lunedì 14 giugno 2021

INNESTO DELLE ROSE - INNESTO A GEMMA

Ieri sono andata da Marc Alberici, a Podenzano in provincia di Piacenza, per imparare da lui ad innestare le rose con l'innesto a gemma.

Il viaggio da casa mia a Podenzano è molto agevole, praticamente tutta autostrada A1, che immagino segua l'andamento della romana Via Emilia (ma quanto erano avanti questi romani!!!). Due ore in tutto di viaggio all'andata e due al ritorno.

A Podenzano, prima ho visitato il roseto di Marc, dove tiene le rose che usa sia da madri che da polline, e che quindi non sono solo rose sue, ma anche e soprattutto rose di ibridatori internazionali. Mi ha spiegato che, secondo la sua esperienza, le rose che meglio si adattano al ruolo di genitore sono quelle tedesche, soprattutto le Kordes.

Poi siamo andati al suo vivaio, dove ci sono tutti gli ibridi da lui prodotti in questi ultimi due anni, cioè quelli nati la scorsa primavera e quelli nati questa primavera. Una meraviglia! E poi molte piante erano già sfiorite, sarei dovuta andare una decina di giorni fa, ma per problemi familiari, quando i figli vanno ancora a scuola non mi posso assentare una giornata intera. Ma anche così, vedendole ieri, lo stupore non è mancato.

Ho detto a Marc che ha la mano d'oro per le ibridazioni, ne sbaglia poche. Ha dei risultati eccezionali, penso che ormai tra l'esperienza e il suo sesto senso, sia diventato bravissimo.

La "lezione" di ieri comunque verteva sull'innesto a gemma, il metodo di riproduzione delle rose più comune e, forse, anche quello più facile e con i risultati più sicuri.


Questi nella foto sono solo alcuni dei portainnesto che Marc ha utilizzato quest'anno. Come portainnesto, per le rose vengono utilizzate rose botaniche, soprattutto Rosa Canina e Rosa Laxa (queste nelle foto sono Laxa). Gli innesti gli sono arrivati a febbraio e lui li ha messi in vaso, perchè quest'anno non erano ancora molti. Quando te li mandano, i portainnesti non sono altro che bastoncini senza rami, che vanno piantati molto semplicemente facendo un buco nel terreno, richiudendolo e dando un po' d'acqua. Essendo rose selvatiche, i portainnesti non hanno praticamente bisogno di cure, una volta messi a terra.

Ma adesso passiamo alla parte pratica. Nella foto qui sotto, gli strumenti essenziali per l'innesto: un coltello da innesto e la apposita pietra per rifare il filo alla lama, e i "gommini" per chiudere la gemma al suo posto una volta innestata.

   

Ed ecco il semplice procedimento:
scegliere un ramo che abbia GIA' FIORITO dal rosaio che intendiamo moltiplicare. Le gemme ideali sono quelle centrali: quelle più in basso potrebbero dare origine a molti succhioni, quelle più in alto sono più deboli.
Prelevare le gemme che ci interessano, una alla volta naturalmente:

 

togliere il "legno" dalla porzione prelevata, il legno è la parte interna più chiara, dobbiamo rimanere solo la corteccia verde, molto tenera.

    

Ora occorre preparare il portainnesto. Scoprire un po' la parte inferiore del busto, dove inizia la radice, la si riconosce dal colore diverso. E' qui che va praticato l'innesto.

 

In questa parte, occorre praticare una incisione a T, prima il taglio verticale, poi quello orizzontale
 

Aprire con il coltellino la parte di corteccia incisa nel portainnesto e inserire la gemma (attenzione a non inserirla a rovescio!). Aiutarsi leggermente con la punta del coltellino per spingerla bene all'interno, in basso.


Tagliare la parte alta eccedente della corteccia inserita


Ora occorre fissare il nostro lavoro con il "gommino", avvolgendolo attorno al fusto e fermandolo con l'apposito punto di metallo.



Nel giro di un paio di mesi, forse anche meno, se la gemma tiene, forerà l'involucro di caucciù del nostro gommino e si farà vedere, come nella foto qui sotto:



Il prossimo inverno, in febbraio, si taglierà il portainnesto poco sopra al punto di innesto, così rimarrà solo la "nuova" pianta.

A partire dal novembre successivo, le rose innestate saranno pronte per essere trapiantate, o eventualmente per essere vendute a radice nuda.

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