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mercoledì 28 ottobre 2026

IBRIDATORI DI FAMA MONDIALE

L'esperto botanico e rodologo inglese Martin Stott, di cui seguo l'interessante blog, ha recentemente pubblicato un articolo riguardante i migliori ibridatori del momento.

A suo giudizio, il migliore ibridatore in attività è Thomas Proll di Kordes.














Proll torna ripetutamente a casa dalle competizioni internazionali di rose con le braccia cariche di certificati incorniciati, medaglie e trofei.
Ma ci sono tanti altri ibridatori molto bravi. Sempre in Germania ci sono Tantau e Noack.

In Francia il più grande è certamente Meilland, ma si sta facendo strada vincendo premi anche André Eve. Dalla Polonia arriva Lukasz Rojewski, un ibridatore carismatico che potete trovare su Facebook.

Il Belgio ci offre due grandi ibridatori: Martin Vissers e Ann Boudolf-Veldt di Lens Roses.

In Danimarca si producono le rose Poulsen, ma sempre in Danimarca c'è una ibridatrice che si sta costruendo una solida reputazione, Rosa Eskelund.

L'Irlanda è sempre stata la patria di grandi ibridatori, tra cui spicca Colin Dickson, e inoltre Dave Kenny, un dilettante che continua a vincere premi per le sue rose (foto sotto).

















Dall'America arrivano le rose di Tom Carruth, ora in pensione. Si stanno poi facendo conoscere anche i cinesi e i giapponesi (di cui ho parlato in un paio di post poco tempo fa, a proposito delle rose blu).

In Gran Bretagna ci sono Chris Warner (che ha ormai 90 anni) e la sua successora Catherine Shaw. Inoltre Peter Beales, Harkness e Fryer. E naturalmente David Austin, fondatore e ibridatore storico dell'azienda, cui è succeduto Carl Bennet, che ha affiancato a lungo David Austin Sr. portando avanti la tradizione e l'evoluzione delle nuove varietà.

Noto un grandissimo vuoto nell'articolo di Stott: l'Italia non è nominata neppure en passant. E dire che grandi ibridatori non sono mancati nel passato, e in questo momento Barni è l'azienda di punta con l'ibridatrice Beatrice Barni. Ecco, italiani di nuovo relegati nel dimenticatoio...

IL CONCORSO INTERNAZIONALE "PREMIO ROMA" PER ROSE NUOVE

Finalmente ho un numero sufficiente di rose per ogni varietà, da inviare a concorso. Ho scelto il Concorso di Roma (qui ho parlato del Concorso 2026), spero mi porti bene.











Il concorso "Premio Roma", fu istituito nel 1933 ed elegge le migliori varietà di rose inedite. Si svolge a Roma nella sede del Roseto di Roma Capitale, nel terzo sabato del mese di maggio.

Le varietà, provenienti da tutto il mondo, arrivano al Roseto due anni prima della manifestazione. Durante questo periodo vengono curate dai Tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale "Giuria Permanente" chiamata a valutare aspetti come la rifiorenza, la resistenza alle malattie, il portamento, ecc., conferendo un punteggio tecnico ad ogni varietà partecipante.

A questo, il giorno del concorso, viene associato il punteggio "estetico" dato dalla Giuria Internazionale. Si avrà così una rosa vincente per ogni categoria in gara. Inizialmente il concorso prevedeva due riconoscimenti: uno per le rose italiane e uno per le straniere, ma nel 1953 venne deciso un unico premio, adeguando la manifestazione romana alle altre competizioni europee.

La prima edizione si svolse nel 1933 a Colle Oppio, che ospitò le manifestazioni successive fino al 1940. Poi, dopo l'interruzione dovuta alla guerra, riprese nel 1951 sul Colle Aventino.

La Giuria Internazionale

La Giuria Internazionale è formata da membri non necessariamente legati al mondo delle rose. Vengono scelti tra i Direttori dei più prestigiosi Parchi e Orti Botanici del Mondo, ma anche tra personaggi del mondo della cultura e dell'impegno sociale, come fu Susanna Agnelli. Spesso provengono dal mondo della Diplomazia: ricordiamo ancora la simpatia della Signora Corinne Boggs, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede, oppure la competenza di Lady Jessica Shepherd, Ambasciatore del Regno Unito presso lo Stato Italiano. Ma tra i tanti personaggi che hanno onorato il nostro concorso, qualcuno narra della fantomatica presenza, negli anni cinquanta, di Agatha Christie, ovviamente sotto un altro nome.

La Giuria Permanente

Il Premio Roma è dedicato alle nuove varietà, cioè agli esemplari non ancora in commercio. Le rose partecipanti arrivano a Roma 20 mesi prima della manifestazione per dar modo alle giovani piantine, provenienti da tutti i continenti, di svilupparsi e ambientarsi al nostro clima. Per questo, nel settore dedicato al Concorso, vi sono tre aree che a rotazione vengono preparate per accogliere le “giovani promesse” (dietro a ogni nuovo ibrido c’è un lavoro di ricerca e selezione che dura almeno 10 anni). Durante questo periodo le rose vengono curate dagli esperti tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale giuria permanente chiamata a esprimere un giudizio tecnico che riguarda, ad esempio, il portamento della pianta, il colore del fogliame, la rifiorenza e la resistenza alle malattie. Sia i tecnici del roseto sia i giurati non conoscono l’origine e la provenienza delle varietà in gara, identificabili solo con un numero. Il giorno del concorso ogni rosa ha un suo punteggio di partenza al quale si somma quello espresso dalla giuria internazionale, essenzialmente basato su criteri olfattivi e estetici (colore, forma del fiore).

Accanto a queste due Giurie, operano giurie "Speciali" per premi speciali:

  • Premio Fragranza: Viene assegnato da una giuria composta da chimici e profumieri (o esperti del settore olfattivo), che valutano specificamente le qualità e l'intensità del profumo delle rose in concorso.
  • Rosa dei Bambini: Viene assegnata da una giuria di bambini, solitamente composta da alunni delle scuole primarie della zona (come le classi terze delle scuole primarie cittadine invitate per l'occasione)