E rimanendo nell'ambito dei fiori, ho notato che alcuni fiori che per me puzzano, per altri profumano. E viceversa.
Ma da cosa dipende tutto ciò? Anche se non sono una sua fan, questa volta la domanda l'ho fatta all'Intelligenza Artificiale di Google. Ecco la spiegazione.
La percezione degli odori è soggettiva e dipende da fattori biologici, genetici ed emotivi. Le preferenze non sono casuali ma sono determinate da un mix complesso:
Genetica: Ognuno possiede una dotazione diversa di recettori olfattivi che determina quali molecole riusciamo a sentire e con quale intensità. Ad esempio, alcune persone percepiscono il coriandolo come delizioso, mentre per altre sa di sapone a causa di una specifica variante genetica.
Esperienze ed emozioni: Il bulbo olfattivo è strettamente connesso al sistema limbico, l'area del cervello che gestisce le emozioni e la memoria. Un odore neutro o sgradevole può essere associato a un ricordo felice d'infanzia (rendendolo piacevole) o, al contrario, a un'esperienza traumatica.
Istinto di sopravvivenza: Dal punto di vista evolutivo, il disgusto è un meccanismo di difesa. Odori come le uova marce o la carne in decomposizione attivano il rigetto per proteggerci da cibi andati a male e potenziali infezioni.
Tuttavia, gli studi dimostrano che alcune reazioni di base sono universali: l'essere umano tende a classificare la vaniglia come l'odore più piacevole al mondo a prescindere dal proprio background culturale.
Ok, fin qui tutto chiaro. A questo punto sono voluta andare più sul personale. Siamo in estate, in pienissima estate, in pienissima caldissima estate. Cosa ci può essere di più piacevole di una fetta di melone o di cocomero fresca? O di un'insalata a base di cetrioli?
Piacevole per gli altri! Io infatti odio gli odori di questi vegetali. Mi sono chiesta il perchè, e l'ho chiesto all'IA. Ecco la risposta:
Le motivazioni sono molteplici.
-Stessa famiglia botanica: Cetriolo, cocomero (anguria) e melone appartengono tutti alla famiglia delle Cucurbitacee.
-Molecole in comune: le Cucurbitacine. Sono diverse e condividono composti chimici volatili, in particolare aldeidi e alcoli a sei e nove atomi di carbonio (come il trans-2-nonenale), che si sprigionano nell'aria quando vengono tagliati.
-Fattore genetico: Alcune persone possiedono recettori olfattivi più sensibili a queste specifiche molecole, percependo l'odore come erbaceo, pungente, ferroso o sgradevolmente "cimicino".
-Il ruolo dell'acquosità: L'elevata quantità di acqua fa sì che non abbiano un profumo dolce o avvolgente, ma piuttosto un sentore fresco e umido che il cervello può interpretare come "di muffa" o sgradevole.
La Cucurbitacina è la difesa della pianta: Le zucchine e le zucche producono cucurbitacine per non farsi mangiare dagli insetti. Se possiedi il gene recettore dell'amaro TAS2R38 in forma sensibile, il tuo naso avverte questa difesa chimica anche in dosi microscopiche, etichettando l'odore come "veleno" o "non commestibile".
Non si tratta quindi di gusti difficili, ma di una vera e propria barriera biochimica che il tuo corpo usa per proteggersi da molecole che percepisce come tossiche.
In breve: non sei tu a essere "capriccioso" con il cibo, è la tua biologia che rileva queste tre molecole in modo amplificato e te le segnala come sgradevoli per tenerti alla larga da quel preciso profilo aromatico.
E con questo ho risolto un mistero! I miei familiari mi prendono sempre in giro quando me ne vado di corsa da tavola perchè mangiano cocomero o cetrioli!

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