SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

venerdì 3 luglio 2026

LE CLASSI DI ROSE E LA LORO ORIGINE

Come tutti più o meno sappiamo, il grande e variegato mondo delle rose è diviso in tre macrogruppi: Rose Botaniche, Rose Antiche, Rose Moderne.
Vediamo ora l'origine di ogni classe.

ROSE GALLICHE
Derivano tutte dalla Rosa Gallica (varietà botanica), il cui DNA è stato ritrovato nelle Alba, Damascena, Centifolia e tutti i gruppi successivi.

ROSE ALBA
Non sono rose botaniche come si è creduto per molto tempo. Teorie varie le indicano come ibridi o mutazioni spontanee di varietà già esistenti, oppure combinazioni diverse tra rosa canina, rosa villosa, rosa gallica, rosa damascena, rosa corymbifera (foto: Alba Cannabifolia).

















ROSE DAMASCENE
contengono in sé il patrimonio genetico della rosa Gallica, della rosa Fedtschenkoana e della rosa Moschata (foto sotto: Omar Khayyam).

















ROSE CENTIFOLIA
Non si tratta di una specie botanica spontanea, ma del risultato di incroci successivi tra diverse varietà antiche tra cui la Rosa gallica, la Rosa moschata, la Rosa phoenicia e la Rosa alba.

ROSE PORTLAND
La capostipite "Portland Rose" è un incrocio tra Gallica Officinalis e una damascena rifiorente (foto sotto).

















ROSE CINESI
Quelle che ci sono giunte sono le rose più antiche esistenti, e non sono rose botaniche ma già ibridi di notevole complessità (foto sotto: la rosa cinese Moceniga).

















ROSE BOURBON
Nacquero dall'ibridazione naturale tra la Rosa chinensis (nota come Old Blush o Parson's Pink China, importata dalla Cina) e la Rosa damascena bifera (o Quatre Saisons), che i coloni francesi utilizzavano per delimitare i confini delle loro fattorie (foto sotto: Reine Victoria).

















ROSE POLYANTHA
Derivano da una forma di rosa multiflora ibridata con una rosa cinese (foto sotto: Morsdag).

















ROSE IBRIDI PERPETUI
I progenitori di questo gruppo di rose sono Noisettes, Bourbons, Portlands e Tea variamente combinate tra loro (foto sotto: Baron Girod de l'Ain).

















ROSE TEA
Le rose che costituiscono questo gruppo sono ibridi molto antichi di Rosa Chinensis incrociate forse con Rosa Gigantea.

ROSE IBRIDI DI TEA
Sono il risultato dell'incrocio tra le rose Tea orientali e gli Ibridi Perpetui.

ROSE FLORIBUNDA
Derivano dall'evoluzione delle rose Polyantha: Polyantha x Ibridi di Tea.

ROSE "SHRUB"
Il termine "Shrub Rose" (rosa arbustiva o a cespuglio) non definisce una singola varietà botanica, ma è una categoria generica creata per raggruppare tutte le rose cespugliose e vigorose che, per le loro caratteristiche di crescita o l'ibridazione, non rientrano nelle categorie classiche come Ibridi di Tea o Floribunde.

lunedì 29 giugno 2026

UN SABATO MOLTO PIENO

Sabato scorso 27 giugno l'ho dedicato completamente alle rose e al mondo del verde in generale.

Nella mattinata sono andata a trovare una signora che ho conosciuto al Concorso Internazionale per nuove rose dell'UniBo, lo scorso 30 maggio. A pranzo, infatti, ero al tavolo con dei signori appartenenti all'Associazione "Oltre il Giardino" di Forlì, abbiamo scambiato opinioni ed esperienze e ho apprezzato soprattutto Angela, che mi ha detto di amare le rose rugose.

Ci eravamo ripromesse di rivederci, così l'ho contattata e nella prima giornata libera per entrambe, ci siamo incontrate. Le ho portato tre delle mie rose rugose nate da seme, e una pianta di "Emma's Whims".

Angela sta "costruendo" un suo sogno. Dopo un paio di anni di ricerche, ha trovato e acquistato un appezzamento all'inizio delle colline tra Faenza e Forlì. E' un terreno molto sabbioso, declinante verso un ruscello, delimitato da siepi di olivi. Angela è piena di progetti, che sicuramente in un paio di anni porterà a termine.

Nella parte alta del terreno era presente una struttura con finalità non chiare, una specie di magazzino, che ora sta ristrutturando per ricavare camera da letto, bagno, e una cucina esterna (ha già fatto fare un paio di piattaforme in cemento). Contemporaneamente, sta destinando varie parti del terreno a diverse colture: l'orto, che è già in funzione anche con l'irrigazione (mi ha infatti dato alcune cipolle di sua coltivazione: molto buone, mangiate subito a casa), il giardino, il roseto. Ha già alcune rose, a cui aggiungerà le mie.

Angela mi è piaciuta tanto perchè è assolutamente positiva, ama la terra e la campagna, e le rose rugose (cosa non da poco). E' la tesoriera dell'Associazione Oltre il Giardino e proprio in virtù di questa carica, dopo un paio d'ore passate insieme nel suo terreno, ci siamo riviste nel pomeriggio.

Qualche giorno prima avevo infatti ricevuto per posta elettronica questo invito:

Carissimi Soci, gentili amici,
siamo giunti al 3º degli appuntamenti sui metodi base per riprodurre le nostre piante, quello sugli innesti che si terrà 
SABATO 27 giugno 2026  🌿
h 15,30  presso il Vivaio Vittori in via Emilia per Forlì 1420 a Forlimpopoli.
Anche questo terzo incontro sarà tenuto da Maria Eva Giorgioni ed Ivano Zecchini, con noi ospiti graditissimi, saranno Monica Cavina e l'agronomo Remigio Bordini, autore della pubblicazione  "Innestatori in terra di Romagna".
 Tutto il materiale sarà fornito dall'Associazione.
La partecipazione è riservata ai Soci, con la possibilità di tesserarsi il giorno stesso del corso; 🌹costo della tessera di iscrizione: 25 € 
Un caro saluto a tutti!
 Oltre il Giardino

Come avrei potuto resistere! Puntuale alle 15,30 ero ai Vittori Vivai, Angela mi ha tesserato, e ho assistito al corso. 
Maria Eva Giorgioni la conosco già da anni, è lei la vera organizzatrice del Concorso dell'UniBo; tra gli altri partecipanti Monica Cavina mancava purtroppo, per problemi familiari. Erano presenti invece Ivano Zecchini, specialista in innesti su piante da frutto, e Remigio Bordini, dottore in agraria con una lunghissima esperienza nell'innesto delle viti. Remigio Bordini non è un nome sconosciuto nella mia famiglia; è infatti cugino di mio padre (non è chiaro se secondo o terzo cugino) e i due sono sempre stati in rapporto fin da ragazzi.

Anche se da circa tre anni provo io stessa a innestare le rose, un corso vero e proprio mi mancava, avendo sempre solo attinto istruzioni da internet e da Marc Alberici che a sua volta ha imparato da video su Youtube.
Ho capito alcuni errori che ho compiuto finora nell'innestare, e che forse sono i responsabili della mia percentuale così bassa di successi. 
Primo: devono essere ben innaffiati da giorni sia il portainnesto sia la pianta da cui si preleveranno le gemme (il nesto).
Secondo: la parte innestata andrà rivolta verso nord-est, in modo che riceva meno sole possibile (io vado bene perchè i portainnesti li ho in vaso). 
Ho visto che per legare anche Maria Eva utilizza i "gommini" che ho anche io, quindi da luglio in poi mi darò da fare con le varietà che voglio propagare.

(prima foto: Remigio Bordini al centro; seconda foto: Ivano Zecchini; ultime tre foto con Maria Eva Giorgioni).







LE "VITTIME" DI DAVID AUSTIN

La decisione di annullare le proprie varietà mi è incomprensibile. Un grosso ibridatore, di fama mondiale, di solito crea rose, le rilascia sul mercato e ne è orgoglioso. Alla fine sì, le varietà perdono la protezione brevettuale, ma si continua a venderle per orgoglio e autostima. Diventano nomi importanti ed entrano nella scia delle rose più ricercate di sempre, penso ad esempio ad una Peace, a Imperatrice Farah, a Queen Elizabeth ecc. ecc.

Non è così con i vivai David Austin: hanno deciso di cancellare quasi la metà delle loro creazioni in modo da smettere di venderle.

(Ho dedicato a questo argomento post che puoi trovare qui, qui, qui).

Ma c'è anche di peggio: DA non permette che i punti vendita David Austin Roses in tutto il mondo continuino a venderle. Se lo fanno non possono più essere un punto di forza e non possono avere accesso alle varietà più recenti. È un contratto strangolante e sempre più vivai non vogliono più essere punti di forza ufficiali. 

L'ultima vittima che è stata "licenziata" da Austin è Lady Emma Hamilton. Questa varietà estremamente popolare del 2004 è una delle rose più profumate al mondo e i suoi fiori sono di un giallo-arancio brillante. Sì, potrebbe fiorire un po' di più e sì, i fiori perdono i petali dopo un giorno, ma a chi importa? È una rosa estremamente sana e fiorisce due volte nel mio giardino e ne sono molto felice perché ogni fiore è un gioiello di colore e una fragranza agrumata e fruttata piuttosto ossessiva. 











Perché Austin fa questo? Da quando David è morto, nel dicembre 2018, l'azienda ha preso delle decisioni che forse il fondatore non avrebbe approvato.

Hanno sempre detto che le poche (?) rose cancellate erano più adatte ai climi più caldi, ma ora stanno cancellando quasi la metà delle loro creazioni a causa di... "non resistente al calore". Bah! Non credo che Lady Emma Hamilton scomparirà dai nostri giardini. I vivai che non sono  David Austin Selling Point ufficiali continueranno a offrirla ai clienti perché è così amata. 











Nel mio giardino fa un'ottima figura, e penso che quest'anno cercherò di riprodurla tramite innesto, per essere sicura di non perderla mai.



LA CURA DELLE ROSE NELLE ONDATE DI CALDO

Le estati non sono più come una volta. L'equilibrio tra sole e pioggia che ha plasmato i nostri giardini per generazioni sta diminuendo, sostituito da periodi di siccità più lunghi e da un caldo più intenso. Il terreno si indurisce, l'umidità scompare rapidamente e anche le piante più consolidate iniziano a mostrare segni di stress. Le rose, nonostante tutta la loro grazia e il loro vigore, non fanno eccezione. Ma mentre il tempo cambia, possiamo anche adattare il nostro approccio, prendendoci cura delle nostre piante con maggiore consapevolezza e intenzione.

I segnali che la rosa sta soffrendo il caldo
  • foglie che ingialliscono o si arricciano;
  • petali che appassiscono in poche ore;
  • fiori che faticano ad aprirsi o si seccano subito;
  • steli molli o foglie “svuotate” al tatto;
  • crescita più lenta o bloccata.
(foto sotto: una rosa colpita da un colpo di calore)

















Perchè l'irrigazione è più importante che mai
Durante le ondate di calore, le rose perdono rapidamente umidità. I loro fiori possono appassire, le foglie possono opacizzarsi o arricciarsi e la crescita può rallentare. Il terreno circostante può seccarsi rapidamente, soprattutto se esposto, sabbioso o poco profondo. Una buona irrigazione aiuta la tua rosa a rimanere forte nonostante queste sfide. Raffredda le radici, allevia lo stress e permette alla pianta di continuare a crescere anche in condizioni difficili. Per le rose piantate quest'anno è particolarmente importante. Le loro radici sono ancora in via di sviluppo e non riescono ancora a raggiungere l'acqua trattenuta in profondità nel terreno.














Sapere quando annaffiare
Nella stagione calda, le rose necessitano di annaffiature regolari e profonde. Per le rose appena piantate, questo può significare a giorni alterni. Per le rose stabilizzate, una o due volte a settimana possono essere sufficienti se l'irrigazione è accurata e il terreno è ben pacciamato. Ma non si tratta di orari rigidi. Il modo migliore per sapere quando annaffiare è controllare il terreno. Scava due o tre pollici con le dita o una piccola cazzuola. Se a quella profondità il terreno sembra asciutto, è il momento di annaffiarlo. E non lasciatevi ingannare da una rapida doccia estiva. Spesso non raggiunge le radici. Cerca segni nella tua rosa. Fiori appassiti, steli cadenti o fogliame sbiadito sono tutti segni che è necessaria più acqua.












Annaffiare nel modo giusto
La chiave per annaffiare bene è fornire acqua lentamente, profondamente e direttamente alle radici. Ciò aiuta la rosa a sfruttarlo al meglio riducendo al contempo gli sprechi. Acqua sempre alla base. Evitare di bagnare le foglie e i fiori, poiché ciò può portare a malattie, in particolare in condizioni calde e ferme. Utilizzare un annaffiatoio o un tubo con uno spray morbido. Un flusso lento impedisce al terreno di lavarsi via e dà il tempo all'acqua di assorbirsi. Se l'acqua inizia a defluire, fermati e lasciala assorbire. Poi ricomincia. È anche possibile creare un pozzo poco profondo attorno alla base di ogni rosa per trattenere l'acqua dove serve. Cercate di dare a ogni rosa circa 5 litri per annaffiatura, di più se la pianta è grande o il terreno è particolarmente drenante.

Compost: il tuo miglior alleato quando fa caldo
La pacciamatura è essenziale in estate. Uno strato di compost, letame ben marcito, muffa fogliare o corteccia attorno alla base della rosa mantiene il terreno fresco e rallenta l'evaporazione. Agisce come una coperta protettiva, aiutando il terreno a trattenere l'umidità più a lungo. Applicare uno strato di circa 5–7 cm di spessore, lasciando un po' di spazio attorno allo stelo per evitare di favorire il marciume. Non solo conserva l'acqua, ma arricchisce anche il terreno e sopprime le erbacce.














Caldo e rose in vaso
Le rose coltivate in contenitore sono più vulnerabili al calore e all'aria secca. Le loro radici sono limitate a un piccolo spazio e il compost si secca rapidamente, soprattutto al sole o al vento. Controllali ogni giorno. Quando fa molto caldo, potrebbero aver bisogno di essere annaffiati mattina e sera. Annaffia abbondantemente. Lascia scorrere l'acqua finché non la vedi defluire dalla base. Evitar di lasciare asciugare completamente il compost, soprattutto con miscele prive di torba, che possono diventare difficili da bagnare nuovamente. 
Tieni d'occhio i segnali di stress. Foglie arricciate, fiori pendenti o crescita stentata possono significare troppa poca acqua. D'altra parte, un odore di muffa o un compost costantemente umido potrebbero suggerire troppo. Se possibile, evita di usare vasi neri in pieno sole. Assorbono rapidamente il calore e possono causare il surriscaldamento e l'essiccazione più rapida delle radici. I contenitori pallidi o riflettenti sono migliori in condizioni calde. In alternativa, raggruppa i vasi insieme o posizionali all'ombra parziale delle piante più alte per mantenere le temperature più basse e ridurre la perdita d'acqua.

venerdì 26 giugno 2026

INTERVISTA A UN "NASO": BEATRICE GRANUCCI

Ho avuto il grandissimo piacere di conoscere Beatrice Granucci all'Orto Botanico di Viterbo, in occasione dell'evento Aromataria 2026 (vedi post). Beatrice è di Lucca, ha la mia età (ma lei sembra molto più giovane!), ed è un piacere ascoltarla nella presentazione delle proprie creazioni, nella spiegazione dei procedimenti e della motivazione della scelta di un dato aroma invece di un altro.









Cosa è un "naso"? Il "naso" è il maestro profumiere, ovvero l'artista e chimico che crea le fragranze. Questa figura traduce emozioni, ricordi e concetti in profumi liquidi combinando materie prime naturali e molecole sintetiche.

Beatrice è quindi una creatrice di profumi, ha un proprio brand e un proprio sito web. Oggi ha molto generosamente accettato di partecipare alla mia intervista.

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D: Ho letto sul tuo blog, che nel 2018 hai deciso di dare una svolta alla tua vita entrando nel mondo dei profumi. Cosa ti ha spinto ad una tale scelta?

R: E' sempre abbastanza difficile dire qual è stato il luogo e l'avvenimento, il momento che mi ha fatto avvicinare al mondo dei profumi, ma certamente la base, cioè l'inizio, è stato l'interesse a tutto ciò che circonda il mondo della bellezza. Quindi approfondire la storia, leggere, osservare, anche curiosare. Questo è il fil rouge che mi ha portato ad avvicinarmi al mondo del profumo. Tutto questo mi è accaduto un sabato mattina: casualmente sono entrata all'interno dell'Orto Botanico di Lucca, che pur avendolo già visitato diverse volte, quel sabato è stato diverso: ho osservato fiori e piante e animali con occhi completamente diversi. Vedere un'ape che succhiava il nettare è stata una scoperta, ma nella sua semplicità mi si è aperto un mondo. Da lì ho preso il via: ho cominciato a studiare, a fare ricerche, a leggere libri e tanto altro, fino all'incontro con una maestra profumiera e l'inizio di un percorso formativo che dura tuttora.

D: E' vero che percepisci più di 500 profumi/odori diversi?

R: Se non saranno 500, saranno senz'altro 480, miriade di profumi e di odori, piacevoli e anche meno piacevoli, intensi e anche meno intensi, ma sicuramente in grado di stimolare quotidianamente il mio olfatto.

D: Come fa un "naso" a ricordare tutti questi profumi?

R: Allenandosi quotidianamente, si sviluppa la memoria olfattiva, e ricordandosi sempre che andiamo ad utilizzare tutti e 5 i sensi, e ricordarsi di avere a portata di mano un bloc notes per prendere sempre appunti.

D: Tu crei profumi per la persona e profumi per ambiente. Quale procedimento è più semplice? E quale ti dà più soddisfazione?

R: Non c'è un metodo più semplice. Il profumo secondo me è un momento, è un pensiero, è una narrazione che mi passa per la mente, e si trasforma in una formula, che poi posso sempre modificare, non è detto che sia quella definitiva. La mia soddisfazione maggiore è leggere nell'altro che ho davanti o nell'ambiente, la storia narrata nel profumo.









D: Parlaci brevemente dei tuoi laboratori aperti a tutti.

R: Ad oggi ho sviluppato diverse esperienze, tipologie diverse, opifici olfattivi e laboratori creativi personalizzati. I primi sono di divulgazione e conoscenza storica e con l'obiettivo preciso di creare interesse attorno al mondo del profumo. Cominciare a far conoscere il primo approccio come fosse il primo incontro e i primi passi nella conoscenza della piramide olfattiva, e far sì che il mio racconto porti le persone ad avere e a farmi delle domande. Per quanto riguarda il laboratorio creativo olfattivo personalizzato, è un'immersione totale nel mondo dei profumi, quasi a voler ubriacare le persone, come se si sentissero un'ape su un fiore, come è stato il mio primo inizio. Al termine i partecipanti avranno creato il loro profumo. In tutti gli eventi lascio un piccolo cadeau che è il mio ricordo.

D: Come fa un giovane a capire se ha i numeri per essere un buon naso e quindi per entrare nel mondo dei profumi? E' una scelta che consiglieresti?

Come in qualsiasi altra professione non basta il talento, ma servono dedizione, studio, volontà, curiosità. Se il giovane che si approccia al mondo dei profumi ha tutte queste qualità, se ne accorgerà da solo. Per concludere vorrei sottolineare che la partenza è sempre una grande salita, piena di difficoltà e delusioni, ma nonostante ciò consiglierei questa professione ai giovani.

Grazie, un saluto a tutti da Beatrice Granucci.









Riporto la formulazione di un profumo di Beatrice che mi coinvolge particolarmente, è un profumo per la persona e si chiama "Rosae Rosis". Beatrice, nel suo sito, riporta la piramide olfattiva di ogni sua creazione, e trovo questa cosa molto interessante (ho infatti parlato diverse volte della piramide olfattiva per quanto riguarda il profumo delle rose).

Rosae Rosis
eau de parfum
creazione Giugno 2025
Presentato il 1° e 2 giugno 2025 all'evento "Passeggiando tra le rose" di Fara in Sabina (Rieti)

le note di...
testa
"quelle che fanno innamorare " -
Limone, arancio amaro, cedro frutto, petit grain

cuore
"quelle del piacere" -
Peonia, salvia sclarea, rosa inglese, lavanda, fior d'olivo

fondo
"quelle che non si dimenticano" - 
Legno di cedro canadese, liquirizia, muschio bianco


(Immagini dal sito web di Beatrice)

lunedì 22 giugno 2026

UN FEEDBACK GRADITISSIMO

Il caro F.F., di cui ho parlato nella seconda parte di questo post, mi ha contattato inviandomi le foto della rosa che ha scelto da me. 

La scorsa estate F.F. mi contattò dicendo voleva fare un dono alla sua dolce metà, regalandole una rosa esclusiva, posseduta da nessun altro, e registrata con il nome scelto da lui. Ha sfogliato il mio catalogo e ha scelto questo mio incrocio:








Lo scorso dicembre gli ho inviato due piante a radice nuda, e ora mi ha contattato per dirmi che finalmente è fiorita. 












E non solo: lui e la compagna stanno pensando di sposarsi e probabilmente useranno la rosa per il bouquet. Che soddisfazione!

ROSA CINESE: IL FIORE CHE HA RIVOLUZIONATO I GIARDINI

Cosa sono le rose cinesi?

La rosa cinese (Rosa chinensis, foto sotto), originaria della Cina, è una specie di rosa senza tempo, coltivata da secoli e apprezzata per le sue caratteristiche uniche.










Introdotta nel mondo occidentale alla fine del XVIII secolo, ha rivoluzionato l'ibridazione delle rose introducendo caratteristiche come la fioritura ripetuta, la crescita compatta e i colori vivaci, prima inediti dei giardini europei.

Il suo arrivo ha segnato una svolta significativa nella coltivazione delle rose, unendo l'eleganza delle varietà tradizionali a una ritrovata adattabilità.


Caratteristiche principali delle rose cinesi

- Fioritura ripetuta:

a differenza di molte rose europee antiche che fioriscono solo una volta all'anno, le rose cinesi offrono una fioritura continua per tutta la stagione di crescita, spesso fino alle prime gelate. 

- Colori unici:

le rose cinesi hanno introdotto nel mondo delle rose una straordinaria gamma di rossi, coralli e gialli vibranti. Questo colork sono diventati la base per le rose ibride moderne e rimangono un segno distintivo del loro fascino.

- Crescita compatta:

grazie alle loro dimensioni gestibili, le rose cinesi sono ideali per piccoli giardini, vasi e bordure. Si integrano perfettamente negli spazi urbani, mantenendo intatto il loro fascino ornamentale.

- Profumo:

sebbene il loro profumo sia generalmente leggero e dolce, nelle rose cinesi può essere meno intenso che in altri gruppi di rose, il che le rende delicate ma comunque attraenti.

- Tolleranza climatica: 

le rose cinesi eccellono nei climi caldi, tollerando il caldo e l'umidità meglio di molte altre varietà di rose. Questa resistenza le rende perfette per regioni con condizioni meteorologiche difficili.










(foto: Sophie's Perpetual)

Storia e origini della rosa cinese

Le rose cinesi vengono coltivate nella loro terra d'origine da oltre 1000 anni. Sono profondamente radicate nella cultura cinese, dove simboleggiano prosperità e bellezza. Le quattro varietà originali di rose cinesi introdotte in Europa nel XVIII secolo furono:

- Slater's Crimson China (1789) - fiori cremisi vibranti

- Parsons' Pink China (1739) - conosciuta come Old Blush, è una rosa che fiorisce abbondantemente

- Hume's Blush Tea-scented China (1810) - fiori rosa pallido con una fragranza simile al tè

- Parks' Yellow Tea-scented China (1824) - la prima rosa gialla introdotta in Europa.

Le rose cinesi hanno svolto un ruolo fondamentale nell'ibridazione delle rose. La loro introduzione in Europa nel XVIII secolo ha portato alla creazione di rose ibride che combinano la loro capacità di rifioritura con la robustezza delle varietà europee. Senza le rose cinesi, le moderne rose ibride di tè, floribunda e rampicanti forse non esisterebbero.










(foto: Moceniga)


Perchè coltivare le rose cinesi?

Le rose cinesi si sono guadagnate un posto d'onore nei giardini di tutto il mondo grazie alla loro eccezionale bellezza, versatilità e importanza storica. Tuttavia, come ogni pianta, presentano sia vantaggi che svantaggi. Di seguito, una descrizione dettagliata dei pro e dei contro per aiutarvi a decidere se le rose cinesi sono adatte al vostro giardino.


Vantaggi della coltivazione delle rose cinesi

Fioritura ripetuta: le rose cinesi sono apprezzate per la loro capacità di fiorire ininterrottamente dalla primavera fino alle prime gelate. Questa caratteristica garantisce una lunga stagione di colori vivaci in giardino.

Portamento compatto: le loro dimensioni gestibili le rendono ideali per piccoli giardini, vasi o spazi urbani. Le varietà rampicanti sono eccellenti per il giardinaggio verticale su tralicci o archi.

Bassa manutenzione: sono relativamente facili da curare, richiedono meno potature e meno trattamenti chimici rispetto a molte rose ibridi moderne.

Tolleranza al caldo e all'umidità: queste rose prosperano nei climi caldi, tollerando il caldo e l'umidità meglio della maggior parte delle altre varietà. Sono una scelta eccellente per le regioni con condizioni climatiche difficili.

Versatilità nella progettazione del giardino: adatta per bordure miste, giardini in stile rustico, coltivazione in vaso e come pianta singola. Le varietà rampicanti sono perfette per valorizzare elementi architettonici.

Problemi minimi di parassiti e malattie: pur non essendo immuni, le rose cinesi mostrano una moderata resistenza alle comuni malattie delle rose come la macchia nera e l'oidio, soprattutto se coltivate in luoghi ben ventilati.

Fiori dinamici: alcune varietà, come la Mutabilis, presentano fiori che cambiano colore con il passare del tempo, aggiungendo interesse visivo e varietà al giardino.


Svantaggi della coltivazione delle rose cinesi

Profumo delicato: sebbene alcune varietà abbiano un profumo dolce, la loro fragranza è generalmente meno intensa rispetto alle rose antiche da giardino come le rose damascene o le rose Bourbon.

Petali più sottili: i petali delicati e traslucidi potrebbero essere meno resistenti, risultando quindi vulnerabili ai danni causati da forti piogge o venti intensi.

Sensibilità al freddo: le rose cinesi prediligono i climi caldi e potrebbero avere difficoltà e sopravvivere nelle regioni con inverni rigidi. I giardinieri delle zone più fredde potrebbero doverle proteggere durante l'inverno o optare per alternative più resistenti.

Crescita più lenta in terreni poveri: pure essendo adattabili, le rose cinesi prosperano al meglio in terreni fertili e ben drenati. Condizioni del terreno povere possono comportare una crescita più lenta e una fioritura meno abbondante.

Fogliame meno denso: il fogliame rado e di colore verde chiaro può apparire meno rigoglioso rispetto alle rose ibride moderne o ad alcune altre varietà di rose antiche.










(foto: Single Pink)


Come coltivare le rose cinesi

Le rose cinesi sono apprezzate per la loro fioritura continua, la loro adattabilità e la loro resistenza. Originaria delle regioni subtropicali umide, questa rosa prospera in ambienti che riproducono le condizioni del suo habitat naturale. Ecco come coltivarle e prendersene cura al meglio.

Luce solare:
per una fioritura ottimale, la pianta necessita di almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno. Nei climi caldi, l'ombra pomeridiana può proteggerla dallo stress termico eccessivo.

Dove piantare:
in un terreno ben drenato, argilloso e ricco di sostanza organica. L'obiettivo è un pH leggermente acido o neutro (6,0 - 7,0). L'aggiunta di compost al terreno ne migliora la fertilità e la struttura.

Irrigazione:
annaffiate regolarmente, assicurandovi che il primo centimetro di terreno si asciughi tra un'innaffiatura e l'altra. Un'irrigazione profonda e costante favorisce lo sviluppo di radici sane, ma evitate di annaffiare dall'alto pe prevenire malattie fungine. Regolate la frequenza delle innaffiature in base alla stagione e al clima.

Concimazione:
applicare un fertilizzato bilanciato a lento rilascio ogni 4-6 settimane durante la stagione di crescita. Per una crescita rigogliosa e una fioritura abbondante, integrare con compost o fertilizzanti liquidi ricchi di fosforo.

Potatura:
potare all'inizio della primavera per rimuovere i rami morti o danneggiati e dare forma alla pianta. La rimozione regolare dei fiori appassiti favorisce una fioritura continua e mantiene un aspetto ordinato.

Pacciamatura:
applicare uno strato di pacciame organico di 5-7 cm. intorno alla  base della pianta. Questo aiuta a trattenere l'umidità, a regolare la temperatura del terreno e a sopprimere le erbacce.

Gestione di parassiti e malattie:
assicurate una buona circolazione dell'aria per prevenire problemi fungini come la ticchiolatura e l'oidio. Monitorate la presenza di parassiti come afidi, acari e tripidi.

lunedì 8 giugno 2026

VUOI ACQUISTARE UNA NUOVA ROSA? ECCO "WOLLERTON OLD HALL"

La rosa consigliata oggi è "Wollerton Old Rose" di David Austin, quindi una rosa inglese. Nel mio caso con lei è stato amore a prima vista.











E' stata introdotta nel 2011 come rosa "a cespuglio", tuttavia per la sua crescita vigorosa porterebbe quasi essere  catalogata come rampicante.

I boccioli sono appuntiti, di un leggero color albicocca, spesso venati di rosso scuro. Quando si aprono, mostrano delle belle corolle piene, a coppa, di un delizioso e caldo color giallo-burro, quindi molto chiaro. La forma di queste corolle è quella caratteristica delle ultime creazioni di David Austin. I petali infatti hanno la forma "a cuore", con il bordo ondulato, e sono ricurvi, cioè ripiegati uno sull'altro nel centro del fiore. Un po' come le peonie.











Il colore sfuma dall'albicocca pallido, al giallo pergamena, al crema e a un rosa chiarissimo. Queste variazioni naturalmente dipendono dal clima.

Il profumo è molto forte, di mirra (proprio il profumo di mirra è stato il motivo principale per cui ho acquistato questa rosa), con note di agrumi che lo rendono delizioso. Per alcuni, però, questo profumo risulta un po' tagliente, altri lo hanno definito quasi "da medicina".











Anche se nel catalogo di David Austin viene descritta come una rosa che si trova bene in qualsiasi ambiente, io ho visto che rende benissimo in pieno sole, e detto per una rosa inglese nel clima italiano è già tanto. E' molto resistente alle malattie.











Il nome "Wollerton Old Hall" deriva dall'omonimo giardino nello Shropshire, un giardino nato e sviluppato a partire dal 1984, seguendo strettamente l'antica tradizione del Giardino all'Inglese. Ha una estensione di 4 acri ed è aperto alle visite.