Febbraio: per le rose rifiorenti è la stagione della potatura, ma anche la stagione più giusta per acquistarne di nuove e metterle in terra o in vaso. In questa stagione infatti dovrebbero essere finite le gelate, e le nuove piante avranno il tempo di acclimatarsi e prepararsi per la stagione vegetativa.
Presenterò quindi qualche rosaio di mio gradimento, sperando che vi possano piacere e che vi possano dare qualche idea per arricchire il vostro roseto.
Oggi iniziamo con una rosa ibrido di rugosa, Thérèse Bugnet: lo so che a molti non piacciono le rose rugose, ma sono invece una mia passione!
Una rosa alla quale si potrebbe passare accanto quando non è in fiore, pensando dal fogliame che si tratti di un arbusto di un'altra specie e non di una rosa. Foglie lunghe, strette e opache, non tipiche di nessun'altra ibrido di Rugosa. In autunno gli alti steli diventano di un attraente rosso.
La fotografia sotto mostra una fioritura appena prima del suo massimo splendore: notate il grande numero di boccioli prodotti contemporaneamente!
Nella foto sotto vediamo i fiori aperti. Questi fiori di grandi dimensioni si presentano in grappoli, con grandi petali ondulati che si aprono a forma di piattino. Inizialmente rosa scuro, per poi sfumare in una tonalità più morbida con quegli affascinanti stami dorati. Tipica fragranza dolce ma intensa di chiodi di garofano. Fioriture ripetute dall'estate all'autunno.
Un arbusto alto 1,5-2 m, e come alla maggior parte delle ibride di rugosa non le piace essere potata. Resistente alle malattie. Tollerante all'ombra, eccezionale resistenza al freddo. Ampiamente disponibile in Italia.
Ibridata e introdotta nel 1941 da Georges Bugnet, uno dei maggiori scrittori francesi del Canada occidentale, pubblicò quattro romanzi, il più noto dei quali è ‘La foresta’, e inoltre numerosi saggi, racconti e poesie. Nato in Francia nel 1879, studiò alla Sorbona, Georges emigrò in Canada con la moglie Julia e visse in una fattoria vicino a Edmonton, in Alberta. Sebbene non avesse una formazione botanica, nutriva un grande interesse per le piante e iniziò a coltivarle cercandone una in grado di sopravvivere al rigido clima dell'Alberta. Prendendo i semi dalle piante russe produsse il pino di Lagoda. Nel 1941 sperimentò l'incrocio tra rose autoctone russe e e specie autoctone canadesi e produsse ‘Thérèse Bugnet’, che prese il nome dalla sorella. Continuò a coltivare rose per divertimento, producendo 16 ibridi di Rugosa e regalando le piante ai vivai affinché le propagassero e le vendessero. Con nove figli era molto interessato all'istruzione ed era molto coinvolto nelle scuole locali e nei loro programmi educativi. Georges ebbe una lunga vita: morì alla veneranda età di 101 anni, nel 1981.





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