SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

mercoledì 15 luglio 2026

LA MISSION DI VIRU VIRARAGHAVAN

Non molto tempo fa ho parlato dell'ibridatore di rose indiano Viru Viraraghavan.

Da poco ha creato una nuova rosa dal nome "Rose of Yesterday", che ha nel suo albero genealogico sia la Rosa Gigantea, che Viru utilizza molto da sempre, sia la rosa Roxburghii Plena.

Potete vedere la Rose of Yesterday in questa pagina del database Helpmefind.com, non la copio qui perchè protetta da copyright.

La moglie di Viru, Girija, racconta: «Uno degli obiettivi principali del programma di ibridazione di Viru era quello di cercare di creare nuove rose che assomigliassero alle rose antiche del XIX e XX secolo, che nel XXI secolo sono state soppiantate dalle moderne rose ibride di tè e da altre varietà. Fortunatamente, molti intenditori di rose continuano ad amare queste rose antiche da giardino e si impegnano con coraggio per conservarle e preservarle.

"Creare le rose antiche di domani" era il tema di una delle presentazioni/conferenze di Viru in occasione di vari convegni mondiali e internazionali sulle rose, dove ha mostrato il suo lavoro con le specie di rose indiane R. gigantea e R. clinophylla, e i nuovi ibridi che aveva creato, simili alle rose antiche. La sua tesi era che alla rosa dovesse essere data piena libertà di esprimersi e che dovesse essere amata in tutte le sue forme e sfaccettature.

Ha lavorato anche con altre specie di rose: roxburghii, hirtula, rugosa, persica ecc. Questa rosa, nome in codice VIRROXBURGH, un incrocio tra Rosa roxburghii plena, R. gigantea e una vecchia rosa chiamata Echo (Louis Lens), è senza dubbio un ibrido moderno, ma assomiglia molto alle rose di un tempo. E Viru era felice di incrociare questa specie, che onora William Roxburgh (1751-1815), considerato il "padre della botanica indiana", la cui Flora Indica rappresentò "il primo resoconto credibile delle piante indiane in inglese". Fu il primo sovrintendente del Royal Botanic Garden di Shibpur, vicino a Howrah (ora rinominato Acharya Jagadish Chandra Bose Indian Botanical Garden, Howrah, vicino a Calcutta), rendendolo un rinomato centro di ricerca botanica durante il periodo coloniale. Fu il deposito intermedio e il luogo di recupero temporaneo delle piante, tra cui molte rose, che viaggiavano dalla Cina all'Inghilterra passando per il Capo di Buona Speranza all'inizio del XIX secolo: tutte le nostre prime rose Tea e cinesi che raggiunsero l'Occidente si ripresero in questo giardino prima di essere trasportate nel loro lungo viaggio su navi a vela, in apposite casse realizzate per mantenerle in vita. Una parentesi: la casa in cui visse Roxburgh, all'interno del complesso del giardino botanico, è in uno stato tristemente fatiscente e decrepito e avrebbe bisogno di un accurato restauro».

Sotto: la Rosa Roxburghii e il suo cinorrodo.




lunedì 13 luglio 2026

COSA SAPEVO SULLE ROSE

«So di non sapere» è un concetto filosofico attribuito a Socrate e giunto fino all'epoca contemporanea attraverso la narrazione di Platone. Mi è venuto in mente questo denso concetto, perchè so che la mia ignoranza circa il mondo delle rose è ancora grande. Ma per fortuna ora so molte più cose rispetto a quando sono entrata in questo mondo.

Ho iniziato ad appassionarmi di rose nel 2013-2014, quindi ora sono più di dieci anni.

Come tutti i principianti, all'inizio avevo due-tre nozioni di base e una grande ignoranza circa le rose. Le mie nozioni erano: 

1) le rose sono quei fiori fatti così:











quindi con una corolla che si dice (ora lo so) a petali turbinati. Tutte le altre tipologie di corolle rifiutavo di accettarle, perchè secondo me erano brutte, non erano rose "vere". Quindi ad esempio rifiutavo le corolle fatte così:










cioè la corolla semplice, oppure quelle fatte così:











cioè la coppa, o ancora quelle così:











cioè piccole corolle a mazzetti. (Esistono anche altri tipi di corolla).

2) Altra nozione che conoscevo sulle rose, nel lontano 2014: il colore

Per scegliere la rosa che desideravo, bastava acquistare al supermercato la rosa nel sacchetto (o nella scatolina quando andava bene) su cui spiccava una bella foto del fiore. Oppure si poteva andare dal vivaista e chiedere: vorrei una rosa gialla, una rosa arancione, una rosa rossa...

Grazie al cielo, in questi anni ho acquisito un po' di conoscenze in più!

Se veramente vi piacciono le rose, vedrete che inizieranno ad importarvi anche altri particolari di ogni varietà oltre al colore e alla forma del fiore. Innanzitutto interessatevi se si tratti di una rosa antica o moderna. Nei negozi non specializzati si trovano esclusivamente rose moderne; per trovare le rose antiche occorre indirizzarsi verso i vivai specializzati in rose.

Altra cosa interessante da sapere è il nome. Ancora poco tempo fa una mia amica mi chiese, stupita: "Perchè, le rose hanno un nome?". Certo che ce l'hanno, e glielo dà l'ibridatore, cioè colui che le crea. 

In passato, soprattutto nell'Ottocento, andavano di moda nomi lunghi e altisonanti preceduti dal titolo, ad esempio "Baron Girod de l'Ain", oppure "Mademoiselle Elisabeth de la Rocheterie". Per fortuna questa moda dei nomi stra-lunghi è caduta in disuso, in quanto si è capito che più il nome è breve, meglio l'acquirente lo ricorda.

Acquisendo conoscenze sulle rose, imparerete che oltre alla grande suddivisione in antiche e moderne, le rose si dividono in una marea di varietà: Damascena, Centifolia, Cinese, Tè, Ibrido Perpetuo, Bourbon, Moschata, Ibrido di Tè, Inglese... ecc. ecc.

Le rose "tipiche", cioè come quelle della prima foto che ho messo, si chiamano "Ibridi di Tè".

Man mano che "crescete" nelle conoscenze nel mondo delle rose, imparerete che è bello sapere anche chi è l'ibridatore. Ad esempio di una rosa diffusissima come la "Queen Elizabeth" (che si trovava in quasi tutti i giardini nel secolo scorso) la maggior parte delle persone conosce l'aspetto e basta:











E' una Ibrido di Tè creata dall'ibridatore americano Walter E. Lammerts, in onore dell'ascesa al trono della Regina Elisabetta II nel 1952.

Nei cataloghi cartacei e online di vivai o anche dei grandi creatori di rose (es. Barni, Meilland, Guillot, Tantau...) non sempre sono riportate tutte queste notizie riguardo alla rosa che volete acquistare. Probabilmente la quantità e la qualità di informazioni è "aggiustata" sull'acquirente di rose medio, al quale non interessa se la rosa è di Meilland o di Tantau, in quanto gli basta sapere il colore, al limite se è profumata e se è a cespuglio o rampicante.

Se volete imparare tante notizie circa ogni rosa che vi interessa, potete consultare il database mondiale delle rose. A questo link https://www.helpmefind.com/gardening/roses.php si apre direttamente sulla pagina di ricerca, inserite il nome e vedrete il risultato.

Buona ricerca!

venerdì 10 luglio 2026

DIFFERENZE FONDAMENTALI TRA ROSE TE' E ROSE IBRIDI DI TE' (HT)

Ci sono ancora persone che non conoscono la differenza tra Rose tè e Rose Ibridi di tè (HT). Anche se è già stato spiegato, ecco un promemoria. 

Le Rose Ibridi di Tè sono le "figlie" delle Rose Tè. La gente voleva rose con i fiori delle Tè ma con la robustezza e la forza degli Ibridi Perpetui (vedi questo post). I coltivatori iniziarono ad incrociare queste due famiglie e lentamente emerse una nuova classe di cui si dice che "La France" sia la prima.

 All'inizio questa nuova classe di rose, le Ibridi di Tè, non attirò molta attenzione, ma soprattutto dopo la prima guerra mondiale la situazione cambiò e divennero la famiglia di rose dominante e lo è ancora oggi anche se la sua popolarità sta diminuendo. 

Gli Ibridi di Tè hanno la stessa forma floreale delle Rose Tè, anche se molto più grandi e spesso più grossolane.

Hanno la crescita forte e eretta e la buona robustezza degli Ibridi Perpetui. Possono essere molto profumati, un'altra caratteristica che hanno ereditato dagli Ibridi Perpetui.

(foto sotto: "Madame Hector Leuillot", una rosa HT Pernetiana, degli inizi del Novecento. Per un approfondimento sulle rose Pernetiane vedi qui)












LA ROSA "LA FRANCE"

‘La France’ non è una rosa come le altre, è un simbolo, un punto di riferimento: per molti il primo ibrido di Tea al mondo, spartiacque fra le rose antiche e le moderne.











Nel 1876, in Francia, Jean-Baptiste Guillot scopre per caso nei suoi vivai di Lione una rosa insolita, di rara bellezza, nata da un’ibridazione non voluta. Intuisce che si trova di fronte a qualcosa d’importante e la dedica dunque al suo Paese. Una pianta dal fiore globoso col centro rialzato e un arbusto ordinato, ben diverso delle solite Ibride Perpetue, cioè rifiorenti, dell’epoca.

Sembra sia nata dall’incrocio fra una di queste, si ipotizza ‘Madame Victor Verdier’, ed una Tè, forse ‘Madame Bravy’ o più probabilmente ‘Madame Falcot’.

Mantiene il carattere della rifiorenza cui aggiunge l’eleganza della corolla ed il portamento eretto dei rami, con foglie coriacee, mediamente verdi e lucide, per un arbusto non troppo spinoso di 120-150 cm d’altezza su una base di 90 cm.

Il fiore, generalmente solo sullo stelo, raggiunge i 9 cm di diametro, con anche 60 petali, ben disposti, di un rosa argento che incanta. Il profumo, dolce e intenso, evoca quello della rosa di Damasco.

Varietà ancora valida per il giardino e come fiore reciso. Il suo tallone d’Achille è il freddo. A fine stagione perde tutte le foglie, ha bisogno di una potatura moderata e poi … vale la pena d’attendere.



mercoledì 8 luglio 2026

RIPRODUZIONE GAMICA E RIPRODUZIONE AGAMICA

Sento spesso della confusione, tra chi non si intende di rose, riguardo a certe parole più specialistiche, come "innesto" e "ibridazione" o "ibrido", che vengono spesso confuse o usate a casaccio.

Facciamo un passo indietro. Per tutte le piante in generale, vale questo principio riguardo la riproduzione:
riproduzione gamica e riproduzione agamica.

















Riproduzione gamica (sessuale):
avviene attraverso l'unione di due cellule sessuali (gameti) contenute nel polline e nell'ovulo del fiore. Nelle rose, questo processo porta alla formazione del frutto (cinorrodo, foto sotto) che contiene i semi. Nelle rose, con questo procedimento, si creano NUOVE VARIETA'. Seminando un seme di rosa non impollinato da noi (ma che può essersi incrociato tramite vento o insetti, oppure autoimpollinato) non otterremo MAI, un individuo uguale alla madre: ciò si ottiene solo nel caso di ROSE BOTANICHE, cioè pure, mai incrociatesi con altre varietà.




















Riproduzione Agamica (asessuale o vegetativa):
non prevede l'uso di semi o cellule sessuali (polline). La nuova pianta si genera a partire da una parte di tessuto vegetale della pianta madre (rami, gemme o radici).
Si ha una clonazione perfetta: le nuove piante sono cloni identici alla pianta madre, mantenendo lo stesso colore, profumo e resistenza.
Metodi comuni: la talea (trattata qui, qui, qui, qui, qui, qui), la propaggine (interrare un ramo attaccato alla pianta finché non radica), la margotta (qui, foto sotto), l'innesto (qui, qui), la divisione delle ceppaie, cioè della parte radicale.



lunedì 6 luglio 2026

LE ROSE TE'

Le rose Tè (o Rosa Odorata), hanno una storia affascinante che affonda le sue radici nelle loro origini in Cina. 
Furono introdotte per la prima volta in Europa tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, arrivando attraverso le rotte commerciali della Compagnia delle Indie Orientali. 

Ecco una breve cronologia. 
Fine del XVIII secolo: le prime rose da tè, probabilmente la 'Hume's Blush Tea-scented China' and 'Parks' Yellow Tea-scented China', furono portate in Europa dalla Cina.

Inizio del XIX secolo: queste prime importazioni furono poi ampiamente ibridate dagli allevatori europei, in particolare in Francia. Sono state incrociate con rose europee, come Bourbons e Portlands, per creare nuove varietà con fiori più grandi, una gamma di colori più ampia e un vigore migliorato. 

Metà del XIX secolo: le rose Tè divennero incredibilmente popolari, apprezzate per i loro fiori delicati, spesso reclinati, i colori tenui (rosa, giallo, crema) e la caratteristica fragranza "da tè", che ricordava le casse da tè appena aperte. Furono una pietra angolare nello sviluppo delle moderne rose da giardino. 

Dalla fine del XIX all'inizio del XX secolo: hanno svolto un ruolo cruciale nella creazione della classe delle rose Ibridi di Tè, emerse dagli incroci tra rose Tè e rose perpetue ibride. 

















(foto: la rosa Tè "Madame Antoine Mari")

Questa nuova classe ha unito le migliori qualità di entrambe, dando vita a molte delle rose iconiche che conosciamo oggi. Sebbene le rose Tè pure siano meno comuni nei giardini moderni a causa della loro sensibilità al freddo, la loro eredità genetica sopravvive in innumerevoli varietà di rose. 

Le rose Tè presentano diverse caratteristiche che le distinguono.

Fragranza: la loro caratteristica più distintiva è il loro profumo unico, spesso descritto come reminiscente del tè appena preparato, delle violette o talvolta di un aroma fruttato.

Forma del fiore: i fiori sono solitamente grandi, spesso leggermente doppi, e hanno un portamento aggraziato e pendulo. I petali tendono a riflettersi verso l'esterno, conferendo loro un aspetto rilassato ed elegante. 

Palette di colori: sono noti per i loro colori tenui e pastello, tra cui tonalità di crema, giallo, albicocca, rosa e rosa cipria. Le rose Tè rosse o arancioni vivaci sono rare.

Fogliame: le foglie sono solitamente relativamente rade, lucide e spesso presentano una tinta rossastra da giovani. 

Portamento: le rose Tè hanno generalmente un portamento più aperto, spesso tentacolare o arcuato, rispetto alla rigidità eretta di molte rose moderne. 

Spine: le loro spine sono spesso meno numerose e più piccole di quelle che si trovano su altri tipi di rose.

(foto: la Rosa Té "Clementina Carbonieri")

venerdì 3 luglio 2026

LE CLASSI DI ROSE E LA LORO ORIGINE

Come tutti più o meno sappiamo, il grande e variegato mondo delle rose è diviso in tre macrogruppi: Rose Botaniche, Rose Antiche, Rose Moderne.
Vediamo ora l'origine di ogni classe.

ROSE GALLICHE
Derivano tutte dalla Rosa Gallica (varietà botanica), il cui DNA è stato ritrovato nelle Alba, Damascena, Centifolia e tutti i gruppi successivi.

ROSE ALBA
Non sono rose botaniche come si è creduto per molto tempo. Teorie varie le indicano come ibridi o mutazioni spontanee di varietà già esistenti, oppure combinazioni diverse tra rosa canina, rosa villosa, rosa gallica, rosa damascena, rosa corymbifera (foto: Alba Cannabifolia).

















ROSE DAMASCENE
contengono in sé il patrimonio genetico della rosa Gallica, della rosa Fedtschenkoana e della rosa Moschata (foto sotto: Omar Khayyam).

















ROSE CENTIFOLIA
Non si tratta di una specie botanica spontanea, ma del risultato di incroci successivi tra diverse varietà antiche tra cui la Rosa gallica, la Rosa moschata, la Rosa phoenicia e la Rosa alba.

ROSE PORTLAND
La capostipite "Portland Rose" è un incrocio tra Gallica Officinalis e una damascena rifiorente (foto sotto).

















ROSE CINESI
Quelle che ci sono giunte sono le rose più antiche esistenti, e non sono rose botaniche ma già ibridi di notevole complessità (foto sotto: la rosa cinese Moceniga).

















ROSE BOURBON
Nacquero dall'ibridazione naturale tra la Rosa chinensis (nota come Old Blush o Parson's Pink China, importata dalla Cina) e la Rosa damascena bifera (o Quatre Saisons), che i coloni francesi utilizzavano per delimitare i confini delle loro fattorie (foto sotto: Reine Victoria).

















ROSE POLYANTHA
Derivano da una forma di rosa multiflora ibridata con una rosa cinese (foto sotto: Morsdag).

















ROSE IBRIDI PERPETUI
I progenitori di questo gruppo di rose sono Noisettes, Bourbons, Portlands e Tea variamente combinate tra loro (foto sotto: Baron Girod de l'Ain).

















ROSE TEA
Le rose che costituiscono questo gruppo sono ibridi molto antichi di Rosa Chinensis incrociate forse con Rosa Gigantea.

ROSE IBRIDI DI TEA
Sono il risultato dell'incrocio tra le rose Tea orientali e gli Ibridi Perpetui.

ROSE FLORIBUNDA
Derivano dall'evoluzione delle rose Polyantha: Polyantha x Ibridi di Tea.

ROSE "SHRUB"
Il termine "Shrub Rose" (rosa arbustiva o a cespuglio) non definisce una singola varietà botanica, ma è una categoria generica creata per raggruppare tutte le rose cespugliose e vigorose che, per le loro caratteristiche di crescita o l'ibridazione, non rientrano nelle categorie classiche come Ibridi di Tea o Floribunde.

lunedì 29 giugno 2026

UN SABATO MOLTO PIENO

Sabato scorso 27 giugno l'ho dedicato completamente alle rose e al mondo del verde in generale.

Nella mattinata sono andata a trovare una signora che ho conosciuto al Concorso Internazionale per nuove rose dell'UniBo, lo scorso 30 maggio. A pranzo, infatti, ero al tavolo con dei signori appartenenti all'Associazione "Oltre il Giardino" di Forlì, abbiamo scambiato opinioni ed esperienze e ho apprezzato soprattutto Angela, che mi ha detto di amare le rose rugose.

Ci eravamo ripromesse di rivederci, così l'ho contattata e nella prima giornata libera per entrambe, ci siamo incontrate. Le ho portato tre delle mie rose rugose nate da seme, e una pianta di "Emma's Whims".

Angela sta "costruendo" un suo sogno. Dopo un paio di anni di ricerche, ha trovato e acquistato un appezzamento all'inizio delle colline tra Faenza e Forlì. E' un terreno molto sabbioso, declinante verso un ruscello, delimitato da siepi di olivi. Angela è piena di progetti, che sicuramente in un paio di anni porterà a termine.

Nella parte alta del terreno era presente una struttura con finalità non chiare, una specie di magazzino, che ora sta ristrutturando per ricavare camera da letto, bagno, e una cucina esterna (ha già fatto fare un paio di piattaforme in cemento). Contemporaneamente, sta destinando varie parti del terreno a diverse colture: l'orto, che è già in funzione anche con l'irrigazione (mi ha infatti dato alcune cipolle di sua coltivazione: molto buone, mangiate subito a casa), il giardino, il roseto. Ha già alcune rose, a cui aggiungerà le mie.

Angela mi è piaciuta tanto perchè è assolutamente positiva, ama la terra e la campagna, e le rose rugose (cosa non da poco). E' la tesoriera dell'Associazione Oltre il Giardino e proprio in virtù di questa carica, dopo un paio d'ore passate insieme nel suo terreno, ci siamo riviste nel pomeriggio.

Qualche giorno prima avevo infatti ricevuto per posta elettronica questo invito:

Carissimi Soci, gentili amici,
siamo giunti al 3º degli appuntamenti sui metodi base per riprodurre le nostre piante, quello sugli innesti che si terrà 
SABATO 27 giugno 2026  🌿
h 15,30  presso il Vivaio Vittori in via Emilia per Forlì 1420 a Forlimpopoli.
Anche questo terzo incontro sarà tenuto da Maria Eva Giorgioni ed Ivano Zecchini, con noi ospiti graditissimi, saranno Monica Cavina e l'agronomo Remigio Bordini, autore della pubblicazione  "Innestatori in terra di Romagna".
 Tutto il materiale sarà fornito dall'Associazione.
La partecipazione è riservata ai Soci, con la possibilità di tesserarsi il giorno stesso del corso; 🌹costo della tessera di iscrizione: 25 € 
Un caro saluto a tutti!
 Oltre il Giardino

Come avrei potuto resistere! Puntuale alle 15,30 ero ai Vittori Vivai, Angela mi ha tesserato, e ho assistito al corso. 
Maria Eva Giorgioni la conosco già da anni, è lei la vera organizzatrice del Concorso dell'UniBo; tra gli altri partecipanti Monica Cavina mancava purtroppo, per problemi familiari. Erano presenti invece Ivano Zecchini, specialista in innesti su piante da frutto, e Remigio Bordini, dottore in agraria con una lunghissima esperienza nell'innesto delle viti. Remigio Bordini non è un nome sconosciuto nella mia famiglia; è infatti cugino di mio padre (non è chiaro se secondo o terzo cugino) e i due sono sempre stati in rapporto fin da ragazzi.

Anche se da circa tre anni provo io stessa a innestare le rose, un corso vero e proprio mi mancava, avendo sempre solo attinto istruzioni da internet e da Marc Alberici che a sua volta ha imparato da video su Youtube.
Ho capito alcuni errori che ho compiuto finora nell'innestare, e che forse sono i responsabili della mia percentuale così bassa di successi. 
Primo: devono essere ben innaffiati da giorni sia il portainnesto sia la pianta da cui si preleveranno le gemme (il nesto).
Secondo: la parte innestata andrà rivolta verso nord-est, in modo che riceva meno sole possibile (io vado bene perchè i portainnesti li ho in vaso). 
Ho visto che per legare anche Maria Eva utilizza i "gommini" che ho anche io, quindi da luglio in poi mi darò da fare con le varietà che voglio propagare.

(prima foto: Remigio Bordini al centro; seconda foto: Ivano Zecchini; ultime tre foto con Maria Eva Giorgioni).







LE "VITTIME" DI DAVID AUSTIN

La decisione di annullare le proprie varietà mi è incomprensibile. Un grosso ibridatore, di fama mondiale, di solito crea rose, le rilascia sul mercato e ne è orgoglioso. Alla fine sì, le varietà perdono la protezione brevettuale, ma si continua a venderle per orgoglio e autostima. Diventano nomi importanti ed entrano nella scia delle rose più ricercate di sempre, penso ad esempio ad una Peace, a Imperatrice Farah, a Queen Elizabeth ecc. ecc.

Non è così con i vivai David Austin: hanno deciso di cancellare quasi la metà delle loro creazioni in modo da smettere di venderle.

(Ho dedicato a questo argomento post che puoi trovare qui, qui, qui).

Ma c'è anche di peggio: DA non permette che i punti vendita David Austin Roses in tutto il mondo continuino a venderle. Se lo fanno non possono più essere un punto di forza e non possono avere accesso alle varietà più recenti. È un contratto strangolante e sempre più vivai non vogliono più essere punti di forza ufficiali. 

L'ultima vittima che è stata "licenziata" da Austin è Lady Emma Hamilton. Questa varietà estremamente popolare del 2004 è una delle rose più profumate al mondo e i suoi fiori sono di un giallo-arancio brillante. Sì, potrebbe fiorire un po' di più e sì, i fiori perdono i petali dopo un giorno, ma a chi importa? È una rosa estremamente sana e fiorisce due volte nel mio giardino e ne sono molto felice perché ogni fiore è un gioiello di colore e una fragranza agrumata e fruttata piuttosto ossessiva. 











Perché Austin fa questo? Da quando David è morto, nel dicembre 2018, l'azienda ha preso delle decisioni che forse il fondatore non avrebbe approvato.

Hanno sempre detto che le poche (?) rose cancellate erano più adatte ai climi più caldi, ma ora stanno cancellando quasi la metà delle loro creazioni a causa di... "non resistente al calore". Bah! Non credo che Lady Emma Hamilton scomparirà dai nostri giardini. I vivai che non sono  David Austin Selling Point ufficiali continueranno a offrirla ai clienti perché è così amata. 











Nel mio giardino fa un'ottima figura, e penso che quest'anno cercherò di riprodurla tramite innesto, per essere sicura di non perderla mai.



LA CURA DELLE ROSE NELLE ONDATE DI CALDO

Le estati non sono più come una volta. L'equilibrio tra sole e pioggia che ha plasmato i nostri giardini per generazioni sta diminuendo, sostituito da periodi di siccità più lunghi e da un caldo più intenso. Il terreno si indurisce, l'umidità scompare rapidamente e anche le piante più consolidate iniziano a mostrare segni di stress. Le rose, nonostante tutta la loro grazia e il loro vigore, non fanno eccezione. Ma mentre il tempo cambia, possiamo anche adattare il nostro approccio, prendendoci cura delle nostre piante con maggiore consapevolezza e intenzione.

I segnali che la rosa sta soffrendo il caldo
  • foglie che ingialliscono o si arricciano;
  • petali che appassiscono in poche ore;
  • fiori che faticano ad aprirsi o si seccano subito;
  • steli molli o foglie “svuotate” al tatto;
  • crescita più lenta o bloccata.
(foto sotto: una rosa colpita da un colpo di calore)

















Perchè l'irrigazione è più importante che mai
Durante le ondate di calore, le rose perdono rapidamente umidità. I loro fiori possono appassire, le foglie possono opacizzarsi o arricciarsi e la crescita può rallentare. Il terreno circostante può seccarsi rapidamente, soprattutto se esposto, sabbioso o poco profondo. Una buona irrigazione aiuta la tua rosa a rimanere forte nonostante queste sfide. Raffredda le radici, allevia lo stress e permette alla pianta di continuare a crescere anche in condizioni difficili. Per le rose piantate quest'anno è particolarmente importante. Le loro radici sono ancora in via di sviluppo e non riescono ancora a raggiungere l'acqua trattenuta in profondità nel terreno.














Sapere quando annaffiare
Nella stagione calda, le rose necessitano di annaffiature regolari e profonde. Per le rose appena piantate, questo può significare a giorni alterni. Per le rose stabilizzate, una o due volte a settimana possono essere sufficienti se l'irrigazione è accurata e il terreno è ben pacciamato. Ma non si tratta di orari rigidi. Il modo migliore per sapere quando annaffiare è controllare il terreno. Scava due o tre pollici con le dita o una piccola cazzuola. Se a quella profondità il terreno sembra asciutto, è il momento di annaffiarlo. E non lasciatevi ingannare da una rapida doccia estiva. Spesso non raggiunge le radici. Cerca segni nella tua rosa. Fiori appassiti, steli cadenti o fogliame sbiadito sono tutti segni che è necessaria più acqua.












Annaffiare nel modo giusto
La chiave per annaffiare bene è fornire acqua lentamente, profondamente e direttamente alle radici. Ciò aiuta la rosa a sfruttarlo al meglio riducendo al contempo gli sprechi. Acqua sempre alla base. Evitare di bagnare le foglie e i fiori, poiché ciò può portare a malattie, in particolare in condizioni calde e ferme. Utilizzare un annaffiatoio o un tubo con uno spray morbido. Un flusso lento impedisce al terreno di lavarsi via e dà il tempo all'acqua di assorbirsi. Se l'acqua inizia a defluire, fermati e lasciala assorbire. Poi ricomincia. È anche possibile creare un pozzo poco profondo attorno alla base di ogni rosa per trattenere l'acqua dove serve. Cercate di dare a ogni rosa circa 5 litri per annaffiatura, di più se la pianta è grande o il terreno è particolarmente drenante.

Compost: il tuo miglior alleato quando fa caldo
La pacciamatura è essenziale in estate. Uno strato di compost, letame ben marcito, muffa fogliare o corteccia attorno alla base della rosa mantiene il terreno fresco e rallenta l'evaporazione. Agisce come una coperta protettiva, aiutando il terreno a trattenere l'umidità più a lungo. Applicare uno strato di circa 5–7 cm di spessore, lasciando un po' di spazio attorno allo stelo per evitare di favorire il marciume. Non solo conserva l'acqua, ma arricchisce anche il terreno e sopprime le erbacce.














Caldo e rose in vaso
Le rose coltivate in contenitore sono più vulnerabili al calore e all'aria secca. Le loro radici sono limitate a un piccolo spazio e il compost si secca rapidamente, soprattutto al sole o al vento. Controllali ogni giorno. Quando fa molto caldo, potrebbero aver bisogno di essere annaffiati mattina e sera. Annaffia abbondantemente. Lascia scorrere l'acqua finché non la vedi defluire dalla base. Evitar di lasciare asciugare completamente il compost, soprattutto con miscele prive di torba, che possono diventare difficili da bagnare nuovamente. 
Tieni d'occhio i segnali di stress. Foglie arricciate, fiori pendenti o crescita stentata possono significare troppa poca acqua. D'altra parte, un odore di muffa o un compost costantemente umido potrebbero suggerire troppo. Se possibile, evita di usare vasi neri in pieno sole. Assorbono rapidamente il calore e possono causare il surriscaldamento e l'essiccazione più rapida delle radici. I contenitori pallidi o riflettenti sono migliori in condizioni calde. In alternativa, raggruppa i vasi insieme o posizionali all'ombra parziale delle piante più alte per mantenere le temperature più basse e ridurre la perdita d'acqua.