SCORRENDO IN BASSO NELLA COLONNA A DESTRA TROVATE LA LISTA DELLE MIE ROSE, I NUMERI CHE HANNO LE ROSE NEL MIO ROSETO, LE ETICHETTE CON CUI RINTRACCIARE GLI ARGOMENTI NEL BLOG, L'ARCHIVIO DEI POST ANNO PER ANNO E LA LISTA DEI SEMENZALI DA ME CREATI

lunedì 10 agosto 2026

LA DIFFICILE ARTE DELL'INNESTO

Questo è ormai il quarto anno in cui mi dedico a innestare personalmente le mie rose, soprattutto i miei semenzali. In quattro anni direi che di pratica ne ho fatto, ho anche cercato di variare leggermente la modalità, ma i miei risultati si sono ormai stabilizzati direi, a occhio, attorno ad un 35-40% di successo. Mi sono informata tanto su internet, guardando anche molti video; ho anche seguito un breve corso (vedi questo post), ciò nonostante continuo a vedere che l'attecchimento lascia molto a desiderare.

Certo che dalla figuretta che metto qui sotto sembra tutto così semplice...








Allora mi sono rivolta di nuovo alla Intelligenza Artificiale. Ho chiesto: "Perchè i miei innesti di rosa spesso non attecchiscono? Quali potrebbero essere i miei errori?"

L'IA ha molto gradito queste domande, e si è molto divertita a sbattermi in faccia tutto quello che sbaglio... Ecco quello che mi ha risposto.

L'innesto di rose solitamente fallisce a causa dello scarso contatto con lo strato cambiale, per squilibri di umidità (essiccazione o marciume) o per l'esecuzione dell'innesto quando le piante sono dormienti. Il successo richiede che sia la marza che il portainnesto crescano attivamente e perfettamente.

Lo strato cambiale (o cambio) è il sottile tessuto vegetale vivo situato appena sotto la corteccia. È fondamentale negli innesti perché produce nuove cellule che formano un "cemento naturale": affinché l'innesto attecchisca, i cambi della marza e del portainnesto devono essere a stretto contatto e allineati.

Gli errori più comuni includono:

-Cambio non allineato: il sottile strato verde di cellule in divisione attiva sotto la corteccia del nesto e del portainnesto deve toccarsi almeno da un lato. Se non sono allineati, la pianta non può trasferire i nutrienti. 

-Ferite non ben sigillate: se si formano bolle d'aria o il taglio esposto si secca, le cellule si ossidano e muoiono. L'innesto deve essere avvolto strettamente con nastro adesivo per innesti o Parafilm per trattenere l'umidità e impedire l'ingresso dell'acqua. 

-Contaminazione: se la zona del trapianto viene bagnata con acqua subito dopo l'intervento, o se non si disinfetta il coltellino con alcol denaturato, si introducono batteri e funghi che causano la necrosi. 

-Materiale dormiente: gli innesti hanno molte meno probabilità di attecchire se la marza o il portainnesto sono inattivi. Eseguire sempre l'innesto quando entrambe le piante stanno producendo nuova vegetazione, in genere in primavera o in estate. 

Poi la IA mi ha chiesto che tipo di innesto pratico, se utilizzo portainnesti in contenitore oppure no, e in che periodo faccio gli innesti. La mia risposta è stata: "Innesto a gemma in vaso, tra luglio e agosto".

Ecco la trattazione dei miei errori:

La propagazione per gemmazione a T in vaso a metà estate fallisce spesso a causa di stress idrico specifico del contenitore, lacerazioni della corteccia o disidratazione delle gemme. Luglio e agosto sono i mesi migliori per l'innesto a T perché la corteccia si "sfalda" (si stacca facilmente), ma l'alto caldo estivo crea delle situazioni difficili per i portainnesti in vaso.

Perché gli innesti in vaso estivi falliscono

Il blocco della corteccia dovuto all'asciugatura del vaso: se un portainnesto in vaso si asciuga anche solo leggermente con il caldo di luglio-agosto, la corteccia si indurisce e non si stacca. Forzarla per aprirla schiaccia lo strato di cambio.

Surriscaldamento del germoglio: le piante in vaso si riscaldano molto più velocemente del terreno. Lasciare un vaso con germogli appena spuntati sotto il sole diretto di agosto cuoce la delicata protezione prima che possa saldarsi. 

Annegamento da linfa: un'eccessiva irrigazione del vaso poco prima dell'innesto provoca un flusso di linfa eccessivo, che spinge letteralmente la protezione della gemma inserita fuori dalla fessura a T o la fa marcire.

Una volta inserita la gemma e praticata la legatura, spostare in ombra piena: mettere immediatamente la rosa in vaso in un luogo completamente ombreggiato e luminoso per 2-3 settimane . Evitare che il sole pomeridiano colpisca il vaso. 

Irrigazione controllata: mantenere il terreno umido ma mai inzuppato. Evitare di irrigare dall'alto per mantenere il nastro di chiusura completamente asciutto.

Test delle 3 settimane: dopo 21 giorni, osservate la gemma. Se è turgida e verde, l'innesto è riuscito. Se è nera e avvizzita, non ha attecchito. Non tagliate la parte superiore del portainnesto fino alla primavera successiva, quando la gemma inizia a produrre nuove foglie (di solito io lo faccio in febbraio).

Qualcuno di voi lettori ha già fatto tentativi con l'innesto delle rose? Mi piacerebbe conoscere la vostra esperienza...


CRITERI PER LA SELEZIONE DI NUOVE PIANTINE

L'ibridatrice ucraina Natalia Khilkevitch ha scritto un post interessante sul gruppo Facebook "Rose Hybridizers Association". Qualcuno aveva chiesto: 

Quali sono i criteri utilizzati dalla maggior parte degli ibridatori nella selezione delle nuove piantine?











Ci sono state montagne di risposte, ma scelgo quella di Natalia perchè è quella che più si avvicina alla mia esperienza.

Per me la, bellezza di un fiore non è di gran lunga la priorità assoluta. Penso che tutte le rose siano bellissime (tranne alcune mutanti, ovviamente). E per ogni rosa c'è un ammiratore da qualche parte. Anche se si tratta solo di un'ape o di un sirfide. Penso che non dobbiamo sottovalutare il senso ecologico nelle nostre creazioni, mettendo da parte i nostri standard di bellezza.

I miei criteri di selezione sono: 

1) salute, 

2) crescita vigorosa, preferibilmente sulle proprie radici, 

3) fioritura (fioritura a grappoli), 

4) forma armoniosa del cespuglio e ramificazione eccellente, 

5) rifiorenza rapida (per chi rifiorisce), 

6) dimensioni, forma e colore di un singolo fiore (a seconda dell'obiettivo di miglioramento genetico di un determinato incrocio), 

7) fragranza, 

8) eccellente capacità di innesto o gemmazione su un portainnesto, 

9) resistenza di un fiore al forte calore e alla pioggia, 

10) durata di vita prolungata di un singolo fiore, 

11) numero ridotto di spine o assenza di spine.

Condivido tutto, solo sull'ultimo punto, l'11, non sono pienamente d'accordo. So che Natalia sta tentando di creare rose senza spine, ma io non la ritengo una priorità. Le spine fanno parte della rosa, così come i "grassi" fanno parte del gelato: se ti piace l'uno ti devi prendere anche l'altro, per me è così.

venerdì 7 agosto 2026

COLPI DI CALORE

Sono stata in ferie due settimane. In montagna, immaginate il benessere che ho provatoa non sudare di continuo come mi succede ora qua in pianura.
Per il mio periodo di assenza ho affidato l'irrigazione delle mie rose in vaso a un signore molto bravo e fidato. E' la persona che mi vanga le rose tutte le primavere, e che mi ha costruito la nuova serra diventandoci matto in quanto dalle istruzioni non si capiva niente.
Gli avevo dato tutte le spiegazioni del caso ma si vede che non ha esperienza di irrigazione di rose, infatti non ha tenuto conto dei colpi di calore.
Probabilmente ha innaffiato troppo, e troppo presto nel pomeriggio, quando la terra era ancora molto calda. Insomma, al mio ritorno, scendo dalla macchina e mi ritrovo ad "ammirare" questo:

queste sono talee del mio semenzale "Alberico da Barbiano"


queste sono le Rose Rugose in vaso che mi fanno la siepe attorno al gazebo.
Una cosa da svenire. Ho pensato che fosse tutto irrimediabilmente secco. Ma avevo un filo di speranza che non mi ha mai lasciato: la fiducia nella capacità di ripresa delle rose. E infatti a distanza di una settimana, ecco che si iniziano a vedere i primi germogli nuovi, sia nelle rose a cespuglio che nelle Rose Rugose.




La pianta che vedete sotto è un altro mio semenzale: lui aveva avuto uno shock termico circa un mese e mezzo fa. Aveva perso tutte le foglie. Guardate come appare ora.










 



C'è una parola per esprimere questa capacità di ripresa delle nostre amate rose, ed è RESILIENZA. Purtroppo è una parola talmente usata e inflazionata che sono arrivata a detestarla. Quindi io dirò che le rose hanno UNA OTTIMA CAPACITA' DI RIPRESA, e consiglio di non disperare mai perchè una rosa "non è morta finchè non è morta", non abbiate fretta di buttarla. Vi può sempre riservare delle sorprese. 

mercoledì 5 agosto 2026

PRODUMI, ODORI, FETORI

Vi siete mai accorti che le altre persone non percepiscono gli odori come li percepite voi? Nel mondo delle rose mi capita spesso di sentire intensamente il profumo di una varietà, mentre chi è con me lo sente appena. E viceversa. 
E rimanendo nell'ambito dei fiori, ho notato che alcuni fiori che per me puzzano, per altri profumano. E viceversa.


Ma da cosa dipende tutto ciò? Anche se non sono una sua fan, questa volta la domanda l'ho fatta all'Intelligenza Artificiale di Google. Ecco la spiegazione.

La percezione degli odori è soggettiva e dipende da fattori biologici, genetici ed emotivi. Le preferenze non sono casuali ma sono determinate da un mix complesso: 

Genetica: Ognuno possiede una dotazione diversa di recettori olfattivi che determina quali molecole riusciamo a sentire e con quale intensità. Ad esempio, alcune persone percepiscono il coriandolo come delizioso, mentre per altre sa di sapone a causa di una specifica variante genetica. 

Esperienze ed emozioni: Il bulbo olfattivo è strettamente connesso al sistema limbico, l'area del cervello che gestisce le emozioni e la memoria. Un odore neutro o sgradevole può essere associato a un ricordo felice d'infanzia (rendendolo piacevole) o, al contrario, a un'esperienza traumatica. 

Istinto di sopravvivenza: Dal punto di vista evolutivo, il disgusto è un meccanismo di difesa. Odori come le uova marce o la carne in decomposizione attivano il rigetto per proteggerci da cibi andati a male e potenziali infezioni. 

Tuttavia, gli studi dimostrano che alcune reazioni di base sono universali: l'essere umano tende a classificare la vaniglia come l'odore più piacevole al mondo a prescindere dal proprio background culturale. 

Ok, fin qui tutto chiaro. A questo punto sono voluta andare più sul personale. Siamo in estate, in pienissima estate, in pienissima caldissima estate. Cosa ci può essere di più piacevole di una fetta di melone o di cocomero fresca? O di un'insalata a base di cetrioli?
Piacevole per gli altri! Io infatti odio gli odori di questi vegetali. Mi sono chiesta il perchè, e l'ho chiesto all'IA. Ecco la risposta:













Le motivazioni sono molteplici.
-Stessa famiglia botanica: Cetriolo, cocomero (anguria) e melone appartengono tutti alla famiglia delle Cucurbitacee. 
-Molecole in comune: le Cucurbitacine. Sono diverse e condividono composti chimici volatili, in particolare aldeidi e alcoli a sei e nove atomi di carbonio (come il trans-2-nonenale), che si sprigionano nell'aria quando vengono tagliati.
-Fattore genetico: Alcune persone possiedono recettori olfattivi più sensibili a queste specifiche molecole, percependo l'odore come erbaceo, pungente, ferroso o sgradevolmente "cimicino".
-Il ruolo dell'acquosità: L'elevata quantità di acqua fa sì che non abbiano un profumo dolce o avvolgente, ma piuttosto un sentore fresco e umido che il cervello può interpretare come "di muffa" o sgradevole.

La Cucurbitacina è la difesa della pianta: Le zucchine e le zucche producono cucurbitacine per non farsi mangiare dagli insetti. Se possiedi il gene recettore dell'amaro TAS2R38 in forma sensibile, il tuo naso avverte questa difesa chimica anche in dosi microscopiche, etichettando l'odore come "veleno" o "non commestibile". 

Non si tratta quindi di gusti difficili, ma di una vera e propria barriera biochimica che il tuo corpo usa per proteggersi da molecole che percepisce come tossiche.
In breve: non sei tu a essere "capriccioso" con il cibo, è la tua biologia che rileva queste tre molecole in modo amplificato e te le segnala come sgradevoli per tenerti alla larga da quel preciso profilo aromatico.

E con questo ho risolto un mistero! I miei familiari mi prendono sempre  in giro quando me ne vado di corsa da tavola perchè mangiano cocomero o cetrioli!

PAUL BARDEN E I NUOVI IBRIDI NON RIFIORENTI

Pochi giorni fa sul gruppo Facebook dell'esperto di rose belga Dirk Milis è stato pubblicato un interessante post sul giovane ibridatore americano Paul Barden. Ne avevo già sentito parlare ma, non essendo commercializzate le sue rose in Italia, non ho mai approfondito la conoscenza della sua esperienza.

Paul Barden vive nell'Oregon e si è specializzato nell'ibridazione di rose moderne con rose antiche, e molti suoi ibridi sono non rifiorenti. Ha creato nuovi bridi di Gallica, Rosa Miniatura, Muscosa, Tè...

Vorrei poter pubblicare una sua foto ma quelle che ho trovato hanno tutte i diritti riservati. Se provate sul sito Helpmefind.com e cercate Barden sotto la categoria breeder vi si apre la sua pagina.











(foto sopra: Gallica Moderna "Marianne")











(foto sopra: Muscosa Moderna "Fara Shimbo")

Il fatto che una rosa di nuova produzione sia non rifiorente non è un difetto; come dice Dirk Milis "la fioritura è prolungata, anche fino a sei settimane. Il futuro è nel passato. L'uso di specie selvatiche e rose di antica eredità nei programmi di allevamento dona un sangue fresco necessario al momento attuale. Le rose non rifiorenti sono molto più forti e sane rispetto alle rose rifiorenti. Le persone dovrebbero iniziare a coltivarle molto più spesso. Le rose rifiorenti hanno loro valore, ma se vuoi davvero rose sane, la famiglia delle non rifiorenti è la migliore opzione."

Con stupore ho però appreso che dal 2011 Paul Barden si è ritirato dal mondo dell'ibridazione. Questa la sua motivazione: "Ho deciso di ritirarmi dall'allevamento delle rose, poiché ora ho la netta impressione che il settore, così come lo conosciamo, sia ormai in uno stato di collasso e che probabilmente non si riprenderà in modo significativo nel corso della mia vita."

Dirk commenta così questa decisione: "Ho una precisa opinione sulla situazione attuale del commercio delle rose e ad alcuni questa non piace. Abbiamo queste grandissime multinazionali che dominano il mercato. È estremamente difficile per le piccole imprese sopravvivere a causa della riluttanza dei vivai e dei centri di giardinaggio a vendere queste rose. È più una questione di quantità che di qualità. Le nuove rose oggi in generale sono più o meno le stesse, inoltre il pool di geni diventa sempre più piccolo con il deterioramento del dna. Abbiamo bisogno di coltivatori di rose innovativi che introducano sangue selvatico proveniente da specie selvatiche nel settore dell'ibridazione. Altrimenti il futuro non è luminoso, soprattutto con il cambiamento climatico".

Sono totalmente d'accordo con Dirk, anche perchè ho sperimentato sulla mia pelle il fatto che i vivai e i centri di giardinaggio rifiutano di testare nuove rose se non provengono dalle grandi multinazionali. Le mie rose per ora non le ha accettate nessuno, dopo molti no da parte di vivai italiani, e un paio di "forse" che poi si sono tradotti in niente.

Tornando al post sul gruppo di Dirk, un follower continua commentando così: "Posso riferirti per certo che circa il 90% degli hobbisti si preoccupa solo delle rose inglesi, della floribunda, della grandiflora e soprattutto delle HT almeno negli Stati Uniti. E tutto si riduce alla strategia di marketing, all'entusiasmo sui social media, al sito web elegante e alla facilità di pagamento. A tal punto che un venditore che conosco stava pensando di smettere di vendere gli ibridi di Gigantea, dato che la gente difficilmente le richiede. Le rose non rifiorenti: cosa del passato. C'è solo un piccolo problema: la maggior parte delle persone pensa in modo molto ristretto! La quantità di fiori di una non rifiorente fa impallidire la maggior parte dei fiori delle rifiorenti, ma la gente pretende comunque di avere dei fiori diper tutta l'estate anche se di qualità inferiore quando fa molto caldo, perché beh, almeno è una rosa. Che senso ha una fioritura da una rosa in piena estate per la maggior parte del mondo quando sarà così schifosa."

E Dirk a sua volta scrive: "Sì, è un problema reale. Guardate le Moschata: sono superiori per quanto riguarda il potere di fioritura e la rifioritura, ma nessuno le vuole. Lo stesso vale per le rose non rifiorenti: nessuno le vuole perché le persone sono così indottrinate su come un fiore di rosa dovrebbe apparire e avere un profumo. Ma non si tratta solo della bellezza dei fiori, ma anche di come si comporta la pianta, della sua forma: è ecologica? È resistente alla siccità? Una buona rosa è una combinazione di elementi e non solo la forma del fiore. Quando le rose di qualità superiore non hanno alcuna possibilità sul libero mercato, allora c'è qualcosa che non va. Ciò scoraggerà gli ibridatori, che smetteranno di creare qualcosa di nuovo, qualcosa di meglio e inizieranno a creare ciò che è di moda o... più o meno sempre le stesse cose. È triste".

lunedì 3 agosto 2026

CALDO TORRIDO E SICCITA'








Consiglio per questo periodo di caldo torrido, soprattutto per le zone in cui si comincia ad avere scarsità di acqua: quando annaffiate le rose nel terreno, assicuratevi sempre di annaffiarle in modo completo, ciò significa almeno 5 litri per rosa. Quindi annaffiatele in questo modo due volte a settimana invece di un po' ogni giorno o ogni due giorni. Lasciamo che le radici delle rose cerchino l'umidità più in profondità nel terreno.

Quando ne diamo grande quantità, l'acqua si disperde più in profondità. La rosa dovrà così sforzarsi per andare a cercarla più giù. Questo rende le radici più indipendenti nei lunghi periodi di secca. Quando le rose vengono annaffiate ogni giorno, esse hanno "la vita più comoda" e sviluppano solo radici superficiali, il che le rende molto più dipendenti da noi. 

Per le rose in vasi: dosi quotidiane di acqua fino a quando non esce dai fori sul fondo. Non lasciate che si asciughino!