mi piacerebbe conoscere la vostra esperienza...


CRITERI PER LA SELEZIONE DI NUOVE PIANTINE

L'ibridatrice ucraina Natalia Khilkevitch ha scritto un post interessante sul gruppo Facebook "Rose Hybridizers Association". Qualcuno aveva chiesto: 

Quali sono i criteri utilizzati dalla maggior parte degli ibridatori nella selezione delle nuove piantine?











Ci sono state montagne di risposte, ma scelgo quella di Natalia perchè è quella che più si avvicina alla mia esperienza.

Per me la, bellezza di un fiore non è di gran lunga la priorità assoluta. Penso che tutte le rose siano bellissime (tranne alcune mutanti, ovviamente). E per ogni rosa c'è un ammiratore da qualche parte. Anche se si tratta solo di un'ape o di un sirfide. Penso che non dobbiamo sottovalutare il senso ecologico nelle nostre creazioni, mettendo da parte i nostri standard di bellezza.

I miei criteri di selezione sono: 

1) salute, 

2) crescita vigorosa, preferibilmente sulle proprie radici, 

3) fioritura (fioritura a grappoli), 

4) forma armoniosa del cespuglio e ramificazione eccellente, 

5) rifiorenza rapida (per chi rifiorisce), 

6) dimensioni, forma e colore di un singolo fiore (a seconda dell'obiettivo di miglioramento genetico di un determinato incrocio), 

7) fragranza, 

8) eccellente capacità di innesto o gemmazione su un portainnesto, 

9) resistenza di un fiore al forte calore e alla pioggia, 

10) durata di vita prolungata di un singolo fiore, 

11) numero ridotto di spine o assenza di spine.

Condivido tutto, solo sull'ultimo punto, l'11, non sono pienamente d'accordo. So che Natalia sta tentando di creare rose senza spine, ma io non la ritengo una priorità. Le spine fanno parte della rosa, così come i "grassi" fanno parte del gelato: se ti piace l'uno ti devi prendere anche l'altro, per me è così.

venerdì 7 agosto 2026

COLPI DI CALORE

Sono stata in ferie due settimane. In montagna, immaginate il benessere che ho provatoa non sudare di continuo come mi succede ora qua in pianura.
Per il mio periodo di assenza ho affidato l'irrigazione delle mie rose in vaso a un signore molto bravo e fidato. E' la persona che mi vanga le rose tutte le primavere, e che mi ha costruito la nuova serra diventandoci matto in quanto dalle istruzioni non si capiva niente.
Gli avevo dato tutte le spiegazioni del caso ma si vede che non ha esperienza di irrigazione di rose, infatti non ha tenuto conto dei colpi di calore.
Probabilmente ha innaffiato troppo, e troppo presto nel pomeriggio, quando la terra era ancora molto calda. Insomma, al mio ritorno, scendo dalla macchina e mi ritrovo ad "ammirare" questo:

queste sono talee del mio semenzale "Alberico da Barbiano"


queste sono le Rose Rugose in vaso che mi fanno la siepe attorno al gazebo.
Una cosa da svenire. Ho pensato che fosse tutto irrimediabilmente secco. Ma avevo un filo di speranza che non mi ha mai lasciato: la fiducia nella capacità di ripresa delle rose. E infatti a distanza di una settimana, ecco che si iniziano a vedere i primi germogli nuovi, sia nelle rose a cespuglio che nelle Rose Rugose.




La pianta che vedete sotto è un altro mio semenzale: lui aveva avuto uno shock termico circa un mese e mezzo fa. Aveva perso tutte le foglie. Guardate come appare ora.










 



C'è una parola per esprimere questa capacità di ripresa delle nostre amate rose, ed è RESILIENZA. Purtroppo è una parola talmente usata e inflazionata che sono arrivata a detestarla. Quindi io dirò che le rose hanno UNA OTTIMA CAPACITA' DI RIPRESA, e consiglio di non disperare mai perchè una rosa "non è morta finchè non è morta", non abbiate fretta di buttarla. Vi può sempre riservare delle sorprese. 

mercoledì 5 agosto 2026

PRODUMI, ODORI, FETORI

Vi siete mai accorti che le altre persone non percepiscono gli odori come li percepite voi? Nel mondo delle rose mi capita spesso di sentire intensamente il profumo di una varietà, mentre chi è con me lo sente appena. E viceversa. 
E rimanendo nell'ambito dei fiori, ho notato che alcuni fiori che per me puzzano, per altri profumano. E viceversa.


Ma da cosa dipende tutto ciò? Anche se non sono una sua fan, questa volta la domanda l'ho fatta all'Intelligenza Artificiale di Google. Ecco la spiegazione.

La percezione degli odori è soggettiva e dipende da fattori biologici, genetici ed emotivi. Le preferenze non sono casuali ma sono determinate da un mix complesso: 

Genetica: Ognuno possiede una dotazione diversa di recettori olfattivi che determina quali molecole riusciamo a sentire e con quale intensità. Ad esempio, alcune persone percepiscono il coriandolo come delizioso, mentre per altre sa di sapone a causa di una specifica variante genetica. 

Esperienze ed emozioni: Il bulbo olfattivo è strettamente connesso al sistema limbico, l'area del cervello che gestisce le emozioni e la memoria. Un odore neutro o sgradevole può essere associato a un ricordo felice d'infanzia (rendendolo piacevole) o, al contrario, a un'esperienza traumatica. 

Istinto di sopravvivenza: Dal punto di vista evolutivo, il disgusto è un meccanismo di difesa. Odori come le uova marce o la carne in decomposizione attivano il rigetto per proteggerci da cibi andati a male e potenziali infezioni. 

Tuttavia, gli studi dimostrano che alcune reazioni di base sono universali: l'essere umano tende a classificare la vaniglia come l'odore più piacevole al mondo a prescindere dal proprio background culturale. 

Ok, fin qui tutto chiaro. A questo punto sono voluta andare più sul personale. Siamo in estate, in pienissima estate, in pienissima caldissima estate. Cosa ci può essere di più piacevole di una fetta di melone o di cocomero fresca? O di un'insalata a base di cetrioli?
Piacevole per gli altri! Io infatti odio gli odori di questi vegetali. Mi sono chiesta il perchè, e l'ho chiesto all'IA. Ecco la risposta:













Le motivazioni sono molteplici.
-Stessa famiglia botanica: Cetriolo, cocomero (anguria) e melone appartengono tutti alla famiglia delle Cucurbitacee. 
-Molecole in comune: le Cucurbitacine. Sono diverse e condividono composti chimici volatili, in particolare aldeidi e alcoli a sei e nove atomi di carbonio (come il trans-2-nonenale), che si sprigionano nell'aria quando vengono tagliati.
-Fattore genetico: Alcune persone possiedono recettori olfattivi più sensibili a queste specifiche molecole, percependo l'odore come erbaceo, pungente, ferroso o sgradevolmente "cimicino".
-Il ruolo dell'acquosità: L'elevata quantità di acqua fa sì che non abbiano un profumo dolce o avvolgente, ma piuttosto un sentore fresco e umido che il cervello può interpretare come "di muffa" o sgradevole.

La Cucurbitacina è la difesa della pianta: Le zucchine e le zucche producono cucurbitacine per non farsi mangiare dagli insetti. Se possiedi il gene recettore dell'amaro TAS2R38 in forma sensibile, il tuo naso avverte questa difesa chimica anche in dosi microscopiche, etichettando l'odore come "veleno" o "non commestibile". 

Non si tratta quindi di gusti difficili, ma di una vera e propria barriera biochimica che il tuo corpo usa per proteggersi da molecole che percepisce come tossiche.
In breve: non sei tu a essere "capriccioso" con il cibo, è la tua biologia che rileva queste tre molecole in modo amplificato e te le segnala come sgradevoli per tenerti alla larga da quel preciso profilo aromatico.

E con questo ho risolto un mistero! I miei familiari mi prendono sempre  in giro quando me ne vado di corsa da tavola perchè mangiano cocomero o cetrioli!

PAUL BARDEN E I NUOVI IBRIDI NON RIFIORENTI

Pochi giorni fa sul gruppo Facebook dell'esperto di rose belga Dirk Milis è stato pubblicato un interessante post sul giovane ibridatore americano Paul Barden. Ne avevo già sentito parlare ma, non essendo commercializzate le sue rose in Italia, non ho mai approfondito la conoscenza della sua esperienza.

Paul Barden vive nell'Oregon e si è specializzato nell'ibridazione di rose moderne con rose antiche, e molti suoi ibridi sono non rifiorenti. Ha creato nuovi bridi di Gallica, Rosa Miniatura, Muscosa, Tè...

Vorrei poter pubblicare una sua foto ma quelle che ho trovato hanno tutte i diritti riservati. Se provate sul sito Helpmefind.com e cercate Barden sotto la categoria breeder vi si apre la sua pagina.











(foto sopra: Gallica Moderna "Marianne")











(foto sopra: Muscosa Moderna "Fara Shimbo")

Il fatto che una rosa di nuova produzione sia non rifiorente non è un difetto; come dice Dirk Milis "la fioritura è prolungata, anche fino a sei settimane. Il futuro è nel passato. L'uso di specie selvatiche e rose di antica eredità nei programmi di allevamento dona un sangue fresco necessario al momento attuale. Le rose non rifiorenti sono molto più forti e sane rispetto alle rose rifiorenti. Le persone dovrebbero iniziare a coltivarle molto più spesso. Le rose rifiorenti hanno loro valore, ma se vuoi davvero rose sane, la famiglia delle non rifiorenti è la migliore opzione."

Con stupore ho però appreso che dal 2011 Paul Barden si è ritirato dal mondo dell'ibridazione. Questa la sua motivazione: "Ho deciso di ritirarmi dall'allevamento delle rose, poiché ora ho la netta impressione che il settore, così come lo conosciamo, sia ormai in uno stato di collasso e che probabilmente non si riprenderà in modo significativo nel corso della mia vita."

Dirk commenta così questa decisione: "Ho una precisa opinione sulla situazione attuale del commercio delle rose e ad alcuni questa non piace. Abbiamo queste grandissime multinazionali che dominano il mercato. È estremamente difficile per le piccole imprese sopravvivere a causa della riluttanza dei vivai e dei centri di giardinaggio a vendere queste rose. È più una questione di quantità che di qualità. Le nuove rose oggi in generale sono più o meno le stesse, inoltre il pool di geni diventa sempre più piccolo con il deterioramento del dna. Abbiamo bisogno di coltivatori di rose innovativi che introducano sangue selvatico proveniente da specie selvatiche nel settore dell'ibridazione. Altrimenti il futuro non è luminoso, soprattutto con il cambiamento climatico".

Sono totalmente d'accordo con Dirk, anche perchè ho sperimentato sulla mia pelle il fatto che i vivai e i centri di giardinaggio rifiutano di testare nuove rose se non provengono dalle grandi multinazionali. Le mie rose per ora non le ha accettate nessuno, dopo molti no da parte di vivai italiani, e un paio di "forse" che poi si sono tradotti in niente.

Tornando al post sul gruppo di Dirk, un follower continua commentando così: "Posso riferirti per certo che circa il 90% degli hobbisti si preoccupa solo delle rose inglesi, della floribunda, della grandiflora e soprattutto delle HT almeno negli Stati Uniti. E tutto si riduce alla strategia di marketing, all'entusiasmo sui social media, al sito web elegante e alla facilità di pagamento. A tal punto che un venditore che conosco stava pensando di smettere di vendere gli ibridi di Gigantea, dato che la gente difficilmente le richiede. Le rose non rifiorenti: cosa del passato. C'è solo un piccolo problema: la maggior parte delle persone pensa in modo molto ristretto! La quantità di fiori di una non rifiorente fa impallidire la maggior parte dei fiori delle rifiorenti, ma la gente pretende comunque di avere dei fiori diper tutta l'estate anche se di qualità inferiore quando fa molto caldo, perché beh, almeno è una rosa. Che senso ha una fioritura da una rosa in piena estate per la maggior parte del mondo quando sarà così schifosa."

E Dirk a sua volta scrive: "Sì, è un problema reale. Guardate le Moschata: sono superiori per quanto riguarda il potere di fioritura e la rifioritura, ma nessuno le vuole. Lo stesso vale per le rose non rifiorenti: nessuno le vuole perché le persone sono così indottrinate su come un fiore di rosa dovrebbe apparire e avere un profumo. Ma non si tratta solo della bellezza dei fiori, ma anche di come si comporta la pianta, della sua forma: è ecologica? È resistente alla siccità? Una buona rosa è una combinazione di elementi e non solo la forma del fiore. Quando le rose di qualità superiore non hanno alcuna possibilità sul libero mercato, allora c'è qualcosa che non va. Ciò scoraggerà gli ibridatori, che smetteranno di creare qualcosa di nuovo, qualcosa di meglio e inizieranno a creare ciò che è di moda o... più o meno sempre le stesse cose. È triste".

lunedì 3 agosto 2026

CALDO TORRIDO E SICCITA'








Consiglio per questo periodo di caldo torrido, soprattutto per le zone in cui si comincia ad avere scarsità di acqua: quando annaffiate le rose nel terreno, assicuratevi sempre di annaffiarle in modo completo, ciò significa almeno 5 litri per rosa. Quindi annaffiatele in questo modo due volte a settimana invece di un po' ogni giorno o ogni due giorni. Lasciamo che le radici delle rose cerchino l'umidità più in profondità nel terreno.

Quando ne diamo grande quantità, l'acqua si disperde più in profondità. La rosa dovrà così sforzarsi per andare a cercarla più giù. Questo rende le radici più indipendenti nei lunghi periodi di secca. Quando le rose vengono annaffiate ogni giorno, esse hanno "la vita più comoda" e sviluppano solo radici superficiali, il che le rende molto più dipendenti da noi. 

Per le rose in vasi: dosi quotidiane di acqua fino a quando non esce dai fori sul fondo. Non lasciate che si asciughino!

mercoledì 15 luglio 2026

LA MISSION DI VIRU VIRARAGHAVAN

Non molto tempo fa ho parlato dell'ibridatore di rose indiano Viru Viraraghavan.

Da poco ha creato una nuova rosa dal nome "Rose of Yesterday", che ha nel suo albero genealogico sia la Rosa Gigantea, che Viru utilizza molto da sempre, sia la rosa Roxburghii Plena.

Potete vedere la Rose of Yesterday in questa pagina del database Helpmefind.com, non la copio qui perchè protetta da copyright.

La moglie di Viru, Girija, racconta: «Uno degli obiettivi principali del programma di ibridazione di Viru era quello di cercare di creare nuove rose che assomigliassero alle rose antiche del XIX e XX secolo, che nel XXI secolo sono state soppiantate dalle moderne rose ibride di tè e da altre varietà. Fortunatamente, molti intenditori di rose continuano ad amare queste rose antiche da giardino e si impegnano con coraggio per conservarle e preservarle.

"Creare le rose antiche di domani" era il tema di una delle presentazioni/conferenze di Viru in occasione di vari convegni mondiali e internazionali sulle rose, dove ha mostrato il suo lavoro con le specie di rose indiane R. gigantea e R. clinophylla, e i nuovi ibridi che aveva creato, simili alle rose antiche. La sua tesi era che alla rosa dovesse essere data piena libertà di esprimersi e che dovesse essere amata in tutte le sue forme e sfaccettature.

Ha lavorato anche con altre specie di rose: roxburghii, hirtula, rugosa, persica ecc. Questa rosa, nome in codice VIRROXBURGH, un incrocio tra Rosa roxburghii plena, R. gigantea e una vecchia rosa chiamata Echo (Louis Lens), è senza dubbio un ibrido moderno, ma assomiglia molto alle rose di un tempo. E Viru era felice di incrociare questa specie, che onora William Roxburgh (1751-1815), considerato il "padre della botanica indiana", la cui Flora Indica rappresentò "il primo resoconto credibile delle piante indiane in inglese". Fu il primo sovrintendente del Royal Botanic Garden di Shibpur, vicino a Howrah (ora rinominato Acharya Jagadish Chandra Bose Indian Botanical Garden, Howrah, vicino a Calcutta), rendendolo un rinomato centro di ricerca botanica durante il periodo coloniale. Fu il deposito intermedio e il luogo di recupero temporaneo delle piante, tra cui molte rose, che viaggiavano dalla Cina all'Inghilterra passando per il Capo di Buona Speranza all'inizio del XIX secolo: tutte le nostre prime rose Tea e cinesi che raggiunsero l'Occidente si ripresero in questo giardino prima di essere trasportate nel loro lungo viaggio su navi a vela, in apposite casse realizzate per mantenerle in vita. Una parentesi: la casa in cui visse Roxburgh, all'interno del complesso del giardino botanico, è in uno stato tristemente fatiscente e decrepito e avrebbe bisogno di un accurato restauro».

Sotto: la Rosa Roxburghii e il suo cinorrodo.




lunedì 13 luglio 2026

COSA SAPEVO SULLE ROSE

«So di non sapere» è un concetto filosofico attribuito a Socrate e giunto fino all'epoca contemporanea attraverso la narrazione di Platone. Mi è venuto in mente questo denso concetto, perchè so che la mia ignoranza circa il mondo delle rose è ancora grande. Ma per fortuna ora so molte più cose rispetto a quando sono entrata in questo mondo.

Ho iniziato ad appassionarmi di rose nel 2013-2014, quindi ora sono più di dieci anni.

Come tutti i principianti, all'inizio avevo due-tre nozioni di base e una grande ignoranza circa le rose. Le mie nozioni erano: 

1) le rose sono quei fiori fatti così:











quindi con una corolla che si dice (ora lo so) a petali turbinati. Tutte le altre tipologie di corolle rifiutavo di accettarle, perchè secondo me erano brutte, non erano rose "vere". Quindi ad esempio rifiutavo le corolle fatte così:










cioè la corolla semplice, oppure quelle fatte così:











cioè la coppa, o ancora quelle così:











cioè piccole corolle a mazzetti. (Esistono anche altri tipi di corolla).

2) Altra nozione che conoscevo sulle rose, nel lontano 2014: il colore

Per scegliere la rosa che desideravo, bastava acquistare al supermercato la rosa nel sacchetto (o nella scatolina quando andava bene) su cui spiccava una bella foto del fiore. Oppure si poteva andare dal vivaista e chiedere: vorrei una rosa gialla, una rosa arancione, una rosa rossa...

Grazie al cielo, in questi anni ho acquisito un po' di conoscenze in più!

Se veramente vi piacciono le rose, vedrete che inizieranno ad importarvi anche altri particolari di ogni varietà oltre al colore e alla forma del fiore. Innanzitutto interessatevi se si tratti di una rosa antica o moderna. Nei negozi non specializzati si trovano esclusivamente rose moderne; per trovare le rose antiche occorre indirizzarsi verso i vivai specializzati in rose.

Altra cosa interessante da sapere è il nome. Ancora poco tempo fa una mia amica mi chiese, stupita: "Perchè, le rose hanno un nome?". Certo che ce l'hanno, e glielo dà l'ibridatore, cioè colui che le crea. 

In passato, soprattutto nell'Ottocento, andavano di moda nomi lunghi e altisonanti preceduti dal titolo, ad esempio "Baron Girod de l'Ain", oppure "Mademoiselle Elisabeth de la Rocheterie". Per fortuna questa moda dei nomi stra-lunghi è caduta in disuso, in quanto si è capito che più il nome è breve, meglio l'acquirente lo ricorda.

Acquisendo conoscenze sulle rose, imparerete che oltre alla grande suddivisione in antiche e moderne, le rose si dividono in una marea di varietà: Damascena, Centifolia, Cinese, Tè, Ibrido Perpetuo, Bourbon, Moschata, Ibrido di Tè, Inglese... ecc. ecc.

Le rose "tipiche", cioè come quelle della prima foto che ho messo, si chiamano "Ibridi di Tè".

Man mano che "crescete" nelle conoscenze nel mondo delle rose, imparerete che è bello sapere anche chi è l'ibridatore. Ad esempio di una rosa diffusissima come la "Queen Elizabeth" (che si trovava in quasi tutti i giardini nel secolo scorso) la maggior parte delle persone conosce l'aspetto e basta:











E' una Ibrido di Tè creata dall'ibridatore americano Walter E. Lammerts, in onore dell'ascesa al trono della Regina Elisabetta II nel 1952.

Nei cataloghi cartacei e online di vivai o anche dei grandi creatori di rose (es. Barni, Meilland, Guillot, Tantau...) non sempre sono riportate tutte queste notizie riguardo alla rosa che volete acquistare. Probabilmente la quantità e la qualità di informazioni è "aggiustata" sull'acquirente di rose medio, al quale non interessa se la rosa è di Meilland o di Tantau, in quanto gli basta sapere il colore, al limite se è profumata e se è a cespuglio o rampicante.

Se volete imparare tante notizie circa ogni rosa che vi interessa, potete consultare il database mondiale delle rose. A questo link https://www.helpmefind.com/gardening/roses.php si apre direttamente sulla pagina di ricerca, inserite il nome e vedrete il risultato.

Buona ricerca!

venerdì 10 luglio 2026

DIFFERENZE FONDAMENTALI TRA ROSE TE' E ROSE IBRIDI DI TE' (HT)

Ci sono ancora persone che non conoscono la differenza tra Rose tè e Rose Ibridi di tè (HT). Anche se è già stato spiegato, ecco un promemoria. 

Le Rose Ibridi di Tè sono le "figlie" delle Rose Tè. La gente voleva rose con i fiori delle Tè ma con la robustezza e la forza degli Ibridi Perpetui (vedi questo post). I coltivatori iniziarono ad incrociare queste due famiglie e lentamente emerse una nuova classe di cui si dice che "La France" sia la prima.

 All'inizio questa nuova classe di rose, le Ibridi di Tè, non attirò molta attenzione, ma soprattutto dopo la prima guerra mondiale la situazione cambiò e divennero la famiglia di rose dominante e lo è ancora oggi anche se la sua popolarità sta diminuendo. 

Gli Ibridi di Tè hanno la stessa forma floreale delle Rose Tè, anche se molto più grandi e spesso più grossolane.

Hanno la crescita forte e eretta e la buona robustezza degli Ibridi Perpetui. Possono essere molto profumati, un'altra caratteristica che hanno ereditato dagli Ibridi Perpetui.

(foto sotto: "Madame Hector Leuillot", una rosa HT Pernetiana, degli inizi del Novecento. Per un approfondimento sulle rose Pernetiane vedi qui)












LA ROSA "LA FRANCE"

‘La France’ non è una rosa come le altre, è un simbolo, un punto di riferimento: per molti il primo ibrido di Tea al mondo, spartiacque fra le rose antiche e le moderne.











Nel 1876, in Francia, Jean-Baptiste Guillot scopre per caso nei suoi vivai di Lione una rosa insolita, di rara bellezza, nata da un’ibridazione non voluta. Intuisce che si trova di fronte a qualcosa d’importante e la dedica dunque al suo Paese. Una pianta dal fiore globoso col centro rialzato e un arbusto ordinato, ben diverso delle solite Ibride Perpetue, cioè rifiorenti, dell’epoca.

Sembra sia nata dall’incrocio fra una di queste, si ipotizza ‘Madame Victor Verdier’, ed una Tè, forse ‘Madame Bravy’ o più probabilmente ‘Madame Falcot’.

Mantiene il carattere della rifiorenza cui aggiunge l’eleganza della corolla ed il portamento eretto dei rami, con foglie coriacee, mediamente verdi e lucide, per un arbusto non troppo spinoso di 120-150 cm d’altezza su una base di 90 cm.

Il fiore, generalmente solo sullo stelo, raggiunge i 9 cm di diametro, con anche 60 petali, ben disposti, di un rosa argento che incanta. Il profumo, dolce e intenso, evoca quello della rosa di Damasco.

Varietà ancora valida per il giardino e come fiore reciso. Il suo tallone d’Achille è il freddo. A fine stagione perde tutte le foglie, ha bisogno di una potatura moderata e poi … vale la pena d’attendere.



mercoledì 8 luglio 2026

RIPRODUZIONE GAMICA E RIPRODUZIONE AGAMICA

Sento spesso della confusione, tra chi non si intende di rose, riguardo a certe parole più specialistiche, come "innesto" e "ibridazione" o "ibrido", che vengono spesso confuse o usate a casaccio.

Facciamo un passo indietro. Per tutte le piante in generale, vale questo principio riguardo la riproduzione:
riproduzione gamica e riproduzione agamica.

















Riproduzione gamica (sessuale):
avviene attraverso l'unione di due cellule sessuali (gameti) contenute nel polline e nell'ovulo del fiore. Nelle rose, questo processo porta alla formazione del frutto (cinorrodo, foto sotto) che contiene i semi. Nelle rose, con questo procedimento, si creano NUOVE VARIETA'. Seminando un seme di rosa non impollinato da noi (ma che può essersi incrociato tramite vento o insetti, oppure autoimpollinato) non otterremo MAI, un individuo uguale alla madre: ciò si ottiene solo nel caso di ROSE BOTANICHE, cioè pure, mai incrociatesi con altre varietà.




















Riproduzione Agamica (asessuale o vegetativa):
non prevede l'uso di semi o cellule sessuali (polline). La nuova pianta si genera a partire da una parte di tessuto vegetale della pianta madre (rami, gemme o radici).
Si ha una clonazione perfetta: le nuove piante sono cloni identici alla pianta madre, mantenendo lo stesso colore, profumo e resistenza.
Metodi comuni: la talea (trattata qui, qui, qui, qui, qui, qui), la propaggine (interrare un ramo attaccato alla pianta finché non radica), la margotta (qui, foto sotto), l'innesto (qui, qui), la divisione delle ceppaie, cioè della parte radicale.



lunedì 6 luglio 2026

LE ROSE TE'

Le rose Tè (o Rosa Odorata), hanno una storia affascinante che affonda le sue radici nelle loro origini in Cina. 
Furono introdotte per la prima volta in Europa tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, arrivando attraverso le rotte commerciali della Compagnia delle Indie Orientali. 

Ecco una breve cronologia. 
Fine del XVIII secolo: le prime rose da tè, probabilmente la 'Hume's Blush Tea-scented China' and 'Parks' Yellow Tea-scented China', furono portate in Europa dalla Cina.

Inizio del XIX secolo: queste prime importazioni furono poi ampiamente ibridate dagli allevatori europei, in particolare in Francia. Sono state incrociate con rose europee, come Bourbons e Portlands, per creare nuove varietà con fiori più grandi, una gamma di colori più ampia e un vigore migliorato. 

Metà del XIX secolo: le rose Tè divennero incredibilmente popolari, apprezzate per i loro fiori delicati, spesso reclinati, i colori tenui (rosa, giallo, crema) e la caratteristica fragranza "da tè", che ricordava le casse da tè appena aperte. Furono una pietra angolare nello sviluppo delle moderne rose da giardino. 

Dalla fine del XIX all'inizio del XX secolo: hanno svolto un ruolo cruciale nella creazione della classe delle rose Ibridi di Tè, emerse dagli incroci tra rose Tè e rose perpetue ibride. 

















(foto: la rosa Tè "Madame Antoine Mari")

Questa nuova classe ha unito le migliori qualità di entrambe, dando vita a molte delle rose iconiche che conosciamo oggi. Sebbene le rose Tè pure siano meno comuni nei giardini moderni a causa della loro sensibilità al freddo, la loro eredità genetica sopravvive in innumerevoli varietà di rose. 

Le rose Tè presentano diverse caratteristiche che le distinguono.

Fragranza: la loro caratteristica più distintiva è il loro profumo unico, spesso descritto come reminiscente del tè appena preparato, delle violette o talvolta di un aroma fruttato.

Forma del fiore: i fiori sono solitamente grandi, spesso leggermente doppi, e hanno un portamento aggraziato e pendulo. I petali tendono a riflettersi verso l'esterno, conferendo loro un aspetto rilassato ed elegante. 

Palette di colori: sono noti per i loro colori tenui e pastello, tra cui tonalità di crema, giallo, albicocca, rosa e rosa cipria. Le rose Tè rosse o arancioni vivaci sono rare.

Fogliame: le foglie sono solitamente relativamente rade, lucide e spesso presentano una tinta rossastra da giovani. 

Portamento: le rose Tè hanno generalmente un portamento più aperto, spesso tentacolare o arcuato, rispetto alla rigidità eretta di molte rose moderne. 

Spine: le loro spine sono spesso meno numerose e più piccole di quelle che si trovano su altri tipi di rose.

(foto: la Rosa Té "Clementina Carbonieri")

venerdì 3 luglio 2026

LE CLASSI DI ROSE E LA LORO ORIGINE

Come tutti più o meno sappiamo, il grande e variegato mondo delle rose è diviso in tre macrogruppi: Rose Botaniche, Rose Antiche, Rose Moderne.
Vediamo ora l'origine di ogni classe.

ROSE GALLICHE
Derivano tutte dalla Rosa Gallica (varietà botanica), il cui DNA è stato ritrovato nelle Alba, Damascena, Centifolia e tutti i gruppi successivi.

ROSE ALBA
Non sono rose botaniche come si è creduto per molto tempo. Teorie varie le indicano come ibridi o mutazioni spontanee di varietà già esistenti, oppure combinazioni diverse tra rosa canina, rosa villosa, rosa gallica, rosa damascena, rosa corymbifera (foto: Alba Cannabifolia).

















ROSE DAMASCENE
contengono in sé il patrimonio genetico della rosa Gallica, della rosa Fedtschenkoana e della rosa Moschata (foto sotto: Omar Khayyam).

















ROSE CENTIFOLIA
Non si tratta di una specie botanica spontanea, ma del risultato di incroci successivi tra diverse varietà antiche tra cui la Rosa gallica, la Rosa moschata, la Rosa phoenicia e la Rosa alba.

ROSE PORTLAND
La capostipite "Portland Rose" è un incrocio tra Gallica Officinalis e una damascena rifiorente (foto sotto).

















ROSE CINESI
Quelle che ci sono giunte sono le rose più antiche esistenti, e non sono rose botaniche ma già ibridi di notevole complessità (foto sotto: la rosa cinese Moceniga).

















ROSE BOURBON
Nacquero dall'ibridazione naturale tra la Rosa chinensis (nota come Old Blush o Parson's Pink China, importata dalla Cina) e la Rosa damascena bifera (o Quatre Saisons), che i coloni francesi utilizzavano per delimitare i confini delle loro fattorie (foto sotto: Reine Victoria).

















ROSE POLYANTHA
Derivano da una forma di rosa multiflora ibridata con una rosa cinese (foto sotto: Morsdag).

















ROSE IBRIDI PERPETUI
I progenitori di questo gruppo di rose sono Noisettes, Bourbons, Portlands e Tea variamente combinate tra loro (foto sotto: Baron Girod de l'Ain).

















ROSE TEA
Le rose che costituiscono questo gruppo sono ibridi molto antichi di Rosa Chinensis incrociate forse con Rosa Gigantea.

ROSE IBRIDI DI TEA
Sono il risultato dell'incrocio tra le rose Tea orientali e gli Ibridi Perpetui.

ROSE FLORIBUNDA
Derivano dall'evoluzione delle rose Polyantha: Polyantha x Ibridi di Tea.

ROSE "SHRUB"
Il termine "Shrub Rose" (rosa arbustiva o a cespuglio) non definisce una singola varietà botanica, ma è una categoria generica creata per raggruppare tutte le rose cespugliose e vigorose che, per le loro caratteristiche di crescita o l'ibridazione, non rientrano nelle categorie classiche come Ibridi di Tea o Floribunde.