SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

mercoledì 26 agosto 2026

GLI ARGIDI DELLE ROSE

Quante volte vi è capitato di ritrovare i rami più giovani delle vostre rose ridotti così???








E' tutta colpa degli Argidi delle rose.

Le specie di argidi delle rose da tenere sotto controllo sono due: Arge rosae e Arge pagana. Sono due specie molto simili tra loro, sia dal punto di vista morfologico e che per i danni prodotti sulle piante di rose.

ARGE ROSAE







Questi argidi si presentano in forma adulta come piccole mosche, lunghe dai 7 ai 10 mm. Hanno il capo di colore nero, con 3 antenne (due nere e una rossastra). Il torace è giallo-rossastro, con mesonoto, scutello e mesosterno neri. Le zampe sono gialle con estremità nere. L’addome è giallo-arancio.

ARGE PAGANA







Questa specie si differenza leggermente dalla precedente nella forma adulta. Il capo, le antenne, il pro-torace e le zampe sono interamente nero lucente. L’addome è giallo-rossastro, con il primo segmento nero. La lunghezza è di 7-9 mm.

DANNI ALLE ROSE

I danni arrecati dagli argidi alla pianta di rose sono di due tipi. In primo luogo, nel momento della deposizione delle uova vengono lesionati dagli argidi adulti i rametti teneri e non ancora lignificati. Il rametto attaccato cresce in maniera irregolare, a volte ricurvo, nei casi più gravi dissecca del tutto nella parte al di sopra del punto di deposizione delle uova.

Le larve, invece, compiono estese erosioni fogliari. Le foglie possono essere mangiate per intero, ad esclusione della nervatura mediana. Gli stadi giovanili delle larve sono i più pericolosi, per la voracità e il comportamento gregario.

La deposizione delle uova avviene all’interno dei tessuti dei rametti, grazie all’organo ovopositore che crea delle ferite longitudinali sul fondo delle quali vengono lasciate le uova (foto). 

Le larve nascono dopo circa dieci giorni e iniziano subito la loro attività trofica a danno delle foglie. Dopo 5 mute la larva s’imbozzola nel terreno o tra le foglie.

COME DIFENDERSI


Dato che il "taglio" (vedi foto sopra) provocato dalla deposizione delle uova, è abbastanza evidente, si può ricorrere al controllo giornaliero delle nostre rose; nel caso si avvistasse una "ferita" da cui le larve non siano ancora uscite, la cosa migliore è tagliare via il ramo dalla ferita in su.

Tra i prodotti consentiti in agricoltura biologica impiegabili contro gli argidi delle rose abbiamo il piretro naturale. Si tratta di un prodotto molto efficace contro gli stadi larvali di quest’ordine d’insetti parassiti, ma che deve essere usato con molta cautela, in quanto poco selettivo nei confronti degli insetti utili.

Anche i trattamenti di tipo chimico devono essere effettuati contro le larve ai primi stadi. Numerose le aziende che ne producono, ne nomino alcune: Fito, Compo, Bayer, Protect Garden.

lunedì 10 agosto 2026

LA DIFFICILE ARTE DELL'INNESTO

Questo è ormai il quarto anno in cui mi dedico a innestare personalmente le mie rose, soprattutto i miei semenzali. In quattro anni direi che di pratica ne ho fatto, ho anche cercato di variare leggermente la modalità, ma i miei risultati si sono ormai stabilizzati direi, a occhio, attorno ad un 35-40% di successo. Mi sono informata tanto su internet, guardando anche molti video; ho anche seguito un breve corso (vedi questo post), ciò nonostante continuo a vedere che l'attecchimento lascia molto a desiderare.

Certo che dalla figuretta che metto qui sotto sembra tutto così semplice...








Allora mi sono rivolta di nuovo alla Intelligenza Artificiale. Ho chiesto: "Perchè i miei innesti di rosa spesso non attecchiscono? Quali potrebbero essere i miei errori?"

L'IA ha molto gradito queste domande, e si è molto divertita a sbattermi in faccia tutto quello che sbaglio... Ecco quello che mi ha risposto.

L'innesto di rose solitamente fallisce a causa dello scarso contatto con lo strato cambiale, per squilibri di umidità (essiccazione o marciume) o per l'esecuzione dell'innesto quando le piante sono dormienti. Il successo richiede che sia la marza che il portainnesto crescano attivamente e perfettamente.

Lo strato cambiale (o cambio) è il sottile tessuto vegetale vivo situato appena sotto la corteccia. È fondamentale negli innesti perché produce nuove cellule che formano un "cemento naturale": affinché l'innesto attecchisca, i cambi della marza e del portainnesto devono essere a stretto contatto e allineati.

Gli errori più comuni includono:

-Cambio non allineato: il sottile strato verde di cellule in divisione attiva sotto la corteccia del nesto e del portainnesto deve toccarsi almeno da un lato. Se non sono allineati, la pianta non può trasferire i nutrienti. 

-Ferite non ben sigillate: se si formano bolle d'aria o il taglio esposto si secca, le cellule si ossidano e muoiono. L'innesto deve essere avvolto strettamente con nastro adesivo per innesti o Parafilm per trattenere l'umidità e impedire l'ingresso dell'acqua. 

-Contaminazione: se la zona del trapianto viene bagnata con acqua subito dopo l'intervento, o se non si disinfetta il coltellino con alcol denaturato, si introducono batteri e funghi che causano la necrosi. 

-Materiale dormiente: gli innesti hanno molte meno probabilità di attecchire se la marza o il portainnesto sono inattivi. Eseguire sempre l'innesto quando entrambe le piante stanno producendo nuova vegetazione, in genere in primavera o in estate. 

Poi la IA mi ha chiesto che tipo di innesto pratico, se utilizzo portainnesti in contenitore oppure no, e in che periodo faccio gli innesti. La mia risposta è stata: "Innesto a gemma in vaso, tra luglio e agosto".

Ecco la trattazione dei miei errori:

La propagazione per gemmazione a T in vaso a metà estate fallisce spesso a causa di stress idrico specifico del contenitore, lacerazioni della corteccia o disidratazione delle gemme. Luglio e agosto sono i mesi migliori per l'innesto a T perché la corteccia si "sfalda" (si stacca facilmente), ma l'alto caldo estivo crea delle situazioni difficili per i portainnesti in vaso.

Perché gli innesti in vaso estivi falliscono

Il blocco della corteccia dovuto all'asciugatura del vaso: se un portainnesto in vaso si asciuga anche solo leggermente con il caldo di luglio-agosto, la corteccia si indurisce e non si stacca. Forzarla per aprirla schiaccia lo strato di cambio.

Surriscaldamento del germoglio: le piante in vaso si riscaldano molto più velocemente del terreno. Lasciare un vaso con germogli appena spuntati sotto il sole diretto di agosto cuoce la delicata protezione prima che possa saldarsi. 

Annegamento da linfa: un'eccessiva irrigazione del vaso poco prima dell'innesto provoca un flusso di linfa eccessivo, che spinge letteralmente la protezione della gemma inserita fuori dalla fessura a T o la fa marcire.

Una volta inserita la gemma e praticata la legatura, spostare in ombra piena: mettere immediatamente la rosa in vaso in un luogo completamente ombreggiato e luminoso per 2-3 settimane . Evitare che il sole pomeridiano colpisca il vaso. 

Irrigazione controllata: mantenere il terreno umido ma mai inzuppato. Evitare di irrigare dall'alto per mantenere il nastro di chiusura completamente asciutto.

Test delle 3 settimane: dopo 21 giorni, osservate la gemma. Se è turgida e verde, l'innesto è riuscito. Se è nera e avvizzita, non ha attecchito. Non tagliate la parte superiore del portainnesto fino alla primavera successiva, quando la gemma inizia a produrre nuove foglie (di solito io lo faccio in febbraio).

Qualcuno di voi lettori ha già fatto tentativi con l'innesto delle rose? Mi piacerebbe conoscere la vostra esperienza...