E così, è passata anche la mia prima volta in cui ho parlato in pubblico delle mie esperienze con le rose.
Il momento è stato molto bello e intenso, soprattutto perchè era dentro alla cornice di un evento di due giorni denominato "Aromataria" giunto alla quinta edizione, e il cui titolo quest'anno era: "Semi che restano: un viaggio dove la vita inizia".
Il programma era molto variegato:
- INCONTRO CON LA SCIENZA: un dialogo aperto tra esperti, appassionati e curiosi attraverso conversazioni dedicate al mondo delle piante (e io ricadevo in questa categoria)
- MOSTRA MERCATO con artigiani, artisti e produttori locali, custodi di una passione comune che affonda le radici nella terra
- ATTIVITA' culturali e di intrattenimento, VISITE GUIDATE e LABORATORI per bambini.
Io dovevo parlare alle 15,30 di sabato 23 e avevo a disposizione un banchetto in una bella zona ombreggiata e di passaggio.
Prima di me ha parlato una esperta profumiera, Beatrice Granucci di Lucca, che ha un proprio brand. Chi mi segue da un po' sa che nel mio blog ho spesso trattato del profumo delle rose, in quanto è una materia che mi incuriosisce e mi affascina. Posso dire che Beatrice ha risposto a diverse domande che avevo in mente, sulla meccanica dei profumi. Ci siamo scambiate i contatti e spero davvero che potremo incontrarci ancora.
Per il mio intervento, che aveva come titolo "Rose: da coltivatrice a ibridatrice il passo è breve", avevo portato con me un po' di materiale: 4 miei semenzali già cresciuti, un vassoio di semenzali piccolini di quest'anno, uno dei quali fiorito, polline raccolto nei giorni precedenti, cinorrodi verdi e alcuni già secchi, le immancabili forbicine.
All'inizio ero, non dico emozionata, ma impacciata davanti a tutte quelle persone (saranno state almeno una ventina). Poi ho preso il via e ho iniziato a raccontare la mia storia con le rose, dagli esordi come coltivatrice che non ne sapeva nulla, aiutandomi via via con libri cartacei, cataloghi online, incontri con vivaisti, passando per tutte le mie predilezioni del momento (prima solo le rose HT, poi rifiuto delle HT e amore per le spinosissime, poi per le rose a corolla singola, poi per le rose viola e in seguito quelle arancioni, e avanti così, paragonando i miei "periodi" a quelli di Picasso, che ebbe il periodo rosa e quello blu...😄😄😄). Sono quindi giunta a parlare della raccolta "casuale" dei cinorrodi per fare i primi esperimenti di germinazione, fino alla vera e propria ibridazione. Ho mostrato come si prepara la madre per ricevere il polline, e come si impollina.






Ho anche fatto sorridere l'assemblea, quando ho detto ad esempio che in famiglia "mio marito tollera in silenzio la mia passione, mia figlia quando si arrabbia minaccia di bruciarmi tutte le rose, e mio figlio quando è scocciato mi dice <<mamma vai dalle tue PEONIE>>". Oppure quando ho raccontato che per la primissima ibridazione della mia vita avevo preparato tutta la strumentazione, compreso il pennellino, ma sul più bello il pennellino era sparito... allora chiamai al telefono Marc Alberici e lui mi disse: "USA IL DITO!". Era il 2019. E da allora il mio strumento per apportare il polline è sempre stato solo il dito. Ah, il pennellino è stato poi ritrovato nel 2023, quando da noi c'è purtroppo stata l'alluvione, e abbiamo svuotato i mobili per buttarli e in un cassetto c'era il pennellino (sono quasi sicura che fu opera di mia figlia).
Il preziosissimo Carlo Carulli, che durante le due giornate ha fatto di continuo la guida nel roseto (ha accompagnato anche noi) è stato il mio "valletto" perchè passava tra la gente a mostrare il polline, i cinorrodi, i semi... Carlo è un meraviglioso appassionato di rose, le conosce a menadito, sa anche tantissimi aneddoti sulle singole rose, per cui ascoltarlo è un vero piacere. Nel roseto di Viterbo ci sono anche due mie rose, e fu proprio Carlo a richiederle per avere una rappresentanza di ibridatrice donna. Lo ringrazio tanto per questo onore, e anche per avermi invitato ad Aromataria.







Concludo con il racconto di un episodio: avevo lasciato le mie rose nell'orto botanico per ritirarle solo la domenica, erano vicino al tavolo dove avevo parlato e mi avevano rassicurato che c'era la vigilanza. Infatti la domenica era tutto a posto, c'erano ancora, e ci siamo fermati ad ascoltare un altro incontro con Beatrice Granucci, che ogni voltati incanta con la sua conoscenza del mondo dei profumi.


Io e mio marito ci siamo poi presi un po' di tempo per noi per visitare il resto dell'orto botanico (bellissime le parti dedicate alla serra tropicale e al deserto), abbiamo pranzato ad uno stand poi siamo tornati al tavolo. Beatrice, che stava con amici lì nei pressi, mi ha subito detto: E' venuta una signora che ha preso una tua rosa, io non ho detto niente perchè pensavo fosse autorizzata...
Momento di panico! Quale rosa aveva preso? Vedo che era proprio quella che era un pezzo unico non ancora moltiplicato, e che presentava un fiore bellissimo! Poi Beatrice ha detto: guarda, quella signora là con un vaso in mano, deve essere lei! L'ho rincorsa e fermata e le ho detto: "signora, quella rosa è mia". "Ah, l'ha già comprata lei?" "No, l'ho creata io, è un pezzo unico". "Ah, mi avevano detto di sentire dal signore che ha le rose (uno stand) ma non c'era nessuno...".
Ma io dico! Questa qua, senza dire niente, se ne andava, con una rosa presa così, senza chiedere niente a nessuno... Le era piaciuta e se l'era presa. Ma come si può ragionare così???
Comunque tutto è bene quel che finisce bene. La rosa in questione è un incrocio 2023-2024 che fino allo scorso anno aveva fatto un fiore insulso e con poco profumo. Infatti avevo messo la pianta tra quelle scartate. Finchè venerdì mattina la vedo fiorita, con una corolla che non aveva nulla a che fare con le fioriture degli anni precedenti, e profumatissima. L'ho detto, nel mio intervento: finchè le rose non hanno almeno tre anni non si stabilizzano, soprattutto come fiore! Purtroppo di questo fiore, nella fretta, non ho fatto nemmeno una foto! Dovrete aspettare a vederla alla prossima fioritura.


